LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1406 Codice Civile

Pagina 8 di 11

217 provvedimenti

Cessione leasing e nullità: la Cassazione decide
La pretesa di un istituto di credito in un fallimento è stata respinta in primo grado, considerando nulla la cessione leasing a una società finanziariamente instabile. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la cessione di un contratto non equivale a un'abusiva concessione di credito, poiché non comporta l'erogazione di nuove finanze. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame, chiarendo i confini della nullità contrattuale in ambito bancario.
Continua »
Definizione agevolata: stop al processo tributario?
Una società impugna un avviso di accertamento fiscale fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, aderisce alla definizione agevolata e chiede un rinvio per provare i pagamenti. La Corte accoglie l'istanza, sospendendo la decisione nel merito in attesa della conclusione della procedura di sanatoria.
Continua »
Trattamento retributivo: come tutelarlo nel passaggio
Un dipendente pubblico, trasferito da un ente a un altro, subiva una riduzione dello stipendio a causa della sostituzione di una voce retributiva con un'altra di importo inferiore. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo che in caso di passaggio diretto di personale, il lavoratore ha diritto a conservare il trattamento retributivo globale precedente. L'eventuale eccedenza deve essere erogata come assegno 'ad personam' riassorbibile, garantendo la protezione della retribuzione acquisita.
Continua »
Subentro società di progetto: la Cassazione decide
Una società, cessionaria di un ramo d'azienda di un membro di un'A.T.I. aggiudicataria di una concessione in project financing, si è vista negare il subentro nel contratto. La Corte di Cassazione ha chiarito che la normativa successiva, che prevede una sostituzione totale dell'A.T.I. con la società di progetto, ha natura innovativa e non retroattiva. Pertanto, per le gare bandite prima della sua entrata in vigore, il subentro società di progetto non comporta una novazione, ma un acquisto a titolo derivato, mantenendo l'A.T.I. come titolare originario del rapporto.
Continua »
Opposizione decreto ingiuntivo: il rito del creditore
Una creditrice ottiene un decreto ingiuntivo contro un Comune per canoni di locazione, usando il rito ordinario. Il Comune si oppone con lo stesso rito. La Corte di Cassazione stabilisce che l'opposizione a decreto ingiuntivo deve seguire il rito scelto dal creditore, anche se errato, in base al principio dell'apparenza, annullando la decisione d'appello che aveva dichiarato l'opposizione inammissibile.
Continua »
Interpretazione accordi aziendali: il limite in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva l'assunzione sulla base di vecchi accordi aziendali. La Corte ha ribadito che l'interpretazione di tali accordi è di competenza esclusiva dei giudici di merito (Tribunale e Corte d'Appello) e non può essere contestata in sede di legittimità, a differenza di quanto avviene per i contratti collettivi nazionali.
Continua »
Mobilità volontaria: diritto all’assegno ad personam
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20953/2024, ha stabilito che un dipendente pubblico trasferito tramite mobilità volontaria ha diritto a un assegno 'ad personam' per conservare il trattamento economico acquisito. Il principio del divieto di 'reformatio in peius' (peggioramento della condizione economica) prevale, anche dopo le modifiche legislative all'art. 30 del D.Lgs. 165/2001. La mobilità si configura come una cessione del contratto di lavoro, garantendo la continuità giuridica ed economica del rapporto.
Continua »
Indennità di amministrazione: sì alla parità post-mobilità
Due dipendenti, trasferite da un'università a un ministero, hanno rivendicato il diritto a una maggiore indennità di amministrazione, pari a quella dei colleghi provenienti da un altro ente accorpato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che in caso di mobilità tra enti pubblici, si applica il trattamento economico dell'amministrazione di destinazione. Se questo è più favorevole, spetta di diritto al lavoratore trasferito, in base al principio di parità di trattamento, a prescindere dall'ente di provenienza.
Continua »
Inquadramento pubblico impiego: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20696/2024, ha stabilito un principio fondamentale per l'inquadramento nel pubblico impiego in caso di mobilità. Il caso riguardava una dipendente trasferita da un'amministrazione locale a una ministeriale, alla quale era stata assegnata una fascia retributiva inferiore basandosi sulla retribuzione iniziale anziché su quella effettivamente percepita, comprensiva delle progressioni maturate. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'amministrazione, confermando che il passaggio diretto configura una cessione del contratto e impone di conservare la posizione economica acquisita, per evitare una dequalificazione.
Continua »
Assegno ad personam: garantita la retribuzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20197/2024, ha confermato il diritto all'assegno ad personam per i dipendenti pubblici trasferiti tramite mobilità a un'altra amministrazione con un trattamento economico inferiore. La Corte ha stabilito che la riforma introdotta con la legge n. 246/2005 non ha abolito il principio di irriducibilità della retribuzione, ma ha solo chiarito che il nuovo rapporto di lavoro sarà regolato, per il futuro, dalle norme dell'ente di destinazione. Di conseguenza, il lavoratore ha diritto a un assegno riassorbibile per colmare la differenza retributiva.
Continua »
