LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 131-bis Codice Penale — Anno 2026

Pagina 36 di 40

2224 provvedimenti

Altri anni per Art. 131-bis Codice Penale

Particolare tenuità del fatto negata: la Cassazione condanna l’imputato
L'Imputato ha proposto ricorso per Cassazione lamentando la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto, l'errata applicazione della recidiva e il diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto non può tradursi in un nuovo esame dei fatti, precluso in sede di legittimità. Inoltre, il diniego delle attenuanti generiche è stato ritenuto legittimo e ben motivato dalla Corte d'appello, che ha valorizzato la gravità della condotta e la pericolosità del soggetto desunta dai suoi precedenti penali. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Evasione e particolare tenuità del fatto: la Cassazione nega sconti
Il Ricorrente, condannato per il reato di evasione, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto e il diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che la particolare tenuità del fatto non può essere applicata a causa della gravità oggettiva della condotta e dei numerosi precedenti penali del soggetto, tra cui una precedente evasione e reati di droga. Anche la richiesta di attenuanti generiche è stata respinta poiché riproponeva questioni di merito già ampiamente e logicamente valutate nei gradi precedenti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Delitto di evasione: la Cassazione respinge il ricorso generico
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per il delitto di evasione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della sua genericità. I giudici hanno confermato la correttezza della decisione precedente, che aveva escluso l'applicazione della particolare tenuità del fatto e delle pene sostitutive. Di conseguenza, l'Imputato ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Mancata esecuzione dolosa: condanna confermata in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Il ricorrente contestava il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno rilevato che i motivi di ricorso erano una mera riproduzione di censure già esaminate e correttamente respinte dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna, rigettando l'impugnazione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: la Cassazione nega il riesame
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un'imputata condannata per il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. La ricorrente contestava il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione sulla gravità del reato spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità, confermando la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato di evasione: il sonno profondo non salva dai domiciliari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. L'imputato, sottoposto alla misura cautelare dei domiciliari, non aveva risposto al controllo notturno delle forze dell'ordine. La difesa sosteneva che l'uomo si trovasse in casa ma non avesse sentito il citofono a causa dell'orario notturno e del sonno profondo. I giudici hanno ritenuto tale giustificazione del tutto inverosimile, poiché chi è sottoposto a tali misure ha il dovere di rendersi reperibile. Inoltre, la Suprema Corte ha confermato il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione nega la tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di evasione. L'imputato contestava la sussistenza dell'elemento soggettivo (il dolo) e la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno stabilito che i motivi di ricorso erano generici e miravano esclusivamente a ottenere una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa in sede di Cassazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna, respingendo le contestazioni sulla configurabilità del reato di evasione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Evasione dai domiciliari: no alla particolare tenuità del fatto
Un uomo sottoposto agli arresti domiciliari si allontana dal proprio domicilio coatto per recarsi nell'appartamento di un soggetto sottoposto alla sorveglianza speciale. Ripreso dalle telecamere di sorveglianza, viene accusato del reato di evasione. La difesa richiede l'applicazione della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. I giudici stabiliscono che l'allontanamento per incontrare un soggetto noto alle forze dell'ordine esclude la particolare tenuità del fatto a causa dell'oggettiva gravità della condotta. Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di evasione: ricorso inutile e condanna confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di evasione. L'imputato aveva contestato la decisione dei giudici di merito, sostenendo la mancanza della propria capacità di intendere e volere, l'assenza di dolo e richiedendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di quanto già esaminato e correttamente respinto nei precedenti gradi di giudizio. I giudici hanno confermato la piena consapevolezza dell'uomo al momento del fatto e l'impossibilità di applicare sconti di pena. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
Continua »
Ricettazione cellulare: sì alla particolare tenuità del fatto
Due persone sono state condannate per la ricettazione di un telefono cellulare rubato. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e il rifiuto di sostituire la pena detentiva con una sanzione pecuniaria. La Suprema Corte ha accolto il ricorso su entrambi i punti. I giudici hanno stabilito che l'esiguità del danno può essere valutata sia per concedere un'attenuante sia per applicare la particolare tenuità del fatto. Inoltre, per i reati commessi prima della riforma del 2022, è possibile cumulare la sospensione condizionale e la sostituzione della pena, applicando la legge precedente più favorevole. La sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'appello per una nuova decisione.
Continua »
Ricettazione di assegno rubato: incasso facile, condanna dura
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di ricettazione di assegno rubato a carico di un soggetto che aveva incassato un titolo di credito di circa 717 euro. L'assegno, originariamente emesso da una società energetica a favore di una persona poi deceduta, era stato sottratto durante la spedizione e alterato con il nome dell'imputata. La difesa sosteneva la buona fede della donna, evidenziando che si era identificata all'atto dell'incasso, e chiedeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile: il possesso di refurtiva senza una spiegazione attendibile dimostra la colpevolezza, mentre il danno di oltre 700 euro esclude la tenuità dell'offesa. La ricorrente perde la causa e deve pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: l’evasione minima non si punisce
