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Art. 13 comma 1-quater del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 — Sezione Quinta Civile

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338 provvedimenti

Altri anni per Art. 13 comma 1-quater del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

Accertamento analitico-induttivo: limiti e prove
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate non può applicare in modo acritico la percentuale di ricarico di un anno d'imposta per effettuare un accertamento analitico-induttivo su annualità diverse. È necessario che l'Ufficio valuti le circostanze specifiche dell'anno contestato e non può presumere un andamento costante dell'attività senza prove adeguate, soprattutto se non viene contestata l'inattendibilità delle scritture contabili per gli anni accertati.
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Accertamento bancario: onere della prova del Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20854/2024, ha stabilito che in caso di accertamento bancario, spetta all'Agenzia delle Entrate l'onere di provare la specifica natura del reddito contestato. La sola iscrizione a un albo professionale non è sufficiente per qualificare i versamenti ingiustificati come reddito da lavoro autonomo. La Corte ha quindi confermato la classificazione dei proventi come 'redditi diversi', rigettando il ricorso del Fisco.
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Concorso persone illecito tributario: la sanzione è personale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20823/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di sanzioni tributarie. Il caso riguardava una società di consulenza sanzionata per aver presumibilmente contribuito a un'operazione di evasione fiscale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che il concorso di persone nell'illecito tributario, ai sensi dell'art. 9 del D.Lgs. 472/1997, presuppone una condotta attribuibile a una persona fisica. Di conseguenza, una sanzione per concorso non può essere irrogata direttamente a una società (persona giuridica), ma deve essere indirizzata all'individuo che ha materialmente o moralmente contribuito alla violazione.
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Imposta unica scommesse: il bookmaker estero paga
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua responsabilità solidale con un centro trasmissione dati (CTD) italiano per il pagamento dell'imposta unica scommesse. La Corte ha stabilito che sia il bookmaker straniero sia il CTD sono soggetti passivi d'imposta, che la normativa è compatibile con il diritto UE e che, per i periodi d'imposta successivi al 2010, non è possibile invocare l'incertezza normativa per evitare le sanzioni.
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Rendita catastale: pozzi geotermici esclusi
Una società energetica contesta l'aumento della rendita catastale di un impianto geotermico. La Cassazione conferma l'esclusione dei pozzi geotermici dalla stima, qualificandoli come 'imbullonati' secondo la L. 208/2015. Accolto anche il ricorso incidentale sul giudicato interno relativo ai carriponte.
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Estinzione del giudizio: la definizione agevolata
Un contribuente, dopo aver perso in appello contro un avviso di accertamento basato sul redditometro, ha aderito a una definizione agevolata durante il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, preso atto del pagamento e della domanda del contribuente, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia. La decisione chiarisce che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Notifica nulla: quando l’atto è invalido
Un contribuente riceve un'intimazione di pagamento e la contesta sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella di pagamento originale. La Corte di Cassazione ha confermato che se la notifica della cartella è una notifica nulla, l'atto è invalido. In questo caso, era stata erroneamente usata la procedura per "irreperibili assoluti" quando l'indirizzo del contribuente era noto all'ente. Di conseguenza, il contribuente ha potuto validamente contestare i vizi della cartella originaria solo dopo aver ricevuto l'intimazione successiva.
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Imposta unica scommesse: CTD responsabile in solido
Un gestore di un centro trasmissione dati (CTD) che raccoglieva scommesse per un bookmaker estero è stato ritenuto responsabile per il pagamento della imposta unica scommesse. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando il principio della responsabilità solidale tra il gestore del CTD e il bookmaker. La Corte ha ribadito che l'imposta si applica a tutte le scommesse raccolte in Italia, indipendentemente dalla sede dell'operatore, basandosi su una giurisprudenza ormai consolidata.
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Motivazione cartella pagamento: quando basta il rinvio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18330/2024, ha stabilito che la motivazione della cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato è sufficiente se rinvia alla dichiarazione del contribuente. Poiché la pretesa si basa sui dati forniti dal contribuente stesso, non sono necessari ulteriori dettagli sui presupposti di fatto e di diritto, essendo questi già noti all'interessato. Il ricorso del contribuente, che lamentava una motivazione insufficiente, è stato quindi rigettato.
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Rimborso credito IVA: decadenza biennale confermata
Una società cooperativa si è vista negare un rimborso credito IVA perché richiesto oltre il termine di due anni. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che se il contribuente indica inizialmente il credito per la compensazione nella dichiarazione annuale, si applica la decadenza biennale per la successiva richiesta di rimborso, e non la prescrizione ordinaria di dieci anni.
