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Art. 13 comma 1-quater del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 — Sezione Quinta Civile

338 provvedimenti

Altri anni per Art. 13 comma 1-quater del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

Definizione Agevolata: Niente Spese Legali per chi Rinuncia al Ricorso
Una società effettua un'operazione di conferimento di ramo d'azienda seguita dalla vendita delle quote della società beneficiaria. L'Agenzia delle Entrate riqualifica l'operazione come una cessione d'azienda diretta, applicando imposte più alte. Durante il contenzioso, la società aderisce a una definizione agevolata (condono), rinunciando al ricorso. La Cassazione dichiara estinto il giudizio e stabilisce un importante principio: la rinuncia al ricorso, se è una condizione per accedere al condono, non comporta la condanna a pagare le spese legali della controparte. In questi casi, si applica la compensazione spese legali per definizione agevolata, perché sarebbe contrario allo scopo della legge agevolativa gravare il contribuente di ulteriori costi.
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Eredità: lite sul valore immobili e cessazione del contendere
Alcuni eredi contestano la valutazione di immobili ricevuti in successione, ritenuta eccessiva dall'Agenzia delle Entrate. L'Amministrazione Finanziaria aveva utilizzato un metodo comparativo che, secondo gli eredi, si basava su immobili di pregio e non teneva conto di danni specifici. Durante il processo in Cassazione, gli eredi scelgono di aderire a una definizione agevolata, pagando l'importo richiesto e rinunciando al ricorso. Di conseguenza, la Corte Suprema dichiara la cessazione della materia del contendere, estinguendo il procedimento perché la lite non ha più ragione di esistere.
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Termine impugnazione cassazione: la notifica PEC decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate per tardività. La Corte ha stabilito che il termine di impugnazione cassazione di 60 giorni decorre dalla data e ora di consegna della notifica a mezzo PEC, e non dalla successiva data di protocollazione interna da parte dell'ente. Essendo stato notificato oltre il termine, il ricorso è stato respinto.
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Cessazione materia del contendere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della richiesta di cessazione della materia del contendere avanzata dall'Agenzia Fiscale. La decisione è scaturita dall'adesione della società contribuente a una definizione agevolata della controversia. Di conseguenza, il processo è stato dichiarato estinto e le spese legali sono state compensate tra le parti, escludendo l'applicazione del cosiddetto 'doppio contributo unificato' a carico della parte ricorrente.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso nel processo tributario. A seguito della rinuncia dell'Amministrazione Finanziaria, accettata dalle controparti in una disputa sulla qualificazione fiscale di un contratto per impianto fotovoltaico, il procedimento è stato dichiarato estinto. La Corte ha stabilito che, in caso di accettazione, non vi è condanna alle spese e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Plusvalenza terreno edificabile: No IRPEF dal registro
La Corte di Cassazione ha stabilito che un accertamento fiscale per una plusvalenza da terreno edificabile non può fondarsi unicamente sul valore definito ai fini dell'imposta di registro. Con l'ordinanza n. 33314/2023, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando la nullità di un avviso di accertamento per difetto di motivazione. È stato ribadito un principio cruciale, sancito da una norma retroattiva: la base imponibile IRPEF si calcola sul corrispettivo percepito, non sul valore di mercato usato per altre imposte, che non sono assimilabili.
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Rinuncia al ricorso: estinzione senza sanzioni
La Corte di Cassazione dichiara estinto un procedimento tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate, accettata dalla controparte. La decisione chiarisce che in caso di estinzione per rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato né si dispone sulle spese legali.
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Cessazione materia del contendere: cosa succede?
Un contribuente impugna avvisi di accertamento per IRAP e IVA. Durante il processo in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate annulla parzialmente gli avvisi. Il contribuente rinuncia al ricorso. La Corte dichiara la cessazione materia del contendere per sopravvenuta carenza di interesse, specificando che in questi casi non è dovuto il 'doppio contributo unificato'.
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Estinzione giudizio tributario: la definizione agevolata
Un caso concernente una controversia fiscale su un atto di trust è stato dichiarato estinto dalla Corte di Cassazione. Il contribuente ha aderito a una sanatoria, portando alla estinzione del giudizio tributario. La Corte ha stabilito che ogni parte debba sostenere le proprie spese legali, conformemente alla normativa specifica sulle definizioni agevolate.
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Accertamento analitico-induttivo: la Cassazione decide
Una società di ristorazione ha impugnato un avviso di accertamento basato sul consumo di farina. L'azienda sosteneva che l'accertamento analitico-induttivo fosse illegittimo perché fondato su un solo indizio e su una doppia presunzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando la legittimità dell'accertamento basato anche su un unico elemento, se grave e preciso, e chiarendo che il divieto di "doppia presunzione" non è un principio assoluto nel nostro ordinamento.
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Notifica PEC: Ricorso inammissibile senza prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministrazione pubblica contro una contribuente. La decisione non si è basata sul merito della questione fiscale, ma su un vizio procedurale: la mancata produzione in giudizio della prova completa della notifica PEC dell'atto, in particolare la ricevuta di avvenuta consegna. Questo errore ha impedito alla Corte di verificare la corretta instaurazione del contraddittorio, rendendo il ricorso nullo in partenza.
