LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13 comma 1-quater del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 — Sezione Quinta Civile

Pagina 3 di 17

338 provvedimenti

Altri anni per Art. 13 comma 1-quater del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12017/2024, ha dichiarato l'estinzione di un procedimento a seguito della rinuncia al ricorso da parte del contribuente, accettata dalla controparte. La Corte ha stabilito la compensazione delle spese legali e ha chiarito un punto fondamentale: in caso di estinzione per rinuncia, non si applica l'obbligo del versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto invece per i ricorsi respinti o dichiarati inammissibili.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro un avviso di accertamento fiscale, ha aderito alla definizione agevolata. A seguito della rinuncia al ricorso, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese legali sono assorbite dalla procedura di definizione e che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Impugnazione estratto ruolo: quando è inammissibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo. La Cassazione ha confermato la decisione di merito, rigettando il ricorso. La Corte ha ribadito che l'impugnazione estratto ruolo è inammissibile se le cartelle di pagamento sottostanti sono state regolarmente notificate, venendo meno l'interesse ad agire del ricorrente. Il giudice può rilevare d'ufficio tale difetto di interesse.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17783/2024, ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione di una delle società contribuenti alla definizione agevolata. La Corte ha chiarito che il perfezionamento della sanatoria da parte di un coobbligato giova anche agli altri e che, in caso di estinzione, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate.
Continua »
Tassazione fondi pensione: la decisione della Cassazione
Un contribuente ha contestato la riliquidazione delle imposte sulla prestazione di un fondo pensione, effettuata dall'Agenzia delle Entrate tramite avviso bonario. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando la legittimità del controllo automatizzato ex art. 36-bis d.p.r. 600/1973 quando l'errore di calcolo del sostituto d'imposta è riscontrabile dai dati presenti nella dichiarazione. La Corte ha inoltre ribadito il corretto regime di tassazione fondi pensione per le somme maturate dopo il 1° gennaio 2001, che prevede l'applicazione integrale della tassazione separata.
Continua »
Ricorso per revocazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per revocazione di una contribuente contro un accertamento fiscale. La decisione chiarisce che questo strumento non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle prove o per correggere errori nella formulazione dei motivi del ricorso originario. Viene ribadito che il ricorso per revocazione è un rimedio eccezionale, limitato a specifici errori di fatto e non a un riesame del merito della controversia.
Continua »
Notifica cartella PEC: valida anche da indirizzo non-INI-PEC
Un contribuente ha impugnato una serie di cartelle di pagamento, sostenendo che la notifica cartella PEC fosse invalida perché l'indirizzo del mittente dell'ente di riscossione non era presente nell'elenco pubblico INI-PEC. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave: la mancata iscrizione dell'indirizzo PEC del mittente nei pubblici registri non rende di per sé nulla la notifica. Spetta al contribuente dimostrare un concreto pregiudizio al proprio diritto di difesa, cosa non avvenuta nel caso di specie. La Corte ha inoltre confermato il diritto dell'ente di riscossione a ottenere il rimborso delle spese legali anche quando si difende in giudizio tramite propri funzionari, condannando il ricorrente anche per responsabilità processuale aggravata.
Continua »
Accertamento sintetico: la prova del reddito del coniuge
Il caso tratta di un accertamento sintetico a carico di un contribuente, il quale sosteneva che le sue spese elevate fossero coperte dai redditi della moglie residente all'estero. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che per fornire la prova contraria non è sufficiente dimostrare la disponibilità economica del coniuge. È indispensabile provare con documenti il trasferimento effettivo delle somme e la loro destinazione a coprire le spese contestate, altrimenti l'accertamento sintetico resta valido.
Continua »
Interposizione fittizia: prova del controllo richiesta
Una società era stata accusata dall'Amministrazione Finanziaria di aver creato una cooperativa come schermo (interposizione fittizia) per ottenere vantaggi fiscali. Nonostante forti indizi di continuità operativa tra le due entità, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco. La Corte ha stabilito che per dimostrare l'interposizione fittizia è indispensabile provare che la società originaria gestisse le finanze della cooperativa "uti dominus", cioè come se ne fosse la vera proprietaria, una prova che l'Amministrazione Finanziaria non è riuscita a fornire.
Continua »
Duplicato avviso di ricevimento: requisiti di validità
