LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Pagina 12 di 40

3230 provvedimenti

Minimale contributivo: obbligo anche senza stipendio
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di versare il minimale contributivo sussiste anche durante i periodi di sospensione consensuale del rapporto di lavoro, pur in assenza di retribuzione. Una società aveva contestato tale obbligo, ma il suo ricorso è stato respinto. La Corte ha ribadito il principio di autonomia tra l'obbligazione contributiva e quella retributiva, affermando che la contribuzione è dovuta sulla base dell'orario contrattuale, a meno che la sospensione non sia giustificata da specifiche previsioni di legge o di contratto collettivo, circostanze non provate nel caso di specie.
Continua »
Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4350/2023, ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento maggiore per la mancata retribuzione durante la specializzazione prima del 1991. La Corte ha confermato la sua giurisprudenza costante, stabilendo che il corretto criterio per il risarcimento medici specializzandi è quello equitativo previsto dalla L. 370/99, e non l'importo superiore fissato dal D.Lgs. 257/91, a causa delle differenze normative ed economiche tra i periodi.
Continua »
Attendibilità teste: quando la testimonianza non basta
Un automobilista chiedeva il risarcimento per un sinistro causato da un veicolo non identificato, basando la sua richiesta sulla deposizione di un unico testimone. Sia il Giudice di Pace che il Tribunale hanno respinto la domanda, ritenendo la testimonianza inattendibile. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. L'ordinanza ribadisce che la valutazione dell'attendibilità di un teste è un compito esclusivo del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. Se la prova principale, come in questo caso la testimonianza unica, viene meno, la domanda di risarcimento deve essere respinta per mancato assolvimento dell'onere probatorio.
Continua »
Esenzione IMU coniugi: la Cassazione fa chiarezza
Un contribuente ha contestato un avviso di accertamento IMU per l'anno 2013 relativo alla casa familiare assegnata alla moglie in sede di separazione. Il Comune ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che il decreto di separazione fosse successivo all'anno d'imposta e che i coniugi avessero residenze diverse. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando l'esenzione IMU coniugi e basando la propria decisione su una fondamentale sentenza della Corte Costituzionale che ha eliminato il limite di una sola abitazione principale per nucleo familiare.
Continua »
Inammissibilità ricorso: notifica e prova in Cassazione
Un ricorso dell'Agenzia delle Entrate è dichiarato in parte estinto per definizione agevolata e in parte inammissibile. La Cassazione ha stabilito l'inammissibilità ricorso per il mancato deposito della prova di notifica (avviso di ricevimento), confermando un principio procedurale fondamentale.
Continua »
Accertamento induttivo: la contabilità in nero basta
Una società del settore edilizio ha impugnato un avviso di accertamento induttivo basato su documentazione extracontabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la cosiddetta 'contabilità in nero' costituisce un elemento probatorio sufficiente a legittimare l'accertamento, invertendo l'onere della prova sul contribuente.
Continua »
Sospensione vendita fallimentare: ricorso tardivo?
Una società fallita ha impugnato la vendita dei propri beni, ritenendo il prezzo troppo basso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per la sospensione vendita fallimentare inammissibile perché, nel frattempo, i beni erano già stati pagati e trasferiti all'acquirente, facendo venire meno l'interesse ad agire.
Continua »
Procura speciale Cassazione: requisiti e validità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a causa di una procura speciale Cassazione non valida. La procura mancava di riferimenti specifici al giudizio di legittimità e conteneva clausole applicabili solo ai giudizi di merito. La Corte ha inoltre sottolineato l'inammissibilità dei motivi di ricorso, uno per contraddittorietà e l'altro per genericità. La controversia originaria riguardava una richiesta di risarcimento danni sorta nell'ambito di un procedimento esecutivo.
Continua »
Scatti di anzianità cambio appalto: sì al cumulo
Una lavoratrice, impiegata continuativamente nello stesso servizio di mensa nonostante diversi cambi di azienda appaltatrice, ha citato in giudizio l'ultimo datore di lavoro per il mancato pagamento degli scatti di anzianità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando che, in base al CCNL Turismo, l'impresa subentrante deve riconoscere l'intera anzianità di servizio maturata dal lavoratore nell'appalto, anche se con datori di lavoro precedenti e anche se gli scatti non erano stati precedentemente erogati. La necessità di documentazione è una modalità procedurale, non una condizione che annulla il diritto del lavoratore.
Continua »
Responsabilità soci debiti società: limiti e prove
La Corte di Cassazione analizza un caso di responsabilità soci debiti società per oneri fiscali non pagati da un'azienda poi cancellata dal registro delle imprese. La sentenza chiarisce che l'amministrazione finanziaria non può agire contro gli ex soci se non fornisce la prova rigorosa che questi abbiano percepito utili o beni sociali nei due anni precedenti la liquidazione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, sottolineando che la mancanza di tale prova è decisiva e rende inefficace la pretesa fiscale verso i soci, a prescindere da eventuali operazioni elusive compiute dalla società.
