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Art. 117 Costituzione

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1894 provvedimenti

Assegno divorzile Svizzera: la guida fiscale completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34405/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla tassazione dell'assegno divorzile corrisposto da un residente italiano a un ex coniuge residente in Svizzera. Secondo i giudici, tale reddito non è imponibile in Italia, ma esclusivamente in Svizzera. La decisione si basa sull'applicazione dell'art. 21 della Convenzione contro le doppie imposizioni tra i due Paesi, che prevale sulla normativa fiscale nazionale che assimila l'assegno a un reddito da lavoro dipendente.
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Cartella di pagamento e amministrazione straordinaria
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento a una società in amministrazione straordinaria è legittima. L'ordinanza chiarisce che tale atto non costituisce un'azione esecutiva vietata dalla legge fallimentare, ma un titolo esecutivo e un precetto, necessari per formalizzare il credito dell'Amministrazione Finanziaria. La possibilità di insinuarsi al passivo con la sola iscrizione a ruolo non preclude l'emissione della cartella di pagamento.
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Superbollo auto ibride: esenzione regionale non basta
Gli eredi di un automobilista, proprietario di un veicolo ibrido immatricolato nel 2013, hanno richiesto l'esenzione dal superbollo auto ibride per l'anno 2014, basandosi su una legge regionale del Lazio che prevedeva un'esenzione triennale dal bollo auto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, evidenziando che la norma regionale si applicava solo ai veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2014. Poiché il veicolo non rientrava in questa casistica, la richiesta di estendere l'esenzione al superbollo statale è stata ritenuta infondata.
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Obbligo di astensione: quando un giudice deve astenersi
Una società immobiliare e i suoi fideiussori ricorrono in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che confermava un decreto ingiuntivo. Tra i motivi, spicca la presunta violazione dell'obbligo di astensione di un giudice. La Suprema Corte rigetta il ricorso, chiarendo che tale obbligo sorge solo se il giudice ha già deciso il merito in un grado precedente e che la questione va sollevata con istanza di ricusazione, non con l'impugnazione. La sentenza ribadisce inoltre la necessità di specificità nei motivi d'appello e i limiti del sindacato sulla gestione delle consulenze tecniche d'ufficio.
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Gioco online: incostituzionale la maxi-sanzione
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione di 20.000 euro inflitta al titolare di una sala scommesse per aver messo a disposizione del pubblico dei computer con accesso a internet. La decisione segue una pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma che sanzionava la mera possibilità di connessione a siti di gioco online, ritenendola sproporzionata e incostituzionale. Di conseguenza, l'ordinanza di ingiunzione originaria è stata annullata in via definitiva.
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Liquidazione spese giudiziali: l’errore del giudice
Un contribuente vince una causa contro l'Agenzia delle Entrate Riscossione, ma il giudice d'appello non si pronuncia sulle spese del primo grado e liquida quelle del secondo in misura inferiore ai minimi di legge. La Corte di Cassazione interviene, cassa la sentenza e, in virtù del principio di economia processuale, provvede direttamente alla corretta liquidazione spese giudiziali per entrambi i gradi di giudizio, ribadendo l'obbligo di motivazione e il rispetto dei parametri normativi.
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Sanzioni Covid: vale il tempus regit actum, non la lex mitior
Il Tribunale di Trieste ha confermato la validità delle sanzioni Covid emesse durante il periodo emergenziale, anche dopo la sua cessazione. La sentenza ha stabilito che per le norme temporanee, come quelle anti-Covid, si applica il principio 'tempus regit actum' (la legge del tempo regola l'atto) e non quello della 'lex mitior' (legge più favorevole). Un cittadino multato per violazioni durante una manifestazione ha visto così riformata la sentenza di primo grado che aveva annullato la sanzione.
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Remunerazione medici specializzandi: no retroattività
Un gruppo di medici specializzandi ha richiesto l'applicazione retroattiva di norme più favorevoli sulla remunerazione per la loro formazione, completata prima del 2006. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la legislazione precedente era già conforme alle direttive UE sull'"adeguata remunerazione". L'introduzione di un sistema più vantaggioso è stata una scelta discrezionale del legislatore, non applicabile al passato. Sono state negate anche le richieste di indicizzazione e rivalutazione della borsa di studio.
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Risarcimento medici specializzandi e prescrizione
La Corte di Cassazione chiarisce le regole su prescrizione e quantificazione del risarcimento per i medici che frequentarono le scuole di specializzazione prima del 1991 senza ricevere un'adeguata remunerazione. La Corte conferma che il termine di prescrizione decennale decorre dal 27 ottobre 1999 e che l'importo del risarcimento deve essere calcolato sulla base della Legge n. 370/1999, non del successivo D.Lgs. n. 257/1991. La sentenza accoglie il ricorso dell'amministrazione statale sull'importo e rigetta quello di un medico sulla decorrenza della prescrizione.
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Autorizzazione regionale: non serve per i dirigenti
Una dirigente pubblica, demansionata a seguito della revoca del suo incarico per asserita mancanza di autorizzazione regionale, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha stabilito che tale autorizzazione non è necessaria per il conferimento di incarichi a personale già in servizio, poiché rientra nella gestione del rapporto di lavoro, di competenza statale, e non nell'organizzazione dell'organico, di competenza regionale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Colpa grave ingiusta detenzione: quando è negata?
