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Art. 140 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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755 provvedimenti

Altri anni per Art. 140 Codice di Procedura Civile

Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Una società ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo l'invalidità della notifica effettuata tramite un operatore postale privato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando un principio consolidato: per la notifica cartella esattoriale eseguita direttamente dall'Agente della Riscossione tramite raccomandata con avviso di ricevimento, si applicano le norme del servizio postale ordinario. Non sono quindi necessarie le formalità più stringenti previste per gli atti giudiziari, come la relata di notifica o l'invio di una seconda raccomandata informativa (CAN). La consegna del plico, attestata dall'avviso di ricevimento, è sufficiente a perfezionare la notifica.
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Notifica agli eredi: processo rinviato dalla Cassazione
Un contribuente impugna diverse intimazioni di pagamento per tributi risalenti agli anni '90. Dopo un esito sfavorevole in appello, ricorre in Cassazione. A seguito del suo decesso, la Corte rileva un vizio nella notifica agli eredi dell'avviso di udienza. Invece di decidere nel merito, la Cassazione rinvia la causa, ordinando di rinnovare la comunicazione a tutti i successori per garantire l'integrità del contraddittorio. La decisione sottolinea l'importanza della corretta notifica agli eredi per la validità del processo.
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Estratto di ruolo: quando si può impugnare? Guida
Un contribuente ha contestato una cartella di pagamento scoperta tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'azione inammissibile, applicando una nuova legge che limita le impugnazioni basate su un estratto di ruolo. Il ricorso è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e concreto, prova che in questo caso mancava.
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Notifica irreperibilità assoluta: quando è nulla
La Corte di Cassazione conferma la nullità di una notifica per irreperibilità assoluta effettuata dall'Agenzia delle Entrate. La sentenza stabilisce che, in assenza di un'adeguata attestazione delle ricerche svolte dal messo notificatore nella relata, la notifica è invalida. Di conseguenza, vengono annullati anche gli atti successivi, come le iscrizioni ipotecarie, che si basavano su tale notifica viziata.
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Notifica irreperibilità assoluta: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'invalidità di un avviso di accertamento notificato a una società di fatto. La decisione si fonda sulla mancata documentazione, da parte del messo notificatore, delle ricerche svolte per accertare la cosiddetta "notifica irreperibilità assoluta" del destinatario. La Corte ha stabilito che questo onere procedurale sussiste anche quando il destinatario è una società non iscritta al Registro delle Imprese, rendendo nulla la pretesa fiscale a causa del vizio di notifica dell'atto presupposto.
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Difetto legittimazione processuale: ricorso inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un agente della riscossione per difetto legittimazione processuale del difensore, un avvocato del libero foro anziché l'Avvocatura dello Stato. Accoglie invece il ricorso dell'Amministrazione finanziaria, chiarendo la validità di una notifica eseguita da un messo notificatore ai sensi dell'art. 140 c.p.c. e non da un operatore postale privato.
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Notifica C.A.D.: serve la ricevuta di ritorno
Un contribuente impugnava un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto il relativo avviso di accertamento. L'Amministrazione Finanziaria asseriva di aver perfezionato la notifica tramite il servizio postale, inviando la Comunicazione di Avvenuto Deposito (C.A.D.) dopo un tentativo di consegna fallito per assenza del destinatario. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso dell'ente impositore. Ha stabilito che, per una valida notifica C.A.D., non è sufficiente provare la spedizione della raccomandata informativa, ma è indispensabile produrre in giudizio l'avviso di ricevimento della stessa. Solo questo documento, infatti, prova il perfezionamento del procedimento e tutela il diritto di difesa del contribuente.
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Termine impugnazione: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, esamina un caso relativo alla tempestività del ricorso contro un avviso di accertamento. Una contribuente si era vista rigettare l'appello nei primi due gradi di giudizio perché tardivo. Il nodo centrale è stabilire se il termine impugnazione decorra dal perfezionamento della notifica dell'atto o dal momento del suo effettivo ritiro. In attesa di decidere nel merito, la Corte ha disposto l'acquisizione del fascicolo d'ufficio per una valutazione completa.
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Notifica irreperibili: le ricerche sono obbligatorie
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando la nullità di un avviso di presa in carico. La decisione si fonda sulla non corretta procedura di notifica irreperibili dell'atto presupposto (avviso di accertamento) a una società di fatto. È stato ribadito che, per la validità della notifica, il messo notificatore deve sempre effettuare e documentare le ricerche volte a verificare l'effettiva e assoluta irreperibilità del destinatario, anche se si tratta di un'entità non iscritta nei pubblici registri.
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Notifica cartella pagamento: la relata fa piena prova
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo l'invalidità della notifica, avvenuta tramite consegna a un familiare convivente, per mancata prova dell'invio della raccomandata informativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'attestazione dell'agente notificatore nella relata di notifica fa piena prova dell'avvenuta spedizione, a meno che non venga contestata con una querela di falso. La notifica della cartella di pagamento è stata quindi ritenuta valida.
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Notifica atto presupposto: due ragioni per perdere
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo che fosse stata annullata in un altro giudizio e che la notifica dell'atto presupposto fosse viziata. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, evidenziando che l'appello del contribuente era inammissibile perché non contestava una delle due ragioni autonome (ratio decidendi) su cui si fondava la sentenza del giudice d'appello, ovvero la provata conoscenza dell'atto da parte del contribuente, che sanava ogni vizio di notifica.
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Notifica arresti domiciliari: le regole da seguire
Un professionista impugna un avviso di accertamento notificato mentre si trovava agli arresti domiciliari in un comune diverso dalla sua residenza, sostenendo la nullità della notifica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che in assenza di norme specifiche per la notifica arresti domiciliari di atti civili e tributari, si applicano le regole ordinarie del codice di procedura civile. La Corte ha ritenuto valida la notifica perfezionatasi ai sensi dell'art. 140 c.p.c. e ha confermato la decisione dei giudici di merito.
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Notifica a società: Cassazione chiarisce le regole
Una società in liquidazione ha contestato un'intimazione di pagamento per IVA, sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella esattoriale originaria. La notifica a società era stata eseguita in modo impersonale presso la sede legale, risultata irreperibile, con deposito in Comune. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la procedura è errata. In caso di irreperibilità della società presso la sede, è obbligatorio tentare la notifica alla persona fisica del legale rappresentante prima di poter ricorrere a procedure speciali. La notifica impersonale è quindi nulla e il vizio non è sanato dall'impugnazione di un atto successivo.
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Sospensione termini impugnazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che la sospensione termini impugnazione prevista dalla normativa sulla definizione agevolata delle liti fiscali (L. 197/2022) si applica anche al caso di specie. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado aveva erroneamente dichiarato tardivo l'appello dell'ente, senza considerare la proroga di undici mesi. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame del merito.
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Produzione avviso di ricevimento: quando è tardi?
Con la sentenza n. 34591/2019, la Cassazione Civile, Sezione Tributaria, ha ribadito che la mancata produzione dell'avviso di ricevimento della notifica dell'atto di appello comporta l'inammissibilità del ricorso. Anche se è possibile un deposito tardivo fino all'udienza di discussione, la sua totale omissione è un vizio insanabile che impedisce al giudice di esaminare il merito della causa. Il caso riguardava un'impugnazione di cartelle esattoriali e la Corte ha respinto il ricorso della società contribuente, confermando la centralità di questo adempimento processuale.
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