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Estinzione del giudizio per definizione agevolata
Una controversia fiscale su un finanziamento stipulato all'estero, ritenuto elusivo, si conclude con una sentenza di estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione dichiara terminato il processo perché le parti hanno aderito alla definizione agevolata, un condono fiscale. La decisione sottolinea che l'adesione di un debitore in solido libera anche gli altri coobbligati.
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Rimborso IRES IRAP: la Cassazione sui termini
La Corte di Cassazione interviene su una controversia tra l'Amministrazione Finanziaria e un istituto di credito in tema di rimborso IRES IRAP. L'ordinanza chiarisce due punti cruciali: gli interessi sul rimborso decorrono dalla data del versamento del tributo e non dall'entrata in vigore della legge che lo ha introdotto. Inoltre, il termine di decadenza per la richiesta di rimborso decorre dal pagamento dell'imposta per cui si chiede la restituzione, anche se pagata tramite compensazione con un credito più vecchio. La Corte ha accolto il ricorso incidentale per carenza di motivazione su una parte del credito.
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Tassazione CFC: l’aliquota in caso di perdita
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30965/2023, ha chiarito un importante aspetto della tassazione CFC (Controlled Foreign Corporations). Un istituto di credito, pur avendo registrato una perdita complessiva in Italia, ha chiesto il rimborso dell'IRES versata sui profitti di sue controllate estere, sostenendo l'applicazione dell'aliquota minima del 27% anziché quella ordinaria del 33%. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che se la società controllante è in perdita, non esiste una 'aliquota media' calcolabile. Pertanto, i redditi della CFC devono essere assoggettati all'aliquota ordinaria, poiché la norma sulla tassazione CFC ha una finalità antielusiva che non ammette l'applicazione di un regime agevolato in assenza di un reddito imponibile domestico.
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Rendita catastale impianti: la nuova Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29899/2023, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso relativo alla determinazione della rendita catastale di un impianto geotermico. La Corte ha confermato che i componenti strumentali al processo produttivo, come i pozzi geotermici, devono essere esclusi dalla stima catastale, anche se strutturalmente connessi all'immobile. Questa decisione si fonda sulla normativa del 2016 (legge n. 208/2015) che ha modificato i criteri di calcolo per la rendita catastale impianti, privilegiando la funzionalità del bene rispetto alla sua natura fisica o al suo stabile ancoraggio al suolo.
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Doppia imposizione e pensione: la Cassazione decide
Un ex dipendente, residente in Svizzera, ha richiesto il rimborso delle tasse italiane trattenute sulla liquidazione del suo fondo pensione. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, ma la Corte di Cassazione ha dato ragione al contribuente. In base alla convenzione contro la doppia imposizione tra Italia e Svizzera, tali somme sono tassabili esclusivamente nel paese di residenza, ovvero la Svizzera. La Corte ha ritenuto sufficiente la certificazione svizzera che attestava la tassabilità del reddito in quel paese, risolvendo il caso di potenziale doppia imposizione.
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Compensazione spese di lite: motivazione apparente
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che disponeva la compensazione spese di lite tra un gruppo di contribuenti e l'Agenzia delle Entrate. I giudici hanno ritenuto che la motivazione addotta, basata sulla generica 'peculiarità della controversia', fosse meramente apparente e quindi insufficiente a derogare al principio della soccombenza, secondo cui la parte perdente paga le spese. Il ricorso incidentale dell'Amministrazione finanziaria è stato dichiarato inammissibile.
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Esenzione ICI per scuole: no se l’attività è commerciale
Una fondazione che gestisce una scuola privata si è vista negare l'esenzione ICI per gli anni 2010 e 2011. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che l'attività didattica era svolta con modalità commerciali, dato il cospicuo volume d'affari e le rette non meramente simboliche. La sentenza chiarisce che per beneficiare dell'esenzione, l'ente deve dimostrare che l'attività è svolta gratuitamente o dietro un corrispettivo che copre solo una minima parte dei costi, un onere probatorio non soddisfatto nel caso di specie. La Corte ha inoltre accolto il ricorso incidentale dell'ente di riscossione su una questione procedurale, invalidando l'annullamento dell'accertamento per l'anno 2009.
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Esenzione TARSU imballaggi: l’onere della prova
Una società ha contestato un avviso di accertamento per la tassa rifiuti (TARSU), sostenendo che le aree destinate alla produzione di imballaggi secondari e terziari dovessero essere esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al contribuente l'onere di fornire la prova dell'esistenza e della delimitazione delle superfici produttive di soli rifiuti speciali non assimilabili. In mancanza di tale prova, il Comune è legittimato a tassare l'intera superficie. La decisione chiarisce i criteri per l'esenzione TARSU imballaggi e la ripartizione dell'onere probatorio.
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Condono Fiscale IVA: estinzione del giudizio
Una contribuente, accusata di aver acquistato autovetture a un prezzo inferiore al valore di mercato e quindi chiamata a rispondere solidalmente per l'IVA evasa dal venditore, ha visto il suo contenzioso estinguersi in Cassazione. Durante il procedimento, la contribuente ha aderito con successo a una definizione agevolata (condono fiscale), saldando il debito. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento del condono, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese legali tra le parti.
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