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Art. 140 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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755 provvedimenti

Altri anni per Art. 140 Codice di Procedura Civile

Notifica società estera: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22271/2024, ha stabilito che la procedura di notifica semplificata tramite raccomandata internazionale, prevista dall'art. 60 D.P.R. 600/1973, non si applica alle società estere "ab origine". Tale modalità è riservata esclusivamente a cittadini italiani iscritti all'AIRE o a società italiane con sede all'estero. Per una società genuinamente straniera, come una società lussemburghese nel caso di specie, è necessario seguire le forme ordinarie di notifica internazionale, come l'art. 142 c.p.c. Di conseguenza, la notifica dell'avviso di accertamento effettuata dall'Amministrazione Finanziaria è stata dichiarata inesistente.
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Notifica atto impositivo: quando è valida la CAD?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione di un contribuente contro una precedente ordinanza. Il caso riguardava la validità di una notifica di un atto impositivo perfezionatasi per compiuta giacenza. Il contribuente lamentava un errore di fatto, sostenendo che la Corte avesse erroneamente presunto che la comunicazione di avvenuto deposito (CAD) fosse stata ricevuta da un terzo autorizzato presso la sua abitazione. La Suprema Corte ha chiarito che non si trattava di un errore di fatto, ma di una valutazione giuridica. Ha ribadito che, per la regolarità della notifica, è irrilevante chi riceva la CAD o se sia specificata la sua qualità, essendo sufficiente il corretto invio della raccomandata informativa secondo le norme postali ordinarie.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
Una contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento basata su diverse cartelle esattoriali, contestando vizi di notifica. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, ha deciso di rinunciare all'azione. A seguito dell'accettazione della rinuncia da parte dell'Agenzia delle Entrate, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese legali tra le parti. La parola chiave è rinuncia al ricorso.
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Notifica avviso accertamento: la Cassazione decide
Una società contesta due avvisi di accertamento per vizi di sottoscrizione e di notifica. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso, confermando principi fondamentali. È stata ribadita la validità della delega di firma al funzionario, anche se priva di un termine di scadenza, e la piena legittimità della notifica dell'avviso di accertamento esecutivo effettuata direttamente a mezzo posta dall'Amministrazione Finanziaria, senza l'obbligo di ricorrere a un intermediario abilitato.
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Notifica cartella di pagamento: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla validità della notifica della cartella di pagamento eseguita direttamente dall'agente della riscossione. Con l'ordinanza n. 30678/2024, ha stabilito che tale modalità è legittima. Inoltre, ha chiarito che se un giudice annulla un atto per un vizio di notifica, le sue ulteriori argomentazioni sul merito sono irrilevanti (obiter dictum) e non devono essere oggetto di impugnazione. Infine, ha confermato che per i controlli automatizzati non è necessario un preventivo avviso di liquidazione.
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Notifica incompleta: quando la cartella è nulla
Un contribuente ha impugnato delle intimazioni di pagamento sostenendo la mancata notifica delle cartelle esattoriali originarie. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che una notifica incompleta ai sensi dell'art. 140 c.p.c., priva dell'affissione dell'avviso alla porta e della prova di ricezione della raccomandata, rende nullo l'atto. La sentenza evidenzia l'importanza del rigoroso rispetto di tutte le formalità procedurali per la validità della notificazione degli atti tributari.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente impugnava una cartella di pagamento di cui era venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione stabilisce che per l'impugnazione estratto di ruolo, il contribuente deve dimostrare di subire un pregiudizio concreto e attuale, come previsto dalla legge, non essendo più sufficiente la mera scoperta del debito.
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Sanatoria notifica tardiva: no alla cura oltre la decadenza
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della sanatoria per una notifica tardiva di un atto fiscale. Sebbene l'impugnazione da parte del contribuente possa sanare un vizio di notifica, tale effetto non opera se il perfezionamento della comunicazione avviene dopo la scadenza del termine di decadenza previsto per l'esercizio del potere impositivo. La Corte ha quindi rigettato il ricorso dell'agente della riscossione, confermando che il decorso del termine di decadenza rende l'atto irrecuperabile.
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Notifica atti fiscali: il domicilio dichiarato è decisivo
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo la nullità della notifica dell'atto di accertamento prodromico, avvenuta presso la vecchia residenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la notifica atti fiscali è legittima se effettuata al domicilio fiscale risultante all'Amministrazione finanziaria, che coincide con quello dichiarato dal contribuente, anche se nel frattempo si è trasferito. La variazione di residenza non era ancora efficace ai fini fiscali al momento della notifica.
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Omessa pronuncia: quando il rigetto è implicito
Una contribuente si oppone a un'iscrizione ipotecaria per un debito di oltre 500.000 euro, lamentando vizi di notifica e la nullità della sentenza d'appello per omessa pronuncia su diverse eccezioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che non si ha omessa pronuncia quando la decisione, nel suo complesso, è incompatibile con le eccezioni sollevate, configurando un rigetto implicito. La Corte ha inoltre ribadito l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso.
