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Art. 125 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

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727 provvedimenti

Altri anni per Art. 125 Codice di Procedura Penale

Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per violenza privata e percosse. La decisione si fonda sul principio della cosiddetta 'doppia conforme', poiché le sentenze di primo e secondo grado erano convergenti e adeguatamente motivate, precludendo un riesame dei fatti in sede di legittimità.
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Rinvio pregiudiziale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46229/2023, ha dichiarato inammissibile un rinvio pregiudiziale sulla competenza territoriale. Un Tribunale, incerto sulla propria competenza a fronte di un complesso quadro accusatorio, aveva rimesso gli atti alla Cassazione per una decisione preventiva. La Suprema Corte ha chiarito che il rinvio pregiudiziale è uno strumento riservato al giudice che, ritenendosi competente, vuole prevenire future nullità, e non a quello che si ritiene incompetente o è semplicemente incerto.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di oltre 4 milioni di euro. Sebbene abbia ritenuto sussistente il 'fumus commissi delicti' (sospetto di reato), ha accolto il ricorso per la mancanza di una motivazione specifica sul 'periculum in mora'. La Corte ha ribadito che non è sufficiente invocare la natura fungibile del denaro per giustificare il sequestro; è necessario dimostrare un concreto pericolo di dispersione dei beni basato sulla condotta dell'indagato. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione.
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Ordine di demolizione: valido se altri decadono
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ordine di demolizione emesso con sentenza penale irrevocabile mantiene la sua piena efficacia anche qualora un diverso e successivo ordine, relativo allo stesso immobile ma per condotte illecite differenti, venga revocato per prescrizione del reato. La Corte ha chiarito che ogni ordine di demolizione costituisce un titolo esecutivo autonomo e autosufficiente, la cui validità non è influenzata dall'esito di altri procedimenti.
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Rinvio pregiudiziale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il rinvio pregiudiziale sulla competenza territoriale sollevato da un GUP. La sentenza chiarisce che il giudice non può delegare la decisione alla Corte in modo esplorativo, ma deve motivare approfonditamente la 'serietà' della questione, fornendo tutti gli elementi per una valutazione completa. In assenza di tale onere motivazionale, il rinvio è inammissibile.
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Carenza di Interesse: Appello Inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché nel frattempo il giudice per le indagini preliminari aveva revocato il sequestro. Di conseguenza, il ricorrente non è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Rinvio pregiudiziale competenza: limiti al potere
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 46165/2023, ha dichiarato inammissibile un rinvio pregiudiziale competenza sollevato da un tribunale in un caso di diffamazione a mezzo televisivo. La Corte ha stabilito che il rinvio ex art. 24-bis c.p.p. non è un atto dovuto o una delega automatica, ma un potere discrezionale del giudice di merito. Quest'ultimo, prima di investire la Corte suprema, deve compiere una valutazione preliminare sulla serietà e fondatezza della questione di competenza, analizzando la giurisprudenza aggiornata. Nel caso specifico, il tribunale si era limitato a segnalare un vecchio contrasto giurisprudenziale senza approfondirlo, motivando la Cassazione a restituire gli atti per la prosecuzione del giudizio.
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Bancarotta fraudolenta: la Cassazione sul danno
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per bancarotta fraudolenta a carico di diversi amministratori per operazioni di scissione societaria e cessione di ramo d'azienda. Tuttavia, ha annullato la sentenza con rinvio riguardo all'aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità. La Corte ha stabilito che, a seguito dell'assoluzione per altri capi d'imputazione, i giudici di merito devono ricalcolare l'entità del danno basandosi unicamente sui reati per cui è stata confermata la condanna, fornendo una motivazione adeguata.
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Rinuncia al ricorso: quando costa caro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46139/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito della sua rinuncia da parte dei ricorrenti. Tuttavia, ravvisando un profilo di colpa in tale rinuncia, ha condannato gli stessi al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La Corte ha stabilito che la rinuncia al ricorso, motivata solo dalla modifica favorevole di una misura cautelare dopo aver contestato nel merito gli indizi, integra una causa di inammissibilità colpevole sanzionabile ai sensi dell'art. 616 del codice di procedura penale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite la procedura di "concordato in appello", ha presentato ricorso in Cassazione lamentando una generica mancanza di motivazione della sentenza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accesso a tale istituto limita drasticamente i motivi per cui è possibile impugnare la decisione. La Cassazione ha chiarito che non sono ammesse doglianze relative a motivi rinunciati o a una presunta carenza argomentativa generale, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Sequestro probatorio: l’obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che convalidava un sequestro probatorio a carico di un imprenditore. Il provvedimento è stato annullato senza rinvio perché il decreto di sequestro era privo di una motivazione adeguata: si limitava a citare le norme di legge violate (artt. 474 e 648 c.p.) senza descrivere, neanche sommariamente, la condotta illecita contestata, le sue coordinate spazio-temporali e il nesso di pertinenza tra i beni sequestrati e i reati ipotizzati. La Corte ha sottolineato che un sequestro probatorio non può avere finalità meramente esplorative e deve sempre rispettare i principi di adeguatezza e proporzionalità.
