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Art. 1362 Codice Civile — Anno 2024

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1851 provvedimenti

Altri anni per Art. 1362 Codice Civile

Mutuo oneroso e inadempimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19729/2024, ha stabilito che il mutuo oneroso è un contratto a prestazioni corrispettive. Di conseguenza, se la banca non eroga una parte della somma pattuita, il mutuatario può legittimamente sospendere il pagamento delle rate, avvalendosi dell'eccezione di inadempimento. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente scisso l'operazione in due contratti distinti, riaffermando l'unitarietà del rapporto e la piena applicabilità dei rimedi sinallagmatici.
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Interpretazione contratto: assistenza tecnica vs garanzia
Una società di manutenzione invia una comunicazione con cui si impegna a fornire "assistenza tecnica" su un macchinario. Il cliente contesta le fatture, sostenendo che l'impegno includa la garanzia. La Cassazione, confermando l'interpretazione del contratto della Corte d'Appello, chiarisce che "assistenza tecnica" e "garanzia" sono concetti distinti. Tuttavia, cassa la sentenza perché i giudici d'appello hanno omesso di pronunciarsi sull'eccezione di inadempimento del cliente, che lamentava la cattiva esecuzione degli interventi.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un complesso contenzioso fiscale, relativo alla deducibilità di costi per Ires, Irap e Iva, si è concluso in Cassazione con l'estinzione del giudizio. La società contribuente ha infatti scelto di aderire alla definizione agevolata, pagando le somme dovute e rinunciando al ricorso. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato estinto il processo, compensando le spese legali tra le parti.
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Simulazione e revocatoria: quale azione prevale?
Una società creditrice agisce con azione revocatoria per un atto di retrocessione immobiliare ritenuto lesivo. I debitori si difendono eccependo la simulazione dell'originario atto di vendita. I giudici di merito accolgono la tesi della simulazione, ma la questione giunge in Cassazione per il complesso rapporto tra simulazione e revocatoria e le regole sulla trascrizione. La Suprema Corte, data la rilevanza nomofilattica, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Interpretazione contratto preliminare: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante un'opposizione a precetto per debiti derivanti da una complessa cessione di quote societarie. Il caso verteva sull'interpretazione del contratto preliminare e di quello definitivo, con i ricorrenti che sostenevano il superamento del primo da parte del secondo. La Corte ha ritenuto il ricorso carente del principio di autosufficienza e ha sottolineato che l'interpretazione dei contratti è un'attività riservata ai giudici di merito, non sindacabile in sede di legittimità se non per violazione dei canoni ermeneutici, qui non adeguatamente dedotta.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro accertamenti fiscali per Ires, Irap e Iva, ha aderito a una definizione agevolata. A seguito del pagamento e della formale rinuncia al ricorso, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti. La decisione evidenzia l'efficacia della definizione agevolata come strumento per chiudere i contenziosi pendenti.
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Meritevolezza contratto atipico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19581/2024, ha annullato una decisione di merito che dichiarava nulla una clausola di indicizzazione al cambio valutario in un contratto di leasing. I giudici hanno stabilito che la valutazione sulla meritevolezza del contratto atipico, secondo l'art. 1322 c.c., non deve basarsi sulla convenienza economica o sulla complessità della clausola, ma sulla sua conformità ai principi fondamentali dell'ordinamento, come solidarietà e buona fede. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Indennità di mensa: no al dipendente pubblico esterno
La Corte di Cassazione ha negato il diritto all'indennità di mensa a un gruppo di dipendenti regionali in servizio presso l'ufficio del Commissario delegato per l'emergenza rifiuti. La Suprema Corte ha qualificato l'ufficio commissariale come "amministrazione esterna", applicando così la clausola di esclusione dal beneficio prevista dal contratto collettivo regionale. La natura transitoria dell'indennità non ne modifica la subordinazione alle stesse condizioni previste per i buoni pasto.
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Garanzia del consumatore: la Cassazione decide
Un fideiussore di una società si opponeva a un decreto ingiuntivo, sostenendo di essere un consumatore. La Cassazione, con ordinanza 19573/2024, ha rigettato la sua qualifica di consumatore, confermando che l'onere della prova spetta al garante. Tuttavia, ha accolto il ricorso su un altro punto, stabilendo che per i contratti di leasing risolti per inadempimento prima della legge 124/2017, si applica l'articolo 1526 c.c. e non la nuova disciplina. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Servitù per usucapione: limiti del ricorso in Cassazione
Una proprietaria ha impugnato in Cassazione la sentenza che confermava una servitù di passaggio sul suo fondo, sostenendo che fosse stata acquisita per usucapione. La ricorrente ha lamentato vizi di motivazione e un'errata valutazione delle prove, tra cui un atto di compravendita. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la servitù era stata correttamente riconosciuta per usucapione e non per titolo contrattuale. Ha inoltre ribadito che il giudizio di Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la legittimità della decisione, confermando così la validità della servitù per usucapione.
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Pegno bene produttivo: sì alla garanzia senza stop
