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Art. 1218 Codice Civile — Anno 2024

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635 provvedimenti

Altri anni per Art. 1218 Codice Civile

Onere della prova mobbing: la Cassazione chiarisce
Con l'ordinanza n. 29400/2024, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che lamentava condotte vessatorie. La Corte ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova mobbing: spetta al dipendente dimostrare non solo i comportamenti lesivi, ma anche lo specifico intento persecutorio del datore di lavoro. In assenza di tale prova, la domanda di risarcimento non può essere accolta. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile in quanto mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Mobbing del superiore: la responsabilità è extracontrattuale
Un dipendente pubblico ha citato in giudizio un suo superiore per mobbing. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità per mobbing del superiore non è di natura contrattuale (come quella del datore di lavoro), ma extracontrattuale ai sensi dell'art. 2043 c.c. Di conseguenza, si applicano le regole sull'onere della prova e il termine di prescrizione di cinque anni tipici dell'illecito civile.
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Collegamento negoziale: l’operazione economica unica
Un'operazione di acquisizione societaria fallisce. La Cassazione chiarisce la distinzione tra contratto plurilaterale e collegamento negoziale, applicando il principio 'simul stabunt, simul cadent'. Poiché più accordi erano legati da un unico scopo economico, il recesso di alcune parti ha reso l'intera operazione inattuabile, escludendo un inadempimento colpevole del venditore.
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Accreditamento sanitario e giudicato interno: la Cassazione
Una struttura sanitaria privata ha citato in giudizio l'Azienda Sanitaria Locale (ASL) per recuperare somme indebitamente trattenute come "sconto tariffario" su prestazioni erogate tra il 2010 e il 2012. Sebbene il tribunale avesse dato ragione alla struttura, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, sollevando d'ufficio dubbi sull'esistenza dell'accreditamento sanitario e dei contratti, punti mai contestati dall'ASL. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello, stabilendo che su tali punti si era formato un giudicato interno. La Corte ha ritenuto che i giudici d'appello non potessero rimettere in discussione fatti pacifici tra le parti, violando così un principio fondamentale del processo civile. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata sui motivi originali del contendere.
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Interessi ritardato pagamento: quando scattano?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29262/2024, ha stabilito un principio fondamentale sugli interessi per ritardato pagamento negli appalti pubblici. Se la stazione appaltante ritarda il collaudo oltre il termine di sei mesi dalla fine dei lavori, il credito dell'appaltatore diventa esigibile e produttivo di interessi. La Corte ha cassato la decisione d'appello che negava gli interessi per il periodo precedente al collaudo tardivo, affermando che il diritto sorge decorsi 90 giorni dalla scadenza del termine semestrale per l'effettuazione del collaudo stesso.
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Risoluzione transazione: l’impossibilità sopravvenuta
Un Comune e un privato cittadino stipulano una transazione per chiudere una causa per danni. L'esecuzione dei lavori pattuiti diventa impossibile a causa di un vincolo paesaggistico. La Cassazione conferma la risoluzione transazione per impossibilità sopravvenuta, chiarendo che la norma che limita la risoluzione per inadempimento (art. 1976 c.c.) non si applica a questa fattispecie. La Corte stabilisce che la risoluzione del contratto e l'estinzione dell'obbligazione sono effetti inscindibili dell'impossibilità.
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Responsabilità aggravata: l’abuso del processo costa caro
Un avvocato ha citato in giudizio una società e altre persone per danni, ma la sua domanda è stata respinta in primo e secondo grado. La Corte d'Appello lo ha anche condannato per responsabilità aggravata. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando tutti i motivi di ricorso e ribadendo che l'abuso del processo, attraverso azioni legali pretestuose e ripetitive, giustifica una sanzione pecuniaria per responsabilità aggravata.
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Spedizione assegni: concorso di colpa del mittente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26654/2024, ha confermato il principio del concorso di colpa a carico del mittente che spedisce un assegno non trasferibile tramite posta ordinaria. Nel caso di specie, una compagnia assicurativa aveva richiesto il risarcimento a una banca per l'incasso fraudolento di assegni sottratti. La Suprema Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, ribadendo che la scelta di un metodo di spedizione non sicuro espone volontariamente il mittente a un rischio, riducendo il suo diritto al risarcimento per la negligenza della banca negoziatrice.
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Responsabilità avvocato: risarcimento per negligenza
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un legale per negligenza professionale. A causa della sua inerzia, erano stati respinti cinque ricorsi per equa riparazione da irragionevole durata del processo. La sentenza stabilisce che la responsabilità dell'avvocato sorge quando la sua omissione priva il cliente della probabilità di un esito favorevole. Il danno viene liquidato sulla base di un giudizio prognostico, valutando cosa il cliente avrebbe ragionevolmente ottenuto senza l'errore del professionista.
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Contatore manomesso: chi paga? La Cassazione decide
Un utente ha contestato una bolletta elettrica di oltre 13.000 euro, sostenendo che i consumi anomali fossero dovuti a un contatore manomesso da terzi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un importante principio sull'onere della prova. In caso di contatore manomesso, spetta al fornitore dimostrare il corretto funzionamento dello strumento di misura, ma è l'utente a dover provare che i consumi eccessivi non gli sono imputabili e che ha adottato tutte le cautele necessarie per prevenire intrusioni, anche se il contatore si trova all'esterno della sua proprietà.
