La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati in primo e secondo grado per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione e altri reati. La Corte ha stabilito che i ricorsi non presentavano vizi di legittimità, ma si limitavano a riproporre una diversa lettura delle prove, in particolare delle intercettazioni, chiedendo di fatto un terzo grado di giudizio nel merito, non consentito. La sentenza ribadisce il principio della 'doppia conforme', secondo cui due sentenze di merito concordanti formano un corpo decisionale unitario difficilmente censurabile in sede di legittimità se privo di vizi logici o giuridici.
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