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Art. 1218 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

86 provvedimenti

Altri anni per Art. 1218 Codice Civile

Fondo di Garanzia INPS: CIGS e mensilità arretrate, la Cassazione decide
Una lavoratrice ha chiesto al Fondo di Garanzia INPS il pagamento di tre mensilità arretrate, riferite a un periodo di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) prima della dichiarazione di insolvenza. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, ritenendo che le mensilità dovute fossero quelle immediatamente precedenti il licenziamento, nonostante l'assenza di effettiva prestazione lavorativa. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che, per il Fondo di Garanzia INPS, i periodi di CIGS, senza maturazione di diritti salariali, devono essere neutralizzati nel calcolo delle ultime tre mensilità. Il ricorso della lavoratrice è stato quindi respinto.
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Giurisdizione sulla domanda di manleva e risarcimento acqua
Un cittadino agisce contro il gestore del servizio idrico per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dall'erogazione di acqua non potabile contenente arsenico oltre i limiti di legge. Il gestore chiama in causa l'ente regionale per essere sollevato dalle responsabilità risarcitorie. Il giudice di primo grado riconosce il danno al cittadino ma nega il rimborso al gestore. In appello, il tribunale dichiara il difetto di giurisdizione sulla chiamata in causa dell'ente pubblico, attribuendo la competenza al giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e chiarisce la giurisdizione sulla domanda di manleva. I giudici stabiliscono che la richiesta di garanzia azionata dal gestore appartiene al giudice ordinario, poiché rappresenta il diretto riflesso della causa principale di risarcimento promossa dall'utente. La sentenza viene quindi annullata con rinvio al tribunale per la decisione nel merito.
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Assegno non pagato: la responsabilità della banca tra rifiuto e negligenza
Un Cliente ha chiesto il risarcimento danni a una Banca per un assegno non pagato, rifiutato dalla Banca per un'irregolarità nella data. I giudici di merito hanno respinto la domanda, escludendo il nesso di causalità tra il comportamento della Banca e il danno, a causa della negligenza del Cliente nel far scadere il termine di prescrizione dell'azione causale e per la mancanza di prova di aver sollecitato il debitore originario. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Cliente, poiché i motivi non contestavano adeguatamente la ratio decidendi (il fondamento della decisione) sulla mancanza di nesso di causalità, ribadendo che la Responsabilità della banca per assegno non pagato richiede la prova del danno effettivo e del legame diretto con la condotta bancaria.
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Assegno smarrito: il concorso di colpa spedizione assegno del mittente
Un'Azienda Assicurativa ha spedito un assegno non trasferibile tramite posta ordinaria. Un soggetto non legittimato ha sottratto e incassato l'assegno. Il Tribunale ha inizialmente condannato l'Azienda Postale per non aver identificato correttamente il presentatore. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la spedizione di un assegno non trasferibile per posta ordinaria configura un **concorso di colpa spedizione assegno** da parte del mittente. Questa condotta espone il mittente a un rischio elevato. La Corte ha anche chiarito i parametri di diligenza che la banca negoziatrice deve osservare. La sentenza è stata cassata e rinviata al Tribunale per una nuova valutazione.
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Acqua non potabile: Cassazione chiarisce giurisdizione e limiti risarcimento
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Gestore Idrico citato in giudizio per l'erogazione di acqua non potabile, contenente arsenico, e la richiesta di risarcimento acqua non potabile e riduzione tariffaria da parte degli Utenti. La Suprema Corte ha stabilito che la giurisdizione per la domanda di risarcimento danni da parte degli Utenti contro il Gestore è del giudice ordinario, trattandosi di inadempimento contrattuale. Ha inoltre chiarito che la domanda di manleva del Gestore verso la Regione Lazio rientra anch'essa nella giurisdizione ordinaria. Infine, ha censurato la sentenza di appello per aver superato i limiti della domanda iniziale degli Utenti (ultrapetizione), rinviando la causa al Tribunale per una nuova decisione.
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Danno da Tardiva Assunzione: Attesa di 6 Anni e Rilievo Nomofilattico
Due lavoratrici hanno chiesto il risarcimento del danno da tardiva assunzione all'Agenzia Pubblica. Nonostante una sentenza definitiva avesse riconosciuto il loro diritto all'assunzione tramite scorrimento di graduatoria, l'effettiva immissione in servizio è avvenuta sei anni dopo. La Corte d'Appello aveva negato il risarcimento, sostenendo che la precedente notifica non costituiva una messa in mora e che le lavoratrici non avevano provato lo stato di disoccupazione o di occupazione a condizioni peggiori. La Cassazione ha ritenuto che la questione del danno da tardiva assunzione e degli oneri probatori abbia un importante rilievo nomofilattico e ha rimesso il caso a una pubblica udienza per una decisione più approfondita.