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Confisca di prevenzione: i limiti del ricorso del terzo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro una misura di sorveglianza speciale e una confisca di prevenzione. La sentenza ribadisce che il terzo, intestatario formale dei beni, può contestare solo la fittizietà della titolarità e non la pericolosità sociale del soggetto principale. Viene inoltre confermata l'autonomia del giudice della prevenzione nel valutare i fatti, anche se conclusi con un'assoluzione in sede penale, per determinare la pericolosità.
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Motivazione carente: annullata misura cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che applicava una misura cautelare a un imprenditore del settore ittico per illecita concorrenza ed estorsione. La decisione si fonda sul principio della motivazione carente, poiché il Tribunale del Riesame non ha adeguatamente considerato né confutato le argomentazioni difensive, che fornivano una spiegazione alternativa e plausibile dei fatti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo il vincolo?
Una società operante nel settore estrattivo ricorre in Cassazione contro un'ordinanza che conferma il sequestro preventivo di alcuni terreni. L'accusa è di corruzione. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del vincolo. La sentenza ribadisce l'importanza del 'giudicato cautelare' e chiarisce che la finalità del sequestro preventivo è impedire il consolidamento di un vantaggio illecito, anche in presenza di incertezze sulla precisa qualificazione giuridica del reato.
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Peculato gestore slot: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46012/2023, ha confermato la condanna per peculato a carico del legale rappresentante di una società che gestiva apparecchi da gioco. Il caso riguardava l'omesso versamento delle somme dovute a titolo di Prelievo Erariale Unico (PREU) e altri canoni. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'intero incasso delle slot machine è considerato denaro pubblico sin dal momento della sua riscossione. Pertanto, il mancato versamento da parte dell'esercente integra il reato di peculato gestore slot, in quanto quest'ultimo agisce come incaricato di pubblico servizio e agente contabile. L'appello dell'imputato, basato sulla presunta natura privatistica delle somme e sulla pendenza di un giudizio amministrativo, è stato rigettato.
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Confisca patteggiamento: l’obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento limitatamente alla confisca disposta dal giudice. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione riguardo alla misura di sicurezza, la quale non era inclusa nell'accordo tra le parti. Il caso, relativo a bancarotta fraudolenta, è stato rinviato al giudice di primo grado per un nuovo esame che verifichi i presupposti della confisca patteggiamento.
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Reato di rissa: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45876/2023, ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da diversi imputati condannati per il reato di rissa avvenuto in un istituto penitenziario. I giudici hanno ritenuto i motivi di appello generici e meramente ripetitivi di questioni già adeguatamente risolte dalla Corte d'Appello, confermando la ricostruzione dei fatti e respingendo le doglianze relative alla legittima difesa, alla non partecipazione e alla concessione di attenuanti.
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Pericolosità sociale: quando è legittima la confisca?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'erede di un soggetto proposto per una misura di prevenzione. Il ricorso contestava la data di inizio della pericolosità sociale del defunto, ma la Corte ha ritenuto che mancasse un interesse concreto alla decisione, poiché i beni confiscati erano stati acquistati dopo la data contestata. La sentenza ribadisce che il giudizio sulla pericolosità sociale può basarsi su un rinvio a giudizio per associazione mafiosa, corroborato da altri elementi, e che la sproporzione economica deve essere dimostrata con calcoli dettagliati.
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Motivi nuovi appello: quando sono inammissibili?
Un soggetto, condannato in appello per detenzione e spaccio di hashish, ricorre in Cassazione. Tra le varie doglianze, presenta una memoria con motivi nuovi appello, chiedendo l'applicazione della non punibilità per tenuità del fatto. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che i motivi nuovi devono essere tempestivi e avere una connessione funzionale con quelli originari, condizioni mancate nel caso di specie.
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Ricorso inammissibile: tardività e motivi errati
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della sua presentazione tardiva e della manifesta infondatezza dei motivi, i quali non si confrontavano con le reali argomentazioni della sentenza d'appello. Il caso riguardava una condanna per detenzione di stupefacenti e la confisca di una somma di denaro giustificata non solo dal reato, ma anche dalla sproporzione rispetto ai redditi dell'imputato.
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