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Art. 1375 Codice Civile — Anno 2025

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497 provvedimenti

Altri anni per Art. 1375 Codice Civile

Punteggio titoli concorso: più lauree valgono uno
Un dipendente pubblico ha contestato la valutazione in una selezione interna, sostenendo di aver diritto a un punteggio per due diverse lauree. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che il bando di concorso intendeva assegnare un punteggio unico per il possesso di almeno uno dei titoli di studio elencati, considerati equivalenti, e non un punteggio per ciascun titolo. Questa ordinanza fornisce un'importante chiave di lettura sul corretto calcolo del punteggio titoli concorso.
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Responsabilità solidale appalto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda sanitaria contro la condanna al pagamento di differenze retributive in favore dei dipendenti di una società appaltatrice. L'ordinanza sottolinea che, in tema di responsabilità solidale appalto, l'appello deve confrontarsi specificamente con la ratio decidendi della sentenza impugnata. Nel caso di specie, il ricorso è stato respinto perché non contestava adeguatamente le motivazioni della Corte d'Appello relative all'irrilevanza dell'annullamento del contratto d'appalto sui diritti maturati dai lavoratori e alla sussistenza del debito del committente al momento della domanda giudiziale.
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Diniego mobilità volontaria: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del diniego di mobilità volontaria opposto da un'Azienda Sanitaria a una dipendente. La decisione si fonda sulla carenza di personale, ritenuta motivazione sufficiente e coerente. La sentenza sottolinea che il trasferimento non è un diritto del lavoratore, ma una scelta discrezionale del datore di lavoro pubblico, il quale deve agire secondo buona fede. L'onere di provare l'illegittimità o la pretestuosità del diniego spetta al lavoratore.
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Sanzione disciplinare per rifiuto: il caso dell’impiegato
Un impiegato di un ufficio notifiche è stato sanzionato disciplinarmente per essersi rifiutato di eseguire una notifica all'estero. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della sanzione disciplinare per rifiuto, dichiarando inammissibile il ricorso del lavoratore. Secondo la Corte, la totale inerzia del dipendente, che si è limitato a restituire gli atti senza compiere alcuna iniziativa, costituisce un inadempimento che giustifica la sanzione, a prescindere dalle difficoltà tecniche dell'incarico.
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Interpretazione fideiussione: la Cassazione decide
Un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo, sostenendo un'errata interpretazione della fideiussione e la nullità della stessa. Dopo la conferma della decisione in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito che l'interpretazione della fideiussione è un'attività riservata al giudice di merito e che il ricorso per legittimità non può limitarsi a proporre un'interpretazione alternativa, ma deve specificare quali canoni ermeneutici siano stati violati e come.
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Ricorso improcedibile: cosa succede se manca il deposito
Una società di servizi ha impugnato in Cassazione la sentenza che legittimava la riduzione del corrispettivo di un appalto da parte di un'azienda sanitaria. La Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile a causa del mancato deposito della copia notificata della sentenza impugnata, un adempimento formale inderogabile che impedisce l'esame del merito della controversia.
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Composizione collegiale: nullità della pronuncia
Una cliente si opponeva alla richiesta di compenso del suo avvocato, avanzando una domanda di risarcimento per negligenza professionale. Il tribunale, in composizione monocratica, respingeva le sue istanze. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che le controversie sugli onorari legali richiedono inderogabilmente una decisione da parte di un collegio di giudici (composizione collegiale). Di conseguenza, la pronuncia del giudice unico è stata dichiarata nulla e il caso rinviato per un nuovo giudizio.
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Prescrizione crediti retributivi: la Cassazione decide
Un docente del pubblico impiego ha agito in giudizio per ottenere differenze retributive, ma la sua richiesta è stata parzialmente respinta per prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del docente, confermando che la prescrizione crediti retributivi nel pubblico impiego decorre in costanza di rapporto. Inoltre, ha ribadito che la prova di un atto interruttivo della prescrizione deve essere chiara e inequivocabile, e non può basarsi su mere presunzioni.
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Saldo zero: la Cassazione sui conti correnti incompleti
Una società e il suo garante hanno contestato una banca per addebiti illegittimi su un conto corrente. La Corte di Cassazione, applicando il principio del saldo zero, ha stabilito che in presenza di domande contrapposte e di documentazione incompleta da parte della banca, il calcolo del rapporto dare/avere deve partire da zero, annullando il debito iniziale non provato. Ha inoltre chiarito che, ai fini della prescrizione, i versamenti solutori vanno individuati solo dopo aver rettificato il saldo da tutte le competenze illegittime. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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Stabilizzazione precari PA: obbligo o facoltà?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della discrezionalità della Pubblica Amministrazione nel processo di stabilizzazione precari. Un'azienda sanitaria ha negato la stabilizzazione a un operatore, bandendo un concorso esterno. La Corte ha stabilito che, sebbene non esista un diritto soggettivo all'assunzione, l'amministrazione viola i doveri di correttezza e buona fede se non prende in considerazione la posizione del lavoratore precario, aprendo la via al risarcimento del danno.
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Ricorso inammissibile: i vizi che bloccano l’appello
