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Art. 1362 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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397 provvedimenti

Altri anni per Art. 1362 Codice Civile

Giudicato esterno tributario: limiti e applicazione
Una società farmaceutica ha contestato diverse rettifiche fiscali relative alla deducibilità dei costi di ammortamento. La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha stabilito che una decisione definitiva su un anno d'imposta crea un **giudicato esterno tributario** vincolante per gli anni successivi, qualora riguardi fatti con efficacia pluriennale come l'ammortamento. Viene così superato il principio di autonomia dei periodi d'imposta in presenza di elementi strutturali e permanenti della tassazione.
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Valore doganale: royalties e sanzioni sproporzionate
Una multinazionale dell'abbigliamento sportivo e il suo spedizioniere contestavano un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Dogane che rettificava il valore doganale delle merci importate, includendo costi per royalties, commissioni e sviluppo, e irrogando sanzioni per oltre 7 milioni di euro. La Corte di Cassazione ha stabilito che i diritti di licenza vanno inclusi nel valore doganale se rappresentano una 'condizione della vendita', mentre le commissioni d'acquisto vanno escluse. Ha inoltre annullato le sanzioni, ritenendole sproporzionate e affermando il principio che il giudice deve disapplicare la norma interna per garantire la proporzionalità richiesta dal diritto UE. Infine, ha escluso la responsabilità dello spedizioniere per l'IVA all'importazione.
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Valore doganale e royalties: la Cassazione decide
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che escludeva le royalties dal calcolo del valore doganale delle merci importate. La Corte ha stabilito che, per determinare se il pagamento delle royalties costituisce una 'condizione di vendita', non è sufficiente un'analisi parziale dei contratti. È necessario valutare l'intera relazione tra licenziante, licenziatario e venditore, inclusi gli indicatori di controllo indiretto che il licenziante esercita sul processo produttivo. La Cassazione ha rinviato il caso per una nuova valutazione basata su questi principi, affermando anche la responsabilità solidale dello spedizioniere doganale.
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Sanzioni doganali: il potere del giudice tributario
Una società di spedizioni impugna delle sanzioni doganali per l'omessa inclusione di royalties nel valore dichiarato delle merci. La Corte di Cassazione, pur respingendo le difese sulla non colpevolezza, accoglie parzialmente il ricorso. La sentenza chiarisce che il giudice tributario, una volta accertata la sproporzione di una sanzione, ha il potere-dovere non solo di annullarla, ma di rideterminarne concretamente l'importo corretto, in quanto il processo tributario è un giudizio di merito e non di mera legittimità.
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Raddoppio termini accertamento: no se l’evasione è lieve
Una contribuente riceve un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2003 notificato nel 2013, oltre i termini ordinari. L'Agenzia delle Entrate giustificava il ritardo con il raddoppio termini accertamento, presupponendo un reato tributario. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, chiarendo che il raddoppio è illegittimo se l'importo contestato dall'Agenzia stessa è inferiore alla soglia di punibilità penale prevista dalla legge. Di conseguenza, l'accertamento era tardivo e nullo.
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Simulazione fiscale: prova presuntiva e accordi
Una contribuente riceve pagamenti per una cessione di quote societarie al gruppo dell'ex coniuge. L'Agenzia delle Entrate, basandosi su un protocollo d'intesa non firmato e sulla corrispondenza degli importi, riqualifica i pagamenti come assegno di mantenimento occultato, provando una simulazione fiscale tramite presunzioni. La Corte di Cassazione conferma la decisione, ritenendo sufficienti gli indizi gravi, precisi e concordanti forniti dall'Amministrazione finanziaria e rigetta il ricorso della contribuente.
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Società di fatto: prova e oneri per il Fisco
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni contribuenti contro un accertamento fiscale basato sull'esistenza di una società di fatto. La Corte ha ribadito che, ai fini fiscali, non basta l'apparenza esterna, ma l'Amministrazione Finanziaria deve provare l'effettiva esistenza degli elementi costitutivi del vincolo societario, anche tramite presunzioni. Il ricorso è stato respinto per vizi procedurali, tra cui la mancata specificità dei motivi e il tentativo di ottenere una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Riqualificazione fiscale: vendita quote e pro-rata IVA
Una società cede quote di un fondo immobiliare, considerandola un'operazione fuori campo IVA. L'Amministrazione Finanziaria procede con una riqualificazione fiscale, classificandola come cessione di immobili esente IVA, con conseguenze sul pro-rata. La Corte di Cassazione conferma il potere dell'Ufficio di guardare alla sostanza economica dell'operazione, rigettando il ricorso dell'azienda e validando l'accertamento fiscale.
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Valore in dogana e royalties: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate a un terzo licenziante devono essere incluse nel valore in dogana, se quest'ultimo esercita un controllo, anche indiretto, sul produttore. La sentenza di merito è stata annullata perché non ha adeguatamente valutato le clausole del contratto di licenza che dimostravano un'ingerenza ben oltre il mero controllo qualità, rendendo di fatto il pagamento delle royalties una condizione essenziale per la vendita dei beni importati.