Bancarotta fraudolenta e patto di riservato dominio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28101/2024, ha confermato una condanna per bancarotta fraudolenta a carico di un imprenditore che aveva ceduto l'unico asset aziendale prima del fallimento. Anche se i beni erano stati acquistati con patto di riservato dominio e non erano ancora di piena proprietà, la loro cessione a un prezzo irrisorio è stata considerata un atto distrattivo, dannoso per i creditori, configurando così il reato di bancarotta fraudolenta.
Continua »
Cessione contratto preliminare: quando è valida?
Un soggetto subentra come venditore in un preliminare di compravendita immobiliare e si rifiuta di stipulare il definitivo. La Cassazione, con l'ordinanza 18911/2024, conferma il trasferimento coattivo del bene, chiarendo che la cessione del contratto preliminare è valida anche se il promissario acquirente ha già saldato il prezzo. L'obbligo principale che persiste, infatti, è quello di prestare il consenso al rogito definitivo.
Continua »
Patrimonio separato: scudo legale per le società veicolo
Una società e i suoi soci avevano ottenuto in appello la condanna di una banca e della società veicolo (SPV) cessionaria del credito. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, chiarendo che in un'operazione di cartolarizzazione, i crediti acquisiti costituiscono un patrimonio separato. Tale patrimonio è destinato esclusivamente a soddisfare i portatori dei titoli emessi per finanziare l'operazione e non può essere aggredito con domande riconvenzionali del debitore relative al rapporto con la banca originaria. L'SPV, quindi, non risponde delle passività del cedente.
Continua »
Inquadramento dipendente pubblico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16082/2024, ha stabilito i principi per il corretto inquadramento del dipendente pubblico in caso di mobilità tra amministrazioni diverse. Il caso riguardava un lavoratore trasferito da un Comune a un'Agenzia Fiscale, al quale era stata assegnata una qualifica inferiore. La Corte ha rigettato il ricorso dell'amministrazione, confermando che il passaggio diretto è assimilabile a una cessione del contratto e deve garantire la conservazione della qualifica e del trattamento economico acquisiti, evitando ogni forma di dequalificazione.
Continua »
Inquadramento mobilità volontaria: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministrazione pubblica contro la sentenza che riconosceva a una dipendente, trasferita da un'università, il diritto a un corretto inquadramento nella mobilità volontaria. La decisione conferma che l'appello deve contestare specificamente la ratio decidendi della sentenza impugnata, in questo caso basata sulle tabelle di trasposizione dei CCNL, e non su principi generali di valutazione delle mansioni.
Continua »
Cessione d’azienda: diritti dei lavoratori protetti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15740/2024, ha ribadito la solidità delle tutele per i lavoratori in caso di cessione d'azienda. La Corte ha stabilito che gli accordi individuali che peggiorano le condizioni contrattuali dei dipendenti, eludendo l'articolo 2112 c.c., sono nulli. Inoltre, ha chiarito che il termine di decadenza per impugnare i licenziamenti non si applica quando i lavoratori chiedono il riconoscimento della continuità del rapporto con il nuovo datore di lavoro.
Continua »
Obbligo retributivo cessione illegittima: la Cassazione
Con l'ordinanza n. 15276/2024, la Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo retributivo di un'azienda cedente nei confronti dei lavoratori in caso di cessione di ramo d'azienda dichiarata illegittima. Anche se i dipendenti hanno lavorato per la società cessionaria, il rapporto giuridico con il datore di lavoro originario non si è mai interrotto. La Corte ha stabilito che le somme dovute hanno natura di retribuzione e non di risarcimento, rigettando sia il ricorso principale dell'azienda che quello incidentale dei lavoratori.
Continua »
Cessione del ramo d’azienda: i requisiti essenziali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14840/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società tecnologica contro la sentenza che aveva giudicato inefficace la cessione del ramo d'azienda ad un'altra impresa. Al centro della decisione vi è il principio secondo cui, per una valida cessione del ramo d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c., il ramo trasferito deve possedere i requisiti di autonomia funzionale e preesistenza al momento della cessione, senza i quali è necessario il consenso del lavoratore.
Continua »
Cessione contratto locazione: la responsabilità solidale
Una società di telecomunicazioni, subentrata in un contratto di affitto tramite l'acquisizione di un ramo d'azienda, è stata ritenuta responsabile anche per i canoni non pagati dalla società precedente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13901/2024, ha confermato questo principio di responsabilità solidale, sottolineando che la cessione contratto locazione commerciale (ex L. 392/1978) è una norma speciale a tutela del locatore. La Corte ha inoltre giudicato inammissibile il motivo di ricorso relativo alla prova del pagamento, ritenendo le contabili di bonifico non sufficienti a dimostrare l'effettivo accredito delle somme.
Continua »
Mobilità volontaria: il calcolo dello stipendio
Una dipendente pubblica, trasferita tramite mobilità volontaria da un'università a un'agenzia statale, ha contestato il calcolo del suo nuovo stipendio. I giudici di merito avevano ritenuto corretto il calcolo dell'amministrazione di destinazione, che includeva una specifica indennità interna per dimostrare l'assenza di un peggioramento economico. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della lavoratrice, stabilendo che il confronto tra la vecchia e la nuova retribuzione, ai fini della determinazione dell'assegno ad personam, deve avvenire tra voci omogenee. Non è corretto utilizzare un'indennità accessoria prevista solo nel nuovo ente per neutralizzare una diminuzione della retribuzione base. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »