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Art. 1175 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

6 provvedimenti

Altri anni per Art. 1175 Codice Civile

Operazioni soggettivamente inesistenti: buona fede contro diligenza
L'Agenzia delle Entrate ha emesso tre avvisi di accertamento contro un autotrasportatore, contestando l'uso di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti relative all'acquisto di carburante. Le fatture provenivano da un soggetto non autorizzato alla vendita, mentre i documenti di trasporto (D.A.S.) indicavano un fornitore diverso. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado aveva annullato gli atti ritenendo il contribuente in buona fede. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che, a fronte degli indizi di fittizietà forniti dall'Amministrazione, spetta al contribuente dimostrare di aver agito con la massima diligenza professionale. La discrepanza tra i documenti di trasporto e le fatture esclude la semplice buona fede senza verifiche approfondite. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Importazione irregolare: l’acquirente non paga i dazi del fornitore
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità solidale per importazione irregolare a carico di un'azienda che aveva acquistato merce da un importatore autore di una frode IVA. L'Agenzia delle Dogane riteneva l'acquirente complice, ma i giudici hanno stabilito che gli indizi presentati, come una minima differenza di prezzo, non erano sufficienti a dimostrare la malafede o la mancanza di diligenza dell'acquirente. Per affermare la responsabilità solidale, l'Agenzia deve provare con elementi concreti che l'acquirente sapeva o avrebbe dovuto sapere, usando l'ordinaria diligenza professionale, dell'irregolarità dell'operazione. In assenza di tale prova, l'acquirente in buona fede è tutelato e non deve pagare i debiti altrui.
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Frode carosello: Cassazione su IVA indetraibile
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società del settore automobilistico coinvolta in una frode carosello. L'azienda aveva detratto l'IVA da fatture emesse da società fittizie per operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha confermato che, di fronte a prove presuntive di frode e della consapevolezza del contribuente fornite dall'Amministrazione Finanziaria, l'IVA non è detraibile. L'onere di dimostrare la propria buona fede e la massima diligenza ricade sull'impresa, cosa che in questo caso non è avvenuta.
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Frodi carosello: onere della prova e deducibilità costi
Una società automobilistica si è vista negare la detrazione IVA a causa del suo coinvolgimento in presunte frodi carosello. La Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che spetta al contribuente dimostrare di aver agito con la massima diligenza per non essere coinvolto. Tuttavia, ha confermato la deducibilità dei costi ai fini delle imposte dirette, in quanto effettivamente sostenuti e inerenti all'attività.
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Imposta ipotecaria: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio riguardante l'applicazione dell'imposta ipotecaria su un immobile in costruzione. La controversia vedeva contrapposti un notaio e l'Agenzia delle Entrate sulla natura della tassazione (fissa o proporzionale). Prima della decisione di merito, il ricorrente ha aderito a una definizione agevolata della controversia, rinunciando al ricorso. Di conseguenza, la Corte ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del procedimento, compensando integralmente le spese di lite.
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Responsabilità liquidatore: limiti e distinzioni
L'Agenzia delle Entrate ha tentato di far valere la responsabilità di un liquidatore per i debiti fiscali di una società cancellata, proseguendo il contenzioso originario. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la responsabilità liquidatore è un titolo autonomo e personale, basato sulla colpa, e non una successione nel debito sociale. Pertanto, l'azione contro il liquidatore deve essere separata da quella contro la società, poiché quest'ultimo difetta di legittimazione passiva nel giudizio originario.
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