Un agente della Polizia Municipale ha chiesto il risarcimento mancata fornitura divisa o un'indennità sostitutiva, lamentando che il Comune gli aveva consegnato l'uniforme in ritardo. Il lavoratore sosteneva di aver subito un danno economico e un pregiudizio all'immagine per aver svolto il servizio con abiti civili o con vecchie divise. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'agente, confermando che il ritardo del datore di lavoro costituisce un inadempimento, ma non genera automaticamente un risarcimento. Per ottenere il ristoro, il dipendente deve provare di aver speso soldi propri per acquistare i vestiti o di aver logorato abiti personali. Inoltre, il danno all'immagine non è automatico e richiede una prova specifica del pregiudizio subito. Il lavoratore è stato sconfitto e condannato al pagamento delle spese legali.
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