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Art. 1218 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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680 provvedimenti

Altri anni per Art. 1218 Codice Civile

Danno manutentivo: onere della prova del locatore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società proprietaria contro una società conduttrice per un risarcimento danno manutentivo. La Corte ha ribadito che l'onere di provare il deterioramento dell'immobile spetta al locatore, il quale deve dimostrare lo stato del bene all'inizio della locazione e il peggioramento al momento della riconsegna. In caso di vendita dell'immobile, si presume che il prezzo di acquisto abbia già tenuto conto dello stato manutentivo, escludendo il diritto al risarcimento per il nuovo proprietario se non prova il contrario.
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Azione revocatoria credito: la tutela non viene meno
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3302/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di azione revocatoria credito. Un creditore, che ottiene il trasferimento coattivo di un immobile a soddisfazione del suo credito, non perde il diritto di agire in revocatoria se il bene è gravato da ipoteche che ne impediscono la piena soddisfazione. La Corte ha chiarito che il credito non può considerarsi estinto fino a quando l'immobile non viene liberato dai pesi ipotecari, legittimando così l'azione del creditore per rendere inefficaci le ipoteche costituite in suo danno.
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Risoluzione contratto somministrazione: non basta
Un condominio ha richiesto la risoluzione contratto somministrazione con il proprio fornitore di energia a causa di ripetuti disservizi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. I giudici hanno stabilito che gli inadempimenti non erano sufficientemente gravi da giustificare la risoluzione, tenendo conto anche della condotta del condominio (pagamenti parziali) e del fatto che una delle interruzioni era imputabile al fornitore 'a monte', escludendo la responsabilità del venditore finale.
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Responsabilità professionale avvocato: onere della prova
Un cliente, pur essendo stato assolto in un processo penale, ha citato in giudizio il proprio avvocato chiedendo un risarcimento per negligenza professionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando un principio fondamentale in materia di responsabilità professionale avvocato: non è sufficiente dimostrare l'errore del legale, ma è necessario provare che una diversa condotta avrebbe portato a un risultato più favorevole, dimostrando così il nesso causale e il danno subito come perdita di chance.
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Contratto con effetti protettivi: Cassazione nega tutela
Una società proprietaria di un'imbarcazione, danneggiata da un incendio mentre era in custodia presso un cantiere navale per lavori commissionati dalla Pubblica Amministrazione, ha agito in giudizio per il risarcimento. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2232/2024, ha stabilito che la società proprietaria è un terzo rispetto al contratto d'appalto. Di conseguenza, la sua pretesa risarcitoria ha natura extracontrattuale, soggetta a prescrizione di cinque anni e non decennale. La Corte ha escluso l'applicazione della figura del contratto con effetti protettivi, ribadendone la natura eccezionale e non generale.
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Bonifico domiciliato: quando la banca non è responsabile
Una società ordinava un bonifico domiciliato per pagare un creditore. L'istituto di pagamento erogava la somma a un truffatore che presentava un documento falso ma possedeva il codice fiscale e la password corretti. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità dell'istituto, ritenendo che avesse agito con la dovuta diligenza professionale verificando gli elementi a sua disposizione, e ha chiarito che il bonifico domiciliato non è assimilabile a un assegno.
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Bonifico domiciliato: responsabilità per pagamento errato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2112/2024, ha chiarito il regime di responsabilità dell'istituto di pagamento in caso di un bonifico domiciliato incassato da un truffatore. La Corte ha escluso l'applicazione analogica delle norme sull'assegno non trasferibile, inquadrando l'operazione come un mandato. La responsabilità dell'intermediario non è oggettiva, ma va valutata secondo il criterio della diligenza professionale (art. 1176 c.c.). Se l'istituto dimostra di aver verificato con diligenza il documento d'identità, il codice fiscale e la password forniti dal presentatore, non è tenuto al risarcimento, anche se il documento si rivela falso e il pagamento è stato effettuato alla persona sbagliata.
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Responsabilità avvocato: quando l’appello è inutile
Un lavoratore cita il suo legale per responsabilità professionale avvocato, accusandolo di aver omesso di presentare ricorso in Cassazione. La Corte Suprema conferma le decisioni di merito, rigettando la richiesta di risarcimento. La motivazione si basa sulla valutazione pronostica: il ricorso omesso non avrebbe avuto alcuna possibilità di successo, pertanto non vi è stato alcun danno risarcibile per il cliente.
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Bonifico domiciliato: la diligenza della banca
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2110/2024, ha stabilito i confini della responsabilità dell'istituto di pagamento in caso di un bonifico domiciliato pagato a un truffatore. Se l'istituto dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, verificando il documento d'identità (anche uno solo), il codice fiscale e la password forniti dall'ordinante, non è responsabile per l'erroneo pagamento. La Corte ha escluso l'applicazione analogica delle norme più severe previste per gli assegni non trasferibili, inquadrando il bonifico domiciliato nell'ambito del mandato e della delegazione di pagamento, regolati dalle norme generali sulla diligenza contrattuale.
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Bonifico domiciliato: quando la banca non è colpevole
Una società assicuratrice disponeva un bonifico domiciliato a favore di una sua creditrice. Un impostore, presentatosi allo sportello con un documento d'identità (presumibilmente falso ma apparentemente valido), il codice fiscale e la password corretta, incassava la somma. La società disponente, costretta a pagare una seconda volta la vera creditrice, citava in giudizio l'istituto di pagamento per inadempimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che, a differenza dell'assegno non trasferibile, il bonifico domiciliato è regolato dalle norme sul mandato. Di conseguenza, l'istituto di pagamento non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, identificando chi si presenta all'incasso tramite la verifica del documento, del codice fiscale e della password fornita dal disponente, anche senza conservarne una copia.