Un'impresa edile ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello in una disputa su un appalto pubblico. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile non per il merito della questione, ma a causa di gravi vizi formali nella sua stesura. La sentenza sottolinea che la Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge, e che un ricorso privo di specificità e che mescola impropriamente i motivi è destinato a fallire.
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Legittimazione attiva consorzio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12773/2025, ha negato la legittimazione attiva di una società consortile nel richiedere un risarcimento danni a un ente comunale per un contratto di appalto. La Corte ha stabilito che la costituzione di un consorzio per l'esecuzione dei lavori non comporta un automatico subentro nei diritti e obblighi del contratto originario, che restano in capo alle imprese appaltatrici. Pertanto, in assenza di una provata cessione del contratto, il consorzio non può agire in giudizio contro la stazione appaltante.
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Collegamento negoziale: l’analisi del comportamento
La Corte di Cassazione chiarisce l'importanza del collegamento negoziale nell'interpretazione dei contratti. Un'analisi letterale non basta: è necessario valutare il comportamento complessivo delle parti e la finalità economica dell'operazione. Il caso riguardava un preliminare di vendita di quote sociali e un contestuale contratto di comodato per un immobile. La Corte ha cassato la sentenza di merito per non aver correttamente qualificato un pagamento come canone di locazione anziché caparra, nonostante il nomen iuris utilizzato, e per aver negato un'indennità di occupazione con motivazioni incomprensibili.
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Obblighi informativi: la Cassazione sui bond argentini
Un investitore ha citato in giudizio una banca per l'acquisto di bond argentini nel 1999, lamentando la violazione degli obblighi informativi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo di non poter riesaminare le prove e i fatti già valutati dai giudici di merito. La Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, secondo cui la banca aveva fornito adeguate informazioni e la crisi argentina non era prevedibile al momento dell'investimento. La decisione sottolinea che l'investitore deve allegare inadempimenti specifici, mentre il compito della Cassazione è limitato al controllo della legittimità e della coerenza logica della motivazione della sentenza impugnata.
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Truffa medico: visite private e bonus di esclusività
Un medico, dipendente in esclusiva di un'azienda sanitaria, ha effettuato visite private a domicilio senza autorizzazione e senza versare le quote dovute, continuando a percepire l'indennità di esclusività. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa medico, stabilendo che il silenzio sulla violazione del patto di esclusività costituisce l'artificio che induce in errore l'ente, il cui danno consiste nel pagamento indebito del bonus.
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Accordo onorari avvocato: la Cassazione decide
In una controversia tra un avvocato e un istituto di credito, la Corte di Cassazione ha esaminato la validità e l'interpretazione di un accordo onorari avvocato transattivo. La Corte ha parzialmente accolto sia il ricorso del legale sia quello della banca, cassando la precedente decisione. I punti chiave riguardano il diritto al rimborso forfettario delle spese generali, la decorrenza degli interessi di mora dalla domanda giudiziale e la necessità di provare l'effettivo recupero del credito per ottenere compensi maggiorati come previsto dall'accordo.
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Estratti conto: quando ordinarli in causa alla banca
In una causa tra un'azienda e un istituto di credito per addebiti illegittimi, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio procedurale fondamentale riguardo gli estratti conto. Prima di poter chiedere al giudice di ordinare alla banca di produrre i documenti, il correntista ha l'onere di richiederli direttamente all'istituto bancario. L'ordine del giudice non può sostituire questo passaggio preliminare, correggendo l'inerzia della parte. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva ritenuto legittimo un ordine di esibizione emesso senza questa richiesta preventiva.
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Sfruttamento economico registrazioni: onere della prova
Una casa discografica ha citato in giudizio gli eredi di un compositore e le società editrici per i danni derivanti dal negato sfruttamento economico delle registrazioni musicali in formato digitale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al produttore (creditore) l'onere della prova di aver avviato concrete trattative per ottenere le licenze necessarie. La Corte ha inoltre escluso l'applicabilità della responsabilità da contatto sociale in assenza di specifici obblighi di protezione imposti dalla legge.
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Prescrizione rimesse solutorie: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12954/2025, chiarisce il regime della prescrizione delle rimesse bancarie. In assenza di un'apertura di credito formalizzata, i versamenti su un conto con saldo passivo sono considerati 'solutori', ovvero pagamenti di un debito. Di conseguenza, il termine di prescrizione decennale per la richiesta di restituzione da parte del cliente decorre da ogni singola operazione e non dalla chiusura del conto. La Corte ha inoltre ribadito che l'onere di provare la natura meramente 'ripristinatoria' delle rimesse (e quindi l'esistenza di un fido) grava sul correntista. Il ricorso della società è stato rigettato per infondatezza e inammissibilità di alcuni motivi per difetto di autosufficienza.
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Responsabilità stazione appaltante: quando è esclusa?
Un'impresa subappaltatrice ha citato in giudizio la stazione appaltante per il mancato pagamento da parte dell'appaltatore principale. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità della stazione appaltante, chiarendo che, al tempo dei fatti, la normativa non imponeva un obbligo di sospendere i pagamenti all'appaltatore. La decisione sottolinea come la responsabilità extracontrattuale dell'ente pubblico richieda la violazione di un preciso obbligo di legge, non essendo sufficienti le clausole del bando di gara.
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