Un cittadino, indicato come l'Imputato, è stato condannato per detenzione di cocaina destinata allo spaccio. Gli agenti di polizia hanno trovato nella sua abitazione circa tre grammi di sostanza utile per sedici dosi, bilancini di precisione, materiale da confezionamento e un taccuino con annotazioni di nomi e cifre. Durante la perquisizione si è presentato anche un acquirente con il denaro in mano. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento della particolare tenuità del fatto per evitare la pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno confermato che la presenza di strumenti per lo spaccio, il continuo andirivieni di clienti e i precedenti penali specifici impediscono l'applicazione della causa di non punibilità. L'Imputato deve quindi pagare la multa, le spese processuali e la sanzione alla Cassa delle ammende.
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