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Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

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3230 provvedimenti

Indennità di posizione: no all’aumento in comando
Un dipendente pubblico, temporaneamente assegnato a una struttura straordinaria per un'emergenza, ha richiesto l'indennità di posizione più elevata prevista dall'ente di destinazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il diritto a tale trattamento economico sorge solo in caso di una netta e chiara separazione tra l'amministrazione di appartenenza e quella di destinazione, requisito assente nel caso specifico poiché la struttura operava all'interno della stessa amministrazione del lavoratore.
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Cessazione materia del contendere: il caso tributario
Una professionista, a seguito di un accertamento fiscale per presunti ricavi non dichiarati, si è vista annullare l'atto impositivo in appello. Durante il ricorso in Cassazione dell'Agenzia delle Entrate, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata, pagando integralmente il dovuto. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo e la cessazione della materia del contendere, confermando l'efficacia della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società di autotrasporti, in lite con l'Agenzia delle Dogane per crediti d'imposta su accise, ha visto il proprio ricorso in Cassazione estinguersi. Aderendo alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022 e depositando la relativa istanza e prova di pagamento, la società ha ottenuto dalla Suprema Corte la declaratoria di estinzione del giudizio, con spese legali a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio per definizione agevolata
Una società di trasporti, in lite con l'Agenzia delle Dogane per un credito d'imposta su accise, ha visto il proprio ricorso in Cassazione risolversi con una declaratoria di estinzione del giudizio. Aderendo alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022 e pagando l'importo dovuto, la società ha ottenuto la chiusura definitiva del contenzioso, come confermato dalla Corte.
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Produzione documenti appello tributario: quando è?
Un contribuente contesta un'intimazione di pagamento, negando di aver ricevuto la cartella esattoriale originaria. L'agente della riscossione presenta la prova della notifica solo in appello. La Cassazione, con questa ordinanza, conferma la legittimità della produzione documenti in appello tributario, stabilendo che l'art. 58, comma 2, del D.Lgs. 546/1992 consente di introdurre nuove prove documentali anche se preesistenti, rigettando il ricorso del contribuente.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio fiscale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22322/2024, ha dichiarato l'estinzione di un complesso contenzioso tributario relativo ad accise su GPL. A seguito della rinuncia al ricorso da parte della società contribuente, il giudizio si è concluso prima di una decisione nel merito, con compensazione delle spese legali tra le parti.
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Provocazione e diffamazione: niente sconti sul danno
Un ex membro di un gruppo musicale ha citato in giudizio i suoi ex compagni per diffamazione a seguito della pubblicazione di lettere offensive online. La Corte di Cassazione ha confermato che anche nei casi di provocazione e diffamazione, la vittima ha diritto al risarcimento. La provocazione funge da scusante, riducendo la sanzione penale, ma non elimina la responsabilità civile per il danno arrecato alla reputazione della vittima. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Inquadramento superiore: la qualifica non basta
Un agente di polizia municipale ha richiesto l'inquadramento superiore alla categoria D, basandosi sulla qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che nel pubblico impiego la riclassificazione non è automatica. È necessario un contratto individuale stipulato all'esito di una procedura selettiva, non essendo sufficiente né la sola qualifica né lo svolgimento non provato di mansioni superiori.
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Ricorso inammissibile: il principio di autosufficienza
Una società conduttrice ricorre in Cassazione dopo una condanna in appello per canoni di locazione. La Corte Suprema dichiara i motivi principali inammissibili per violazione del principio di autosufficienza, poiché la ricorrente non ha trascritto gli atti processuali essenziali per la valutazione. Il ricorso viene rigettato, confermando l'importanza di redigere un atto di ricorso completo e specifico.
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Contributi INPS: niente tasse su utili da società
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22901/2024, ha stabilito che i contributi INPS non sono dovuti sugli utili derivanti dalla mera partecipazione in società di capitali, se il socio non svolge attività lavorativa. La base imponibile è legata ai soli redditi d'impresa derivanti da lavoro e non ai redditi di capitale.
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Interesse ad agire del locatore dopo il rilascio
Un locatore ha richiesto la risoluzione del contratto per morosità, ma l'inquilino ha eccepito la mancanza di interesse ad agire poiché aveva già rilasciato l'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'interesse del locatore a ottenere una declaratoria di risoluzione per inadempimento sussiste anche dopo la riconsegna delle chiavi. Tale pronuncia è infatti fondamentale per poter agire in un separato giudizio per il recupero dei canoni non pagati e il risarcimento dei danni. L'appello del conduttore è stato quindi respinto.
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Competenza opere idrauliche: la Cassazione decide
Un proprietario terriero subisce danni a un uliveto a causa di un incendio originatosi dalle sterpaglie incolte sull'argine di un'opera idraulica. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, risolvendo un annoso contrasto giurisprudenziale, stabilisce che la competenza per opere idrauliche spetta sempre al Tribunale Regionale delle Acque quando esiste un nesso di causa tra l'opera (inclusa la sua manutenzione) e il danno, indipendentemente dalla natura della condotta (attiva od omissiva) dell'ente gestore.
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Proventi illeciti: tassazione solo se entrano nel patrimonio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23288/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla tassazione dei proventi illeciti. Il caso riguardava un ex direttore di banca che aveva prelevato somme dai conti dei clienti, trasferendole però immediatamente a un terzo, unico beneficiario dello schema. L'Amministrazione Finanziaria riteneva tali somme tassabili in capo al direttore. La Corte ha invece rigettato il ricorso, affermando che non può esserci tassazione se i proventi illeciti non sono mai entrati, neppure temporaneamente, nella sfera patrimoniale del soggetto agente, non determinando alcun suo arricchimento.
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Estinzione del processo: la rinuncia dopo l’accordo
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito di un accordo transattivo tra le parti. La ricorrente, dopo aver impugnato una sentenza della Corte d'Appello, ha rinunciato al ricorso con l'accettazione della controparte. La Suprema Corte, prendendo atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo e ha specificato che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Ricorso tributario per relationem: inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso tributario avverso un avviso di accertamento. Il contribuente si era limitato a richiamare i motivi esposti in altri ricorsi pendenti, senza articolarli specificamente. La Corte ha ribadito che il ricorso tributario per relationem è inammissibile, poiché ogni impugnazione deve essere autonoma e autosufficiente, contenendo in sé tutte le argomentazioni a sostegno, a pena di inammissibilità.
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Responsabilità solidale locazione: chi paga i canoni?
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce la responsabilità solidale locazione commerciale. Il venditore di un'attività (cedente) rimane obbligato al pagamento dei canoni se l'acquirente (cessionario) non paga, a meno che il locatore non lo abbia espressamente liberato. L'appello del cedente è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, confermando che la sua responsabilità permane nonostante una transazione separata tra locatore e cessionario.
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Riposo compensativo: indennità per turno notturno
Un'azienda sanitaria negava a un'infermiera l'indennità di turno per il giorno di riposo successivo a un turno notturno di 12 ore, sostenendo che non si trattasse di riposo compensativo poiché non erano state superate le 36 ore settimanali. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giorno di riposo dopo un turno così intenso e prolungato ha la funzione di recupero psico-fisico e va qualificato come riposo compensativo, dando quindi diritto all'indennità, a prescindere dal monte ore settimanale.
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Riposo compensativo: indennità per il giorno di smonto
Un operatore sanitario ha chiesto il riconoscimento di un'indennità per il giorno di riposo ('smonto') successivo a un turno notturno di 12 ore. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale giorno di riposo qualifica come 'riposo compensativo', finalizzato al recupero psico-fisico dopo una prestazione particolarmente gravosa. Pertanto, l'indennità è dovuta anche se non viene superato l'orario settimanale contrattuale di 36 ore, poiché la sua funzione è ristorare l'intensità del singolo turno.
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Riposo compensativo: indennità per turno notturno
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giorno di riposo dopo un turno notturno di 12 ore va qualificato come riposo compensativo, dando diritto all'indennità di turno. Questa decisione si applica anche se il lavoratore non supera l'orario contrattuale settimanale, poiché il riposo serve a recuperare la maggiore gravosità della prestazione notturna.
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Riposo compensativo: sì all’indennità post-turno
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di turno spetta al lavoratore sanitario anche per il giorno di riposo successivo a un turno notturno di 12 ore. Tale riposo è qualificato come 'riposo compensativo' in quanto finalizzato al recupero psico-fisico dalla particolare gravosità della prestazione, indipendentemente dal superamento dell'orario di lavoro settimanale. La decisione si fonda sull'interpretazione del CCNL Sanità, che valorizza la necessità di ristorare lo stress derivante da turni intensi.
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