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Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

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3230 provvedimenti

Azione di regolamento di confini: la Cassazione decide
Un proprietario ha fatto ricorso in Cassazione contestando una decisione sull'azione di regolamento di confini. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la distinzione con l'azione di rivendica e chiarendo che l'onere della prova grava su entrambe le parti. La rimozione della recinzione è stata ritenuta una conseguenza naturale della determinazione del confine.
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Notifica ricorso cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso dell'Agenzia delle Entrate perché, a seguito di un tentativo di notifica fallito per irreperibilità del destinatario, il ricorrente non ha provveduto autonomamente e con immediatezza a riattivare il procedimento. La Corte ha stabilito che la parte ha l'onere, e non la mera facoltà, di riprendere la notifica ricorso cassazione senza attendere un'autorizzazione del giudice, pena l'inammissibilità dell'atto.
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Doppia imposizione e credito per imposte estere
Una contribuente subisce una doppia imposizione sui redditi da lavoro prodotti all'estero. La Cassazione rigetta il ricorso dell'Amministrazione finanziaria, stabilendo, sulla base di un recente orientamento, che il diritto al credito per le imposte pagate all'estero non viene meno a causa dell'omessa presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia, se previsto da un trattato internazionale.
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Ricorso Cassazione: onere deposito sentenza notificata
Una disputa immobiliare giunge in Cassazione, ma l'appello viene dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ribadisce che il mancato deposito della copia notificata della sentenza impugnata rende il ricorso in Cassazione improcedibile, un onere inderogabile a carico del ricorrente per verificare la tempestività dell'impugnazione.
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Improcedibilità del ricorso: il deposito della relata
Una società in procedura fallimentare otteneva in primo e secondo grado una sentenza che dichiarava simulata una vendita immobiliare effettuata da un suo ex amministratore. Quest'ultimo proponeva ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile. La decisione si fonda sulla sanzione di improcedibilità del ricorso, scattata a causa del mancato deposito, da parte del ricorrente, della copia notificata della sentenza d'appello, adempimento essenziale per consentire alla Corte di verificare la tempestività dell'impugnazione.
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Termine riassunzione rinvio: no sospensione per errore
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine riassunzione rinvio non è sospeso dalla richiesta di correzione di un errore materiale. Anche se una parte non è menzionata per errore nella sentenza di cassazione, se l'errore è palese, essa ha l'onere di riassumere il giudizio nei tempi previsti, in base ai principi di buona fede.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica della cartella di pagamento e la prescrizione del credito. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il debitore dimostra un pregiudizio concreto e immediato, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire.
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Concorso di colpa: la Cassazione fa chiarezza
Un risparmiatore, truffato da un'agenzia assicurativa, ha citato in giudizio la compagnia mandante. La Corte di Cassazione, nell'analizzare il caso, ha confermato il principio del concorso di colpa del danneggiato, riducendo il risarcimento del 50%. La Suprema Corte ha specificato che la riduzione va calcolata sul danno effettivo, ovvero sui premi versati al netto delle somme già riscattate, e ha ribadito i limiti alla contestazione in sede di legittimità della percentuale di colpa attribuita.
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Inammissibilità Ricorso Cassazione: Guida Pratica
La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un contribuente contro un accertamento fiscale. La Corte ha stabilito che la mancata specificazione dei motivi, secondo l'art. 360 c.p.c., rende il ricorso nullo. Questo caso evidenzia l'importanza della corretta formulazione tecnica per evitare l'inammissibilità del ricorso per cassazione.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se generico
Un contribuente ha presentato ricorso contro un avviso di accertamento fiscale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile perché i motivi presentati erano generici, confusi e non inquadrati nelle specifiche violazioni di legge previste dal codice. L'ordinanza sottolinea che l'appello in Cassazione non può essere una semplice riproposizione delle questioni di merito, ma deve contenere una critica precisa e argomentata della sentenza impugnata, pena la sua inammissibilità.
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Nullità fideiussione ABI: quando è tardi per agire
Un garante ha impugnato in Cassazione la validità di una fideiussione, sostenendone la nullità perché conforme allo schema ABI anticoncorrenziale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso non nel merito, ma per ragioni procedurali. La richiesta di nullità fideiussione ABI e le prove a supporto sono state presentate troppo tardi nel processo, oltre i termini consentiti. La Corte ha ribadito che anche le nullità di protezione, rilevabili d'ufficio dal giudice, richiedono che i fatti e i documenti siano introdotti tempestivamente nel giudizio dalle parti.