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità dell'appello dell'Amministrazione Finanziaria a causa di una notifica irregolare. In caso di smarrimento dell'originale, il duplicato avviso di ricevimento deve necessariamente indicare l'identità del soggetto ricevente per essere valido. In assenza di tale elemento e della firma dell'agente postale, la notifica è da considerarsi giuridicamente inesistente e non sanabile.
Continua »
Controllo automatizzato: i limiti dell’Agenzia Entrate
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34348/2025, ha stabilito i limiti del controllo automatizzato. L'Amministrazione Finanziaria non può utilizzare la procedura semplificata e la conseguente cartella di pagamento per disconoscere un credito d'imposta la cui valutazione richieda analisi complesse e non un mero controllo cartolare. In questi casi, è necessario un avviso di accertamento motivato.
Continua »
Accertamento presupposto: nullo se cade la società
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un socio di una s.r.l. a ristretta base. La decisione si fonda sul principio dell'accertamento presupposto: essendo stato annullato con sentenza definitiva l'avviso di accertamento a carico della società per motivi di merito, viene meno la base giuridica per presumere la distribuzione di utili occulti al socio. Di conseguenza, anche l'accertamento a carico di quest'ultimo diventa illegittimo.
Continua »
Prescrizione e decadenza: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento TARI, sostenendo che il credito fosse estinto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo la distinzione fondamentale tra prescrizione e decadenza. Per l'emissione di un atto impositivo, si applica il termine di decadenza, non quello di prescrizione, che riguarda invece la successiva fase di riscossione di un credito già definitivo. L'avviso, notificato entro cinque anni dall'anno in cui la dichiarazione era dovuta, è stato quindi ritenuto tempestivo.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’ufficio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda su una legge entrata in vigore durante il processo, che limita l'impugnazione estratto di ruolo a specifici casi di pregiudizio. La Corte ha stabilito che l'inammissibilità può essere rilevata d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio, anche se non eccepita in precedenza, cassando la sentenza precedente senza rinvio.
Continua »
Spese di lite: liquidazione dopo il giudizio di rinvio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando la decisione del giudice di rinvio sulla liquidazione delle spese di lite. Il caso riguardava la richiesta di rimborso IRPEF da parte di due professionisti. La Corte ha stabilito che la condanna alle spese è coerente con la soccombenza parziale dell'Amministrazione e che una liquidazione omnicomprensiva è valida se i criteri di calcolo sono facilmente verificabili e riconducibili ai parametri di legge, anche se non esplicitati per ogni singola fase processuale.
Continua »
Estinzione giudizio tributario: la definizione agevolata
Una società aveva impugnato un avviso di accertamento per una presunta indebita detrazione IVA. Dopo due gradi di giudizio, durante il procedimento in Cassazione, la società ha aderito a una procedura di definizione agevolata prevista dalla legge, versando l'imposta dovuta. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato il pagamento. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, stabilendo che ogni parte sostenesse le proprie spese legali.
Continua »
Estinzione del giudizio per rottamazione: il caso
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza il caso di un contribuente che, durante un contenzioso per fatture soggettivamente inesistenti, ha aderito alla definizione agevolata (rottamazione). La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, poiché il pagamento ha fatto cessare la materia del contendere, con spese legali a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Onere probatorio detrazioni: la prova è rigorosa
Un contribuente si è visto negare una detrazione fiscale per la realizzazione di posti auto pertinenziali a causa di documentazione insufficiente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che l'onere probatorio in materia di detrazioni fiscali è estremamente rigoroso. La documentazione presentata, ritenuta non equipollente a quella richiesta dalla legge, non è stata considerata valida per dimostrare il diritto al beneficio, confermando la necessità di adempiere a precisi requisiti formali.
Continua »
Onere della prova rimborso IVA: chi deve dimostrare?
Un contribuente si è visto negare un rimborso IVA per costi relativi a un'attività non ancora avviata. La Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha ribadito un principio fondamentale: l'onere della prova per il rimborso IVA grava interamente sul contribuente, che deve dimostrare l'esistenza del credito, a prescindere dalle specifiche contestazioni mosse dall'Agenzia delle Entrate nel provvedimento di diniego.
Continua »
Rinuncia al ricorso: evitare il doppio contributo
Una società impugnava un accertamento catastale. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, proponeva ricorso in Cassazione per poi ritirarlo. La Suprema Corte, con questa ordinanza, dichiara estinto il procedimento per rinuncia al ricorso. La decisione chiarisce che tale esito esclude l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, sanzione prevista solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »