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Art. 118 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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225 provvedimenti

Altri anni per Art. 118 Codice di Procedura Civile

Motivazione apparente: quando la sentenza è nulla
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società agricola e dei suoi soci coinvolti in accertamenti fiscali per ricavi non dichiarati e operazioni inesistenti. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato integralmente gli atti, ma la Suprema Corte ha rilevato una motivazione apparente e un vizio di ultrapetizione. I giudici d'appello avevano infatti annullato l'intera pretesa fiscale nonostante i contribuenti avessero richiesto solo una riduzione parziale. Inoltre, la sentenza d'appello ha confuso le vicende di due diverse società, rendendo il ragionamento logico-giuridico incomprensibile e privo di fondamento reale.
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Addizionale accise energia: guida al rimborso
Una società ha richiesto la restituzione delle somme versate a titolo di addizionale accise energia tra il 2010 e il 2011. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma istitutiva comporta il diritto al rimborso con effetto retroattivo, indipendentemente dai rapporti tra fornitore e fisco.
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Scorrimento graduatoria: regole su inquadramento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti pubblici assunti tramite scorrimento graduatoria di un concorso bandito nel 2009. I lavoratori contestavano l'inquadramento nella categoria D1 anziché nella D3 prevista dal bando originale. La Corte ha stabilito che, essendo intervenuto un nuovo CCNL prima dell'assunzione e risultando la procedura concorsuale già conclusa con l'approvazione della graduatoria dei vincitori, l'amministrazione ha correttamente applicato il nuovo sistema di classificazione che prevede il livello D1 come unico accesso iniziale per la categoria D.
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Prescrizione: le regole per i medici specializzandi
La Corte di Cassazione ha stabilito che la **Prescrizione** del diritto al risarcimento per i medici specializzandi, derivante dalla mancata attuazione di direttive europee, segue regole temporali precise. Con l'entrata in vigore della Legge di Stabilità 2012, il termine è passato da dieci a cinque anni. Tale riduzione si applica dal 1° gennaio 2012 se il termine residuo decennale era superiore a cinque anni. Nel caso analizzato, il diritto è stato dichiarato estinto poiché l'azione legale è stata avviata oltre il quinquennio dall'entrata in vigore della norma, in assenza di nuovi atti interruttivi.
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Reddito di partecipazione: i diritti del socio
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un contribuente a cui era stato imputato un maggior reddito di partecipazione a seguito di un accertamento su una società a ristretta base partecipativa. Nonostante il socio fosse entrato nella compagine sociale solo negli ultimi 32 giorni dell'anno, la Corte ha confermato che gli utili extra-bilancio sono imputati a chi riveste la qualifica di socio alla chiusura dell'esercizio. Tuttavia, i giudici hanno accolto il ricorso stabilendo che il socio ha il diritto di contestare nel merito la validità dell'accertamento societario se questo non gli è stato notificato, garantendo così il pieno diritto di difesa.
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Errore revocatorio e ricorso in Cassazione: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da alcuni soci di una società di capitali, condannati in appello alla rifusione delle spese di lite in solido. I ricorrenti sostenevano che la sentenza fosse nulla per motivazione apparente, non avendo chiarito perché fossero stati condannati pur non essendo, a loro dire, parti del giudizio. La Suprema Corte ha stabilito che tale doglianza non configura un vizio di legittimità, bensì un errore revocatorio. Poiché l'errore derivava da una presunta falsa percezione di atti processuali non contestati, lo strumento corretto sarebbe stata la revocazione e non il ricorso per cassazione.
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Compensazione spese di lite: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito che aveva disposto la compensazione spese di lite in un caso di rivalutazione contributiva per esposizione all'amianto. Nonostante il lavoratore fosse risultato totalmente vittorioso, il giudice d'appello aveva diviso le spese tra le parti citando una generica complessità della vicenda e un presunto contrasto giurisprudenziale. La Suprema Corte ha rilevato che tale motivazione era meramente apparente e contraddittoria, poiché la materia era già regolata da orientamenti consolidati. La decisione ribadisce che la compensazione richiede ragioni gravi ed eccezionali, non riscontrabili in cause seriali prive di reali incertezze interpretative.
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Indennità di sostituzione: diritto del dirigente
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dirigente medico a percepire l'indennità di sostituzione per lo svolgimento di un incarico aggiuntivo di direzione di struttura complessa. L'Azienda Sanitaria aveva contestato il pagamento invocando il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che tale indennità è legittima quando il dirigente occupa una seconda posizione organizzativa distinta dalla propria, anche in caso di vacanza strutturale del posto in attesa di nuove procedure concorsuali.
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Contradittorio tributario: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento fiscale basato su operazioni inesistenti, rigettando le eccezioni relative al mancato contradittorio tributario. La sentenza chiarisce che per i tributi non armonizzati non sussiste un obbligo generalizzato di audizione preventiva, mentre per l'IVA il contribuente deve dimostrare concretamente quali difese avrebbe potuto opporre. Viene inoltre validata la motivazione per relationem basata su verbali di constatazione di società terze se regolarmente allegati o conosciuti.
