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Art. 117 Costituzione — Sezione Terza Penale

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73 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Confisca per lottizzazione: irrevocabile senza sanatoria
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di alcuni proprietari contro un'ordinanza che confermava la confisca dei loro beni per lottizzazione abusiva. I ricorrenti sostenevano la mancanza dell'elemento soggettivo del reato e l'avvenuta regolarizzazione urbanistica. La Corte ha stabilito che la definitività della sentenza di condanna impedisce di riesaminare il reato e che il rilascio di condoni edilizi per singoli immobili non costituisce una sanatoria dell'intera lottizzazione, rendendo così la confisca per lottizzazione definitiva.
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Pena illegale: Cassazione su ricorso EPPO inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Europeo Delegato (EPPO) contro una sentenza di patteggiamento per contrabbando doganale. Il giudice di primo grado aveva erroneamente applicato solo una pena pecuniaria, bilanciando attenuanti e aggravanti. La Cassazione ha qualificato tale sanzione come una 'pena illegale' favorevole al reo. Tuttavia, in assenza di uno specifico motivo di gravame del PM sull'illegalità della pena, e dato che il ricorso EPPO si concentrava su una questione di costituzionalità ritenuta irrilevante e mal posta, la Corte ha confermato l'inammissibilità, non potendo intervenire d'ufficio per peggiorare la posizione dell'imputato (divieto di 'reformatio in peius').
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Elezione di domicilio appello: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando che, a seguito della Riforma Cartabia, l'atto di appello deve essere accompagnato, a pena di inammissibilità, da una nuova e specifica dichiarazione o elezione di domicilio. La Corte ha stabilito che una precedente elezione di domicilio, effettuata nel primo grado di giudizio, non è più sufficiente. Questa nuova formalità, introdotta dall'art. 581, comma 1-ter c.p.p., è stata ritenuta non irragionevole né sproporzionata, in quanto finalizzata a garantire la certezza della conoscenza del processo d'appello da parte dell'imputato e la celerità del procedimento.
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Prescrizione reato edilizio: resta il risarcimento?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un professionista. Nonostante la prescrizione del reato edilizio, viene confermata la sua condanna al risarcimento dei danni civili, poiché l'illecito penale costituisce anche un illecito civile fonte di danno.
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Giudizio immediato: no a nuovo interrogatorio
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per maltrattamenti e violenza sessuale, confermando la validità del giudizio immediato. È stato chiarito che non è necessario un nuovo interrogatorio se le prove acquisite successivamente sono solo confermative e non alterano il quadro probatorio.
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Reddito di cittadinanza: residenza e false dichiarazioni
La Corte di Cassazione esamina il caso di un cittadino straniero condannato per false dichiarazioni finalizzate all'ottenimento del reddito di cittadinanza. Nonostante la Corte Costituzionale abbia ridotto il requisito di residenza da 10 a 5 anni, la Cassazione ha confermato la rilevanza penale della condotta, poiché l'imputato non soddisfaceva neanche il nuovo requisito. La Corte ha inoltre respinto la tesi difensiva basata sull'ignoranza della legge e sulle difficoltà linguistiche, affermando la responsabilità personale del dichiarante anche quando assistito da un intermediario come il CAF.
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DASPO durata: quando è illegittimo l’aumento?
Un tifoso ha ricevuto un DASPO della durata di 7 anni con obbligo di firma. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20757/2024, ha annullato parzialmente il provvedimento. Il punto cruciale riguarda la DASPO durata: l'aumento della sanzione è illegittimo se si basa su un precedente DASPO emesso *dopo* il compimento del nuovo illecito. La decisione si fonda sul principio di prevedibilità, secondo cui le conseguenze di un'azione devono essere prevedibili al momento in cui viene commessa.
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Rifiuti di estrazione: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che escludeva la natura di rifiuto speciale per gli scarti di ardesia lavorati in uno stabilimento esterno alla cava. La sentenza chiarisce che la nozione di 'rifiuti di estrazione' si applica solo ai materiali derivanti direttamente dal ciclo estrattivo in situ. Qualsiasi lavorazione successiva, specialmente se effettuata in un luogo diverso, genera rifiuti che devono essere gestiti secondo la disciplina generale, non potendo beneficiare delle deroghe previste per i rifiuti di cava.
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Ordine di demolizione: no stop con condono fittizio
La Corte di Cassazione conferma un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Il ricorso della proprietaria, basato su un condono edilizio ottenuto tramite il frazionamento fittizio dell'edificio in tre unità distinte per aggirare i limiti di cubatura, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che tale stratagemma non crea un legittimo affidamento e che l'ordine di demolizione, avendo natura ripristinatoria e non penale, non è soggetto a prescrizione.
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Confisca Cannabis: legittima anche se assolti
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un'imprenditrice, assolta per detenzione di un ingente quantitativo di cannabis con THC medio dello 0,49% per errore scusabile sulla legge. L'imprenditrice contestava la confisca e distruzione della sostanza. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la confisca cannabis non è una pena, ma una misura di sicurezza obbligatoria. Tale misura si applica a prescindere dalla colpevolezza dell'imputato, data la pericolosità intrinseca della sostanza per la salute pubblica.