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Restituzione tariffa depurazione acque: gestore condannato
Diversi utenti del servizio idrico hanno citato in giudizio l'ente gestore per ottenere la restituzione tariffa depurazione acque. L'impianto fognario di depurazione locale non funzionava regolarmente, rendendo indebito l'addebito in bolletta. Il gestore ha eccepito il proprio difetto di titolarità passiva e ha richiesto di essere manlevato dalla Regione, proprietaria della struttura malfunzionante. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo del gestore di rimborsare direttamente i cittadini, in quanto controparte contrattuale e materiale percettore delle somme non dovute. Al contempo, i giudici hanno accolto la domanda del gestore nei confronti dell'Ente Regionale: il proprietario dell'impianto che con la sua condotta ne impedisce il funzionamento deve risarcire il somministratore.
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Pagamento Errato: Chi Risponde tra Azienda e Ente Postale?
L'Azienda Assicurativa ha chiesto il risarcimento danni all'Ente Postale per un pagamento errato. L'Ente Postale ha erogato un "bonifico domiciliato" a un soggetto non legittimato, che si è presentato con un documento falso ma ha fornito la password corretta. Il Tribunale ha escluso la responsabilità dell'Ente Postale, ritenendolo diligente e attribuendo all'Azienda Assicurativa l'omissione di dati identificativi completi. La Cassazione, esaminando il ricorso dell'Azienda Assicurativa, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per una discussione in pubblica udienza, evidenziando la complessità della questione sulla responsabilità per pagamento errato e la necessità di un approfondimento.
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Rimborso tariffa depurazione acque: l’inefficienza giustifica il diritto
Diversi utenti del servizio idrico, inclusi privati e un condominio, hanno chiesto il rimborso della tariffa di depurazione acque, sostenendo che l'impianto di depurazione fosse inefficiente. Dopo un esito sfavorevole in appello, la Corte di Cassazione ha accolto il loro ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che l'assoluta inefficienza di un impianto di depurazione equivale alla sua inesistenza, legittimando così il diritto degli utenti al rimborso per un servizio non fruito. La sentenza ha anche confermato la responsabilità della Regione Campania per la gestione dell'impianto.
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Indebito oggettivo: bonifico senza causa e rimborso obbligatorio
Un committente ha versato la somma di diecimila euro a una società fornitrice. Successivamente, il committente ha richiesto la restituzione del denaro per indebito oggettivo, evidenziando l'assenza di un valido contratto o titolo giustificativo a supporto di tale pagamento. La società ha contestato la domanda sostenendo di aver fornito arredi, ma non ha provato la sussistenza dell'accordo commerciale. I giudici di merito hanno accertato l'avvenuto versamento e la totale mancanza di una causa giustificatrice, condannando l'impresa alla restituzione integrale dell'importo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, confermando l'obbligo di rimborso a favore del cittadino e condannando l'impresa al pagamento delle ulteriori spese legali.
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Calcestruzzo Difettoso: la Cassazione rimette la risoluzione contratto
Un Committente ha ottenuto la risoluzione contratto per inadempimento contro un Fornitore di calcestruzzo a causa di difetti nel materiale. Il Fornitore ha fatto ricorso in Cassazione, contestando l'interpretazione contrattuale, la ripartizione degli oneri probatori e l'influenza dell'abusività dell'opera sul risarcimento. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito ma ha rimesso la causa alla Pubblica Udienza della Seconda Sezione Civile per un approfondimento, indicando la complessità delle questioni.
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Concorso vinto, assunzione ritardata: il risarcimento danno mancata assunzione
Una lavoratrice ha vinto un concorso pubblico per dirigente in una Azienda Sanitaria Locale nel 2006, ma è stata assunta solo nel 2012. Ha chiesto il risarcimento danno mancata assunzione per il ritardo. I giudici di merito hanno riconosciuto il risarcimento solo dalla messa in mora (richiesta formale) del 2011. La lavoratrice ha fatto ricorso, sostenendo che il risarcimento dovesse decorrere dall'approvazione della graduatoria (2006). La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che, sebbene la vittoria del concorso dia diritto all'assunzione, il rapporto di lavoro si perfeziona con un contratto. Il risarcimento danno mancata assunzione per il ritardo decorre dalla messa in mora, salvo diverse specifiche nel bando.
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Acqua non potabile: la Cassazione conferma giurisdizione ordinaria
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **acqua non potabile** fornita ai consumatori. I Consumatori avevano citato in giudizio l'Azienda Fornitrice per risarcimento danni e riduzione della tariffa. L'Azienda Fornitrice aveva chiesto all'Ente Regionale e all'Autorità d'Ambito di essere manlevata (risarcita) per quanto dovuto ai Consumatori. Il Tribunale aveva negato la giurisdizione del giudice ordinario per questa domanda di manleva, ritenendola di competenza amministrativa. La Cassazione ha invece stabilito che il giudice ordinario ha giurisdizione sulla domanda di manleva, poiché essa deriva dal rapporto contrattuale di fornitura dell'acqua e non da un contestato esercizio del potere amministrativo. La sentenza di appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame.
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Pagamento a soggetto non legittimato: chi risponde tra mittente e banca?