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Notifica art. 140 c.p.c.: quando è valida?
Una contribuente ha impugnato una cartella esattoriale sostenendo di non averla mai ricevuta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che per una valida notifica art. 140 c.p.c. in caso di assenza temporanea, è sufficiente che l'ente impositore produca in giudizio l'avviso di ricevimento della raccomandata informativa (CAD), anche se non firmato dal destinatario. Tale produzione dimostra che l'atto è entrato nella sfera di conoscibilità del contribuente, perfezionando la notifica.
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Impugnazione atto impositivo: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 17300/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un avviso di pagamento. La decisione si fonda sulla successiva impugnazione di un atto impositivo definitivo per la stessa annualità, che ha determinato una carenza di interesse nel primo giudizio. La sentenza offre chiarimenti cruciali sulla strategia processuale nell'impugnazione di un atto impositivo e sui limiti del giudicato in materia tributaria.
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Finanziamenti infruttiferi soci: prova degli utili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17082/2024, ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento per omesse ritenute su dividendi. Il caso riguardava dei finanziamenti infruttiferi soci che l'Amministrazione Finanziaria ha considerato una dissimulazione di distribuzione di utili non dichiarati. La Corte ha stabilito che la mancanza di logica economica dell'operazione, unita a un quadro indiziario solido, è sufficiente a provare l'esistenza di un meccanismo elusivo, invertendo di fatto l'onere della prova a carico del contribuente.
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Finanziamenti infruttiferi soci: elusione fiscale
La Corte di Cassazione conferma un accertamento fiscale, stabilendo che i finanziamenti infruttiferi soci a una società, se privi di logica economica, possono dissimulare una distribuzione di utili non dichiarati. La Corte ha ritenuto che tale operazione costituisse uno stratagemma elusivo per evitare il versamento delle ritenute sui dividendi, respingendo il ricorso dei contribuenti e validando l'operato dell'Agenzia delle Entrate.
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Responsabilità amministratori associazioni e debiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16754/2024, ha confermato la responsabilità personale e solidale di un'amministratrice di un'associazione non riconosciuta per i debiti fiscali (IRES e IVA) dell'ente. La decisione si fonda sul ruolo di gestione attiva e sulle decisioni rilevanti assunte dalla consigliera, sottolineando come la responsabilità amministratori associazioni non derivi dalla mera carica formale, ma dall'effettiva ingerenza nella gestione, specialmente per obbligazioni tributarie che sorgono per legge.
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Coacervo successorio: carenza di interesse e ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di coacervo successorio. A seguito di una correzione della sentenza di merito favorevole ai contribuenti, questi hanno perso interesse alla prosecuzione del giudizio, portando la Suprema Corte a chiudere il procedimento senza una decisione sul merito.
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Detrazione riqualificazione energetica: sì per immobili locati
Una società immobiliare si è vista negare la detrazione per riqualificazione energetica su immobili di proprietà locati a terzi. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che l'agevolazione fosse limitata ai beni strumentali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il beneficio fiscale ha una portata generale, volta a migliorare l'efficienza energetica dell'intero patrimonio immobiliare nazionale, includendo quindi anche gli immobili locati da imprese.
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Onere della prova elusione fiscale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di presunta somministrazione fraudolenta di manodopera. È stato confermato che l'onere della prova dell'elusione fiscale spetta all'Amministrazione finanziaria, che deve dimostrare lo schema elusivo. I giudici di merito hanno il compito esclusivo di valutare le prove, e la loro decisione non è sindacabile in sede di legittimità se non per vizi di legge.
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Impugnazione amministratore: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16168/2024, ha dichiarato inammissibile l'impugnazione dell'amministratore proposta in proprio contro un avviso di accertamento notificato esclusivamente alla società. Il ricorso è stato respinto per carenza di interesse ad agire, in quanto l'amministratore non è il destinatario diretto dell'atto impositivo e un suo eventuale interesse sorgerebbe solo a seguito di un atto successivo diretto a far valere la sua responsabilità personale.
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Prescrizione imposta di registro: da quando decorre?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dell'imposta di registro inizia a decorrere dalla data di notifica dell'avviso di liquidazione. Nel caso esaminato, una cartella di pagamento notificata oltre dieci anni dopo l'avviso è stata annullata. La Corte ha respinto la tesi dell'Amministrazione Finanziaria secondo cui il termine dovrebbe iniziare solo dopo la scadenza del periodo per l'impugnazione, confermando che l'atto interruttivo fa scattare immediatamente un nuovo periodo di prescrizione.
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