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Permesso in sanatoria: quando il giudice può annullarlo
La Corte di Cassazione conferma che il giudice penale ha il potere di disapplicare un permesso in sanatoria se lo ritiene illegittimo, anche se rilasciato dalla Pubblica Amministrazione. Nel caso specifico, un ampliamento alberghiero di 2210 mc aveva ottenuto una sanatoria nonostante superasse il limite legale di 750 mc. La Corte ha stabilito che tale limite si applica a tutti gli immobili, residenziali e non, e che un permesso rilasciato in violazione di legge non estingue il reato edilizio né l'ordine di demolizione.
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Rinuncia al ricorso: quando si evita la condanna
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Successivamente, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato l'appello inammissibile, specificando che, a causa di una sopravvenuta carenza di interesse non imputabile al ricorrente (il dissequestro delle somme), non era dovuta la condanna al pagamento di sanzioni o spese processuali.
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Divieto di espatrio automatico: la Cassazione decide
Un soggetto, condannato per reati fiscali, ha ricevuto una pena sostitutiva (lavori di pubblica utilità) che includeva il ritiro del passaporto. L'imputato ha contestato l'automatismo di tale misura, sostenendo la necessità di una valutazione discrezionale del giudice. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il divieto di espatrio non è una sanzione accessoria, ma una componente necessaria e obbligatoria della pena sostitutiva stessa. Pertanto, accettando la pena sostitutiva, l'imputato accetta implicitamente anche tutte le prescrizioni ad essa collegate, senza che sia necessaria una motivazione ad hoc del giudice sul punto.
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Incompatibilità del giudice: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza della Corte d'Appello che negava l'incompatibilità del giudice. Il caso verteva su un giudice dell'udienza preliminare che aveva rinnovato una misura cautelare. La Suprema Corte ha ritenuto la motivazione della corte territoriale carente, poiché non chiariva in quale veste (Giudice per le indagini preliminari o Giudice dell'udienza preliminare) il magistrato avesse agito, un elemento decisivo per stabilire la sussistenza della causa di incompatibilità del giudice.
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Associazione traffico droga: condanne in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati per aver creato un'associazione per traffico di droga all'interno di un istituto penitenziario. La Corte ha confermato la decisione di merito, ritenendo provata l'esistenza di un'organizzazione complessa e duratura, respingendo la richiesta di qualificare il fatto come di lieve entità.
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Confisca per equivalente: quando colpisce i terzi?
Una terza persona ricorre in Cassazione contro l'ordinanza che dispone la confisca di un immobile a lei intestato, sostenendo che tale bene non fosse nella disponibilità del condannato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la confisca per equivalente può colpire beni di terzi quando, pur non essendone formalmente proprietari, il condannato ne abbia la 'disponibilità' di fatto. La Corte ha inoltre confermato che l'individuazione di tali beni spetta al Pubblico Ministero in fase esecutiva, garantendo al terzo la possibilità di opporsi successivamente davanti al giudice dell'esecuzione. La decisione della corte di merito, basata su una valutazione complessiva di vari indizi (rapporto di lavoro tra le parti, prezzo di vendita anomalo, diritto di abitazione mantenuto dal condannato), è stata ritenuta logicamente corretta.
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Ordine di demolizione: quando è inoppugnabile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. La ricorrente, che non era più proprietaria del bene in quanto acquisito al patrimonio comunale, è stata ritenuta priva di interesse ad agire. La Corte ha ribadito che l'ordine di demolizione è un provvedimento con carattere reale, che segue il bene e non la persona, e non può essere fermato da istanze di condono palesemente infondate, soprattutto per nuove costruzioni in aree vincolate.
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Confisca per equivalente: Cassazione su reati tributari
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca per equivalente sui beni personali dell'amministratore di una società, condannato per un reato tributario commesso a vantaggio dell'ente. La sentenza chiarisce che, qualora il profitto del reato (l'imposta evasa) non sia reperibile nel patrimonio della società, è corretto aggredire i beni dell'autore del reato, anche se non ha percepito un vantaggio personale diretto. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, distinguendo nettamente questa fattispecie dai casi di concorso di persone nel reato.
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Sequestro preventivo: la revoca di una misura non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che un sequestro preventivo penale e un sequestro di prevenzione patrimoniale possono legittimamente coesistere sui medesimi beni. La sentenza chiarisce che la revoca della misura di prevenzione non comporta l'automatica revoca del sequestro penale, data la diversità dei presupposti legali e delle sedi processuali. Di conseguenza, il ricorso presentato dalla terza interessata, volto a ottenere la restituzione dei beni, è stato dichiarato inammissibile.
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Omesso versamento IVA: la delega non salva l’amm.
Un amministratore di S.r.l. è stato condannato per un omesso versamento IVA di oltre 500.000 euro. La Cassazione ha confermato la condanna, respingendo la tesi della delega di funzioni a terzi e chiarendo che la responsabilità dell'amministratore per gli obblighi fiscali è personale e non delegabile. Inoltre, la confisca del profitto del reato, applicata insieme alla pena detentiva, non viola il principio del ne bis in idem.
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