LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 140 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

121 provvedimenti

Altri anni per Art. 140 Codice di Procedura Civile

Modifica tabelle millesimali: stop per errori di notifica
Un condominio ha impugnato la decisione che dichiarava nulla una delibera sulla modifica tabelle millesimali approvata senza l'unanimità. Durante il giudizio in Cassazione, la Corte ha riscontrato vizi nelle notifiche del ricorso verso alcuni condomini ed eredi deceduti. Con un'ordinanza interlocutoria, i giudici hanno sospeso la decisione sul merito e hanno concesso al condominio sessanta giorni per rinnovare le notifiche a tutte le parti necessarie, rinviando la causa.
Continua »
Notifica invalida e opposizione tardiva a decreto ingiuntivo
Le proprietarie di un immobile ottengono un decreto ingiuntivo per canoni non pagati e indennità di occupazione contro l'ex inquilino. La notifica del decreto e del pignoramento viene effettuata presso l'immobile affittato, da cui l'inquilino era stato già sfrattato anni prima. L'inquilino viene a conoscenza dell'atto tramite la banca e propone un'opposizione tardiva a decreto ingiuntivo eccependo la nullità delle notifiche e la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione conferma la nullità delle notifiche poiché l'elezione di domicilio nell'immobile cessa con lo sfratto. Tuttavia, la Suprema Corte accoglie il ricorso delle locatrici sull'indennità di occupazione: l'inquilino non ha fornito la cartolina di ricevimento della raccomandata con cui offriva la restituzione delle chiavi. La causa torna in Appello per ricalcolare le somme dovute.
Continua »
Azione revocatoria e trust: la notifica non salva il debitore
Un istituto di credito ha promosso un'azione revocatoria per dichiarare inefficace un trust autodichiarato, costituito da un garante a favore del padre per sottrarre un immobile alla garanzia del credito. I giudici di merito hanno accolto le domande della banca. Il garante ha proposto ricorso tardivo in Cassazione sostenendo di essere un contumace involontario a causa dell'errata notifica degli atti processuali, eseguita in Italia invece che presso la sua residenza in Svizzera. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che la notifica era affetta da semplice nullità e non da inesistenza. Inoltre, la banca ha dimostrato la conoscenza effettiva del processo tramite una proposta transattiva presentata dal debitore durante la causa. Pertanto, l'azione revocatoria resta pienamente valida.
Continua »
Termine dilatorio accertamento tributario e nullità dell’atto
L'Agenzia delle Entrate emetteva un avviso di accertamento per il recupero di imposte nei confronti di una società, sottoscrivendo l'atto solo ventisette giorni dopo la consegna del Processo Verbale di Constatazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la violazione del termine dilatorio accertamento tributario di sessanta giorni determina la nullità dell'atto impositivo se questo viene sottoscritto e redatto dal funzionario prima dello scadere del termine, anche qualora la notifica al destinatario avvenga in un momento successivo. I giudici hanno chiarito che l'imminente scadenza dei termini per l'accertamento non costituisce una motivata ragione di urgenza idonea a derogare alle garanzie del contraddittorio. Di conseguenza, l'avviso di accertamento emesso prima del termine è stato definitivamente annullato.
Continua »
Notifica per irreperibilità assoluta: annullato il maxi debito
Una società riceveva un'intimazione di pagamento per oltre quattro milioni di euro, basata su cartelle e avvisi di accertamento mai ricevuti. L'agente della riscossione aveva applicato la procedura di Notifica per irreperibilità assoluta, limitandosi a un singolo accesso presso la sede e raccogliendo sommarie informazioni dal portiere dello stabile. La società impugnava l'atto denunciando la mancata ricerca approfondita e il mancato tentativo di notifica al legale rappresentante, il cui indirizzo risultava noto dagli atti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. I giudici hanno stabilito che il fisco non può ricorrere a tale procedura semplificata senza dimostrare adeguate ricerche anagrafiche e senza aver prima cercato il legale rappresentante della persona giuridica.
Continua »
Notifica per irreperibilità assoluta: illegittima senza verifiche
Un cittadino ha impugnato una comunicazione di iscrizione ipotecaria basata su varie cartelle esattoriali e successive intimazioni di pagamento. Il contribuente ha contestato la Notifica per irreperibilità assoluta degli atti intermedi. Il messo notificatore si era limitato a verificare la residenza anagrafica senza effettuare ricerche concrete sul territorio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino. I giudici hanno chiarito che la Notifica per irreperibilità assoluta richiede indagini approfondite ed effettive. La semplice dicitura sconosciuto sulla relata non basta a giustificare la procedura semplificata. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente e rinviato la causa per un nuovo esame dei fatti e della prescrizione.