Continua »
Allegazione tardiva: come perdere una causa commerciale
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di rigetto di una domanda per concorrenza sleale avanzata da un'attività di ristorazione contro altri esercizi in un centro commerciale. La causa è stata persa a causa della allegazione tardiva dei fatti costitutivi del danno e della mancanza di prove tempestive. La Corte ha ribadito che la consulenza tecnica d'ufficio (CTU) non può essere utilizzata per sopperire alle carenze probatorie della parte.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente pubblico contro la sentenza che riconosceva a un dipendente differenze retributive e una somma una tantum. Il ricorso è stato giudicato generico, meramente riproduttivo dei motivi d'appello e privo di una specifica indicazione delle norme violate. La decisione sottolinea l'importanza di formulare censure precise e pertinenti nel giudizio di legittimità, evidenziando come la mancata specificità dei motivi porti a un esito di inammissibilità, anche in presenza della regola della "doppia conforme".
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contribuente, durante l'appello contro un avviso di accertamento fiscale, ha aderito alla definizione agevolata dei debiti. Dopo aver completato i pagamenti, ha chiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato che l'adesione alla definizione agevolata implica una rinuncia alla lite, portando all'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
Continua »
Mansioni superiori: responsabilità e inquadramento
Due autisti soccorritori hanno richiesto il riconoscimento di differenze retributive per lo svolgimento di mansioni superiori. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione di merito. Il motivo è che i lavoratori non hanno allegato né provato l'elemento decisivo per l'inquadramento superiore: la responsabilità per i risultati, che distingue le due aree professionali previste dal CCNL.
Continua »
Società di comodo: la prova contraria spetta a te
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1752/2026, ha rigettato il ricorso di una società agricola contro un accertamento fiscale per IRES e IRAP basato sulla disciplina delle società di comodo. La Corte ha chiarito che per superare la presunzione di non operatività, il contribuente deve fornire la prova rigorosa di situazioni oggettive che hanno reso impossibile il conseguimento dei ricavi minimi, non essendo sufficiente invocare lo stato di liquidazione della capogruppo. Inoltre, ha confermato che non esiste un obbligo generale di contraddittorio preventivo per i tributi non armonizzati.
Continua »
Disconoscimento scrittura privata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in un caso di restituzione di una somma versata per la cessione di un contratto preliminare. La Corte ha stabilito che il disconoscimento della scrittura privata prodotta in copia deve essere specifico e non generico. Inoltre, ha chiarito che non sussiste litisconsorzio necessario nei confronti degli eredi a cui il testamento non attribuiva alcun diritto relativo alla causa, specialmente in presenza di una divisione testamentaria accettata da tutti.
Continua »
Definizione agevolata: come estingue il processo
Un contribuente, nel corso di un ricorso in Cassazione contro un avviso di accertamento fiscale, ha aderito alla procedura di definizione agevolata, saldando integralmente il debito. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che l'adesione alla sanatoria implica la rinuncia alla lite e che le spese processuali restano a carico della parte che le ha anticipate, venendo assorbite dalla procedura stessa.
Continua »
Presunzione utili soci: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un socio di una S.r.l., confermando la legittimità degli avvisi di accertamento per maggiori IRPEF. L'ordinanza ribadisce la validità della presunzione utili soci, secondo cui i maggiori ricavi accertati in capo a una società a ristretta base sociale si presumono distribuiti ai soci. Spetta a questi ultimi fornire la prova contraria.
Continua »
Diniego rimborso IVA: quando il ricorso è tardivo
Una società si è vista negare un rimborso IVA e ha impugnato tardivamente il provvedimento, dopo aver inutilmente richiesto un riesame in autotutela. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, chiarendo che la notifica del diniego di rimborso IVA era regolare e che l'istanza di autotutela non riapre i termini per l'impugnazione. La sentenza sottolinea i limiti invalicabili per contestare un atto tributario definitivo.
Continua »
Rimborso IVA dopo condono: la Cassazione dice no
Una società, dopo aver definito una lite fiscale tramite condono, ha richiesto il rimborso IVA sostenendo un doppio pagamento da parte dell'Erario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo due principi fondamentali: in primo luogo, l'adesione alla definizione agevolata preclude qualsiasi successiva richiesta di rimborso; in secondo luogo, il soggetto che paga l'IVA in rivalsa (l'acquirente) non può chiederne il rimborso direttamente all'amministrazione finanziaria, ma deve rivolgersi al venditore.
Continua »