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Art. 118 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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1647 provvedimenti

Altri anni per Art. 118 Codice di Procedura Civile

Mansioni superiori personale ATA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti scolastici, chiarendo il metodo di calcolo dell'indennità per mansioni superiori personale ATA. La Corte ha confermato che, secondo la normativa vigente, l'indennità è pari alla differenza tra il trattamento economico iniziale della qualifica superiore (DGSA) e l'intero stipendio già percepito dal lavoratore, inclusi gli scatti di anzianità. Questo meccanismo può portare all'azzeramento del compenso aggiuntivo per i dipendenti con maggiore anzianità. È stato inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi nel pubblico impiego decorre durante il rapporto di lavoro.
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Rapporti interni ATI: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui rapporti interni ATI, stabilendo che l'accettazione del conto finale da parte della società capogruppo vincola anche la società mandante, specialmente in assenza di accordi interni diversi. La Corte ha inoltre chiarito che gli interessi di mora previsti dal D.Lgs. 231/2002 non si applicano automaticamente al rapporto di mandato tra le imprese associate, dovendosi applicare gli interessi legali.
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Riduzione canone affitto: non equivale a risarcimento
Una società agricola affittuaria ha sospeso il pagamento del canone, chiedendo il risarcimento dei danni per l'impossibilità di utilizzare l'intera superficie. La Corte di Cassazione ha stabilito che la domanda di risarcimento è distinta e non implica una richiesta di riduzione canone affitto. L'ordinanza sottolinea la necessità di formulare domande giudiziali precise, dichiarando inammissibili i motivi di ricorso non specifici e ribadendo la differenza tra le due azioni legali.
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Fondo vittime mafia: estraneità, requisito essenziale
La Corte di Cassazione ha negato l'accesso al fondo vittime mafia ai familiari di una persona uccisa in un contesto di criminalità organizzata. La Corte ha confermato che la totale estraneità ad ambienti criminali è un requisito essenziale e immanente, che deve essere soddisfatto sia dalla vittima deceduta sia dai richiedenti. Una legge successiva che ha esplicitato tale condizione ha solo chiarito un principio già insito nella normativa originaria.
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Usura conto corrente: la CTU non può essere ignorata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito relativa a un caso di usura su conto corrente. Il motivo è che il giudice d'appello aveva completamente ignorato gli esiti di una consulenza tecnica d'ufficio (CTU), rinnovata nel corso del secondo grado, che costituiva un fatto decisivo per la risoluzione della controversia, in quanto perveniva a conclusioni radicalmente diverse sulla determinazione del saldo e sulla sussistenza dell'usura stessa.
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Competenza territoriale risarcimento: il Foro di Roma
La Corte di Cassazione ha stabilito la competenza territoriale inderogabile del Tribunale di Roma per le cause di risarcimento danni per crimini di guerra che coinvolgono il Ministero dell'Economia e delle Finanze. La decisione si fonda sul principio del "forum destinatae solutionis", identificando Roma come il luogo di ubicazione della tesoreria centrale dello Stato, deputata in via esclusiva all'erogazione dei ristori, superando così i criteri ordinari.
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Errore di fatto: quando si può revocare una Cassazione
Un'azienda sanitaria contesta un'ordinanza della Cassazione per errore di fatto, ma il ricorso viene respinto. La Corte chiarisce che l'errore revocatorio deve essere una svista percettiva e non una critica all'interpretazione giuridica o alla valutazione processuale del giudice, sanzionando la parte per abuso del processo.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33649/2025, ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se non fondata su uno dei motivi tassativamente previsti dall'art. 12, comma 4-bis, del d.P.R. 602/1973. Nel caso specifico, un contribuente aveva impugnato un estratto di ruolo eccependo la prescrizione quinquennale dei crediti. La Corte ha accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, dichiarando l'azione del contribuente inammissibile per carenza di interesse ad agire, poiché la prescrizione non rientra tra le cause specifiche che consentono tale impugnazione. La decisione si basa su una norma sopravvenuta (ius superveniens) applicabile ai processi in corso.
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Debito restitutorio lavoratore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che non si era pronunciata sulla richiesta di un lavoratore di detrarre le retribuzioni maturate dopo la conversione del contratto dal suo debito restitutorio verso l'azienda. L'ordinanza chiarisce che le somme percepite dopo la conversione del rapporto non sono ripetibili, in quanto dovute, e il giudice del rinvio deve esaminare specificamente tale domanda.
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Estratti conto mancanti: come ricalcolare il saldo
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente addebitate a titolo di interessi e commissioni. A causa di alcuni estratti conto mancanti, la Corte d'Appello aveva rigettato la domanda, ritenendo impossibile una ricostruzione attendibile del saldo. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza, stabilendo che la mancanza di documentazione non impedisce a priori il ricalcolo. Il giudice può utilizzare altri documenti o partire dal primo saldo a debito disponibile, azzerando le pretese per i periodi non documentati.