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Ricorso inammissibile: i requisiti di specificità
Un contribuente si è visto respingere il ricorso contro un'intimazione di pagamento per oltre 230.000 euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché formulato in modo confuso, violando il principio di specificità e scontrandosi con la regola della "doppia conforme". La decisione sottolinea come il giudizio di Cassazione non sia una terza valutazione dei fatti, ma un controllo di legittimità che richiede rigore tecnico nella presentazione dei motivi.
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Rimessione in termini: quando l’istanza è tardiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28556/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro una decisione che aveva respinto la sua istanza di rimessione in termini per un appello tardivo. La Corte ha chiarito che se la decisione del giudice di merito si fonda su più ragioni autonome e il ricorrente non le contesta tutte, il ricorso è inammissibile per difetto di interesse, poiché le ragioni non contestate sono sufficienti a sostenere la decisione.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo per il Fisco?
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fondato sulla sua bassa redditività. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione all'Amministrazione Finanziaria e la Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso del contribuente. L'ordinanza chiarisce che l'accertamento induttivo è legittimo in presenza di una gestione palesemente antieconomica e che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per richiedere un nuovo esame dei fatti, ma solo per contestare errori di diritto.
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Accertamento induttivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un accertamento induttivo basato su studi di settore e mancate emissioni di scontrini. La decisione sottolinea l'importanza dell'appello incidentale e la corretta formulazione dei motivi di ricorso, distinguendo tra questioni di fatto e di diritto.
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Contributo solidarietà pensioni: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28533/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. La Suprema Corte ha ribadito che l'introduzione di una prestazione patrimoniale di questo tipo rientra nella riserva di legge e non può essere disposta autonomamente dall'ente. Viene inoltre confermata la prescrizione decennale per la richiesta di rimborso delle somme indebitamente trattenute.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della Curatela Fallimentare di un'impresa. Nonostante un accordo transattivo con una delle controparti, la Curatela viene condannata a pagare le spese legali degli altri resistenti, che non avevano accettato la compensazione delle spese. La decisione si fonda sul principio di causalità, stabilendo che chi rinuncia all'impugnazione deve sostenere i costi generati dalla propria iniziativa processuale. Di conseguenza, il ricorso incidentale condizionato viene dichiarato assorbito.
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Errore di fatto revocatorio: guida della Cassazione
La Corte di Cassazione rigetta un ricorso per revocazione, distinguendo nettamente tra un errore di valutazione delle prove e il vero e proprio errore di fatto revocatorio. Il caso riguardava una richiesta di restituzione di somme da parte di una società fallita a una banca, dichiarata prescritta. La Suprema Corte ha stabilito che un'errata interpretazione del materiale probatorio non costituisce una svista percettiva idonea a fondare la revocazione, condannando inoltre la ricorrente per abuso del processo.
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Dolo di calunnia: quando una denuncia è reato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28490/2024, ha rigettato il ricorso di un ingegnere che chiedeva il risarcimento per calunnia a seguito di una denuncia sporta nei suoi confronti dal legale rappresentante di un'azienda appaltatrice. La Corte ha chiarito che non sussiste il dolo di calunnia se la falsa incolpazione deriva da un convincimento soggettivo dell'agente, basato su profili valutativi o interpretativi della condotta altrui, e non da una volontà fraudolenta di accusare un innocente. Il caso riguardava presunte malversazioni in un appalto pubblico.
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Clausola fideiussoria nulla: la Cassazione decide
Una banca ha ottenuto un'ingiunzione di pagamento contro una società cooperativa e i suoi garanti per un finanziamento non rimborsato. I garanti si sono appellati in Cassazione, sostenendo che una clausola fideiussoria nulla nel loro contratto avrebbe dovuto liberarli dall'obbligo. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che tale nullità è solo parziale e che i ricorrenti non avevano sollevato e provato i fatti necessari nei gradi di merito per far valere la loro tesi. La decisione sottolinea l'importanza degli oneri di allegazione e prova nel processo civile.
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