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Art. 140 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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755 provvedimenti

Altri anni per Art. 140 Codice di Procedura Civile

Litisconsorzio processuale: appello nullo senza notifica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4989/2024, ha stabilito che in un contenzioso tributario, l'omessa notifica del ricorso a una delle parti necessarie del precedente grado di giudizio, come l'Agenzia delle Entrate, determina la necessità di integrare il contraddittorio. La Corte ha rilevato un'ipotesi di litisconsorzio processuale e ha rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo un termine perentorio per sanare il vizio di notifica, senza decidere nel merito.
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Valore immobile: l’asta è valido confronto fiscale
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate aveva rettificato il valore di due terreni, basandosi sul prezzo di aggiudicazione in asta di un suolo simile e su una perizia tecnica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la rettifica del valore immobile è legittima se fondata su criteri validi come il confronto con vendite comparabili, incluse quelle avvenute tramite asta pubblica. La Corte ha chiarito che tali criteri sono di pari dignità e che anche un solo atto di confronto può essere sufficiente a motivare l'accertamento fiscale.
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Notifica atto impositivo: quando è valida la procedura?
Un contribuente, socio di una società fallita, ha impugnato un avviso di accertamento fiscale sostenendo un vizio nella notifica atto impositivo. L'appello è stato respinto nei primi due gradi di giudizio per tardività. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. L'ordinanza chiarisce i criteri per il perfezionamento della notifica a mezzo posta in caso di assenza del destinatario, sottolineando l'inammissibilità di motivi di ricorso sollevati per la prima volta in Cassazione e respingendo la richiesta di remissione in termini per motivi di salute, ritenuti non sufficienti a provare un'impossibilità assoluta.
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Motivazione per relationem: Cassazione annulla sentenza
Una società contribuente ha impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che confermava la tardività del suo ricorso iniziale contro avvisi di pagamento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la sentenza d'appello perché viziata da motivazione apparente. I giudici di secondo grado si erano limitati a condividere la decisione di primo grado con una motivazione per relationem, senza analizzare le specifiche critiche mosse dall'appellante riguardo ai vizi di notifica. La Suprema Corte ha ribadito che una mera adesione acritica alla pronuncia precedente, senza un'effettiva valutazione dei motivi di gravame, rende la sentenza nulla per violazione dell'obbligo di motivazione.
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Impugnazione intimazione pagamento: quando è obbligo
Un contribuente ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo, sostenendo che il debito sottostante fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha rigettato la tesi del contribuente, stabilendo un principio fondamentale: l'eccezione di prescrizione maturata prima della notifica dell'intimazione di pagamento deve essere fatta valere tramite l'impugnazione di quest'ultima. La mancata impugnazione dell'intimazione di pagamento entro i termini di legge comporta la "cristallizzazione" del credito, rendendo vane le contestazioni sollevate solo in un momento successivo, contro atti esecutivi come il fermo amministrativo.
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Errore di percezione: l’appello in Cassazione è nullo
Una società ha impugnato in Cassazione una sentenza tributaria, sostenendo che la decisione si basasse su un documento di notifica mai depositato in giudizio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che tale doglianza configura un **errore di percezione**, un vizio fattuale che deve essere contestato con il rimedio specifico della revocazione, non con il ricorso per cassazione, che è destinato a correggere errori di diritto.
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Prescrizione crediti tributari: decennale o breve?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento basata su vecchie cartelle, eccependo un precedente giudicato e la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che un giudicato sull'annullamento di un'ipoteca non si estende all'intimazione di pagamento. Ha inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti tributari principali, come IRPEF, IVA e IRAP, è decennale, in assenza di specifiche disposizioni di legge che prevedano un termine più breve.
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Notifica ricorso Cassazione: prova e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato dall'Amministrazione Finanziaria per la mancata produzione della prova di avvenuta notifica. La sentenza sottolinea che l'avviso di ricevimento è un requisito indispensabile per la procedibilità del ricorso, specialmente in assenza di attività difensiva della controparte. Questo errore procedurale sulla notifica del ricorso per Cassazione ha impedito l'esame nel merito della questione, che verteva sulla legittimità degli interessi riconosciuti su un rimborso tributario.
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Notifica cartella esattoriale: l’onere della prova
Una società ha impugnato diverse intimazioni di pagamento, sostenendo la mancata notifica delle cartelle esattoriali sottostanti e la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che per contestare la prova della notifica non basta un generico disconoscimento delle fotocopie prodotte dall'Agente della Riscossione. Ha inoltre ribadito la validità della notifica effettuata a mani proprie del legale rappresentante, anche in presenza di imprecisioni formali, e ha dichiarato inammissibili per genericità i motivi relativi alla motivazione degli atti e alla prescrizione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Un contribuente impugnava un estratto di ruolo e alcune cartelle di pagamento per vizi di notifica. Sebbene i giudici di merito gli avessero dato ragione, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. In assenza di tale prova, l'azione non può essere accolta.