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Gestione post-discarica: ricorso inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale di un Comune che quello incidentale di una società incaricata della gestione post-discarica di un impianto. La controversia verteva su richieste economiche contrapposte: il Comune pretendeva il versamento di un incremento tariffario non accantonato dalla società, mentre quest'ultima richiedeva il rimborso delle spese sostenute. La Cassazione ha ritenuto che i motivi del ricorso mirassero a una nuova valutazione dei fatti e dell'interpretazione dei contratti, attività preclusa in sede di legittimità, confermando di fatto la decisione della Corte d'Appello che aveva dato ragione alla società.
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Accordo conciliativo: come chiudere il contenzioso
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in una controversia fiscale tra l'Agenzia delle Entrate e una società di ristorazione. A seguito di un accertamento basato sul 'tovagliometro', le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo durante il giudizio in Cassazione, risolvendo la lite e portando all'estinzione del processo con compensazione delle spese.
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Esenzione ICI enti non commerciali: le nuove regole
Un ente non commerciale si è visto negare l'esenzione ICI per un immobile parzialmente concesso in uso a un altro istituto religioso per attività didattiche. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa europea sugli aiuti di Stato (ius superveniens), ha annullato la precedente decisione. Il caso è stato rinviato per verificare se il rapporto contrattuale, la natura non commerciale delle attività e il rispetto della soglia 'de minimis' per gli aiuti di Stato giustifichino l'esenzione ICI per enti non commerciali.
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Enunciazione finanziamento: no imposta se estinto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33513/2025, ha stabilito che l'enunciazione di un finanziamento soci in un atto di cessione immobiliare non è soggetta a imposta di registro se il debito corrispondente cessa i suoi effetti in virtù dell'atto stesso. Nel caso specifico, l'assegnazione di un immobile a un socio come pagamento del finanziamento (datio in solutum) ha estinto l'obbligazione, rendendo applicabile l'esenzione prevista dall'art. 22, comma 2, del d.P.R. 131/1986.
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Stabilizzazione pubblico impiego: quando sana l’abuso
Una lavoratrice, dopo anni di contratti precari con un Ministero, è stata assunta a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha stabilito che questa stabilizzazione nel pubblico impiego rappresenta un rimedio adeguato per l'abuso passato di contratti a termine, escludendo così il diritto a un ulteriore risarcimento. La Corte ha anche precisato che i contratti di somministrazione nulli non si convertono e che l'inquadramento professionale è determinato dal concorso pubblico, non dai precedenti rapporti di fatto.
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Liquidazione spese legali: il giudice può superare la nota
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33491/2025, ha stabilito un importante principio in materia di liquidazione spese legali. Partendo da un caso di accertamento della qualità di socio, la Corte ha chiarito che se l'avvocato presenta una nota spese basata su un valore della causa erroneamente basso, il giudice ha il potere e il dovere di rideterminare il corretto valore (in questo caso, 'indeterminabile') e liquidare un compenso superiore a quello richiesto, in applicazione dei parametri minimi inderogabili.
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Motivazione Apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale a causa di una motivazione apparente. Il caso riguardava una società di leasing e una pretesa fiscale dell'Agenzia delle Entrate su un contratto. La Corte ha stabilito che i giudici d'appello non possono limitarsi a confermare la decisione precedente senza un'analisi critica e autonoma dei motivi di ricorso, rendendo di fatto la loro decisione priva di un valido fondamento logico-giuridico.
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Decadenza cartella pagamento: no per imposte registro
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito che il termine di decadenza per la notifica della cartella di pagamento, previsto dall'art. 25 del DPR 602/73, non si applica alle imposte indirette come quella di registro, ipotecaria e catastale. Una volta divenuto definitivo l'avviso di liquidazione, la riscossione del credito è soggetta al più lungo termine di prescrizione decennale. Questa distinzione si fonda sulla diversa natura del procedimento: per le imposte dirette e l'IVA, la cartella può essere il primo atto di liquidazione, mentre per l'imposta di registro esiste già un autonomo avviso di liquidazione, soggetto a specifici termini di decadenza.
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Ricorso per cassazione: i motivi di impugnazione
Una società di riscossione presenta ricorso per cassazione contro la decisione di una Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato un'ingiunzione di pagamento per la tassa sui rifiuti (TARI/TARES). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo inammissibile. La ragione principale è che la sentenza impugnata si basava su due motivazioni autonome e la società ricorrente ne aveva contestata solo una, omettendo di censurare quella relativa alla diversità degli immobili oggetto del tributo. Il caso sottolinea un principio fondamentale del ricorso per cassazione: per ottenere l'annullamento di una sentenza fondata su più ragioni, è necessario impugnarle tutte con successo.
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Motivazione apparente: quando la sentenza è valida
Una contribuente, a seguito di un accertamento per redditi non dichiarati derivanti da un'attività di affittacamere, ha impugnato la sentenza di secondo grado per 'motivazione apparente'. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la motivazione, sebbene sintetica e basata sul verbale della Guardia di Finanza, supera il 'minimo costituzionale' richiesto. La Corte ha inoltre specificato che non vi è contraddizione nell'escludere l'IRAP per mancanza di autonoma organizzazione pur confermando la natura imprenditoriale e abituale dell'attività ai fini delle altre imposte.
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