Continua »
Carenza di interesse ad agire e cartella esattoriale annullata
Una società contribuente scopre casualmente la presenza di una cartella esattoriale relativa a presunte ritenute fiscali mai versate. La società impugna l'atto contestando la notifica eseguita dall'Agente della riscossione e la sussistenza del credito preteso dall'Ente impositore. Il giudice di primo grado annulla la cartella per difetti di notifica e per mancanza di prova del debito. L'Agente della riscossione impugna la sentenza solo per gli aspetti di notifica, mentre l'Ente impositore presenta un appello incidentale tardivo sulla prova del credito. La corte d'appello dichiara inammissibile l'appello dell'Ente impositore, rendendo definitivo l'annullamento del debito. Di conseguenza, sorge la carenza di interesse ad agire per l'Agente della riscossione, dato che l'estinzione del debito rende del tutto inutile verificare la notifica. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso e conferma l'inammissibilità.
Continua »
Accertamento induttivo nullo se la notifica al Fisco è errata
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un invito a esibire documenti contabili a un farmacista (Il Contribuente). La notifica è avvenuta tramite deposito al Comune sul presupposto dell'irreperibilità del destinatario. A causa della mancata risposta, l'ufficio ha emesso un accertamento induttivo rideterminando i redditi dichiarati. Il Contribuente ha impugnato l'atto dimostrando che la notifica dell'invito era nulla, poiché l'ufficio non aveva svolto le dovute ricerche anagrafiche locali per verificare un semplice cambio di indirizzo. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento dell'accertamento: senza verifiche preventive la notifica è nulla e Il Contribuente può produrre i documenti in giudizio per smentire la pretesa fiscale. L'Agenzia delle Entrate è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Notifica al difensore cancellato: nullo l’avviso di udienza
L'Agenzia delle Entrate emetteva avvisi di accertamento contro una società e i suoi soci. Dopo il secondo grado di giudizio, i contribuenti proponevano ricorso in Cassazione. Durante la causa, il loro difensore si cancellava dall'albo professionale. Alcuni soci nominavano un nuovo legale, mentre La Società e Il Socio rimanevano privi di difesa. La Cancelleria notificava l'avviso di udienza presso il vecchio domicilio eletto del difensore cancellato. La Corte di Cassazione rileva la nullità della comunicazione. La notifica al difensore cancellato non è valida per le parti prive di nuova rappresentanza. La Suprema Corte rinvia la causa a nuova adunanza e ordina la notifica personale alle parti scoperte, autorizzando la procedura per irreperibili se le ricerche falliscono.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: vittoria dell’Ente e ricorso nullo
La vicenda nasce dal ricorso di una società commerciale che contestava tredici cartelle di pagamento chiedendone l'annullamento. L'impugnazione estratto di ruolo veniva inizialmente accolta nei primi due gradi di giudizio per un presunto difetto di notifica degli atti. L'Agenzia delle Entrate Riscossione ha quindi proposto ricorso in Cassazione, evidenziando il divieto normativo di impugnare direttamente gli estratti di ruolo in mancanza di uno specifico e dimostrato pregiudizio. La Corte Suprema ha accolto il ricorso dell'ente di riscossione, dichiarando inammissibile il ricorso originario della società. La decisione recepisce le modifiche legislative che limitano la contestazione autonoma del ruolo, rilevando d'ufficio la mancanza di interesse ad agire del contribuente.
Continua »
Responsabilità dell’amministratore: sanzioni e bilancio errato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da un ex dirigente, confermando la responsabilità dell'amministratore per i danni arrecati alla Società. L'Amministratore aveva redatto in modo errato il bilancio di esercizio, omettendo di contabilizzare una sopravvenienza attiva ed esponendo l'azienda a un recupero fiscale. Inoltre, aveva consentito il trasporto di rifiuti aziendali senza i necessari formulari di identificazione, causando l'irrogazione di una cospicua sanzione amministrativa. La Suprema Corte ha stabilito che la Società ha pieno diritto di rivalersi sull'amministratore per le somme pagate a causa delle sue condotte illecite. È stata altresì confermata la validità della notifica degli atti presso la residenza italiana, non avendo l'amministratore dimostrato che la Società fosse a conoscenza del suo effettivo trasferimento all'estero.
Continua »
Notifica al legale rappresentante e sede societaria irreperibile
A seguito del decesso dell'avvocato di una società ricorrente, la Corte di Cassazione ha rinviato il processo per consentire la comunicazione della nuova udienza alla parte. La notifica inviata presso la sede legale della società è tuttavia fallita a causa dell'accertata irreperibilità dell'ente. Di fronte a questo ostacolo procedurale, i giudici hanno stabilito la necessità di eseguire una nuova notifica al legale rappresentante della società presso la sua persona. La Suprema Corte ha dunque ordinato alla Cancelleria di procedere con la notifica al legale rappresentante e ha rinviato il ricorso a nuovo ruolo per permettere la regolare ricostituzione del difensore.
Continua »
Notifica atti esecutivi e vecchio citofono: il debitore perde
Un debitore ha impugnato il pignoramento dello stipendio eseguito da un condominio, contestando la Notifica atti esecutivi effettuata presso la sua vecchia residenza. Il debitore sosteneva di essersi trasferito e che il condominio fosse a conoscenza della nuova dimora. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile poiché il debitore non ha fornito la prova della consegna PEC della sentenza impugnata. La Corte ha precisato che la notifica si considera valida se il nome del destinatario figura ancora sul citofono e se il debitore non ha comunicato il cambio di residenza all'amministratore, impedendo al creditore di conoscere il nuovo indirizzo. Il debitore perde la causa e deve pagare le spese di lite.