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Notifica cartella esattoriale nulla: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27299/2025, ha annullato un preavviso di fermo amministrativo a causa di vizi procedurali. La Corte ha stabilito che una notifica cartella esattoriale nulla si verifica quando, in caso di irreperibilità assoluta, l'agente notificatore omette di documentare le ricerche effettuate. Inoltre, ha chiarito che i giudici di merito devono distinguere correttamente tra irreperibilità assoluta e relativa, applicando le rispettive procedure. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Associazione non riconosciuta: obblighi e responsabilità
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'associazione non riconosciuta, anche dopo il suo scioglimento, mantiene la capacità processuale per le obbligazioni sorte in precedenza. Nel caso specifico, un'associazione culturale ha contestato una cartella di pagamento sostenendo di essersi estinta, ma la Corte ha rigettato il ricorso, applicando il principio di "ultrattività" e sottolineando che le norme sull'estinzione delle società non si applicano a tali enti. Le eccezioni procedurali sulla notifica sono state respinte perché sollevate tardivamente.
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Notifica cartelle esattoriali: la Cassazione decide
Un contribuente contesta la notifica di cartelle esattoriali, sollevando dubbi sulla rappresentanza legale dell'ente di riscossione e sulla validità della notifica tramite posta privata. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità sia della difesa in giudizio tramite avvocati del libero foro, sia della notifica cartelle esattoriali effettuata da operatori postali privati muniti di licenza individuale, consolidando importanti principi procedurali.
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Notifica cartella di pagamento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica cartella di pagamento effettuata dall'agente della riscossione tramite semplice raccomandata con avviso di ricevimento è una procedura speciale e valida. Questa modalità, prevista dall'art. 26 del D.P.R. 602/1973, è alternativa e non richiede le complesse formalità previste per gli atti giudiziari. La notifica si considera perfezionata per compiuta giacenza, anche se il destinatario non ritira il plico, rendendo legittimo l'atto impositivo.
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Notifica cartella pagamento: nullità senza data certa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2944/2024, ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento è nulla se la relata consegnata al contribuente non riporta la data. Tale vizio non è sanabile con la successiva impugnazione se, nel frattempo, è maturato il termine di decadenza per la riscossione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che l'incertezza sulla data di perfezionamento della notifica cartella pagamento impedisce di verificare il rispetto dei termini di legge, rendendo insanabile la nullità e definitiva la decadenza dell'ente impositore.
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Notifica atti fiscali: vale la data di spedizione
Un contribuente residente all'estero (AIRE) ha impugnato un avviso di accertamento ricevuto dopo la scadenza del termine di decadenza. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, ha stabilito che per la notifica atti fiscali vale il principio della scissione soggettiva degli effetti. Di conseguenza, per evitare la decadenza, è sufficiente che l'ente impositore abbia iniziato il procedimento di notifica entro i termini, a prescindere dalla data di effettiva ricezione da parte del destinatario. Il caso è stato rinviato per verificare la corretta instaurazione del procedimento notificatorio.
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Correzione errore materiale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un contribuente contro un'ordinanza di correzione errore materiale. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché la sentenza oggetto della correzione era stata nel frattempo annullata dalla stessa Corte in un altro giudizio, facendo venir meno l'oggetto della lite.
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Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato diverse cartelle di pagamento sostenendo l'invalidità della notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la notifica della cartella esattoriale è valida se eseguita secondo le procedure di legge. In particolare, in caso di irreperibilità relativa del destinatario, è sufficiente produrre l'avviso di ricevimento della raccomandata informativa del deposito dell'atto. La Corte ha inoltre ribadito che la consegna al custode dello stabile è una modalità valida e che l'agente della riscossione non è tenuto a produrre in giudizio la copia integrale della cartella per dimostrare la regolarità della notifica.
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Notifica irreperibilità relativa: retroattività e nullità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2552/2024, ha stabilito che la sentenza della Corte Costituzionale n. 258/2012 si applica retroattivamente. Di conseguenza, una notifica per irreperibilità relativa di una cartella di pagamento, eseguita prima del 2012 senza l'invio della raccomandata informativa (CAD), è da considerarsi nulla. Tale nullità si estende all'atto successivo, come l'intimazione di pagamento, se il rapporto giuridico non si è ancora esaurito, ovvero se è stato tempestivamente contestato dal contribuente.
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Notifica atti tributari: è valida alla residenza del socio?
Una società ha contestato una cartella di pagamento per ICI sostenendo la nullità della notifica degli atti di accertamento preliminari, avvenuta presso la residenza del socio accomandatario e non presso la sede legale. La Corte di Cassazione, dopo aver corretto un proprio precedente errore di fatto, ha stabilito che la notifica degli atti tributari è perfettamente valida anche se effettuata direttamente alla persona fisica che rappresenta la società, in via alternativa alla notifica presso la sede legale, rigettando così il ricorso del contribuente.
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