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Art. 13 comma 1 quater d.p.r. n° 115/02 — Anno 2024

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269 provvedimenti

Altri anni per Art. 13 comma 1 quater d.p.r. n° 115/02

Responsabilità banca assegno falso: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione esamina un caso di responsabilità della banca per assegno falso, confermando il concorso di colpa al 50% del correntista che non aveva comunicato l'annullamento dei titoli. La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi volti a ridiscutere la ripartizione della colpa, ma ha cassato la sentenza per omessa pronuncia sulla domanda di manleva di una banca nei confronti delle altre, rinviando la causa alla Corte d'Appello.
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Accettazione eredità: possesso e presunzioni legali
La Corte di Cassazione ha confermato che la ripetuta presenza del chiamato all'eredità presso un immobile ereditario, dove riceve personalmente atti e raccomandate, costituisce una presunzione grave, precisa e concordante del possesso del bene. Tale possesso, se non seguito dalla redazione dell'inventario nei termini di legge, comporta l'accettazione eredità pura e semplice, ai sensi dell'art. 485 c.c. La sentenza chiarisce che il possesso rilevante non richiede l'esercizio di veri e propri diritti di proprietà, ma una mera relazione materiale con la cosa.
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Distanze legali tubazioni: quando si applicano?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21827/2024, ha stabilito che le norme sulle distanze legali tubazioni si applicano a tutte le condutture collegate alla rete idrica, anche se destinate a un uso intermittente o di emergenza. Il caso riguardava due serbatoi e le relative tubature installate sul lastrico solare di un immobile. Mentre i serbatoi fuori terra non sono stati ritenuti soggetti alle distanze, le tubazioni sì, in quanto la costante presenza di acqua al loro interno, anche senza un flusso continuo, genera una presunzione di pericolosità per la proprietà confinante. La Corte ha respinto il ricorso, confermando la decisione d'appello che ne ordinava l'arretramento.
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Servitù Canna Fumaria: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario contro la decisione che riconosceva una servitù di canna fumaria a favore dei vicini. Il caso verteva sulla costituzione della servitù per destinazione del padre di famiglia, ovvero quando l'originario unico proprietario dell'edificio aveva predisposto la canna fumaria a servizio di un'unità immobiliare, facendola passare attraverso un'altra. La Corte ha confermato la decisione d'appello, basata sulle risultanze di una perizia tecnica, e ha chiarito importanti principi processuali sui limiti del giudicato interno e sui poteri del consulente tecnico d'ufficio (CTU).
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Onere della prova: multa valida se il verbale è logico
Un automobilista ha impugnato una multa per sorpasso, sostenendo che l'onere della prova spettasse al Comune. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il verbale della polizia fa fede se la sua ricostruzione è coerente e logica, e non è sufficiente per l'opponente fornire una versione dei fatti meno convincente. La Corte ha ribadito che non spetta a lei una nuova valutazione dei fatti.
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Regolamento di competenza: inammissibile su ATP
Una parte ha proposto ricorso per regolamento di competenza, sostenendo che un accertamento tecnico preventivo per infiltrazioni d'acqua fosse di competenza di un altro giudice già investito di una causa successoria tra le stesse parti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non può esserci litispendenza o continenza tra un giudizio di merito e un procedimento di istruzione preventiva, come l'ATP. Il ricorrente è stato condannato anche per lite temeraria per aver riproposto un'impugnazione già in passato respinta.
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Usucapione immobile abusivo: quando è impossibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21672/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di usucapione di un immobile abusivo. Il caso riguardava una cittadina che, dopo la costruzione di un immobile senza permesso e la successiva acquisizione del bene da parte del Comune, aveva continuato a viverci, chiedendo poi il riconoscimento della proprietà per usucapione. La Suprema Corte ha rigettato la richiesta, chiarendo che l'acquisizione del bene al patrimonio comunale, essendo un acquisto a titolo originario, determina la perdita dell'"animus possidendi" (l'intenzione di possedere come proprietario) in capo all'ex titolare. Di conseguenza, la sua permanenza nell'immobile si configura come mera detenzione, una condizione che non consente di maturare i termini per l'usucapione, salvo uno specifico atto di interversione del possesso.
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Litisconsorzio necessario: azione del comproprietario
Una società occupava senza titolo un immobile di proprietà di due persone. Una delle comproprietarie ha agito in giudizio per la restituzione e il risarcimento. La società si è difesa sostenendo la necessità di coinvolgere anche l'altra proprietaria, invocando il litisconsorzio necessario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che ciascun comproprietario può agire individualmente per tutelare il bene comune, poiché tale azione non incide sul rapporto giuridico plurisoggettivo in modo inscindibile.
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Inammissibilità ricorso cassazione: limiti al riesame
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso riguardante una servitù di passaggio. La decisione si fonda sulla non conformità dei motivi di ricorso ai requisiti di legge, che miravano a un riesame del merito della controversia, non consentito in sede di legittimità. Viene ribadito che il giudizio di Cassazione non è un terzo grado di giudizio, ma un controllo sulla corretta applicazione della legge, e che i motivi di ricorso devono essere specifici e autosufficienti, senza richiedere una nuova valutazione dei fatti.