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Impugnativa estratti di ruolo: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21597/2024, ha stabilito che l'impugnativa di un estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo. Riformando una decisione di merito favorevole a una società, la Corte ha applicato la recente normativa che limita fortemente la possibilità di contestare un estratto di ruolo per omessa notifica della cartella di pagamento sottostante, a meno che non si verifichino specifiche condizioni di danno previste dalla legge.
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Notifica nulla: quando la conoscenza sana il vizio
La Corte di Cassazione chiarisce la differenza tra notifica nulla e inesistente. In un caso di notifica nulla di cartelle di pagamento, la Corte ha stabilito che la successiva richiesta di rateizzazione da parte del contribuente dimostra la sua piena conoscenza dell'atto, sanando il vizio originario. Di conseguenza, non avendo impugnato le cartelle entro i termini decorrenti da tale conoscenza, la pretesa fiscale è divenuta definitiva e non più contestabile.
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Impugnazione tardiva: quando è inammissibile?
Un contribuente ha presentato un'impugnazione tardiva alla Corte di Cassazione, sostenendo di non aver avuto conoscenza del giudizio d'appello a causa di una notifica nulla. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che non è sufficiente dimostrare un vizio nella notifica. L'appellante deve anche provare che tale vizio gli ha effettivamente impedito di venire a conoscenza del processo. Poiché la notifica è avvenuta presso l'indirizzo del difensore, la presunzione di conoscenza non è stata superata, rendendo l'impugnazione tardiva inammissibile.
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Irreperibilità assoluta: notifica valida al Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21384/2024, ha stabilito che la notifica di un atto impositivo è legittima se effettuata per irreperibilità assoluta quando, nonostante la correttezza dell'indirizzo anagrafico, le verifiche sul posto e la restituzione della posta con dicitura 'sconosciuto' dimostrano che il contribuente non ha più legami effettivi con quel luogo. Il contrasto tra i dati anagrafici e la realtà fattuale giustifica la procedura speciale, che prevede il deposito dell'atto presso la casa comunale.
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Società a ristretta base: notifiche e oneri probatori
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito importanti aspetti fiscali riguardanti la società a ristretta base partecipativa. La Corte ha stabilito la validità della notifica degli avvisi di accertamento a mezzo posta e ha confermato che l'obbligo di motivazione verso i soci è soddisfatto anche con il semplice rinvio all'atto impositivo della società. Inoltre, ha ribadito che spetta ai soci l'onere di provare la mancata distribuzione degli utili accertati in capo alla società.
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Notifica cartella pagamento: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha contestato un'intimazione di pagamento, sostenendo che la notifica della cartella di pagamento originaria fosse nulla. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per una valida notifica cartella pagamento in caso di irreperibilità relativa del destinatario, l'ente riscossore deve provare non solo la spedizione, ma l'effettiva ricezione della raccomandata informativa che avvisa del deposito dell'atto presso la casa comunale. La mancanza di tale prova rende la notifica invalida.
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Omesso esame fatto decisivo: la Cassazione chiarisce
Un contribuente impugna una cartella di pagamento per un vizio di notifica. La Commissione Tributaria Regionale accoglie il suo appello, ritenendo mancante la prova dell'invio della raccomandata informativa. L'Agente della Riscossione ricorre in Cassazione, lamentando un omesso esame di un fatto decisivo, ovvero l'esistenza della prova di tale invio, che era stata depositata in giudizio. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'Agente, chiarendo la differenza tra l'omesso esame di un fatto decisivo, rimedio corretto in questo caso poiché il fatto era controverso tra le parti, e l'errore di fatto revocatorio. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Notifica cartella pagamento: i vizi la rendono nulla
Un agente della riscossione ha impugnato una sentenza che annullava un'intimazione di pagamento a causa di una notifica della cartella di pagamento viziata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la notifica era nulla a causa della sua palese ambiguità e dell'omissione della raccomandata informativa, ribadendo la necessità di un rigore formale in questi procedimenti.
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Vizio di ultrapetizione: quando il giudice decide oltre
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito per vizio di ultrapetizione. Un contribuente aveva impugnato una cartella di pagamento eccependo la mancata notifica dell'atto di accertamento prodromico. Il giudice d'appello, però, aveva annullato l'atto per un presunto vizio di notifica della cartella stessa, motivo mai sollevato dal contribuente. La Suprema Corte ha cassato la decisione, riaffermando che il giudice deve pronunciarsi solo sulle domande proposte dalle parti, e ha rinviato la causa al giudice di secondo grado per una nuova valutazione.
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Definizione agevolata tributi: estinzione del giudizio
La Cassazione dichiara estinto un giudizio per dazi e IVA su importazioni grazie alla definizione agevolata tributi. La società importatrice ha pagato i tributi e aderito alla sanatoria per le sanzioni, estendendo i benefici anche alla società spedizioniera coobbligata, chiudendo così l'intera controversia.
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