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Art. 140 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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755 provvedimenti

Altri anni per Art. 140 Codice di Procedura Civile

Carenza di interesse: appello inammissibile
Un contribuente impugna un'intimazione di pagamento derivante da una precedente cartella esattoriale. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per carenza di interesse sopravvenuta, poiché il debito originario era stato estinto tramite adesione alla "rottamazione", rendendo così priva di scopo la contestazione dell'atto successivo.
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Notifica irreperibili: l’errore che annulla l’atto
La Corte di Cassazione interviene su un caso di notifica irreperibili, annullando una sentenza di appello. La corte territoriale aveva erroneamente ritenuto nulla una cartella di pagamento, confondendo la procedura per destinatario temporaneamente assente (art. 140 c.p.c.) con quella corretta, applicata dall'agente della riscossione, per soggetti trasferiti in luogo sconosciuto (art. 60, d.P.R. 600/1973). La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'agente, ravvisando un palese travisamento della prova documentale da parte del giudice di merito.
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Legittimazione attiva fallito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24666/2024, ha confermato la legittimazione attiva del fallito a impugnare una cartella di pagamento quando il curatore fallimentare rimane inerte. Tuttavia, ha accolto il ricorso dell'Agenzia Fiscale su un punto cruciale: la notifica. La Corte ha stabilito che, in caso di irreperibilità assoluta della società, la verifica presso il registro delle imprese è sufficiente, senza necessità di una seconda raccomandata, riformando la decisione del giudice di secondo grado e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
Una società in liquidazione ha contestato diverse cartelle di pagamento venendone a conoscenza tramite estratti di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla 'carenza di interesse ad agire', stabilendo che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici, e non per la mera conoscenza del debito.
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Notifica cartella pagamento: la prova in appello
La Corte di Cassazione ha stabilito che la produzione della relata di notifica della cartella di pagamento in appello è ammissibile come mera difesa. Ha inoltre chiarito che la valutazione sulla regolarità della notifica, inclusa la ricezione della raccomandata informativa, costituisce un accertamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità. Il ricorso del contribuente è stato rigettato.
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Notifica atti tributari: il principio di autosufficienza
Un contribuente ha impugnato un avviso di intimazione sostenendo un vizio nella notifica degli atti tributari presupposti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, in base al principio di autosufficienza, è onere del ricorrente trascrivere integralmente la relata di notifica contestata nell'atto di ricorso, pena l'impossibilità per la Corte di valutare la censura.
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Notifica nulla: la conoscenza non sana il vizio
La Corte di Cassazione ha stabilito che una notifica nulla di un avviso di accertamento non può essere sanata dalla semplice conoscenza che il contribuente ne abbia avuto 'aliunde' (da altre fonti). Affinché il vizio sia sanato, è necessario che il contribuente impugni l'atto, dimostrando così di aver potuto esercitare il proprio diritto di difesa. In assenza di impugnazione, la nullità persiste e il giudice deve verificare la regolarità della notifica. La Corte ha quindi cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto irrilevante il vizio di notifica.
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Prescrizione sanzioni interessi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione sanzioni interessi. Mentre per i tributi come IRPEF e IVA il termine è decennale, per le sanzioni e gli interessi derivanti si applica il termine più breve di cinque anni. La decisione chiarisce la differente natura giuridica delle obbligazioni, annullando parzialmente la sentenza impugnata e rinviando il caso per un nuovo esame alla luce di questo principio.
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Querela di falso nel processo tributario: la Cassazione
Un contribuente ha impugnato degli avvisi di accertamento sostenendo la falsità delle firme sulle ricevute di notifica e proponendo una querela di falso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24560/2024, ha rigettato il ricorso, specificando che la sola proposta di querela di falso non è sufficiente a sospendere il processo tributario. È necessario che la querela sia formalmente presentata dinanzi al tribunale competente.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Un professionista riceveva un'indennità di recesso da uno studio associato. L'Agenzia delle Entrate la tassava interamente, ma la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello a causa di una motivazione apparente. La pronuncia è stata giudicata illogica e contraddittoria, in quanto applicava principi fiscali opposti (cassa e competenza) senza una spiegazione coerente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Querela di falso e notifica: le regole in Cassazione
Un contribuente ha impugnato degli avvisi di accertamento sostenendo la falsità delle firme sulle ricevute di notifica, proponendo una querela di falso. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello ritenendolo tardivo e inammissibile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, specificando che la querela di falso per documenti dei gradi di merito non può essere proposta in Cassazione, ma deve essere gestita separatamente e, in caso di accertata falsità, può motivare un'istanza di revocazione della sentenza.
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Irreperibilità assoluta: notifica valida all’albo
Una società contesta un'iscrizione ipotecaria sostenendo di non aver mai ricevuto la prodromica cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la notifica presso l'albo comunale era valida. La ragione risiede nell'irreperibilità assoluta del contribuente, accertata dal messo notificatore che aveva trovato la sede sociale in un evidente stato di abbandono. Poiché la notifica è stata ritenuta corretta e la cartella non impugnata tempestivamente, quest'ultima è divenuta definitiva, precludendo ogni successiva contestazione nel merito del debito.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23912/2024, ha stabilito principi fondamentali in materia di riscossione. È stato confermato che la prescrizione crediti erariali per imposte come IRES e IVA è decennale e non quinquennale, poiché non si tratta di prestazioni periodiche. Inoltre, la Corte ha chiarito le modalità di notifica delle cartelle di pagamento alle società, ritenendo valida la consegna presso la sede legale a persona incaricata, senza necessità di ulteriori adempimenti, e ammettendo come prova della notifica la raccomandata con avviso di ricevimento inviata direttamente dal concessionario.
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Notifica cartella pagamento: la prova della ricezione
La Corte di Cassazione ha confermato che la notifica di una cartella di pagamento a un destinatario temporaneamente assente è invalida se l'ente impositore non prova l'effettiva ricezione della raccomandata informativa. In questo caso, l'Agenzia delle Entrate non è riuscita a dimostrare il perfezionamento della notifica, portando all'annullamento della pretesa tributaria per intervenuta prescrizione. La Corte ha applicato retroattivamente i principi di una sentenza della Corte Costituzionale, poiché la validità dell'atto era ancora in discussione.
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Estratto di ruolo: quando si può impugnare? Cassazione
Una società impugnava diverse cartelle di pagamento dopo averne scoperto l'esistenza tramite un estratto di ruolo, lamentando vizi di notifica. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa (art. 3-bis d.l. 146/2021), ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo in casi tassativi che dimostrino un pregiudizio concreto e attuale per il contribuente, assente nel caso di specie, determinando un difetto di interesse ad agire.
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Notifica nulla e sanatoria: il caso della Cassazione
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo l'inesistenza della notifica, poiché la raccomandata informativa era stata gestita da un operatore postale privato. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale vizio non comporta l'inesistenza, ma una semplice nullità. Poiché il contribuente ha dimostrato di aver ricevuto l'atto presentando ricorso, si è verificata una sanatoria per raggiungimento dello scopo, rendendo la notifica nulla ma efficace.
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Notifica irreperibile: quando è valida la procedura?
Una contribuente contesta una cartella di pagamento, sostenendo la mancata notifica dell'atto presupposto a causa della sua irreperibilità. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la notifica a un soggetto irreperibile si perfeziona con la spedizione della raccomandata informativa, anche se non recapitata per l'irreperibilità stessa, come attestato dall'agente postale.
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Impugnazione iscrizione ipotecaria: la Cassazione
La Cassazione chiarisce che l'impugnazione iscrizione ipotecaria è sempre possibile, anche senza aver contestato il preavviso. La mancata opposizione al preavviso è una facoltà, non un onere, e non preclude l'azione contro l'atto definitivo. Il ricorso del contribuente è stato accolto con rinvio.
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Notifica atto tributario: ecco quando è sanabile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23518/2024, stabilisce un principio fondamentale in materia di notifica atto tributario. Se un contribuente impugna un atto successivo, come un'intimazione di pagamento, lamentando la mancata notifica dell'atto presupposto (es. cartella esattoriale), tale impugnazione sana il vizio di notifica. La notifica, infatti, non è un elemento costitutivo dell'atto, ma serve a renderlo efficace. Pertanto, il giudice non deve limitarsi a dichiarare la nullità dell'atto successivo, ma deve procedere all'esame del merito della pretesa tributaria, poiché il contribuente ha dimostrato di averne avuto conoscenza.
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Notifica cartella di pagamento: serve la raccomandata?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23490/2024, ha stabilito due principi fondamentali in materia fiscale. In primo luogo, ha chiarito che la notifica di una cartella di pagamento, se consegnata a un familiare convivente, richiede sempre l'invio di una seconda raccomandata informativa al destinatario. In secondo luogo, ha affermato che gli interessi di mora, maturando dopo l'emissione della cartella, possono essere contestati separatamente, anche se la cartella originaria non è stata impugnata. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio per non aver applicato correttamente le norme speciali sulla notifica cartella di pagamento.
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