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Art. 13 comma 1 quater d.p.r. n° 115/02 — Sezione Seconda Civile

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Altri anni per Art. 13 comma 1 quater d.p.r. n° 115/02

Notifica art 143 cpc: ricerche effettive richieste
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la validità della notifica art 143 cpc a persona irreperibile, non bastano ricerche generiche. È necessario che l'ufficiale giudiziario svolga indagini effettive e dettagliate presso l'ultima residenza nota, documentandole in modo specifico. Una relata di notifica vaga e dubitativa, basata su informazioni non verificate, rende la notificazione nulla. La sentenza ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato tardiva la costituzione di una parte basandosi su una notifica invalida, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Revoca patrocinio: quando il giudice può annullarla
La Corte di Cassazione chiarisce i poteri del giudice in materia di revoca del patrocinio a spese dello Stato. Con la sentenza 22423/2024, si stabilisce che il giudice, in sede di opposizione, può revocare il beneficio non solo per colpa grave ma anche se la domanda iniziale, sebbene approvata in via provvisoria dal Consiglio dell'Ordine, risulta priva degli elementi di fatto e di diritto necessari a valutarne la non manifesta infondatezza. Viene sottolineata la natura provvisoria dell'ammissione del C.O.A. e l'ampia 'potestas' del giudice nel riesaminare tutti i presupposti del beneficio.
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Usucapione parte comune: quando è impossibile?
Un uomo agisce per ottenere l'usucapione di una parte comune di un cortile, da lui incorporata nel proprio garage. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando che la costruzione su suolo comune diventa proprietà comune per accessione e che la richiesta di sgombero del garage deve essere provata nei suoi elementi specifici. La domanda di usucapione della parte comune è risultata infondata.
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Responsabilità sindaci: la vigilanza attiva è un dovere
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni amministrative a carico del Presidente del Collegio Sindacale di un istituto bancario, chiarendo la portata della responsabilità dei sindaci. La Corte ha stabilito che i sindaci non possono giustificare la propria inerzia adducendo l'occultamento doloso di informazioni da parte degli amministratori. È loro dovere esercitare una vigilanza attiva, soprattutto in presenza di 'indici rivelatori' che suggeriscano approfondimenti. La sentenza ha inoltre escluso che le sanzioni del Testo Unico Bancario abbiano natura 'sostanzialmente penale' ai sensi della CEDU, legittimando così la presunzione di colpa prevista dalla legge italiana per gli illeciti amministrativi.
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Azione di rivendicazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante una controversia su un ripostiglio. La Corte conferma la corretta qualificazione della domanda come azione di rivendicazione, con il conseguente onere della 'probatio diabolica' a carico dell'attore. Viene ribadito che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle prove, come nel caso del presunto travisamento di una testimonianza. Il ricorso è stato respinto perché i motivi sollevati miravano a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
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Termine essenziale: quando il ritardo non scioglie il contratto
Una società immobiliare ricorre in Cassazione sostenendo la violazione del termine essenziale per il pagamento di un acconto in un preliminare di vendita. La Corte rigetta il ricorso, confermando che il termine non era essenziale e che, in ogni caso, la sospensione del pagamento da parte del promissario acquirente era giustificata dalle gravi difficoltà economiche del venditore, escludendo così la risoluzione automatica del contratto.
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Notifica trasferimento residenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un'opposizione a una sanzione CONSOB a causa della sua tardività. Il ricorso verteva sulla validità della notifica del provvedimento. La Corte ha stabilito che la notifica trasferimento residenza all'estero, per essere opponibile a terzi, richiede non solo l'iscrizione all'AIRE, ma anche la 'doppia dichiarazione' al comune di partenza. In assenza di tale comunicazione, la notifica presso l'ultima residenza italiana è da considerarsi valida, rendendo il destinatario legalmente irreperibile.
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Compenso professionale: quando è dovuto tra colleghi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29617/2024, ha stabilito che il compenso professionale è presunto anche nei rapporti tra colleghi basati su amicizia e collaborazione. Un avvocato, dopo aver ricevuto una richiesta di pagamento per prestazioni professionali svolte da una collega per oltre trent'anni, si era rivolto al tribunale sostenendo la gratuità del rapporto. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che spetta a chi riceve la prestazione dimostrare l'eventuale accordo di gratuità, non al professionista provare il proprio diritto al pagamento.
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Usucapione servitù elettrodotto: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato l'acquisizione per usucapione della servitù di elettrodotto da parte di una società elettrica, anche in assenza di autorizzazioni. La sentenza stabilisce che il nuovo proprietario, che ha acquistato il terreno quando l'usucapione era già maturata, non ha diritto a indennità né alla rimozione dell'impianto, poiché ha comprato il bene nello stato di fatto e di diritto in cui si trovava, ovvero già gravato dalla servitù.
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Obbligo di segnalazione: quando scatta per l’intermediario
La Corte di Cassazione conferma una sanzione a carico di due fiduciari per omesso rispetto dell'obbligo di segnalazione di operazioni sospette. La sentenza chiarisce che il dovere di segnalare sorge in presenza di una serie di indici di anomalia (come l'ingente valore delle operazioni sproporzionato ai redditi dichiarati e l'uso di controparti offshore), senza che sia necessaria la prova di un'attività illecita. La valutazione dell'intermediario deve essere un giudizio prognostico 'ex ante', basato sugli elementi a sua disposizione.
