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Art. 14 Convenzione EDU

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89 provvedimenti

Fondo Garanzia TFR: no se il titolo è invalido
Un ex dipendente si è visto negare l'accesso al Fondo di Garanzia per il TFR. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, stabilendo che il lavoratore non aveva ottenuto un valido titolo esecutivo. Dopo la cancellazione della società datrice di lavoro, l'azione per l'accertamento del credito doveva essere intentata contro tutti i soci successori dei debiti sociali, e non solo contro uno di essi. La mancanza di questo presupposto ha reso impossibile l'intervento del Fondo Garanzia TFR.
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Liberazione condizionale: necessaria prova esterna
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto in regime di ergastolo, confermando che per ottenere la liberazione condizionale non è sufficiente una positiva evoluzione della personalità in carcere. I giudici hanno ritenuto logica e corretta la decisione del Tribunale di Sorveglianza di richiedere una "sperimentazione graduale nella società civile" attraverso misure come i permessi, per poter verificare empiricamente il "sicuro ravvedimento" del condannato prima di concedere il beneficio.
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Indennizzo esproprio: escluso il valore dell’opera pubblica
Un proprietario ha richiesto un maggior indennizzo per un'espropriazione, sostenendo che dovesse includere il valore di un impianto sportivo pubblico costruito sul suo terreno. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che l'indennizzo esproprio per acquisizione sanante (art. 42 bis) si calcola solo sul valore del terreno, escludendo qualsiasi plusvalore derivante dall'opera pubblica per evitare un ingiusto arricchimento. La Corte ha inoltre confermato che la classificazione urbanistica legale prevale sulla cosiddetta "edificabilità di fatto".
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Arresti domiciliari all’estero: la Cassazione chiarisce
Un cittadino straniero, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ha richiesto gli arresti domiciliari in Francia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che gli arresti domiciliari all'estero non possono essere eseguiti tramite il D.Lgs. 36/2016, poiché questo si applica solo a misure non detentive. La Corte ha chiarito che per misure come gli arresti domiciliari, assimilabili alla detenzione in carcere, la procedura corretta è l'emissione di un Mandato di Arresto Europeo.
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Ripetizione indebito pubblico impiego: quando è dovuta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17317/2024, ha confermato l'obbligo di due ex dirigenti pubblici di restituire le retribuzioni di posizione e di risultato percepite indebitamente. La sentenza chiarisce che la ripetizione indebito nel pubblico impiego è legittima quando tali emolumenti non sono previsti dalla contrattazione collettiva e sono privi di copertura finanziaria, respingendo le difese dei lavoratori basate su vizi procedurali e sul principio di giusta retribuzione.
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Prove da comunicazioni criptate: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23756/2024, hanno risolto un importante contrasto giurisprudenziale sull'utilizzabilità delle prove da comunicazioni criptate, acquisite tramite Ordine Europeo di Indagine (OEI) da un'autorità giudiziaria straniera. Il caso riguardava messaggi provenienti da una nota piattaforma criptata, usati come prova in un procedimento per traffico internazionale di stupefacenti. La Corte ha stabilito che l'acquisizione di tali dati, in quanto prove già esistenti e a disposizione dell'autorità estera, non richiede una preventiva autorizzazione del giudice italiano. La disciplina di riferimento è l'art. 270 c.p.p. (uso di intercettazioni in altri procedimenti) e non l'art. 234-bis c.p.p. L'utilizzabilità è ammessa, salvo che la difesa fornisca prova concreta della violazione di diritti fondamentali.
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Permesso premio: la Cassazione annulla diniego
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che negava un permesso premio a un detenuto condannato all'ergastolo per reati di mafia. La decisione è stata motivata da una valutazione incompleta da parte del tribunale, che non ha considerato tutti gli elementi indicativi dell'assenza di pericolosità sociale attuale del condannato. La Suprema Corte ha chiarito che, per la concessione del permesso premio, non è necessario il completamento del percorso di revisione critica del passato criminale, ma è sufficiente che tale percorso sia iniziato in modo significativo.
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Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
Una società contribuente, dopo aver vinto una causa contro l'Agenzia delle Entrate, ha impugnato la decisione del giudice d'appello lamentando una liquidazione delle spese legali ritenuta troppo bassa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile perché generico e non conforme al principio di autosufficienza. La Corte ha stabilito che il ricorrente non aveva specificato in modo adeguato le ragioni della presunta erroneità del calcolo, né fornito le prove delle attività svolte che giustificassero un compenso maggiore.
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Prescrizione compensi avvocato: quando scatta?
Un avvocato ha richiesto il pagamento di compensi per un'attività professionale svolta per molti anni, sostenendo si trattasse di un unico mandato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la prescrizione presuntiva dei compensi professionali inizia a decorrere dalla conclusione di ogni singolo affare legale e non dalla cessazione dell'intero rapporto. Il ricorrente è stato inoltre sanzionato per lite temeraria.
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Estradizione pene inferiori: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una decisione di estradizione verso la Macedonia del Nord. Il ricorrente contestava le condizioni carcerarie e la possibilità di estradizione per pene inferiori a quattro mesi. La Corte ha ritenuto le rassicurazioni sulle carceri sufficienti e ha confermato che l'estradizione per pene inferiori è possibile se parte di una richiesta che include reati più gravi, in applicazione della Convenzione europea del 1957.
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Esenzione Tarsu luoghi di culto: la decisione della Corte
Un'associazione religiosa ha contestato il diniego parziale dell'esenzione Tarsu per i suoi locali, sostenendo che anche le aree secondarie fossero destinate al culto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione che limitava il beneficio al solo locale principale. La Corte ha ritenuto le doglianze sulla valutazione delle prove una questione di merito, inammissibile in sede di legittimità anche per difetto di autosufficienza, delineando così i confini dell'esenzione Tarsu luoghi di culto.
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Composizione organo giudicante: CCEPS decisione nulla
Un medico, radiato dall'albo per aver diffuso informazioni contro le vaccinazioni, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha annullato la decisione disciplinare non entrando nel merito della questione, ma per un vizio di procedura: l'errata composizione dell'organo giudicante. La commissione aveva deliberato con soli quattro membri, mentre la legge ne richiede un minimo di cinque. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame da parte di un collegio correttamente costituito.
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Continuazione reato: il ruolo del sicario mafioso
La Corte di Cassazione, con la sentenza 14376 del 2024, ha annullato un'ordinanza che negava l'applicazione della continuazione del reato a un individuo condannato per molteplici omicidi commessi in ambito mafioso. La Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione deve valutare in concreto se il ruolo di sicario, accettato fin dall'inizio, implichi un'unica programmazione criminosa per tutti i delitti, non potendo escludere a priori tale vincolo con motivazioni generiche.
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Rogatoria internazionale e sequestro: limiti del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo eseguito in Italia su richiesta di un'autorità svizzera. La sentenza stabilisce un principio fondamentale in materia di rogatoria internazionale: il giudice italiano può pronunciarsi solo sugli aspetti esecutivi del sequestro, mentre la valutazione sulla legittimità e sui presupposti del provvedimento (fumus e periculum) spetta esclusivamente all'autorità giudiziaria dello Stato richiedente. Viene quindi confermata la netta separazione di giurisdizione.
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Custodia cautelare ultrasettantenne: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La sentenza analizza i presupposti per la custodia cautelare ultrasettantenne, confermando che la gravità dei reati e la personalità dell'indagato possono costituire le "ragioni eccezionali" richieste dalla legge. La Corte ha inoltre chiarito la proroga dei termini processuali che scadono in giorni festivi e ha escluso la violazione del principio del "ne bis in idem" quando un precedente provvedimento è annullato per vizi formali e non di merito.
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Compenso medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici, specializzatisi tra il 1991 e il 1999, ha richiesto un adeguamento economico e la copertura previdenziale, equiparando la loro posizione a quella dei colleghi post-2006. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3555/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che per quel periodo era correttamente prevista una borsa di studio e non un contratto di lavoro, e che i ripetuti blocchi legislativi all'adeguamento del compenso medici specializzandi erano legittimi per ragioni di finanza pubblica.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici specializzandi del periodo 1999-2006 ha citato in giudizio lo Stato per ottenere una maggiore remunerazione e la copertura previdenziale, equiparandola a quella successiva al 2007. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la sua giurisprudenza consolidata. La Corte ha stabilito che le norme che hanno bloccato l'adeguamento delle borse di studio e che non prevedevano la copertura previdenziale per quel periodo sono una legittima scelta del legislatore, non in contrasto con le direttive europee o con la Costituzione. La decisione ribadisce che il trattamento economico e previdenziale dei medici in formazione è definito dalla normativa vigente in quel preciso periodo storico.
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Remunerazione medici specializzandi: no aumenti pre-2007
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi, confermando che per gli anni di formazione anteriori al 2006/2007 non spetta una maggiore remunerazione né la copertura previdenziale. La Corte ha ribadito la legittimità del quadro normativo dell'epoca, che prevedeva una borsa di studio e non un vero e proprio contratto di lavoro, e ha confermato la validità delle leggi che hanno congelato gli adeguamenti economici. La richiesta di una remunerazione medici specializzandi più elevata, basata su direttive europee, è stata quindi respinta.
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Procura speciale: inammissibilità per data mancante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un richiedente protezione internazionale. La decisione si fonda su un vizio formale: la mancata certificazione, da parte del difensore, della data di rilascio della procura speciale. Secondo la legge, tale data deve essere successiva alla comunicazione del provvedimento impugnato, un requisito di specialità che, se non rispettato, impedisce l'esame nel merito del ricorso.
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Scioglimento del cumulo e reati ostativi: la Sentenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2634/2024, ha rigettato il ricorso di un detenuto che chiedeva l'applicazione dell'indultino. Il caso verteva sullo scioglimento del cumulo di pene per reati comuni e ostativi. La Corte ha stabilito che, in caso di cumulo che superi i 30 anni e richieda l'applicazione del criterio moderatore dell'art. 78 c.p., lo scioglimento del cumulo per accedere ai benefici deve considerare la pena per il reato ostativo nella sua interezza originaria, non in una quota proporzionale. L'erroneo presupposto del ricorrente di aver già scontato la pena per i reati ostativi ha portato al rigetto del ricorso.
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