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Sospensione necessaria processo: la Cassazione chiarisce
Una società cooperativa, citata in giudizio per il saldo del prezzo di un terreno, chiedeva la sospensione necessaria del processo in attesa della definizione di un'altra causa per la riduzione del prezzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo la differenza tra sospensione obbligatoria e facoltativa e confermando che la valutazione delle prove sulla consegna del bene, operata dal giudice di merito, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Ricorso per Cassazione: l’assemblaggio di atti è errore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia previdenziale perché redatto tramite "assemblaggio di atti", ovvero la semplice riproduzione di documenti processuali senza una sintesi chiara. Questa tecnica viola il principio di autosufficienza, rendendo il ricorso incomprensibile e addossando alla Corte il compito, non suo, di ricostruire le censure. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Clausola compromissoria: ratifica tacita e validità
Una società fornitrice ha contestato la validità di una clausola compromissoria, sostenendo che il contratto fosse stato firmato da un rappresentante senza poteri (falsus procurator) e che un precedente ordine indicasse la competenza del tribunale ordinario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esecuzione del contratto da parte della società costituisce una ratifica tacita dell'intero accordo, inclusa la clausola compromissoria, che quindi prevale e radica la competenza presso un collegio arbitrale.
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Actio Negatoria Servitutis: Demolizione della scala
La Corte di Cassazione conferma la decisione di demolire una scala costruita sulla facciata di un immobile altrui. L'azione legale corretta è l'actio negatoria servitutis, con cui il proprietario chiede di dichiarare l'inesistenza di diritti vantati da terzi sul proprio bene. La Corte ha stabilito che la prova della proprietà può essere fornita con ogni mezzo, anche presuntivo, e ha rigettato la domanda di usucapione del costruttore della scala per mancata prova del possesso 'uti dominus'.
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Rivalsa IVA appalto: senza fattura non c’è diritto
Un appaltatore ha perso in giudizio una causa per il pagamento di lavori edili. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando due principi chiave: l'eccezione di tardiva denuncia dei vizi deve essere sollevata tempestivamente, e il diritto di rivalsa IVA appalto sorge solo con l'emissione di una fattura. Non avendola mai emessa, l'appaltatore non poteva pretendere il pagamento dell'imposta dal committente.
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Divisione ereditaria: le regole processuali vincenti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di divisione ereditaria in cui un erede contestava sia le modalità procedurali della decisione d'appello sia la ripartizione delle quote. La Corte ha respinto il ricorso, sottolineando che la scelta del rito processuale è discrezionale del giudice e che l'ordinanza che stabilisce le quote, se non impugnata, diventa vincolante, precludendo successive contestazioni sulla loro formazione. Anche la valutazione sulla comoda divisibilità di un immobile è stata ritenuta un giudizio di fatto, non sindacabile in sede di legittimità.
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Buono pasto turno notturno: sì dalla Cassazione
Un'infermiera ha ottenuto il riconoscimento del diritto al buono pasto per i turni notturni svolti tra il 2001 e il 2008. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al buono pasto turno notturno sorge quando l'orario di lavoro supera le sei ore, poiché ciò genera la necessità di una pausa per il recupero psicofisico, indipendentemente dalla fascia oraria. La "particolare articolazione dell'orario" prevista dal CCNL Sanità va interpretata in relazione alla durata della prestazione e non a specifici orari di pranzo o cena.
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Azione revocatoria: valida contro gli eredi acquirenti
Un istituto di credito ha agito con un'azione revocatoria contro gli eredi di un debitore, i quali, prima della sua morte, avevano acquistato il suo intero patrimonio immobiliare. Nonostante gli eredi avessero rinunciato all'eredità, la Cassazione ha confermato la validità dell'azione, stabilendo che la vendita aveva leso la garanzia patrimoniale generica del creditore. La Corte ha chiarito che anche i creditori con garanzie speciali possono esperire tale azione e che la natura personale del debito originario non è un ostacolo.
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Successore nel processo: onere della prova in appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto subentrato nel diritto controverso tra il primo e il secondo grado di giudizio. La decisione si fonda sulla mancata prova documentale della propria qualità di successore nel processo, un onere imprescindibile per poter validamente impugnare la sentenza.
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Diritto buono pasto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda sanitaria contro la sentenza che riconosceva il diritto buono pasto a un infermiere per i turni notturni. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto dei requisiti formali e del principio di specificità nell'atto di ricorso, rendendo definitiva la decisione di merito favorevole al lavoratore.
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Licenziamento collettivo: criteri di scelta del personale
Una società cooperativa ha effettuato un licenziamento collettivo a seguito della perdita di un appalto. La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il licenziamento di un dipendente, poiché la società non aveva correttamente applicato i criteri di scelta. La comparazione non era stata estesa a tutti i lavoratori con professionalità fungibili (intercambiabili) all'interno dell'azienda, ma si era limitata solo a quelli con le medesime mansioni. La sentenza sottolinea che la scelta deve basarsi su una valutazione complessiva delle competenze del lavoratore, non solo sul ruolo ricoperto al momento del recesso.
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