Continua »
Notifica dell’avviso di udienza errata e rinvio della causa
Una società e la sua socia hanno proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza di fallimento. Durante la causa, il difensore della parte è deceduto. La Corte ha disposto la comunicazione personale dell'avviso di udienza alla parte. La notifica si è perfezionata tramite la procedura per irreperibili dieci giorni dopo la spedizione della raccomandata. Tuttavia, la data dell'adunanza fissata non ha rispettato il termine minimo di sessanta giorni stabilito dalla legge. La Corte di Cassazione ha riscontrato il vizio procedurale. I giudici hanno quindi rinviato la causa e ordinato una nuova notifica dell'avviso di udienza per tutelare pienamente il diritto di difesa del ricorrente.
Continua »
Notifica per irreperibilità: il Fisco perde in Cassazione
Il Contribuente ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria basato su cartelle esattoriali per violazioni stradali, eccependo la prescrizione dei crediti. La validità dell'interruzione della prescrizione dipendeva dalla corretta notifica di un precedente preavviso di fermo amministrativo. Il messo notificatore, dopo un primo tentativo fallito, aveva eseguito la notifica depositando l'atto nella casa comunale ai sensi dell'articolo 143 c.p.c., ritenendo il destinatario irreperibile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente, stabilendo che la notifica per irreperibilità è illegittima se basata solo su verifiche anagrafiche, senza concrete ricerche sul posto. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale di Roma.
Continua »
Notifica dell’avviso di accertamento: il rifiuto non salva
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato la decisione che annullava due atti impositivi per vizi di notifica. Nel primo caso, l'atto era stato consegnato alla moglie del destinatario e seguito dall'invio di una raccomandata informativa. Nel secondo caso, il destinatario aveva rifiutato di ricevere la raccomandata informativa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la notifica dell'avviso di accertamento si perfeziona regolarmente sia quando l'atto è consegnato al coniuge convivente (essendo sufficiente la prova di spedizione della raccomandata informativa), sia quando il contribuente rifiuta la ricezione della raccomandata, poiché l'atto entra comunque nella sua sfera di conoscibilità.
Continua »
Integrazione del contraddittorio: l’errore che costa la causa
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento per IVA nei confronti di una società in accomandita semplice e dei suoi soci. Dopo alterne vicende giudiziarie, i soci hanno proposto ricorso in Cassazione senza coinvolgere la società. La Suprema Corte ha quindi ordinato l'integrazione del contraddittorio nei confronti della società. I soci hanno tentato la notifica al socio accomandatario ai sensi dell'articolo 140 c.p.c., ma non hanno depositato la prova del completamento della notifica, ovvero l'avviso di ricevimento. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei soci per mancata prova dell'avvenuta integrazione del contraddittorio, condannandoli al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Notifica per irreperibilità: l’ex amministratrice perde la causa
Un condominio ha citato in giudizio l'ex amministratrice per ottenere il risarcimento dei danni da cattiva gestione. Condannata in primo grado in contumacia, l'ex amministratrice ha proposto appello tardivo, sostenendo di non aver mai saputo della causa a causa di una nullità nella notifica dell'atto di citazione. Secondo la donna, l'avviso di deposito non era stato affisso alla porta della sua abitazione, ma al portone del complesso residenziale. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la notifica per irreperibilità era valida: la relata dell'ufficiale giudiziario attestava l'affissione alla porta dell'abitazione e faceva piena prova fino a querela di falso. L'ex amministratrice perde definitivamente la causa.
Continua »
Nullità della notificazione: residenza reale contro anagrafe
Un esecutore di lavori ha promosso un'azione di indebito arricchimento contro la proprietaria di un immobile per ottenere il rimborso delle spese di ristrutturazione. Il Giudice di pace ha accolto la domanda dichiarando la contumacia della donna. Quest'ultima ha impugnato la decisione lamentando la nullità della notificazione dell'atto di citazione, eseguita in un indirizzo diverso dalla sua residenza anagrafica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i certificati anagrafici non bastano a dimostrare la nullità della notificazione. Se l'atto viene consegnato all'indirizzo indicato, si presume che il destinatario vi dimori, gravando su quest'ultimo l'onere di provare il contrario, specialmente se è emerso che la destinataria aveva comunque avuto conoscenza del processo.
Continua »
Notifica del ricorso per cassazione: il web non salva il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione d'appello favorevole a una contribuente in merito a un accertamento fiscale. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. L'amministrazione finanziaria non ha depositato l'avviso di ricevimento cartaceo della raccomandata, ma solo la stampa del tracciamento online del sito di Poste Italiane. I giudici hanno stabilito che la regolare notifica del ricorso per cassazione può essere provata esclusivamente tramite l'avviso di ricevimento ufficiale munito di timbro postale. La semplice stampa web non ha valore legale sostitutivo, determinando così la sconfitta del fisco.
Continua »