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Operazioni inesistenti: prova e limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità degli avvisi di accertamento emessi contro un contribuente per l'utilizzo di fatture relative a operazioni inesistenti. L'Agenzia delle Entrate aveva rilevato che il fornitore era privo di qualsiasi struttura aziendale, personale e conti correnti, agendo come mera cartiera. Nonostante il fornitore avesse successivamente ritrattato le sue confessioni iniziali, i giudici hanno ritenuto prevalenti gli elementi oggettivi di prova. La sentenza ribadisce che la valutazione delle prove è riservata al giudice di merito e non può essere contestata in sede di legittimità se supportata da una motivazione coerente.
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Motivazione apparente: quando la sentenza è nulla
Una società di capitali ha impugnato un avviso di accertamento relativo a crediti IVA non spettanti, eccependo la decadenza del potere impositivo dell'Ufficio. Dopo un esito parzialmente favorevole in primo grado, la Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello della contribuente utilizzando una motivazione apparente. La sentenza d'appello si è limitata a richiamare acriticamente la decisione di primo grado, dichiarando assorbiti gli altri motivi senza fornire una spiegazione logico-giuridica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'assenza di un'effettiva valutazione delle censure mosse in appello determina la nullità della sentenza per vizio procedurale.
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Motivazione apparente: nullità della sentenza
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato una decisione favorevole a un ente consortile e a un privato in un caso di frode fiscale. La Suprema Corte ha rilevato una motivazione apparente, poiché il giudice d'appello ha annullato gli atti impositivi senza analizzare le prove del sistema fraudolento e il ruolo dei soggetti coinvolti, limitandosi a richiami generici ad altri provvedimenti.
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Mediazione obbligatoria: validità della partecipazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che la mediazione obbligatoria è validamente espletata anche se una delle parti, regolarmente rappresentata, manifesta l'indisponibilità a proseguire dopo il primo incontro senza discutere il merito. Il caso riguarda un debitore che contestava l'usura e la documentazione bancaria in un'opposizione a decreto ingiuntivo.
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Sanzioni disciplinari: quando l’errore è scusabile
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di sanzioni disciplinari inflitte a un dirigente sanitario per presunte irregolarità nei pagamenti a una struttura assistenziale. La Corte ha stabilito che la condotta, derivante da un'interpretazione plausibile di norme complesse e poco chiare, non costituisce illecito disciplinare.
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Sanzione disciplinare nel pubblico impiego: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare nel pubblico impiego irrogata a un dipendente universitario per irregolarità nella gestione delle iscrizioni. Il dipendente aveva rilasciato quietanze di pagamento senza verificare l'effettivo versamento delle tasse. La Corte ha stabilito che la disparità di trattamento rispetto ai colleghi non rende la sanzione illegittima se essa risulta proporzionata alla condotta specifica del lavoratore.
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Delega firma accertamento: guida alla validità
La Corte di Cassazione ha esaminato la legittimità della delega firma accertamento in un caso di rettifica dei ricavi per una società di ristorazione. I giudici hanno stabilito che la delega è valida anche se basata sulla qualifica e non sul nome del funzionario, ma hanno annullato la decisione di secondo grado per motivazione apparente riguardo al ricalcolo delle imposte.
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Società di comodo: sentenza nulla per motivi carenti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza riguardante una presunta società di comodo poiché i giudici d'appello si erano limitati a riprodurre acriticamente la decisione di primo grado. Il caso verteva sulla corretta classificazione di una plusvalenza immobiliare ai fini del test di operatività, questione rimasta senza un'adeguata analisi logico-giuridica.
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Giudizio di equità: limiti all’appello del Giudice di Pace
La Corte di Cassazione ha chiarito che nel giudizio di equità, l'inserimento di una clausola per somme maggiori o minori non rende la causa di valore indeterminato se il credito è liquido e certo. Tale principio conferma l'inammissibilità dell'appello ordinario per controversie di modesto valore economico.
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Azione revocatoria ordinaria: prova e presupposti
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di atti di disposizione patrimoniale gratuiti compiuti da una debitrice in favore dei figli. La sentenza chiarisce che l'azione revocatoria ordinaria richiede solo la prova di un pregiudizio alle ragioni del creditore, inteso come maggior difficoltà nel recupero del credito, anche a causa di semplici modifiche qualitative del patrimonio.
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Perdita di chance: i criteri per il risarcimento
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso degli eredi di un paziente deceduto per complicanze da influenza A/H1N1, i quali lamentavano un ritardo diagnostico e terapeutico. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda basandosi su una consulenza tecnica che escludeva la perdita di chance di sopravvivenza in modo apodittico. La Suprema Corte ha cassato la decisione, stabilendo che la motivazione era meramente apparente e che ogni segmento di vita residua, seppur breve, rappresenta un valore giuridico tutelato la cui perdita va risarcita.
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