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Art. 157 Codice Penale — Anno 2026

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495 provvedimenti

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Recidiva reiterata prescrizione: cosa sapere
La Corte di Cassazione ha esaminato la questione della recidiva reiterata prescrizione in un caso di false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Il ricorrente sosteneva che l'aumento dei termini di prescrizione dovuto alla recidiva violasse il divieto di doppio giudizio. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la recidiva incide legittimamente sia sui termini minimi che su quelli massimi di prescrizione.
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Nullità notifica appello e prescrizione reati
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per reati fallimentari a causa della nullità notifica appello, riscontrando l'omessa citazione dell'imputata. Parallelamente, alcuni capi d'imputazione relativi a fatti del 2012 sono stati dichiarati estinti per intervenuta prescrizione maturata dopo la sentenza di secondo grado.
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Ricettazione: prova e prescrizione nella Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione. La sentenza conferma che la mancata giustificazione del possesso di beni di provenienza illecita costituisce prova della consapevolezza del reato. Inoltre, chiarisce le modalità di calcolo della prescrizione, specificando che i periodi di sospensione del processo si aggiungono al termine massimo, posticipandone la scadenza.
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Prescrizione reati tributari: la Cassazione decide
Un contribuente ricorre in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato di omessa dichiarazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che per il calcolo della prescrizione reati tributari si applica la legge in vigore alla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione, non quella dell'anno d'imposta. La recidiva reiterata ha ulteriormente allungato il termine a 15 anni.
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Prescrizione e recidiva: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso basato sulla presunta estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha chiarito che la recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale, in quanto circostanza aggravante ad effetto speciale, incide significativamente sul calcolo dei termini di prescrizione, aumentandoli e impedendo l'estinzione del reato. L'analisi del rapporto tra prescrizione e recidiva è stata centrale per la decisione.
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Inammissibilità del ricorso: la prescrizione non salva
Due imputati ricorrono in Cassazione contro una condanna per reati contravvenzionali, lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche e l'intervenuta prescrizione. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso, affermando che la genericità dei motivi e l'irrilevanza della prescrizione maturata dopo la lettura del dispositivo della sentenza impugnata rendono l'appello manifestamente infondato, bloccando di fatto ogni possibilità di estinzione del reato.
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Prescrizione reati: annullata condanna in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazioni del Codice della Strada a causa dell'intervenuta prescrizione reati. La Corte ha stabilito che il termine di sei anni, decorrente dalla sentenza di primo grado, era già scaduto prima della notifica del decreto di citazione in appello. Di conseguenza, la Corte d'Appello avrebbe dovuto dichiarare l'estinzione del reato, commettendo un errore che ha portato all'annullamento senza rinvio della sua decisione.
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Omessa motivazione: quando la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per tentata estorsione aggravata. Sebbene la maggior parte dei motivi di ricorso sia stata respinta, la Corte ha rilevato un vizio insanabile: la totale omessa motivazione da parte della Corte d'Appello su uno specifico motivo sollevato dalla difesa riguardante il diniego di un rito abbreviato condizionato. Questo caso sottolinea come il dovere del giudice di motivare le proprie decisioni sia un principio fondamentale del giusto processo.
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Falso innocuo: no se si omettono precedenti penali
Un soggetto condannato per aver omesso i suoi precedenti penali in un'istanza alla P.A. ricorre in Cassazione invocando il falso innocuo. La Corte dichiara il ricorso inammissibile: l'omissione è rilevante per la valutazione discrezionale dell'ente e non può considerarsi innocua.
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Recidiva e prescrizione: quando il ricorso è infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per falsa attestazione a pubblico ufficiale. I motivi, incentrati sulla contestazione della recidiva e prescrizione del reato, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La Corte ha chiarito che il corretto riconoscimento della recidiva impedisce la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione, soprattutto quando il motivo di ricorso sulla recidiva stessa è generico e non specifico.