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Pagamento a persona sbagliata: la diligenza della banca
Un'impresa di assicurazioni dispone un 'bonifico domiciliato' a favore di un cliente. L'istituto di pagamento eroga la somma a un truffatore che si presenta con un documento apparentemente valido, il codice fiscale e la password corretta. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'istituto non è responsabile del pagamento a persona sbagliata, avendo agito con la diligenza professionale richiesta tramite la verifica di un singolo documento, del codice fiscale e della password, assolvendo così il proprio onere della prova.
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Ricorso inammissibile: l’errore formale che costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in un caso relativo alla restituzione di un prestito di 200.000 euro. La decisione non è entrata nel merito della questione, ma si è basata su un vizio formale: il ricorso mancava di una chiara e completa esposizione sommaria dei fatti, requisito essenziale previsto dall'art. 366 c.p.c. per consentire alla Corte di comprendere la controversia. Di conseguenza, l'appello è stato respinto, confermando la condanna alla restituzione della somma e condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Responsabilità professionale notaio: l’obbligo di verifica
Un notaio redige un atto di compravendita per un diritto immobiliare inesistente, portando alla nullità del contratto. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità professionale del notaio, sottolineando che il suo dovere non si limita a un controllo formale dei registri, ma impone una verifica sostanziale dell'effettiva esistenza del diritto. L'ordinanza chiarisce anche aspetti cruciali sul rimborso delle spese legali da parte dell'assicurazione professionale e sui criteri per la loro compensazione in giudizio.
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Responsabilità professionale architetto e abuso edilizio
Una società immobiliare ha citato in giudizio il proprio architetto per i danni derivanti da un abuso edilizio che ha bloccato un cantiere. La Corte di Cassazione ha confermato una limitazione della responsabilità professionale dell'architetto, stabilendo che la decisione illecita di proseguire i lavori senza autorizzazione era stata presa di comune accordo con la committenza. Di conseguenza, la maggior parte del danno non è risarcibile, in quanto frutto di una scelta condivisa tra le parti.
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Canone locazione commerciale: no al blocco unilaterale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1341/2024, ha chiarito che la sospensione unilaterale del pagamento del canone locazione commerciale durante il lockdown Covid-19 costituisce un grave inadempimento. Se il conduttore non dimostra di aver attivamente cercato una rinegoziazione del contratto con il locatore, la risoluzione del contratto è legittima. Nel caso di specie, il ricorso del conduttore è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva già sancito la gravità della sua condotta.
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Responsabilità professionale commercialista: il caso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di responsabilità professionale del commercialista, accusato da un cliente imprenditore di averlo mal consigliato nella stipula di una transazione con una società debitrice. L'imprenditore lamentava la mancanza di garanzie adeguate per i crediti pregressi e futuri. La Corte d'Appello aveva escluso la responsabilità del professionista, ritenendo che l'imprenditore avesse consapevolmente accettato un rischio d'impresa. La Cassazione ha confermato tale decisione, dichiarando inammissibile il ricorso poiché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che l'interpretazione della volontà delle parti e la valutazione delle prove sono di competenza esclusiva del giudice di merito, la cui motivazione, se logica e sufficiente, non è sindacabile.
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Inadempimento transazione: chi paga i danni?
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di inadempimento transazione. Un accordo prevedeva la liberazione di alcuni garanti da fideiussioni bancarie, ma la parte obbligata non ha adempiuto. La Corte ha confermato la condanna al risarcimento del danno, calcolato come la differenza tra quanto i garanti hanno dovuto pagare a causa dell'inadempimento e quanto avrebbero versato se l'accordo fosse stato rispettato. Rigettati i motivi di ricorso basati su presunti errori procedurali e sull'errata quantificazione del danno.
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Responsabilità bonifico domiciliato: la diligenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 209/2024, ha chiarito i contorni della responsabilità del prestatore di servizi di pagamento in caso di bonifico domiciliato pagato a un soggetto non legittimato. Il caso riguardava una società che, dopo aver disposto un pagamento a un proprio creditore, si vedeva costretta a ripeterlo perché un impostore aveva incassato la somma presentando un documento falso. La Corte ha escluso l'applicazione analogica delle norme sulla responsabilità oggettiva previste per gli assegni non trasferibili, inquadrando la fattispecie nell'ambito della responsabilità contrattuale. Di conseguenza, l'istituto non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, la quale è stata ritenuta assolta tramite la verifica di un documento d'identità, del codice fiscale e della password fornita dall'ordinante, anche senza conservare copia del documento.
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Responsabilità medica: il nesso causale e la prova
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di responsabilità medica per il decesso di un neonato. Viene confermato il criterio del 'più probabile che non' per l'accertamento del nesso causale, distinguendolo dalla probabilità logica. La sentenza chiarisce che la valutazione del giudice deve basarsi su tutti gli elementi probatori disponibili, non solo sulle conclusioni della CTU. La domanda di manleva dell'azienda sanitaria verso l'assicurazione è stata respinta per reticenza al momento della stipula della polizza.
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Risarcimento danno odontoiatrico: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 17403/2024, ha rigettato il ricorso di un paziente che chiedeva un risarcimento per danno odontoiatrico. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo il nesso causale tra l'intervento e una patologia successiva (herpes zoster) e negando il risarcimento per incapacità lavorativa per mancanza di prova del danno patrimoniale. La sentenza ribadisce i rigorosi principi sull'onere della prova a carico del danneggiato.
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