Una società creditrice si è vista negare il riconoscimento di un pegno su un impianto industriale in sede di liquidazione della società debitrice. Il motivo era la presunta mancanza di 'spossessamento', poiché la debitrice aveva continuato a usare l'impianto. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che il pegno bene produttivo è valido se lo spossessamento avviene tramite la nomina di un custode terzo. Quest'ultimo, anche se autorizza la debitrice all'uso del bene, ne acquisisce il possesso, trasformando la posizione della debitrice in mera detenzione. La garanzia è quindi efficace.
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Condizione risolutiva e buona fede: la Cassazione chiarisce
Una sentenza della Cassazione interviene su un caso di servitù di passo soggetta a condizione risolutiva. La Corte ha annullato la decisione d'appello che riteneva estinta la servitù per l'inerzia dei titolari, chiarendo che la finzione di avveramento della condizione (art. 1359 c.c.) richiede la violazione di un obbligo specifico di agire, non desumibile dalla mera passività. Viene inoltre ribadita la gerarchia dei criteri interpretativi del contratto, privilegiando il tenore letterale rispetto a principi sussidiari.
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Trattamento pensionistico aziendale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso degli eredi di un ex dipendente contro una società di servizi pubblici. Gli eredi chiedevano l'inclusione di un'indennità di incentivazione nel calcolo del trattamento pensionistico aziendale. La Corte ha stabilito che una delibera aziendale del 1987, che modificava la retribuzione pensionabile, non poteva applicarsi retroattivamente a un dipendente andato in pensione nel 1973. La decisione ribadisce che le modifiche ai regimi pensionistici non si estendono ai lavoratori il cui rapporto di lavoro è cessato prima della loro entrata in vigore.
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Prestazioni extra budget: come si calcolano i rimborsi
Una struttura sanitaria privata si opponeva alla pretesa di un'Azienda Sanitaria Locale di applicare le decurtazioni per prestazioni inappropriate unicamente sulla quota di servizi rimborsabili (infra-budget). La Corte di Cassazione ha stabilito che le prestazioni extra budget, sebbene non rimborsabili, possono 'assorbire' tali decurtazioni, salvaguardando così il pieno rimborso per le prestazioni legittime rientranti nel tetto di spesa. La Corte ha chiarito che il budget è un limite al rimborso, non un divieto di erogare cure.
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Obblighi dell’affittuario: no a modifiche non scritte
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un affittuario di un'azienda di ristorazione che aveva apportato modifiche non autorizzate ai locali. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata. Nel merito, la Corte ribadisce che gli obblighi dell'affittuario includono il divieto di innovazioni non consentite per iscritto, e che la violazione di tale obbligo genera un diritto al risarcimento del danno per il locatore, anche se l'inadempimento non è così grave da giustificare la risoluzione del contratto.
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Risoluzione locazione commerciale per inadempimento
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione locazione commerciale non per canoni non pagati, ma per il mancato adempimento di un obbligo contrattuale: l'attivazione di un'utenza idrica autonoma da parte del conduttore. La sentenza chiarisce che un inadempimento grave è sufficiente per la risoluzione, anche in assenza di una formale messa in mora, e stabilisce i corretti mezzi di impugnazione per decisioni anomale in primo grado.
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Conferimento ramo d’azienda: chi detrae l’IVA?
Una società farmaceutica esegue un conferimento ramo d'azienda a una sua controllata. Successivamente, riceve una fattura per servizi di ricerca anteriori al conferimento e ne detrae l'IVA. L'Agenzia delle Entrate contesta la detrazione, sostenendo che spetti alla società conferitaria. La Cassazione accoglie il ricorso della società, stabilendo che per decidere a chi spetta la detrazione IVA, è necessario interpretare l'intero contratto di conferimento e non basarsi su singole clausole isolate, poiché le parti possono escludere specifici debiti o crediti dal trasferimento.
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Contratti integrativi: i limiti del ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito i limiti stringenti per l'impugnazione in sede di legittimità dell'interpretazione dei contratti integrativi aziendali. Nel caso esaminato, alcuni lavoratori chiedevano il riconoscimento di indennità previste da accordi decentrati. La Corte ha dichiarato inammissibili sia i ricorsi dei lavoratori sia quello dell'ente datore di lavoro, precisando che l'interpretazione di tali contratti è riservata ai giudici di merito e non può essere oggetto di un riesame in Cassazione, se non per violazione delle norme legali di ermeneutica contrattuale, che deve essere specificamente dimostrata.
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Retribuzione feriale: incluse le indennità variabili
Una società di trasporti ferroviari ha negato a un macchinista l'inclusione di indennità variabili nella retribuzione durante le ferie. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, stabilendo che la retribuzione feriale deve comprendere tutte le voci retributive collegate alla mansione per non creare un deterrente economico al godimento delle ferie, in linea con il diritto dell'Unione Europea. Ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto.
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Retribuzione feriale: le indennità vanno incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19992/2024, ha stabilito che le indennità accessorie, come quella di assenza dalla residenza e di utilizzazione professionale, devono essere incluse nella retribuzione feriale. La decisione si fonda sul principio del diritto europeo secondo cui la retribuzione durante le ferie non deve essere inferiore a quella ordinaria, per non scoraggiare il lavoratore dal godere del proprio diritto al riposo. Di conseguenza, il ricorso dell'azienda di trasporti è stato respinto, confermando le sentenze dei gradi precedenti a favore dei lavoratori.
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