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Art. 1223 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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254 provvedimenti

Altri anni per Art. 1223 Codice Civile

Danno da durata irragionevole: nesso causale e prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14811/2025, ha respinto la richiesta di risarcimento per danno patrimoniale avanzata dagli eredi di un creditore. Essi sostenevano che il danno da durata irragionevole di un processo avesse causato l'insolvenza del debitore. La Corte ha stabilito che non esiste un legame automatico: l'insolvenza è un evento autonomo che interrompe il nesso causale, a meno che il creditore non fornisca prova contraria rigorosa. L'onere della prova grava interamente su chi richiede il risarcimento.
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Risarcimento del danno: come si calcola nel preliminare
In caso di inadempimento di un contratto preliminare di vendita da parte del promittente venditore, che aliena l'immobile a terzi, il promissario acquirente ha diritto al risarcimento del danno. La Corte di Cassazione chiarisce che tale risarcimento si calcola sulla differenza tra il valore commerciale del bene al momento dell'inadempimento e il prezzo pattuito, non sui mancati guadagni di un'eventuale successiva operazione immobiliare. Spetta all'acquirente fornire la prova di tale danno.
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Danno da inadempimento: come si calcola il risarcimento
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo del danno da inadempimento in una complessa operazione immobiliare. Annullata la decisione d'appello che aveva liquidato il danno basandosi sulla semplice differenza di prezzo, senza considerare il collegamento tra un contratto di vendita di un terreno e un preliminare di acquisto di futuri appartamenti. Il principio affermato è che il risarcimento deve corrispondere all'effettiva perdita di utile, valutando l'operazione economica nel suo complesso.
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Diritto di ritenzione: quando è legittimo e come
Un cantiere navale esercita il diritto di ritenzione su un'imbarcazione per canoni di rimessaggio non pagati. La Corte di Cassazione chiarisce che tale diritto sussiste anche se il credito non è ancora definito nel suo ammontare. Inoltre, stabilisce che il termine di prescrizione per il compenso del contratto di rimessaggio è decennale, non quinquennale, e definisce i limiti della responsabilità del custode per il deterioramento del bene nel tempo.
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Risarcimento danni appalto: limiti e onere prova
In un caso di subappalto con fornitura difettosa, la Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto ma ha annullato la condanna al risarcimento dei danni. La Corte ha stabilito che il giudice non può liquidare un danno superiore a quanto richiesto (vizio di ultra petita) e che il cessionario di un credito non risponde degli inadempimenti contrattuali del cedente. La sentenza chiarisce i principi fondamentali sul risarcimento danni appalto, nesso di causalità e onere della prova.
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Omessa pronuncia: Cassazione e risarcimento del danno
Una società acquista pneumatici difettosi. Invece di una semplice sostituzione in garanzia, accetta una fornitura di pneumatici diversi e più costosi, dando vita a una nuova compravendita. La Corte di Cassazione interviene perché la Corte d'Appello aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di risarcimento danni nei confronti del produttore. La sentenza di secondo grado viene cassata per vizio di omessa pronuncia, con rinvio per una nuova decisione.
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Rappresentanza apparente e risarcimento del danno
Una recente sentenza della Cassazione chiarisce i confini della responsabilità del venditore per gli atti di un intermediario. Nel caso di specie, dei promissari acquirenti avevano stipulato un contratto preliminare con un soggetto che agiva come rappresentante dei proprietari, senza però possedere una procura scritta valida. La Corte ha stabilito che, sebbene il contratto sia inefficace, i proprietari sono tenuti a risarcire i danni subiti dagli acquirenti. Questa responsabilità sorge quando la condotta dei proprietari ingenera colposamente un affidamento incolpevole nei terzi circa l'esistenza dei poteri rappresentativi. La Corte ha precisato che si tratta di una responsabilità di natura extracontrattuale, che dà diritto alla restituzione delle somme versate ma non al doppio della caparra, rimedio tipico dell'inadempimento contrattuale.
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Risarcimento danno preliminare: come si calcola
In un caso di inadempimento del promissario acquirente a un contratto preliminare di vendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha chiarito le modalità di calcolo del risarcimento del danno. La Corte ha stabilito che il danno da lucro cessante per il venditore non va calcolato sulla differenza tra il prezzo pattuito e il prezzo di aggiudicazione originario, bensì sulla differenza tra il prezzo concordato nel preliminare e il valore commerciale del bene al momento in cui l'inadempimento è diventato definitivo. Questo principio assicura che il risarcimento sia commisurato all'effettivo pregiudizio economico subito dal venditore a causa della mancata vendita.
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Modifica domanda giudiziale: i limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è possibile estendere una richiesta di risarcimento per includere danni verificatisi dopo l'inizio della causa, se questi derivano da fatti nuovi. Una simile operazione costituisce una modifica domanda giudiziale inammissibile (mutatio libelli) e non una semplice precisazione (emendatio libelli). Il caso riguardava infiltrazioni in un immobile per le quali erano stati richiesti i danni già subiti; la pretesa per i danni successivi, avvenuti in corso di causa, è stata rigettata.
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Patto commissorio: vendita con patto di riscatto nulla
La Cassazione conferma la nullità di una compravendita immobiliare collegata a un preliminare di retrovendita. L'operazione, pur apparendo come una vendita, dissimulava un prestito garantito dall'immobile, violando il divieto di patto commissorio. La Corte ha ritenuto decisivi la sproporzione tra il prezzo di vendita e il valore del bene, e la contestualità dei contratti.
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Responsabilità appaltatore: quando è inadempiente?
