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Art. 1223 Codice Civile — Anno 2025

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386 provvedimenti

Altri anni per Art. 1223 Codice Civile

Danno da mora: onere della prova e liquidazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22441/2025, interviene sul tema del danno da mora nelle obbligazioni di valore. Il caso riguarda un proprietario terriero che ha subito un danno a causa della condotta di un Comune, il quale aveva esaurito la volumetria edificabile di un comprensorio approvando i piani di altri proprietari. La Corte ha stabilito un nuovo principio di diritto per la liquidazione di tale danno, affermando che deve essere calcolato applicando al capitale rivalutato il saggio di rendimento netto dei BOT annuali, salvo prova di un danno maggiore o minore. Viene così superato il precedente orientamento che liquidava il danno applicando semplicemente il saggio degli interessi legali.
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Improcedibilità ricorso: omesso deposito sentenza
Un ente pubblico territoriale ricorre in Cassazione contro una condanna al risarcimento danni a favore di un motociclista. La Corte dichiara l'improcedibilità del ricorso perché l'ente non ha depositato, insieme al ricorso stesso, copia autentica della sentenza impugnata, violando un requisito formale essenziale. La decisione sottolinea l'importanza degli adempimenti procedurali, che prevalgono sull'esame del merito.
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Corrispettivo aeroportuale: quando è legittimo?
Una compagnia aerea ha citato in giudizio una società petrolifera per la restituzione di un corrispettivo aeroportuale pagato per la fornitura di carburante, sostenendone l'illegittimità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il pagamento trova la sua legittima causa nel contratto di fornitura. La Corte ha inoltre chiarito che, nell'ambito di un'azione risarcitoria, spetta all'acquirente dimostrare di non aver trasferito il maggior costo (il c.d. "passing-on") sui propri clienti.
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Danno da demansionamento: risarcibile la perdita del turno
La Corte di Cassazione ha stabilito che la perdita economica derivante dalla mancata percezione dell'indennità per il lavoro notturno, se conseguenza diretta di un illegittimo demansionamento, costituisce un danno patrimoniale risarcibile. Il caso riguarda un lavoratore che, dopo anni di lavoro su turni notturni, è stato assegnato a mansioni inferiori sul turno diurno, subendo una notevole decurtazione dello stipendio. La Corte ha chiarito che non si tratta di un 'diritto acquisito' al turno, ma del risarcimento per una perdita causata da un comportamento illecito del datore di lavoro, cassando la sentenza d'appello che aveva negato tale risarcimento.
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Ingiunzione fiscale: prova e giudicato penale
Un imprenditore agricolo contesta un'ingiunzione fiscale per il recupero di fondi UE percepiti indebitamente. La Cassazione, rigettando il ricorso, chiarisce che nell'opposizione a un'ingiunzione fiscale, l'onere della prova grava sull'ente pubblico, il quale può legittimamente basare la propria pretesa sulle risultanze di una sentenza penale di condanna passata in giudicato. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni di prescrizione e l'introduzione di nuove questioni in appello.
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Inadempimento contrattuale: onere della prova del debitore
Una società fornitrice di alcol è stata condannata per inadempimento contrattuale a causa della non conformità del prodotto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, ribadendo un principio fondamentale: in caso di inadempimento, spetta al debitore l'onere della prova di aver eseguito la prestazione in modo esatto, e non al creditore dimostrare il contrario.
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