La Corte di Cassazione ha negato la riparazione per ingiusta detenzione a un soggetto, sebbene assolto, a causa della sua colpa grave. La sentenza chiarisce che mantenere contatti ambigui e discutere di affari illeciti con esponenti della criminalità organizzata costituisce una condotta imprudente che giustifica il diniego dell'indennizzo. La valutazione della colpa grave ingiusta detenzione è autonoma rispetto all'esito del processo penale.
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Confisca urbanistica e tutela del terzo estraneo
Una società, proprietaria di un immobile oggetto di confisca urbanistica a seguito di un processo penale per lottizzazione abusiva contro la sua amministratrice, si oppone con successo in Cassazione. La Corte Suprema ha stabilito che la società, in quanto terza estranea al procedimento, ha diritto a un nuovo e autonomo accertamento in fase esecutiva sia sulla sussistenza del reato che sulla propria buona fede, annullando la decisione che le negava tale riesame.
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Informativa antimafia: limiti al ricorso in Cassazione
Una società colpita da una informativa antimafia ha impugnato il provvedimento, sostenendo che fatti favorevoli successivi ne dimostrassero l'illegittimità. Dopo le sconfitte presso il TAR e il Consiglio di Stato, si è rivolta alla Cassazione. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la loro competenza è limitata ai soli 'motivi inerenti alla giurisdizione' (eccesso di potere del giudice amministrativo) e non può estendersi al merito della decisione, come la scelta di non considerare eventi successivi all'emissione dell'atto. La valutazione della legittimità di una informativa antimafia va fatta con riferimento al momento della sua adozione.
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Responsabilità del legislatore: no a risarcimento
Una società agricola, dopo l'annullamento del suo permesso per un impianto a biogas a causa dell'incostituzionalità della legge regionale di riferimento, ha citato in giudizio la Regione per ottenere un risarcimento danni. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, confermando il principio di non giustiziabilità dell'attività legislativa. Secondo la Corte, non è dovuto alcun risarcimento per i danni derivanti da una legge dichiarata incostituzionale, escludendo così la responsabilità del legislatore in questo ambito, a differenza dei casi di violazione del diritto UE.
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False generalità: quando è reato? La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di false generalità nei confronti di un individuo che aveva fornito diverse identità alla polizia giudiziaria. La Corte ha stabilito che il reato sussiste anche se l'identità reale del soggetto rimane sconosciuta, poiché la condotta penalmente rilevante consiste nel dichiarare generalità diverse tra loro in più occasioni. I motivi di ricorso relativi a presunte nullità procedurali e all'incompatibilità di un giudice sono stati respinti.
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Impugnazione rendita catastale: ecco come procedere
Una società ha impugnato un avviso di accertamento ICI contestando il valore della rendita catastale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: l'impugnazione della rendita catastale non può avvenire direttamente nel processo contro l'ente impositore (il Comune), ma richiede un'azione separata contro l'autorità competente, ovvero l'Agenzia delle Entrate. Il Comune, infatti, applica legittimamente l'imposta basandosi sulla rendita iscritta negli atti ufficiali al momento dell'accertamento.
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Nullità processuale: Cassazione chiarisce i limiti
Una società impugnava un avviso di accertamento ICI, vincendo in primo grado. In appello, il Comune otteneva la riforma della sentenza. La società ricorreva in Cassazione lamentando una nullità processuale che, a suo dire, avrebbe dovuto comportare la rimessione della causa al primo giudice. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, chiarendo che la rimessione è un'ipotesi eccezionale, non applicabile a ogni vizio procedurale, ma solo a quelli più gravi come la mancata integrazione del contraddittorio.
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Particolare tenuità del fatto: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una condanna per reati contro il patrimonio. La decisione è stata presa a causa della mancata motivazione della Corte d'Appello riguardo alla richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). Il caso è stato rinviato per un nuovo esame su questo specifico punto. Gli altri motivi di ricorso sono stati respinti.
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Prescrizione del reato: Cassazione annulla condanna
In un complesso caso di associazione di stampo mafioso, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna di un imprenditore. La Corte ha stabilito che, nonostante un precedente accertamento della responsabilità, la necessità di ridefinire la durata del reato (tempus commissi delicti) ha riaperto i termini per la prescrizione del reato. Di conseguenza, essendo il reato estinto per il decorso del tempo, anche la confisca per equivalente disposta sui beni dell'imputato è stata dichiarata inefficace.
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Proroga trattenimento straniero: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la proroga del trattenimento di uno straniero in un Centro per il Rimpatrio (CPR) è legittima se l'amministrazione italiana dimostra di aver compiuto ogni sforzo ragionevole per ottenere i documenti di viaggio. Il ritardo causato dalla mancata risposta delle autorità consolari del Paese di origine non rende illegittima la detenzione, purché esista una concreta possibilità di rimpatrio, come nel caso di specie, attestata dalla presenza di una copia del passaporto scaduto. La sentenza rigetta il ricorso dello straniero, confermando la decisione del Giudice di Pace.
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