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Art. 1218 Codice Civile — Anno 2022

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284 provvedimenti

Altri anni per Art. 1218 Codice Civile

Estorsione: condannato il creditore che minaccia il mediatore
Un creditore ha tentato di recuperare un debito vantato verso una società minacciando ripetutamente di morte il mediatore della trattativa e i suoi familiari. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di estorsione, rigettando la richiesta della difesa di riqualificare il fatto come esercizio arbitrario delle proprie ragioni. I giudici hanno chiarito che la pretesa era diretta verso un soggetto diverso dal reale debitore (la società) e che le minacce rivolte a terzi estranei, come i figli della vittima, escludono qualsiasi pretesa legittima. Di conseguenza, l'uso della violenza psicologica per costringere un terzo a pagare un debito altrui configura pienamente il delitto di estorsione.
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Obblighi informativi dell’intermediario: firma batte risarcimento
Un'investitrice ha citato in giudizio una banca chiedendo la nullità di un acquisto di titoli e il risarcimento dei danni, lamentando la violazione degli obblighi informativi dell'intermediario. La cliente aveva firmato un modulo d'ordine contenente la segnalazione che l'operazione non era adeguata e che il titolo non era quotato. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto le sue domande. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. I giudici hanno chiarito che la firma sulla clausola di inadeguatezza fa presumere il corretto adempimento informativo della banca. Poiché l'investitrice non ha indicato quali specifiche informazioni le fossero state taciute, la banca non era tenuta a fornire ulteriori prove. Di conseguenza, l'investitrice perde la causa e deve versare un ulteriore contributo unificato.
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Interruzione energia elettrica: sbalzi inevitabili e niente danni
Un'azienda ha fatto causa al distributore di rete chiedendo il risarcimento dei danni causati da ripetuti sbalzi di tensione ai propri macchinari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, stabilendo che la temporanea interruzione energia elettrica (sotto forma di micro-interruzioni) è un fenomeno tecnico inevitabile e prevedibile. Di conseguenza, se il distributore rispetta le norme tecniche di settore, non vi è alcun inadempimento contrattuale. L'azienda avrebbe dovuto proteggere i propri impianti installando appositi dispositivi di sicurezza a proprie spese.
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Responsabilità professionale dell’avvocato: l’errore non basta
Gli eredi di un Segretario Comunale hanno fatto causa a un Avvocato chiedendo il risarcimento dei danni. L'Avvocato aveva depositato in ritardo un appello di lavoro per ottenere indennità per mansioni superiori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi, confermando che non sussiste la responsabilità professionale dell'avvocato. Infatti, anche se l'appello fosse stato depositato in tempo, sarebbe stato comunque respinto perché le mansioni svolte rientravano nei doveri ordinari del Segretario Comunale. La Corte ha ribadito che, per condannare un legale, serve la prova che la causa avrebbe avuto un esito favorevole (valutazione prognostica). Gli eredi sono stati condannati a pagare le spese di giudizio.
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