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Art. 157 Codice Penale — Anno 2022

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1168 provvedimenti

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Prescrizione illecito amministrativo enti: quando il tempo non estingue
Il Tribunale di Fermo aveva dichiarato estinto un illecito amministrativo a carico di un'azienda (collegato a lesioni colpose) per intervenuta prescrizione, applicando erroneamente le norme penali comuni (Art. 157 c.p.). Il Procuratore Generale ha proposto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la `prescrizione illecito amministrativo enti` è regolata dall'Art. 22 D.lgs. 231/2001. Tale norma prevede una sospensione del termine di prescrizione fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio a carico dell'ente. La Corte ha annullato la sentenza, rinviando gli atti per un nuovo giudizio conforme a questi principi.
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Reato di truffa: intascare il denaro e sparire porta alla condanna
Un venditore ha intascato il denaro per un bene, fornendo false rassicurazioni sull'avvenuta spedizione per poi rendersi irreperibile. I giudici hanno qualificato il fatto come reato di truffa. L'autore ha fatto ricorso sostenendo che il fatto non costituisse raggiro e invocando la prescrizione maturata prima del deposito della motivazione della sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la falsa promessa di spedizione e la successiva fuga integrano un raggiro fraudolento. Inoltre, il termine di prescrizione si calcola con riguardo alla data della lettura del dispositivo e non al momento del deposito della motivazione scritta. Il venditore perde la causa e subisce la conferma della condanna.
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Prescrizione reato tributario: quando l’omissione non si estingue
Un Lavoratore è stato accusato di omessa dichiarazione fiscale per l'anno 2011, reato commesso nel 2012. Il Tribunale aveva dichiarato il reato estinto per prescrizione. Il Procuratore Generale ha impugnato, sostenendo l'errata applicazione dei termini di prescrizione reato tributario, che sono aumentati di un terzo per i fatti successivi al 17 settembre 2011. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la prescrizione non era ancora maturata, considerando l'applicazione della norma e le sospensioni. La sentenza del Tribunale è stata annullata e il caso rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Prescrizione del reato: annullata condanna giunta troppo tardi
L'Imputato veniva condannato in primo grado per la detenzione di circa sedici grammi di marijuana destinati allo spaccio. Tra la sentenza di primo grado e il decreto di citazione per il giudizio d'appello trascorrevano oltre sei anni senza atti interruttivi. La Corte d'Appello confermava la condanna, ignorando il tempo trascorso. L'Imputato proponeva ricorso per Cassazione contestando il mancato rilievo dell'estinzione del procedimento. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, evidenziando che la prescrizione del reato si era già verificata prima della decisione di secondo grado. Poiché non emergevano prove evidenti per un'assoluzione nel merito, la Cassazione ha annullato la sentenza senza rinvio. L'Imputato ottiene così l'estinzione della condanna per decorso dei termini.
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Prescrizione del reato: stop alla condanna per tentato furto
L'Imputato è stato condannato per il reato di tentato furto aggravato risalente al settembre 2013. Il difensore ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha accertato la validità del ricorso, requisito indispensabile per esaminare la vicenda. I giudici non sono entrati nel merito delle contestazioni, in quanto si è verificata la prescrizione del reato. Essendo decorso il termine massimo di sette anni e mezzo dal fatto, la Suprema Corte ha annullato la sentenza senza rinvio, cancellando la condanna dell'imputato.
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Condanna per Truffa Annullata: la Sospensione della Prescrizione Salva l’Imputata
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna di una signora per il reato di truffa (art. 640 c.p.). La Corte d'Appello aveva condannato la signora, ribaltando un'assoluzione. La difesa ha contestato la nullità della sentenza per mancata notifica dell'impugnazione del Pubblico Ministero e l'errata applicazione della normativa sulla sospensione della prescrizione del reato dovuta all'emergenza pandemica. La Cassazione ha ritenuto infondato il motivo sulla notifica, ma ha accolto quello sulla prescrizione. Ha stabilito che il termine massimo di prescrizione era spirato prima della sua decisione, annullando la sentenza di condanna per estinzione del reato.
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Minaccia aggravata e recidiva: ricorso inammissibile
L'Imputato è stato condannato per il reato di minaccia aggravata sulla base delle dichiarazioni della vittima e di vari testimoni. L'uomo ha presentato ricorso per Cassazione contestando la valutazione delle prove e sostenendo che il reato fosse ormai estinto per prescrizione. I Supremi Giudici hanno respinto totalmente le censure. La Cassazione ha ricordato che non è possibile richiedere una nuova ricostruzione dei fatti in sede di legittimità. Inoltre, la presenza della recidiva reiterata specifica e infraquinquennale ha allungato i tempi necessari a prescrivere l'illecito, rendendo la relativa richiesta priva di fondamento. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con la conferma integrale della condanna e l'obbligo per il ricorrente di versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Porto abusivo di armi: reato prescritto ma confisca confermata
L'Imputato veniva condannato in primo grado al pagamento di un'ammenda per il reato di porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere, oltre alla confisca del materiale sequestrato. Il cittadino proponeva ricorso lamentando il diniego della particolare tenuità del fatto, motivato unicamente dalla presenza di un precedente penale. La Corte di Cassazione ha giudicato ammissibile il ricorso, ribadendo che un precedente penale non preclude automaticamente la causa di non punibilità. Grazie all'ammissibilità dell'impugnazione, la Suprema Corte ha potuto rilevare d'ufficio il decorso del termine di cinque anni necessario per la prescrizione del reato. La sentenza impugnata è stata quindi annullata senza rinvio per estinzione del reato, fermi restando l'obbligo di confisca e la conseguente distruzione di quanto sottoposto a sequestro.
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Occupazione Abusiva: Quando la Prescrizione non Salva e lo Stato di Necessità non Basta
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per **occupazione abusiva** di un edificio a carico di due persone. I ricorrenti lamentavano la prescrizione del reato, l'assenza degli elementi costitutivi del delitto, l'applicazione dello stato di necessità e la particolare tenuità del fatto. La Cassazione ha respinto tutti i ricorsi, ribadendo che l'occupazione abusiva è un reato permanente, la cui prescrizione decorre dalla cessazione dell'occupazione. Ha inoltre escluso lo stato di necessità e la particolare tenuità, ritenendo le motivazioni dei giudici di merito corrette. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, con condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle Ammende.
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Guida in ebbrezza: la prescrizione del reato annulla la pena
L'Imputato veniva condannato dai giudici di merito per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso nell'agosto 2015. Contro la sentenza della Corte d'Appello, L'Imputato proponeva ricorso per Cassazione denunciando la mancata audizione di un testimone, vizio di motivazione e chiedendo l'accertamento dell'intervenuta prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha riscontrato che il ricorso non era inammissibile e che il termine massimo di prescrizione, compresi i periodi di sospensione, era decorso a dicembre 2020. Non essendoci presupposti evidenti per un'assoluzione nel merito, la Suprema Corte ha disposto l'annullamento della sentenza senza rinvio. L'Imputato evita la condanna penale grazie all'intervenuta prescrizione del reato.
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Condanna annullata: la prescrizione del reato batte l’accusa
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna inflitta a un cittadino per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. I giudici hanno accertato la maturata prescrizione del reato prima dell'avvio del giudizio di secondo grado. La Suprema Corte ha chiarito che l'estinzione dell'illecito per decorso del tempo cancella integralmente l'imputazione e prevale sempre sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Recidiva e ricorso straordinario per errore di fatto
La Corte di Cassazione ha affrontato il ricorso straordinario per errore di fatto proposto da un imputato contro una precedente decisione di inammissibilità. Il ricorrente sosteneva che i giudici di legittimità avessero calcolato male la prescrizione del reato, conteggiando erroneamente l'aggravante della recidiva che, a suo avviso, i giudici di merito avevano implicitamente escluso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il rimedio straordinario è esperibile solo per sviste puramente materiali e percettive, come un mero errore di calcolo dei giorni di sospensione. L'interpretazione circa la sussistenza o l'esclusione della recidiva costituisce invece una valutazione giuridica su atti processuali. Non potendosi configurare una semplice svista di fatto, la Cassazione ha respinto l'istanza e condannato il ricorrente al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Furto e prescrizione del reato: Cassazione annulla la condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato da un imputato condannato nei primi due gradi di giudizio per furto pluriaggravato, commesso nel gennaio 2010. Il ricorrente ha lamentato l'intervenuta prescrizione del reato prima della celebrazione del processo di secondo grado. Tra il deposito della sentenza di primo grado nel maggio 2010 e la successiva citazione per il giudizio di appello nel luglio 2020 sono trascorsi oltre dieci anni. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ribadendo che l'interruzione del corso del tempo non impedisce l'estinzione della contestazione se tra due atti processuali consecutivi decorre interamente il termine ordinario di legge. I giudici hanno quindi annullato la condanna senza rinvio.