Un'azienda assicurativa ha citato in giudizio un fornitore di servizi postali per un Pagamento a soggetto non legittimato. Il fornitore aveva erogato un bonifico domiciliato a una persona con un documento d'identità falso, ma che conosceva la password corretta. Il Tribunale di Trieste aveva escluso la responsabilità del fornitore, ritenendo la sua condotta diligente e imputando all'azienda assicurativa la mancata comunicazione di dati identificativi completi. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza interlocutoria, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo per una discussione in pubblica udienza, senza entrare nel merito della questione.
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Rinuncia tacita al credito: la cancellazione della società cambia tutto
Un Lavoratore ha chiesto la restituzione di un canone di locazione pagato in eccesso. L'Azienda locatrice ha presentato una domanda riconvenzionale per oneri non pagati dal Lavoratore. Durante il processo di primo grado, L'Azienda è stata cancellata dal registro delle imprese. Il Lavoratore ha sostenuto che ciò implicasse una rinuncia tacita al credito da parte dell'Azienda. La Corte d'Appello ha respinto questa tesi. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del Lavoratore, stabilendo che la cancellazione di una società dal registro delle imprese comporta una rinuncia tacita al credito per le pretese non iscritte a bilancio, anche se non dichiarata formalmente in giudizio.
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Assegno di traenza: quando la verifica del documento non basta
Un truffatore ha incassato un **assegno di traenza** con clausola di non trasferibilità presentandosi presso un ufficio postale con documenti falsi, dove ha aperto contestualmente un libretto di risparmio. La compagnia assicurativa che aveva emesso il titolo ha richiesto il risarcimento del danno per difetto di diligenza. L'ente negoziatore ha ricorso in Cassazione sostenendo di aver identificato correttamente il cliente tramite patente e codice fiscale. La Suprema Corte ha respinto il ricorso e ha confermato la responsabilità dell'operatore. Nel caso dell'**assegno di traenza**, l'assenza di un campione di firma impone verifiche approfondite sugli elementi di contorno. L'operatore non può limitarsi al controllo formale dei documenti quando sussistono anomalie operative ed era stata persino diffusa una circolare interna su recenti truffe identiche.
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Acquirente inadempiente: la risoluzione del contratto è a suo carico
Un Acquirente ha chiesto la risoluzione del contratto di compravendita di un macchinario, accusando il Venditore di grave inadempimento per ritardi e mancata consegna di documenti essenziali. Il Venditore ha replicato, sostenendo l'inadempimento dell'Acquirente. La Corte di Cassazione ha confermato che la risoluzione del contratto per inadempimento era imputabile all'Acquirente. Quest'ultimo non aveva fornito i dati necessari per completare il macchinario. Il Venditore aveva quindi legittimamente sospeso la propria prestazione. Il ricorso dell'Acquirente è stato dichiarato inammissibile.
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Terreno con Vincoli: La Responsabilità Precontrattuale PA e l’Onere della Prova
Il Ricorrente ha acquistato un terreno edificabile dal Comune, ma il terreno era gravato da vincoli che ne rendevano difficile l'edificabilità, informazione omessa dal venditore. Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità del Comune. La Corte d'Appello ha ridotto il risarcimento, pur riconoscendo la responsabilità precontrattuale pubblica amministrazione, limitando il danno ai costi per studi di fattibilità. Il Ricorrente ha fatto ricorso in Cassazione, contestando l'inquadramento della responsabilità e la valutazione delle prove. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la natura della responsabilità era irrilevante, poiché il Ricorrente non aveva provato l'effettivo danno subito. Il Ricorrente è stato condannato a pagare le spese legali.
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Debito Controverso: Onere della Prova e Non Contestazione Bancaria
Un Debitore ha ricevuto un decreto ingiuntivo per una fattura non pagata. Ha opposto, sostenendo di aver saldato il debito tramite bonifico, fornendo prova dell'ordine di pagamento. L'Azienda creditrice ha prodotto un certificato di insoluto bancario. I giudici di merito hanno rigettato l'opposizione, ritenendo il certificato "pacifico" per mancata specifica contestazione del Debitore. La Cassazione ha annullato la decisione, chiarendo che il principio di non contestazione si applica ai fatti, non all'interpretazione dei documenti. Il certificato bancario, essendo una prova, richiedeva una valutazione approfondita. La sentenza sottolinea l'importanza dell'onere della prova e della corretta applicazione del principio di non contestazione.
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Contratto a Termine Illegittimo: Risarcimento Negato, Cassazione Riapre il Caso
Un gruppo di Lavoratori ha impugnato i propri contratti a termine con un Consorzio, chiedendo la conversione a tempo indeterminato e il risarcimento dei danni per l'uso illegittimo di tali contratti. La Corte d'Appello ha escluso la conversione per via di specifiche leggi regionali, ma ha riconosciuto la possibilità di un risarcimento per il contratto a termine illegittimo basato sulla responsabilità contrattuale (art. 1218 c.c.). Tuttavia, la stessa Corte ha negato il risarcimento perché la domanda non era stata correttamente formulata. La Cassazione, rilevando precedenti contrastanti, ha deciso di rimettere la causa a una sezione diversa per una trattazione più approfondita in pubblica udienza, senza emettere una decisione definitiva.
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