Un'impresa edile sospendeva i lavori per presunte irregolarità, ma la Cassazione ha confermato la sua piena responsabilità appaltatore. L'ordinanza stabilisce che la sospensione ingiustificata e i difetti di costruzione legittimano il recesso dei committenti e la richiesta di risarcimento. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso dell'impresa, inclusi quelli sulla presunta ingerenza dei clienti e sulla capacità processuale della società, ormai cancellata dal registro imprese.
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Concorso di colpa: come si valuta la responsabilità
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito che, in un caso di appalto, aveva ripartito la responsabilità per il crollo di un'opera usando un criterio equitativo. La Corte ha stabilito che la valutazione del concorso di colpa del danneggiato deve basarsi su un'analisi logica del nesso causale e della gravità delle condotte, non sull'equità. Inoltre, ha corretto il calcolo del risarcimento, precisando che non può portare a un ingiusto arricchimento del danneggiato, coprendo i costi per un'opera di maggior pregio rispetto a quella pattuita.
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Prescrizione responsabilità notaio: quando decorre?
Un acquirente cita in giudizio un notaio per i danni subiti a causa dell'acquisto di un terreno che si è rivelato demaniale e gravato da usi civici. Le corti di merito e la Cassazione hanno respinto la domanda, ritenendola prescritta. La sentenza chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione responsabilità notaio: il termine decennale non decorre dalla sentenza che accerta la nullità dell'atto, ma dal momento in cui il danno diventa oggettivamente percepibile e riconoscibile dal danneggiato, ovvero da quando ha avuto piena consapevolezza del vincolo sul bene.
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Risarcimento inadempimento preliminare: guida completa
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di risoluzione di un contratto preliminare di vendita immobiliare per grave inadempimento del promittente venditore. La Corte ha confermato il diritto della promissaria acquirente a ottenere la restituzione integrale di tutte le somme versate, inclusi acconti e rate di mutuo, oltre al pieno risarcimento dei danni subiti. La decisione chiarisce che l'inadempimento del venditore è la causa diretta di tutti i pregiudizi economici patiti dall'acquirente, rigettando il ricorso del venditore e condannandolo al pagamento di tutte le spese legali dell'intero, pluriennale giudizio.
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Responsabilità del progettista: i limiti del giudizio
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema della responsabilità del progettista, stabilendo che non può essere condannato per colpe non specificamente contestate dalla parte che ha richiesto il risarcimento. Nel caso esaminato, i costruttori di un immobile avevano citato in giudizio il loro architetto per errori progettuali relativi alle distanze legali, ma non per la violazione di norme antisismiche. La Corte d'Appello aveva erroneamente esteso la condanna anche a quest'ultimo profilo, sollevato però dai vicini di casa. La Cassazione ha annullato questa parte della sentenza per vizio di 'ultrapetizione', ribadendo che il giudice deve attenersi strettamente alle domande formulate dalle parti.
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Preliminare di vendita di cosa altrui: chi è inadempiente?
Un promissario acquirente interrompe i pagamenti dopo aver scoperto che l'immobile promesso in vendita ha altri comproprietari. La Corte di Cassazione chiarisce che il preliminare di vendita di cosa altrui è valido e che, avendo interrotto i pagamenti prima della scadenza del contratto definitivo, l'acquirente è la parte inadempiente e perde la caparra versata.
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Risarcimento danno distanze: prova con presunzioni
Una società costruttrice viene citata in giudizio per violazioni edilizie ai danni di una proprietà vicina non ancora ultimata. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, chiarisce che il risarcimento danno distanze può essere provato anche tramite presunzioni, come l'impedimento a completare la costruzione. La Corte ha inoltre stabilito un importante principio sulla gestione delle spese legali: quando una sentenza d'appello riforma parzialmente quella di primo grado, il giudice deve ricalcolare d'ufficio anche le spese del primo giudizio.
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Risarcimento danni immobile: include la svalutazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di risarcimento danni immobile per gravi vizi costruttivi, se formulata in modo generico come 'risarcimento di tutti i danni', comprende anche il deprezzamento commerciale del bene. La Corte ha chiarito che un 'rimedio tampone' non è sufficiente a coprire l'intera area del danno, che include anche la perdita di valore dell'immobile. Di conseguenza, il giudice di merito deve quantificare tale svalutazione, anche avvalendosi di un consulente tecnico d'ufficio, senza poter considerare la richiesta di deprezzamento come una domanda nuova inammissibile in appello.
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Danno da lucro cessante: come provarlo in giudizio
Una società edile ha citato in giudizio un ente religioso e altre due società per un'operazione immobiliare fallita, chiedendo un cospicuo risarcimento per danno da lucro cessante. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La ragione fondamentale è stata la mancata prova, da parte della società ricorrente, di possedere la 'forza economica' necessaria per realizzare il costoso progetto edilizio. Senza tale dimostrazione, il presunto guadagno perso è stato considerato meramente ipotetico e non risarcibile.
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Costituzione tardiva: le conseguenze nel processo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto che, dopo una costituzione tardiva in primo grado, lamentava di non aver potuto proporre domanda di usucapione. La Corte ha ribadito che la parte che si costituisce in ritardo accetta il processo nello stato in cui si trova, con tutte le preclusioni già maturate. L'ordinanza conferma la decisione della Corte di Appello che aveva ordinato il rilascio di un immobile, sottolineando come la tardività precluda la remissione in termini se non si dimostra un impedimento non imputabile. È stata inoltre respinta la richiesta di sospensione del giudizio e confermata la validità della prova della proprietà fornita dagli attori.
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