Durante una partita di calcio, un tifoso muore a causa del lancio di un ordigno. I familiari chiedono il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha ridefinito le responsabilità dei soggetti coinvolti sul tema della sicurezza negli stadi. La Corte ha escluso la responsabilità del Ministero dell'Interno, poiché le forze dell'ordine hanno un'obbligazione di mezzi e non di risultato, e all'epoca dei fatti non erano consentiti controlli invasivi. Ha inoltre escluso la responsabilità del Comune, mero esecutore delle direttive sulla barriera divisoria. Al contrario, è stata confermata la responsabilità della società calcistica, in quanto l'acquisto del biglietto garantisce allo spettatore non solo la visione della partita, ma anche la tutela della propria incolumità fisica rispetto a eventi prevedibili come le violenze tra tifoserie.
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