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Art. 1372 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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190 provvedimenti

Altri anni per Art. 1372 Codice Civile

Diritto alla provvigione: quando spetta all’agente?
La Corte di Cassazione conferma il diritto alla provvigione di un'agenzia immobiliare anche se la compravendita è stata conclusa direttamente tra le parti dopo la scadenza del mandato. Secondo la Corte, è sufficiente che l'attività dell'intermediario costituisca l'antecedente necessario per la conclusione dell'affare, avendo messo in relazione i contraenti. L'intervento di un collaboratore non iscritto all'albo per la sola visita dell'immobile non inficia tale diritto.
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Compenso professionista: spetta anche dopo il recesso
La Corte di Cassazione conferma il diritto di un professionista a ricevere il compenso per le attività svolte fino al momento del suo recesso dall'incarico. La sentenza chiarisce che il compenso professionista pattuito per chiudere le pendenze passate è dovuto, e spetta al cliente dimostrare tempestivamente in giudizio l'eventuale inadempimento del professionista per paralizzare la richiesta di pagamento.
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Sdemanializzazione demanio marittimo: guida legale
In una controversia su un terreno costiero, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla sdemanializzazione del demanio marittimo. La Corte ha chiarito che per gli atti avvenuti prima del 1942, si applica la meno formale legge del 1877, che richiedeva solo un riconoscimento della non necessarietà del bene all'uso pubblico, e non il più rigido decreto ministeriale previsto dal successivo Codice della Navigazione. La sentenza di appello è stata annullata con rinvio.
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Compensi professionali avvocato: la Cassazione decide
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei propri compensi professionali a un istituto di credito, che si è opposto sollevando questioni procedurali e di merito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato sia il ricorso principale del legale sia quello incidentale della banca. La decisione si è concentrata sull'interpretazione di un accordo liquidatorio per determinare i corretti compensi professionali dell'avvocato, escludendo l'applicabilità della legge sull'equo compenso a rapporti già conclusi e chiarendo i limiti del frazionamento del credito in questo contesto.
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Calcolo valore immobile: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che determinava il conguaglio per la divisione di un immobile in edilizia convenzionata. L'errore risiedeva nel calcolo del valore dell'immobile, poiché il consulente tecnico aveva incluso una quota di superficie non residenziale superiore ai limiti di legge. La Suprema Corte ha ribadito che, in questi casi, la superficie non residenziale computabile non può eccedere il 40% di quella utile, più una quota per l'autorimessa. La causa è stata rinviata per un nuovo calcolo corretto.
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Compenso avvocato: l’accordo e le spese generali
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul compenso di un avvocato in una disputa con un istituto di credito. La Corte ha confermato la validità di un accordo liquidatorio che definiva forfettariamente tutti i crediti per le attività svolte fino a una certa data. Tuttavia, ha cassato la decisione di merito su un punto cruciale: ha stabilito che il rimborso delle spese generali del 15% è sempre dovuto al professionista, anche in presenza di un accordo contrattuale sul compenso, se questo è stato stipulato dopo l'entrata in vigore del D.M. 55/2014.
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Accordo transattivo compenso avvocato: l’analisi
Un avvocato ha impugnato una decisione che interpretava un accordo transattivo sul compenso come un saldo globale per tutte le prestazioni fino a una certa data. L'avvocato sosteneva che l'accordo coprisse solo casi specifici. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'interpretazione del tribunale era plausibile. Ha stabilito che un accordo redatto dallo stesso avvocato e contenente una clausola 'salvo errori o omissioni' può essere legittimamente inteso come omnicomprensivo, precludendo ulteriori richieste per il periodo coperto.
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Riduzione penale: quando il giudice può intervenire?
La Corte di Cassazione conferma il potere del giudice di merito di operare la riduzione penale di una clausola contrattuale manifestamente eccessiva. Il caso riguarda un diritto di passaggio negato, dove la corte ha valutato l'interesse del creditore e l'esistenza di percorsi alternativi per diminuire l'importo della penale pattuita, respingendo il ricorso della parte lesa.
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Vendita bene in comproprietà: la Cassazione decide
Un uomo vende un'auto di lusso cointestata con la sua ex partner senza il suo consenso, trattenendo l'intero ricavato. Sostiene di aver venduto solo la propria quota. La Corte di Cassazione respinge il suo ricorso, confermando l'obbligo di versare alla donna la metà del prezzo di vendita. La decisione si fonda sulla violazione degli accordi di separazione, stabilendo che la vendita del bene in comproprietà riguardava l'intero veicolo come unicum e non solo una quota, legittimando così la richiesta economica della comproprietaria tradita.
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Accordo compenso avvocato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un avvocato che richiedeva compensi professionali a un istituto di credito, nonostante un precedente accordo liquidatorio. La Corte ha stabilito che l'accordo del 2015 era onnicomprensivo per tutte le attività svolte fino a una certa data, respingendo gran parte delle pretese del legale. Tuttavia, ha accolto la richiesta relativa al rimborso delle spese generali del 15%, ritenendolo obbligatorio ai sensi del D.M. 55/2014, vigente al momento della stipula dell'accordo, anche se non esplicitamente previsto.
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Inadempimento e prove tardive: la Cassazione decide
Una società nel settore della cantieristica navale è stata condannata a saldare il prezzo di macchinari industriali, nonostante avesse lamentato difetti e ritardi. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, giudicando inammissibili i motivi di impugnazione, tra cui la contestazione sull'utilizzo di prove tardive, poiché non sollevati nel corretto grado di giudizio. La decisione sottolinea il rigore delle regole processuali e l'importanza di contestare tempestivamente ogni vizio del procedimento.
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Spese condominiali balconi: la Cassazione decide
Un condomino si oppone al pagamento delle spese condominiali per lavori eseguiti su balconi di proprietà esclusiva di altri. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: l'inscindibilità tecnica dei lavori non giustifica automaticamente la ripartizione della spesa tra tutti. Il giudice deve sempre verificare la possibilità di una 'scindibilità contabile', ossia la capacità di separare i costi relativi alle parti private da quelli comuni. La sentenza viene cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta senza nesso?
Una società immobiliare ha richiesto il pagamento della provvigione per la vendita di un immobile acquistato dai convenuti direttamente da una procedura fallimentare. Nonostante un accordo scritto che prevedeva il pagamento della provvigione mediatore anche in questo caso, la Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. La Corte ha stabilito che, sebbene le parti possano derogare al principio del nesso di causalità, il compenso deve essere giustificato da una controprestazione specifica e concreta da parte del mediatore, che in questo caso è stata ritenuta assente.
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Risarcimento danni appalto: limiti e onere prova
In un caso di subappalto con fornitura difettosa, la Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto ma ha annullato la condanna al risarcimento dei danni. La Corte ha stabilito che il giudice non può liquidare un danno superiore a quanto richiesto (vizio di ultra petita) e che il cessionario di un credito non risponde degli inadempimenti contrattuali del cedente. La sentenza chiarisce i principi fondamentali sul risarcimento danni appalto, nesso di causalità e onere della prova.
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Usucapione immobile familiare: quando è escluso?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una donna che chiedeva il riconoscimento dell'usucapione sull'immobile familiare. La richiesta si basava su una promessa di donazione non formalizzata da parte del suocero. I giudici hanno confermato che la convivenza con il marito e altri familiari co-proprietari esclude il requisito del possesso esclusivo, necessario per l'usucapione. Inoltre, è stata dichiarata inammissibile la querela di falso contro i documenti probatori per la sua genericità.
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Porte non omologate: fornitura è inadempimento grave
Una società alberghiera ha rifiutato il pagamento di una fornitura di porte antincendio perché prive del certificato di omologazione. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del rifiuto, stabilendo che la consegna di **porte non omologate** costituisce un grave inadempimento contrattuale. La mancanza della certificazione, obbligatoria per legge, rende il bene inidoneo alla sua funzione di sicurezza e non conforme alla normativa, giustificando la sospensione del pagamento da parte dell'acquirente.
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Risarcimento danno preliminare: come si calcola
In un caso di inadempimento del promissario acquirente a un contratto preliminare di vendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha chiarito le modalità di calcolo del risarcimento del danno. La Corte ha stabilito che il danno da lucro cessante per il venditore non va calcolato sulla differenza tra il prezzo pattuito e il prezzo di aggiudicazione originario, bensì sulla differenza tra il prezzo concordato nel preliminare e il valore commerciale del bene al momento in cui l'inadempimento è diventato definitivo. Questo principio assicura che il risarcimento sia commisurato all'effettivo pregiudizio economico subito dal venditore a causa della mancata vendita.
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Obligatio propter rem: uso condominiale e proprietà
Una proprietaria ha citato in giudizio il proprio condominio per ottenere un compenso per l'utilizzo della guardiola di sua esclusiva proprietà. Le corti di merito avevano respinto la richiesta, invocando una presunta 'obligatio propter rem' che vincolava l'immobile all'uso condominiale gratuito. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che tali obbligazioni sono tipiche e non possono essere create al di fuori dei casi previsti dalla legge. L'uso di fatto di un bene privato non crea un obbligo di concessione gratuita. Pertanto, il condominio è tenuto a versare un corrispettivo, in un rapporto assimilabile alla locazione.
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Fatti concludenti: quando il silenzio vale assenso
Un'officina ripara un escavatore per un cliente, il quale aggiunge una data di consegna sul preventivo. L'officina non contesta e inizia i lavori, ma consegna in ritardo. La Cassazione stabilisce che iniziare i lavori senza contestare le modifiche equivale ad accettazione per fatti concludenti, condannando l'officina a risarcire i danni per il ritardo.
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Recesso appalto servizi: preavviso e validità
Un fornitore di servizi di guardiania ha contestato il recesso da un contratto a tempo indeterminato a causa di un preavviso troppo breve. La Corte di Cassazione ha stabilito che in un recesso appalto servizi di questo tipo, un preavviso inadeguato non rende nullo il recesso stesso. L'atto rimane valido, ma la sua efficacia viene posticipata alla fine di un termine congruo, stabilito dal giudice. Di conseguenza, il prestatore del servizio ha diritto al corrispettivo solo per la durata di questo periodo di preavviso esteso.
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