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Art. 14 Convenzione EDU

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89 provvedimenti

Remunerazione medici: Cassazione e prescrizione
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla mancata remunerazione durante i corsi di specializzazione frequentati tra il 1981 e il 1991, in violazione delle direttive europee. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, confermando che il termine di prescrizione decennale per la richiesta di remunerazione medici specializzandi è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999. La Corte ha ribadito che tale data ha fornito la certezza giuridica necessaria per agire, condannando inoltre i ricorrenti per lite temeraria.
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Principio di specialità: condanna valida, pena sospesa
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un uomo condannato per furto in abitazione sulla base di una singola impronta digitale. L'imputato, estradato dalla Svizzera per altri reati, ha invocato la violazione del principio di specialità. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che una singola impronta può essere prova sufficiente e che il processo può concludersi, sebbene l'esecuzione della pena resti sospesa fino a un'eventuale estradizione suppletiva.
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Spese di lite: inderogabili i minimi tariffari
Un contribuente vince una causa contro l'Agenzia della Riscossione, ma le spese di lite vengono liquidate dal giudice d'appello in misura inferiore ai minimi tariffari. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del contribuente, affermando il principio secondo cui i valori minimi dei compensi professionali sono inderogabili per il giudice, salvo diverso accordo tra le parti. La sentenza viene cassata con rinvio per una nuova e corretta liquidazione delle spese.
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Borse specializzandi medici: no all’adeguamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che i medici specializzandi iscritti prima dell'anno accademico 2006/2007 non hanno diritto all'adeguamento economico previsto dalle normative successive. La sentenza chiarisce che il concetto di 'adeguata remunerazione' previsto dalle direttive europee non implica una retroattività degli aumenti delle borse specializzandi medici. Inoltre, viene confermato che l'attività dello specializzando non costituisce un rapporto di lavoro subordinato.
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Divieto di espulsione padre convivente: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16079/2025, ha stabilito un principio fondamentale a tutela del nucleo familiare. La Corte ha chiarito che il divieto temporaneo di espulsione, previsto per la madre nei sei mesi successivi al parto, si estende anche al padre convivente, pur se non sposato. Il caso riguardava un cittadino straniero, padre di un neonato, il cui ricorso era stato inizialmente respinto a causa di un errore sulla data di nascita del figlio. La Cassazione ha cassato la decisione, affermando che il giudice deve valutare l'effettività e la stabilità del legame familiare, superando il formalismo del vincolo matrimoniale per proteggere l'interesse superiore del minore. La sentenza ribadisce l'importanza del divieto di espulsione del padre convivente per garantire l'unità familiare nella sua fase formativa.
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Ricorso inammissibile straniero: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la convalida del suo trattenimento in un centro di permanenza. Il ricorso è stato respinto per difetto di specificità, poiché le censure sul diritto di difesa erano astratte e non contestavano la *ratio decidendi* del giudice di pace, basata sulla volontà dello stesso straniero di essere rimpatriato. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile straniero e ha confermato la legittimità del trattenimento.
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Inefficacia sopravvenuta del trattenimento in CPR
Un cittadino straniero, dopo la scarcerazione, viene trattenuto in un CPR in attesa di espulsione. Successivamente, l'ordine di espulsione viene sospeso. La Cassazione dichiara l'inefficacia sopravvenuta del provvedimento di convalida del trattenimento, poiché questo perde il suo fondamento giuridico con la sospensione dell'atto principale, ovvero l'espulsione.
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Liquidazione spese legali: minimi inderogabili
Un contribuente, dopo aver vinto un appello contro una cartella esattoriale, ha impugnato la decisione solo per la parte relativa alle spese legali, ritenute troppo basse. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la liquidazione spese legali non può scendere sotto i minimi tariffari previsti per legge, che sono inderogabili. Inoltre, il giudice che riduce l'importo richiesto nella nota spese deve fornire una motivazione specifica e non generica.
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Pensione invalidità stranieri: basta un soggiorno stabile
Un cittadino straniero con permesso per cure mediche di 10 mesi ha richiesto la pensione di invalidità. L'ente previdenziale ha negato la prestazione per la durata del permesso inferiore all'anno. La Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, accordando la pensione. Ha stabilito che per la pensione invalidità stranieri non conta la durata formale del singolo permesso, ma la stabilità e non occasionalità del soggiorno, valutabile anche tramite i rinnovi successivi.
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