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Improcedibilità del ricorso: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso presentato da un proprietario immobiliare in una causa per l'accertamento negativo di una servitù di passaggio. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il ricorrente, pur avendo dichiarato di aver ricevuto la notifica della sentenza d'appello e quindi di agire entro il termine breve, non ha depositato la relativa relata di notifica. La Corte ha ribadito che tale adempimento è un onere imprescindibile per dimostrare la tempestività del ricorso, la cui omissione determina l'improcedibilità senza possibilità di sanatoria tardiva.
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Soccombenza reciproca: chi paga le spese legali?
In una controversia per la definizione di confini, un proprietario conveniva in giudizio il vicino, il quale rispondeva con una domanda riconvenzionale di usucapione. Il tribunale rigettava sia la domanda principale (per difetto di titolarità dell'attore) sia quella riconvenzionale. La Corte di Cassazione ha confermato che tale esito configura una soccombenza reciproca, legittimando la compensazione delle spese legali tra le parti, poiché entrambe hanno visto respinte le proprie istanze.
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Condizione sospensiva: il contratto non produce effetti
La Corte di Cassazione ha confermato che una servitù di non edificare, la cui costituzione era legata a una condizione sospensiva (l'approvazione di un piano di lottizzazione), non sorge se tale condizione non si verifica. La Corte ha rigettato il ricorso della società acquirente, la quale sosteneva che la condizione dovesse considerarsi avverata per finzione giuridica a causa del presunto comportamento ostativo della venditrice. È stato invece chiarito che l'acquirente non ha fornito prova di tale comportamento e, inoltre, non ha mai utilizzato gli strumenti contrattuali a sua disposizione per tutelarsi.
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Procura speciale inesistente: estinzione del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato l'estinzione di un giudizio a causa della presentazione di una procura speciale inesistente. Il difensore aveva depositato un'istanza di decisione allegando una procura priva della firma del proprio cliente. La Corte ha ritenuto tale vizio insanabile, equiparando la mancanza della firma all'inesistenza stessa della procura, il che comporta una presunzione di rinuncia al ricorso. È stata respinta la tesi dell'errore tecnico, poiché non addebitabile alla Corte e non sufficientemente provato per concedere la rimessione in termini.
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Usucapione immobile: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una sorella che rivendicava la proprietà per usucapione di un immobile costruito sul terreno dell'altra. La Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, i quali avevano stabilito la prevalenza di un atto pubblico di compravendita su una precedente scrittura privata e ritenuto non provato il possesso utile per l'usucapione immobile, qualificando gli atti della ricorrente come mera gestione.
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Servitù di passaggio: opponibilità e usucapione
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso di un condominio che aveva ostruito un viale. Viene ribadito che una servitù di passaggio, se correttamente trascritta, è opponibile a tutti i successivi acquirenti, inclusi i condomini. La Corte chiarisce inoltre che l'amministratore non ha il potere di avviare azioni di usucapione per estendere la proprietà comune e che l'istituto della 'usucapio libertatis' non è riconosciuto dall'ordinamento italiano, potendo la servitù estinguersi solo per non uso ventennale.
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Denuncia vizi nelle vendite a catena: i termini
Un rivenditore di imbarcazioni, citato in giudizio dal produttore per mancato pagamento, si opponeva sostenendo la presenza di difetti e che il termine per la denuncia vizi dovesse decorrere dalla segnalazione del cliente finale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che nei rapporti tra professionisti (vendite a catena), ogni contratto è autonomo. Pertanto, il rivenditore, in qualità di acquirente, ha l'onere di verificare la merce alla consegna e di denunciare i vizi entro i brevi termini previsti dal Codice Civile, senza poter attendere le lamentele dei suoi clienti.
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Clausola di deroga: quale prevale tra due contratti?
Una società subappaltatrice chiede il pagamento per lavori, ma sorge un conflitto sulla competenza territoriale. Due contratti successivi tra le stesse parti contengono una diversa clausola di deroga al foro. La Corte di Cassazione stabilisce che la clausola contenuta nel contratto di subappalto specifico, essendo più recente e direttamente collegata ai lavori in questione, prevale su quella più generale presente nel precedente accordo quadro, assegnando così la competenza al foro indicato nel subappalto.
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Scritture contabili: la prova in giudizio tra imprese
Una società si oppone a un decreto ingiuntivo, ma la sua domanda riconvenzionale viene respinta per compensazione con un controcredito della fornitrice. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che le scritture contabili, unite ad altri elementi, possono costituire prova valida del credito. Inoltre, ha chiarito che il disconoscimento di una fattura in copia deve essere specifico e non generico.
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Danno da lucro cessante: la liquidazione equitativa
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che condannava il promittente venditore al risarcimento del danno da lucro cessante in favore della società promissaria acquirente per inadempimento di un contratto preliminare di vendita immobiliare. L'ordinanza ribadisce la legittimità della liquidazione equitativa del danno, basata anche su documenti acquisiti d'ufficio dal consulente tecnico (CTU), quando la prova del suo esatto ammontare risulta difficile.
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