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Valore in dogana: quando le royalties si includono
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate per l'uso di un marchio devono essere incluse nel valore in dogana dei beni importati se il licenziante esercita un controllo significativo, anche indiretto, sulla produzione. Secondo la Corte, il pagamento di tali corrispettivi diventa una "condizione di vendita" implicita, rendendoli parte della base imponibile, anche in assenza di un legame diretto tra chi detiene il marchio e il produttore estero. La sentenza di merito è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Incentivo esodo: la data di adesione è decisiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per ottenere l'agevolazione fiscale su un incentivo esodo erogato dopo l'abrogazione della norma, non basta che il piano aziendale sia anteriore. È fondamentale dimostrare che l'adesione individuale del lavoratore, con la sua manifestazione di volontà irretrattabile, sia avvenuta prima della data di abrogazione (4 luglio 2006). L'onere della prova di tale circostanza ricade sul contribuente che richiede il rimborso. La Corte ha cassato la decisione precedente che dava rilevanza solo alla data del piano aziendale.
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Reddito d’impresa agricolo: quando non è connesso
Una società agricola riceveva ingenti proventi da un accordo con una società energetica, legati ai 'certificati verdi'. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nonostante l'apparenza, non si trattava di reddito agrario connesso, ma di vero e proprio reddito d'impresa agricolo di natura commerciale. La sentenza chiarisce che quando l'attività agricola è meramente strumentale a un'operazione commerciale più ampia e i ricavi sono sproporzionati, il reddito va tassato secondo le regole ordinarie d'impresa.
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Cuneo fiscale IRAP: quando spetta alle public utility
Un consorzio operante nel settore della depurazione delle acque è stato inizialmente escluso dalla deduzione del cuneo fiscale IRAP. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'esclusione dal beneficio si applica solo quando l'impresa riceve una "tariffa remuneratoria" che già copre il costo dell'IRAP. Poiché il compenso del consorzio era un mero rimborso dei costi e non una tariffa di questo tipo, il suo diritto alla deduzione è stato pienamente riconosciuto.
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Omesso esame di fatti: Cassazione annulla accertamento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale in un caso di accertamento fiscale. La decisione si fonda sull'omesso esame di fatti decisivi, come una presunta duplicazione di corrispettivi, e sulla mancata pronuncia del giudice d'appello su specifiche eccezioni sollevate dal contribuente. La Corte ha ritenuto che il giudice di merito non possa ignorare elementi probatori cruciali o tralasciare di rispondere a censure specifiche, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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Sospensione giudizio tributario per rottamazione
In un contenzioso relativo ad avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA, la Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società che, durante il processo, aveva aderito a diverse forme di definizione agevolata ('rottamazione'). Poiché il perfezionamento della procedura di sanatoria, con il pagamento integrale delle somme, non era ancora stato documentato, la Corte ha disposto la sospensione del giudizio tributario. La decisione stabilisce che l'estinzione del processo può avvenire solo a seguito del completamento effettivo della definizione agevolata, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa di tale evento.
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Contributo unificato motivi aggiunti: quando è dovuto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5969/2025, ha rigettato il ricorso di un'amministrazione pubblica, stabilendo che il pagamento di un ulteriore contributo unificato per motivi aggiunti non è sempre dovuto. Il presupposto per la nuova imposta è un 'considerevole ampliamento dell'oggetto della controversia', che non si verifica se i nuovi atti impugnati sono strettamente collegati a quelli originari e non introducono un tema di indagine sostanzialmente nuovo. In questo caso, i motivi aggiunti contestavano una nota di osservazioni che non era un atto autonomamente lesivo, ma una specificazione di questioni già in discussione.
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Contributo unificato: no se i motivi non ampliano
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è dovuto un ulteriore contributo unificato per la proposizione di motivi aggiunti se questi non comportano un 'considerevole ampliamento dell'oggetto della controversia'. Nel caso di specie, l'impugnazione dell'aggiudicazione di una gara, successiva all'impugnazione dell'esclusione dalla stessa, è stata ritenuta strettamente connessa alla prima, non giustificando un nuovo pagamento, in quanto le ragioni di ricorso erano sostanzialmente le medesime.
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Inerenza delle passività: la Cassazione decide
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato la deduzione di passività dal valore di immobili conferiti in una società. La Corte di Cassazione ha stabilito che la deducibilità è ammessa solo se sussiste il requisito dell'inerenza delle passività, ovvero un collegamento funzionale con l'atto di conferimento, escludendo debiti personali dei soci.
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Cessione quote: no a riqualificazione come azienda
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cessione quote totalitaria non può essere riqualificata dall'Amministrazione Finanziaria come cessione d'azienda. La sentenza ribadisce che, ai fini dell'imposta di registro, l'analisi deve basarsi esclusivamente sulla natura e sugli effetti giuridici dell'atto registrato, come previsto dal nuovo art. 20 del D.P.R. 131/1986. Anche se l'effetto economico è simile, i due negozi sono giuridicamente distinti e non assimilabili fiscalmente.
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Deduzione cuneo fiscale: Appalto vs Concessione
La Cassazione chiarisce che una società di trasporto pubblico ha diritto alla deduzione cuneo fiscale sull'IRAP quando opera in regime di appalto, e non di concessione. Decisivo è il criterio di remunerazione: se il corrispettivo è fisso e pagato dall'ente pubblico (a km) e non dagli utenti, si tratta di appalto e la deduzione è legittima, non configurando un aiuto di Stato.
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