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Concorso esterno associazione mafiosa: la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un comandante della polizia penitenziaria per concorso esterno in associazione mafiosa e per un agente per spaccio di droga in carcere. La sentenza chiarisce i limiti del principio del 'ne bis in idem' e i criteri per configurare il contributo dell'extraneus al sodalizio criminale, come veicolare messaggi per i detenuti. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati di droga. I motivi, relativi a prescrizione, recidiva e valutazione delle prove, sono stati ritenuti generici e riproduttivi di censure già esaminate, confermando la decisione della Corte d'Appello e condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Particolare tenuità del fatto e guida senza patente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida senza patente con recidiva nel biennio. La Corte ha stabilito che l'istituto della particolare tenuità del fatto non è applicabile a tale reato, poiché la recidiva, elemento costitutivo del reato stesso, contrasta con il requisito della non abitualità della condotta richiesto per beneficiare della causa di non punibilità.
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Prescrizione bancarotta: quando il reato non si estingue
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta semplice documentale. L'imputato sosteneva l'estinzione del reato per prescrizione, ma la Corte ha ribadito che il termine decorre dalla data della sentenza di fallimento. Nel caso specifico, il termine massimo di sette anni e sei mesi non era ancora trascorso, anche considerando le sospensioni previste dalla legge. La decisione chiarisce come si calcola la prescrizione bancarotta, confermando la condanna.
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Ricettazione: attenuanti e tenuità del fatto decise
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di ricettazione, rigettando alcuni ricorsi ma annullandone altri con rinvio. La sentenza chiarisce i criteri per la valutazione delle attenuanti del danno di speciale tenuità (art. 62 n. 4 c.p.) e della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte ha stabilito che tali valutazioni devono essere strettamente ancorate al singolo fatto contestato, senza considerare contesti criminali più ampi non formalmente ascritti all'imputato, garantendo un'applicazione più precisa e garantista del diritto penale.
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Aggravante usura attività: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene su un caso di usura, chiarendo l'applicazione dell'aggravante usura attività imprenditoriale. La sentenza stabilisce che l'aggravante è configurabile per il solo fatto che la vittima eserciti un'attività protetta, a prescindere dalla destinazione del prestito. La Corte ha inoltre annullato parzialmente la condanna per prescrizione e per violazione del principio del 'ne bis in idem', rinviando per una nuova valutazione del trattamento sanzionatorio.
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Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per truffa, stabilendo principi chiave. La Corte chiarisce che l'inammissibilità del ricorso impedisce di rilevare l'eventuale prescrizione del reato maturata dopo la sentenza d'appello. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici, manifestamente infondati e non proposti correttamente nei gradi di merito precedenti.
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Prescrizione e parte civile: la guida completa
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per calunnia a causa dell'intervenuta prescrizione del reato. Tuttavia, ha confermato le statuizioni civili, obbligando gli imputati al risarcimento del danno in favore della parte civile. La sentenza chiarisce importanti principi sulla prescrizione e parte civile, specificando che, anche se il reato è estinto, il giudice deve valutare la responsabilità ai fini civili. Inoltre, ha validato la nomina del difensore della parte civile avvenuta oralmente in udienza, considerandola una procura speciale valida.
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Incauto acquisto: l’obbligo di verifica sui pagamenti
La Corte di Cassazione conferma la condanna per incauto acquisto a carico dei gestori di un'agenzia di scommesse. I due avevano ricevuto ingenti somme da un cliente per saldare debiti di gioco, tramite bonifici provenienti da una società terza. Secondo la Corte, la provenienza del denaro da un soggetto diverso dal debitore e l'entità delle somme costituivano elementi di sospetto tali da imporre un obbligo di verifica, la cui omissione integra il reato.
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Riqualificazione del reato: limiti e conseguenze
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2247/2026, affronta il tema della riqualificazione del reato in appello. Un imputato, originariamente accusato di ricettazione, ha visto il suo reato riqualificato in furto in abitazione. La Corte ha stabilito che tale modifica è legittima, anche se il nuovo reato è astrattamente più grave, a patto che non venga aumentata la pena. Tuttavia, ha annullato la condanna al pagamento delle spese processuali d'appello, poiché la riqualificazione costituiva un parziale accoglimento del ricorso.
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