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Guida in stato di ebbrezza: la prescrizione del reato annulla la condanna
Un automobilista è stato condannato per guida in stato di ebbrezza. Ha contestato la sentenza, sollevando dubbi sulla validità dell'alcol test e sulla mancata concessione della non menzione della condanna. La Corte di Cassazione ha dichiarato la `prescrizione del reato`, poiché il tempo massimo per la punibilità era scaduto. Di conseguenza, la condanna è stata annullata e la sospensione della patente di guida, una sanzione amministrativa accessoria, è stata revocata. Gli atti sono stati trasmessi al Prefetto per le decisioni sulle sanzioni amministrative residue.
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Furto di energia elettrica: la condanna cade in prescrizione
La vicenda riguarda una persona condannata nei primi due gradi di giudizio per il reato di furto di energia elettrica, commesso tramite allacciamento abusivo fino all'aprile 2013. L'imputata ha proposto ricorso per Cassazione deducendo che il reato si era estinto per prescrizione prima della pronuncia della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ricordando che il termine prescrizionale decorre dall'ultimo prelievo abusivo e che il giudice ha il dovere di dichiarare immediatamente l'estinzione del reato. I giudici di legittimità hanno pertanto annullato la condanna senza rinvio.
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Bancarotta: Condanna Annullata per Prescrizione del Reato in Cassazione
Un imprenditore è stato condannato per bancarotta fraudolenta e semplice. Ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la sentenza senza rinvio. Ha stabilito che i reati erano estinti per prescrizione del reato prima ancora che la Corte d'Appello pronunciasse la sua decisione. Questo perché era trascorso troppo tempo dalla commissione dei fatti. La Corte ha ribadito l'obbligo del giudice di dichiarare immediatamente la prescrizione, anche se non eccepita dalle parti, quando questa è maturata.
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Concorso in Peculato: Cassazione Annulla Condanna per Vizi di Prova e Prescrizione
L'ex Capogruppo di un Ente Pubblico era stato condannato per concorso in peculato. Avrebbe, con la sua Collaboratrice, simulato acquisti di valori bollati con false attestazioni per appropriarsi di circa 62.000 euro di fondi pubblici. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per i reati commessi fino al 30 giugno 2009, dichiarandoli estinti per prescrizione. Per i restanti reati e per gli aspetti civili, la Cassazione ha rinviato il caso a una diversa sezione della Corte d'Appello di Bologna. Ha ritenuto che la motivazione precedente fosse viziata, non avendo provato in modo sufficiente il dolo e il contributo causale dell'ex Capogruppo nel concorso in peculato.
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Ricettazione e Prescrizione: La Carabina Rubata e il Tempo che Estingue il Reato
Un Lavoratore è stato condannato per ricettazione e detenzione illecita di una carabina rubata. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna. La Cassazione ha annullato la sentenza per il reato di ricettazione, dichiarandolo estinto per **prescrizione del reato di ricettazione**. Questo perché il furto della carabina risaliva al 2011 e il reato di ricettazione, in assenza di prova certa sulla data di acquisizione del bene da parte dell'imputato, si considera consumato in prossimità del furto. La condanna per la detenzione illecita della carabina è stata invece confermata, con rinvio per ricalcolare la pena.
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Trasferimento fraudolento di valori: reato prescritto, confisca da riesaminare
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di condanna per trasferimento fraudolento di valori, finalizzato a eludere misure di prevenzione patrimoniale. Gli imputati avevano ceduto quote societarie per occultare la reale titolarità dei beni. La Suprema Corte ha accertato che il reato era estinto per prescrizione, anche considerando i periodi di sospensione dovuti a rinvii e all'emergenza pandemica. Tuttavia, ha annullato con rinvio la sentenza solo per la parte relativa alla confisca dei beni, chiedendo una nuova valutazione del dolo specifico (l'intenzione di frodare) da parte della Corte d'Appello, poiché la motivazione precedente era insufficiente. La responsabilità penale è cessata, ma la confisca resta da decidere.
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Bancarotta fraudolenta: condanna cancellata per prescrizione
L'Amministratore di una società fallita subiva una condanna per il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. L'imputato proponeva ricorso per cassazione denunciando gravi vizi procedurali legati alla mancata notifica degli avvisi di fissazione udienza nel corso del giudizio di appello. I Supremi Giudici hanno esaminato gli atti e hanno riscontrato l'omessa prova della notifica al difensore e all'imputato per l'udienza decisiva. Di conseguenza, in mancanza dei presupposti per un proscioglimento pieno nel merito, la Corte di Cassazione ha accertato il superamento dei termini massimi di prescrizione, considerando anche i periodi di sospensione maturati durante l'intero iter processuale. La Corte ha quindi disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, dichiarando la totale estinzione dei reati ascritti.
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