Il Tribunale ha assolto un uomo dal reato di evasione applicando la causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto. L'uomo, ai domiciliari, era stato sorpreso sulle scale del proprio condominio a fumare una sigaretta con i familiari. Il Procuratore Generale ha fatto ricorso, sostenendo che i precedenti penali dell'imputato, tra cui furti e un'altra evasione, dimostrassero la sua pericolosità e abitualità nel reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che i furti non sono reati della stessa indole dell'evasione. Di conseguenza, essendoci un solo precedente specifico, non si configura l'abitualità della condotta. La Cassazione ha così confermato che l'allontanamento minimo sulle scale condominiali rientra nella particolare tenuità del fatto.
Continua »
Reddito di cittadinanza: condanna ridotta per doppia sanzione
Il Beneficiario ha richiesto il Reddito di cittadinanza omettendo di dichiarare una precedente condanna definitiva per associazione mafiosa. Condannato in appello sia per false dichiarazioni sia per indebita percezione di erogazioni pubbliche, ha proposto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo che tra il reato speciale di false dichiarazioni per il Reddito di cittadinanza e quello generale di indebita percezione sussiste un rapporto di specialità. Di conseguenza, il reato generale viene assorbito da quello speciale per evitare una doppia sanzione sullo stesso fatto. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la condanna per indebita percezione e ha rideterminato la pena finale a un anno e quattro mesi di reclusione per il solo reato speciale.
Continua »
Deposito incontrollato di rifiuti: condanna e ricorso tardivo
Il Tribunale ha condannato il Socio Amministratore di un'azienda per il reato di deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi. L'imputato aveva accumulato scarti di marmo in uno stato di grave degrado, senza smaltirli annualmente. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando tra l'altro l'esclusione della propria lista dei testimoni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il termine a ritroso per il deposito della lista dei testimoni, se scade in un giorno festivo, non si proroga al giorno successivo ma si anticipa al primo giorno lavorativo precedente. Di conseguenza, il deposito effettuato in ritardo è nullo. La Cassazione ha confermato la condanna e ha inflitto all'imputato anche il pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: proscioglimento con condanna
L'Imputata, accusata di diffamazione aggravata, viene prosciolta in primo grado per particolare tenuità del fatto. Il suo difensore propone appello, ma la Corte d'Appello trasmette gli atti alla Cassazione ritenendo la sentenza inappellabile. Tuttavia, il difensore non è abilitato al patrocinio in Cassazione, il che renderebbe il ricorso inammissibile. Nel frattempo, le Sezioni Unite sollevano una questione di legittimità costituzionale sull'inappellabilità di tali sentenze se contengono condanne civili. Poiché il termine di improcedibilità del processo sta per scadere prima della decisione della Corte Costituzionale, la Corte di Cassazione dispone la proroga di sei mesi del termine e rinvia il processo a nuovo ruolo, in attesa del verdetto costituzionale.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: cade il divieto automatico
Il Cittadino è stato condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La Corte di appello ha negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, basandosi su una norma di legge che escludeva automaticamente tale beneficio per chi si opponeva a un agente di polizia. Tuttavia, successivamente, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima questa esclusione automatica. La Corte di Cassazione ha quindi accolto il ricorso del Cittadino, annullando la sentenza impugnata e rinviando il caso alla Corte di appello di Palermo. Ora i giudici dovranno rivalutare se concedere la particolare tenuità del fatto alla luce della nuova decisione costituzionale.
Continua »
Spaccio ed eroina: no alla particolare tenuità del fatto
L'Imputato è stato condannato per detenzione e tentata cessione di una dose di eroina (0,29 grammi). Ha proposto ricorso per Cassazione contestando il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e la mancata sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la particolare tenuità del fatto non può essere concessa in caso di comportamento abituale. Nel caso specifico, l'abitualità è emersa dai precedenti penali specifici dell'Imputato, dalla sua condizione di senza fissa dimora e dalla mancanza di un lavoro lecito, elementi che dimostrano un inserimento stabile nel circuito dello spaccio. Anche il diniego della pena sostitutiva è stato ritenuto legittimo e correttamente motivato sulla base della personalità negativa del condannato.
Continua »
Guida in stato di ebbrezza: il weekend nega la tenuità
Un automobilista è stato condannato per guida in stato di ebbrezza dopo essere stato fermato nel centro di Milano durante il fine settimana in ora notturna. Il conducente ha proposto ricorso contestando il diniego della particolare tenuità del fatto e la mancata motivazione sulla determinazione della pena. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che le circostanze di tempo e di luogo (notte del weekend in centro città) moltiplicano il rischio per la pubblica incolumità, escludendo la particolare tenuità. Inoltre, i giudici hanno chiarito che il tribunale non deve motivare dettagliatamente la pena se questa si colloca al di sotto della media edittale.
Continua »
Sostituzione di persona: ricorso inutile e multa da tremila euro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di sostituzione di persona. L'imputato contestava la ricostruzione dei fatti, il diniego delle attenuanti generiche e la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno chiarito che il ricorso riproponeva questioni di fatto già ampiamente risolte nei precedenti gradi di giudizio. Inoltre, la Cassazione ha ribadito che il giudice non deve confutare ogni singola tesi difensiva per negare le attenuanti, ma basta che indichi gli elementi decisivi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricettazione di merce contraffatta: ricorso inutile e condanna
L'Imputata, accusata di ricettazione di merce contraffatta e commercio di prodotti falsi, era stata dichiarata non punibile per particolare tenuità del fatto. Ha proposto ricorso lamentando la mancata valutazione del falso grossolano e la prescrizione del reato di contraffazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il primo motivo è stato ritenuto inedito, in quanto mai sollevato in appello e riguardante questioni di merito non proponibili in sede di legittimità. Il secondo motivo è stato giudicato precluso poiché l'appello originario riguardava solo la ricettazione, rendendo irrevocabile la decisione sulla contraffazione. L'Imputata è stata condannata al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »