LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13 comma 1 quater d.p.r. n° 115/02 — Anno 2024

Pagina 10 di 14

269 provvedimenti

Altri anni per Art. 13 comma 1 quater d.p.r. n° 115/02

Sostituzione temporanea dirigente medico: limiti e diritti
Un dirigente medico ha svolto per anni una sostituzione temporanea di una posizione superiore, ben oltre i termini massimi. La Corte di Cassazione ha confermato che, nonostante la lunga durata, al dirigente spetta solo l'indennità di sostituzione prevista dal contratto collettivo e non la retribuzione piena della qualifica superiore. La Corte ha inoltre escluso la possibilità di ricorrere all'azione per ingiustificato arricchimento, consolidando un orientamento giurisprudenziale specifico per la dirigenza sanitaria.
Continua »
Compenso professionale collaudo: vince la legge regionale
Un professionista, incaricato come presidente della commissione di collaudo per un'opera pubblica, ha richiesto il pagamento dell'intero compenso basato sulle tariffe professionali nazionali. L'ente pubblico committente si è opposto, invocando una legge regionale che prevedeva un compenso unitario da suddividere tra i membri della commissione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'ente, stabilendo che la normativa regionale, in quanto norma speciale volta a contenere la spesa pubblica, prevale sulla tariffa nazionale generale, che non ha carattere imperativo. Il ricorso del professionista è stato quindi respinto.
Continua »
Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un regolamento di competenza proposto avverso decreti di fissazione d'udienza. Tali atti, avendo natura puramente ordinatoria e non decisoria, non sono impugnabili con questo mezzo. Il ricorrente, per la reiterazione ingiustificata del ricorso con finalità dilatorie, è stato condannato per responsabilità processuale aggravata.
Continua »
Buona fede contrattuale: rifiutare la riparazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3184 del 2024, ha stabilito che l'acquirente di un macchinario difettoso viola il principio di buona fede contrattuale se rifiuta l'offerta del venditore di sostituire la componente difettosa, qualora tale soluzione sia idonea a risolvere il problema senza un apprezzabile sacrificio. Tale rifiuto ingiustificato impedisce di considerare inadempiente il venditore. La Corte ha inoltre chiarito che i vizi procedurali relativi a consulenze tecniche svolte all'estero senza rogatoria internazionale costituiscono una nullità relativa, sanabile se non eccepita tempestivamente.
Continua »
Cancellazione albo professionale: effetti sul contratto
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della risoluzione di una convenzione tra un medico e il SSN a seguito della sua cancellazione dall'albo professionale. La successiva reiscrizione, anche se con effetto retroattivo, non può sanare il venir meno del requisito essenziale per il rapporto, rendendo irrilevante la retroattività nei confronti del terzo contraente (il Ministero). La cancellazione dall'albo professionale è un fatto storico che giustifica la cessazione del rapporto.
Continua »
Vizi della cosa venduta: nuove eccezioni in appello
Una società agricola acquista delle sementi che si rivelano poco produttive. Dopo aver perso in primo e secondo grado, ricorre in Cassazione introducendo una nuova argomentazione: il venditore avrebbe implicitamente riconosciuto i vizi della cosa venduta. La Corte Suprema rigetta il ricorso, sottolineando che la sentenza d'appello si basava su una doppia motivazione: l'inammissibilità delle nuove deduzioni e la mancata prova di una promessa sulla produttività. Non avendo l'acquirente contestato la seconda motivazione, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Restituzione somme lorde: solo il netto va ridato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2691/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di restituzione somme lorde. A seguito della riforma di una sentenza, chi ha ricevuto un pagamento è tenuto a restituire solo l'importo netto effettivamente incassato, e non la somma lorda comprensiva delle ritenute fiscali. Spetta all'ente che ha effettuato il pagamento, in qualità di sostituto d'imposta, richiedere il rimborso delle tasse all'amministrazione finanziaria.
Continua »
Prova testimoniale contratto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un acquirente che tentava di dimostrare una compravendita di un'auto tramite prova testimoniale. La Corte ha stabilito che, in presenza di prove documentali contrarie e di una doppia motivazione non interamente impugnata in appello, il ricorso è inammissibile. Questa ordinanza ribadisce la prevalenza della prova scritta e i limiti della prova testimoniale contratto.
Continua »
Onere della prova: i limiti del ricorso in Cassazione
In un caso di compenso professionale, la Cassazione rigetta il ricorso del cliente, chiarendo che non può riesaminare le prove. La Corte sottolinea che l'onere della prova non è violato se il giudice valuta le prove in modo sgradito a una parte, ma solo se inverte illegittimamente tale onere. Inoltre, dichiara inammissibile un'eccezione di prescrizione non sollevata correttamente in appello.
Continua »
Onere della prova: raccomandata e debito professionale
Un professionista ha agito in giudizio contro un cliente per compensi non pagati. Il cliente ha eccepito il pagamento e la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del cliente, chiarendo che in caso di ricezione di una raccomandata, l'onere della prova circa il suo diverso contenuto spetta al destinatario e non al mittente. La Corte ha inoltre ribadito la validità del principio di non dispersione della prova, ammettendo la produzione in appello di documenti già allegati al ricorso per decreto ingiuntivo.
Continua »
Supercondominio: quando si pagano le spese comuni?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2580/2024, ha chiarito la natura del supercondominio e la ripartizione delle spese. Nel caso esaminato, alcuni proprietari di villette, pur essendo collegate alla rete fognaria e idrica di un complesso condominiale, non erano tenuti a pagare per servizi che non utilizzavano, come la guardiania o la manutenzione delle strade interne. La Corte ha stabilito che il supercondominio sorge di fatto quando esistono beni o servizi condivisi, ma l'obbligo di contribuzione alle spese è limitato solo a tali beni e servizi. Le delibere assembleari che impongono costi per servizi non goduti sono state dichiarate nulle.
Continua »
Donazione Indiretta Azienda: Cassazione chiarisce
In una disputa ereditaria tra fratelli, la Corte di Cassazione affronta il tema della donazione indiretta di un'azienda. La Corte rigetta i ricorsi di entrambi, stabilendo un principio fondamentale: la valutazione dell'azienda donata, ai fini della determinazione della quota di legittima, deve essere effettuata al momento dell'apertura della successione (data del decesso) e non alla data dell'atto di donazione. La sentenza conferma inoltre la validità delle prove indiziarie per accertare la natura di donazione di un trasferimento patrimoniale.
Continua »
Contratto con sé stesso: limiti del potere del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso relativo a un contratto con sé stesso. La vicenda nasce dalla vendita di un immobile che un rappresentante, munito di procura generale, ha effettuato a proprio favore. La Corte ha confermato la decisione d'appello, la quale aveva ritenuto che il giudice di primo grado avesse ecceduto i propri poteri (ultrapetizione) riqualificando la domanda di nullità per vizio del consenso in una domanda di annullamento per conflitto di interessi, non richiesta dalla parte. Il ricorso è stato giudicato inammissibile per novità e genericità dei motivi.
Continua »
Azione di restituzione e immobile occupato sine titulo
Una cooperativa edilizia ha agito in giudizio contro un soggetto che occupava abusivamente un immobile, originariamente assegnato al fratello di quest'ultimo. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al rilascio, qualificando l'azione come 'azione di restituzione' e non come 'azione di rivendicazione'. Questa distinzione è cruciale, poiché ha esonerato la cooperativa dalla 'probatio diabolica', ovvero la complessa prova della proprietà, basando la richiesta sul venir meno del titolo che originariamente legittimava la detenzione da parte del fratello.
Continua »
Responsabilità solidale ATI: la Cassazione conferma
Un'impresa membro di un'Associazione Temporanea di Imprese (ATI) ha contestato la propria responsabilità per un debito di fornitura contratto dalla società consortile creata per eseguire un appalto pubblico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando il principio di responsabilità solidale ATI. È stato chiarito che la costituzione di una società consortile a responsabilità limitata è uno strumento meramente organizzativo che non può schermare le imprese originarie dalla loro responsabilità legale verso fornitori e subappaltatori, come previsto dalla normativa speciale sugli appalti pubblici.
Continua »
Onere della prova appalto: la fattura non basta
In una controversia su un contratto di appalto, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova appalto spetta all'impresa costruttrice. Quest'ultima deve dimostrare il valore dei lavori, specialmente quelli extra, e la sola fattura non è considerata prova sufficiente. Se il committente paga una somma superiore al prezzo iniziale, si presume che tale importo copra anche i lavori aggiuntivi, a meno che l'impresa non dimostri il contrario con documentazione adeguata.
Continua »
Patto di manleva: limiti e varianti nell’appalto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2148/2024, ha definito i limiti di un patto di manleva in un contratto di appalto. Una società acquirente, che aveva commissionato lavori aggiuntivi, ha chiesto il rimborso dei costi alla società venditrice in virtù di una clausola di manleva. La Corte ha stabilito che la manleva copre solo le varianti rientranti nell'alea fisiologica del contratto originario e non le opere completamente nuove ed extracontrattuali, ordinate direttamente dall'acquirente. Di conseguenza, ha respinto il ricorso, confermando che i costi per tali opere aggiuntive restano a carico di chi le ha commissionate.
Continua »
Data certa scrittura privata: quando è opponibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2040/2024, ha ribadito i rigidi criteri per l'attribuzione di data certa a una scrittura privata. Nel caso esaminato, un contratto preliminare di vendita immobiliare non è stato ritenuto opponibile a uno dei comproprietari perché la sua data non poteva essere provata con certezza come anteriore alla revoca della procura a vendere. La Corte ha chiarito che elementi come preventivi o fatture non sono sufficienti a soddisfare i requisiti di legge, che esigono prove di 'altissima attendibilità' per stabilire la data certa di un documento.
Continua »
Ripartizione mutuo cointestato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla ripartizione di un mutuo cointestato tra ex coniugi. La Corte ha rigettato il ricorso di un'ex moglie che contestava la suddivisione al 49% a suo carico, stabilita dal Tribunale. La Cassazione ha chiarito che non può riesaminare nel merito la valutazione delle prove fatta dai giudici di grado inferiore, né possono essere introdotte nuove questioni in sede di legittimità. La decisione conferma che la ripartizione del mutuo cointestato si basa sull'interesse effettivo per cui le somme sono state utilizzate.
Continua »
Onere della prova mutuo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2044/2024, ha respinto il ricorso di due suoceri che chiedevano la restituzione di una somma di denaro alla nuora. Il caso sottolinea il principio fondamentale dell'onere della prova mutuo: chi afferma di aver concesso un prestito deve fornire la prova non solo della consegna del denaro, ma anche del titolo che obbliga alla restituzione. La Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, che avevano rigettato la domanda per insufficienza di prove, evidenziando anche l'inammissibilità di istanze istruttorie non correttamente coltivate in primo grado.
Continua »