La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44387/2023, chiarisce i limiti dell'obbligo di motivazione per l'aumento di pena nel contesto del reato continuato. La Corte ha stabilito che, sebbene il giudice debba calcolare distintamente gli aumenti per i reati satellite, non è tenuto a una motivazione specifica e dettagliata quando l'incremento sanzionatorio è di modesta entità e inferiore al minimo edittale del reato stesso. Il caso riguardava un ricorso contro la determinazione della pena per un reato di truffa, unito in continuazione con altri illeciti più gravi. La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo l'aumento di 3 mesi e 15 giorni un'entità modesta che non richiedeva una giustificazione analitica.
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