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Sospensione lavori appalto: quando è legittima?
Una società edile ha richiesto la risoluzione di un contratto di appalto pubblico e il risarcimento dei danni a causa di una pluriennale sospensione dei lavori ordinata da un ente comunale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, ritenendolo inammissibile. La Corte ha chiarito che i motivi di ricorso non possono mirare a un riesame dei fatti già valutati nei gradi di merito. Nel caso specifico, la sospensione dei lavori appalto è stata ritenuta legittima in quanto giustificata da necessità tecniche e autorizzative emerse nel corso dell'esecuzione.
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Inadempimento locazione: quando il ricorso è inammissibile
In un caso di inadempimento locazione, un conduttore aveva interrotto il pagamento dei canoni a causa di presunti vizi dell'immobile, inclusa la presenza di amianto. La Corte d'Appello aveva dato ragione al locatore, risolvendo il contratto per colpa del conduttore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso del conduttore inammissibile. L'ordinanza sottolinea che il ricorso in Cassazione non può riesaminare i fatti e che la comunicazione di recesso del conduttore per gravi motivi deve specificarli in modo puntuale, altrimenti è inefficace.
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Responsabilità venditore: chi paga i danni del corriere?
La Corte di Cassazione stabilisce la responsabilità venditore per i danni causati dal trasportatore durante la consegna della merce. Se il corriere, scelto dal venditore, provoca un danno (come uno sversamento di carburante), il venditore ne risponde direttamente verso l'acquirente. La Corte chiarisce che il trasportatore agisce come ausiliario del venditore, il quale è tenuto a garantire la corretta esecuzione della consegna fino al completamento. La sentenza ribalta la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente liberato il venditore da ogni responsabilità.
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Responsabilità trasporto valori: quando paga l’azienda?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società di trasporto valori per un ammanco di 50.000 euro da un plico consegnato sigillato ma contenente carta straccia. Secondo la Corte, la responsabilità trasporto valori non si esaurisce con la consegna di un involucro integro. L'azienda è tenuta a provare la correttezza dell'operato dei propri dipendenti lungo tutta la filiera, dalla preparazione del plico alla consegna finale, in virtù della responsabilità per il fatto degli ausiliari.
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Procura speciale e ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società alberghiera a causa di un vizio procedurale. Dopo aver ricevuto una proposta di definizione accelerata del giudizio, il difensore ha richiesto la trattazione in udienza pubblica senza munirsi di una nuova e apposita procura speciale, come richiesto dalla legge. La Corte ha stabilito che la procura conferita per il ricorso iniziale non è sufficiente per questo specifico atto, rendendo l'istanza irrituale e, di conseguenza, il ricorso inammissibile. La società è stata condannata al pagamento di una sanzione.
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Patto commissorio: quando il lease back è valido?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società fallita che chiedeva la nullità di un contratto di 'sale and lease back', ritenendolo una violazione del divieto di patto commissorio. La Corte ha confermato che la valutazione degli indici sintomatici (difficoltà economiche, sproporzione del prezzo) è un accertamento di fatto riservato ai giudici di merito, i quali avevano escluso l'intento fraudolento, ritenendo l'operazione un legittimo strumento di finanziamento.
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Nesso di causalità: onere della prova e notaio
Un acquirente ha citato in giudizio l'erede di un notaio per un presunto ritardo nella cancellazione di un'ipoteca, sostenendo che ciò gli avesse impedito di ottenere un mutuo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le sentenze precedenti. Il punto cruciale della decisione è stata la mancata dimostrazione, da parte del ricorrente, del nesso di causalità tra il ritardo del professionista e il danno effettivo. Senza questa prova fondamentale, la richiesta di risarcimento non può essere accolta, indipendentemente da eventuali colpe del notaio.
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Onere della prova bolletta: chi paga se il contatore è anomalo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28447/2024, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova bolletta in caso di contestazione per consumi anomali. Un utente si era opposto a un'ingiunzione di pagamento per una bolletta idrica elevata, sostenendo che il contatore registrasse aria. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando che, sebbene i dati del contatore godano di una presunzione semplice di veridicità, spetta all'utente contestare il malfunzionamento e fornire prova dei propri consumi storici. Se il gestore dimostra il corretto funzionamento dell'apparecchio, l'utente deve provare che i consumi eccessivi derivano da fattori esterni al suo controllo.
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Produzione documentale appello: limiti e preclusioni
Un notaio, condannato per non aver rilevato un'ipoteca, ricorre in Cassazione tentando di presentare nuove prove per ridurre il risarcimento. La Corte rigetta, ribadendo i rigidi limiti alla produzione documentale in appello e confermando la condanna. L'analisi si concentra sulla preclusione processuale e la prova dell'impossibilità.
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Nesso causale e negligenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società ottica contro un consulente del lavoro. Nonostante la provata negligenza del professionista nel fornire informazioni su agevolazioni fiscali, la Corte ha confermato la decisione d'appello che negava un pieno risarcimento. La motivazione risiede nella mancanza di prova del nesso causale: la società non è riuscita a dimostrare che, se correttamente informata, avrebbe agito diversamente, evitando il danno. Il giudizio si è basato su una valutazione controfattuale dei fatti, ritenuta insindacabile in sede di legittimità.
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