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Art. 117 Costituzione — Anno 2026

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141 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Indennità chilometrica: Ente Pubblico nega, Cassazione conferma
Un operaio specializzato ha citato in giudizio l'Agenzia pubblica per cui lavorava, contestando il calcolo errato dell'indennità di percorrenza. L'Ente sosteneva che le norme contrattuali non fossero applicabili o che fossero bloccate dalle leggi sul contenimento della spesa pubblica. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Lavoratore, confermando il suo diritto a ricevere le differenze. La sentenza stabilisce un principio importante sull'applicazione dell'indennità chilometrica nel pubblico impiego, chiarendo che il calcolo corretto si basa sulla distanza tra la residenza del dipendente e la sede di lavoro, come previsto dall'accordo sindacale specifico, che prevale sulle generiche norme di risparmio.
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Deposito Telematico Inammissibile: Errore PEC Annulla Ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione che rendeva un ricorso contro un sequestro probatorio inammissibile. Il motivo era un errore formale: l'avvocato aveva inviato l'atto tramite PEC a un indirizzo del tribunale corretto, ma non a quello specifico e ufficiale designato dal Ministero della Giustizia per quel tipo di deposito. La Corte ha stabilito che il rispetto dell'indirizzo PEC ufficiale è un requisito essenziale, rendendo il deposito telematico inammissibile in caso di errore. Secondo i giudici, il principio del 'raggiungimento dello scopo' (l'atto è comunque arrivato) non può superare la norma di legge, che impone un rigore formale per garantire la certezza del processo telematico. Di conseguenza, il ricorso dell'indagato è stato definitivamente respinto.
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Esclusione deduzione IRAP: Contratto di servizio batte concessione
Una società di trasporti pubblici si è vista negare un'importante deduzione IRAP sui costi del personale. L'Agenzia delle Entrate riteneva applicabile l'esclusione prevista per le imprese che operano in 'concessione' e a 'tariffa'. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda, stabilendo un principio fondamentale: l'esclusione deduzione IRAP scatta solo se entrambi i requisiti (concessione e tariffa remunerativa) sono presenti. Un semplice contratto di servizio, dove il rischio economico non è trasferito all'azienda, non è una concessione. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, imponendo una nuova e più attenta analisi del contratto specifico.
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Inutilizzabilità prove fiscali e tutele CEDU
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un legale rappresentante per evasione IVA derivante dall'uso indebito del regime del margine. La difesa sosteneva l'inutilizzabilità dei verbali di constatazione fiscale, invocando una recente sentenza della Corte EDU che censurava la normativa italiana sugli accessi ispettivi per violazione della privacy. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che le nuove garanzie introdotte dal legislatore nel 2025 non invalidano retroattivamente gli atti compiuti legittimamente sotto la disciplina previgente.
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Dissesto finanziario: stop al blocco dei crediti.
Una società ha impugnato l'ordinanza di estinzione di una procedura esecutiva avviata contro un ente locale in stato di dissesto finanziario. La Corte di Cassazione ha sollevato questione di legittimità costituzionale riguardante le norme che bloccano le azioni esecutive e la maturazione degli interessi per un tempo indeterminato. Secondo i giudici, l'assenza di un termine finale certo per la procedura di risanamento viola il diritto di difesa e la tutela della proprietà previsti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, configurando un sostanziale esproprio del credito.
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Equa riparazione: quando il credito non è irrisorio
Una società cooperativa ha impugnato il diniego della Corte d'Appello alla richiesta di equa riparazione per un fallimento durato vent'anni. Il giudice di merito aveva ritenuto irrisorio il credito di circa 17.000 euro rapportandolo al fatturato milionario dell'azienda. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, chiarendo che l'equa riparazione non può essere negata se il valore della causa è oggettivamente significativo, a prescindere dalla ricchezza del richiedente.
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Giudicato e revoca della confisca penale
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un condannato che chiedeva la revoca di una confisca per equivalente basandosi su un nuovo orientamento delle Sezioni Unite. Il ricorrente sosteneva che il mutamento giurisprudenziale sulla natura sanzionatoria della confisca dovesse travolgere il provvedimento definitivo. La Suprema Corte ha invece ribadito che il giudicato resiste ai mutamenti interpretativi, poiché l'art. 673 c.p.p. limita la revoca della sentenza solo ai casi di abrogazione legislativa o dichiarazione di incostituzionalità di una norma, escludendo l'overruling giurisprudenziale.
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Ecotassa: termini di accertamento e prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento relativo all'Ecotassa per l'anno d'imposta 2012. La società contribuente contestava la tardività della notifica, sostenendo che il termine triennale fosse già decorso. La Suprema Corte ha invece chiarito che il termine di decadenza per l'accertamento decorre dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione annuale (gennaio 2013), rendendo valida la notifica inviata a fine dicembre 2016. È stata inoltre dichiarata irrilevante la questione di legittimità costituzionale riguardante le modalità di versamento delegate alla Giunta Regionale.
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Doppia imposizione: rimborso IRPEF pensioni estero
Un contribuente residente in Portogallo ha impugnato il diniego dell'Agenzia delle Entrate relativo al rimborso delle ritenute IRPEF operate sulla sua pensione. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato il rimborso sostenendo che l'esenzione fiscale decennale prevista in Portogallo per i nuovi residenti avrebbe generato una doppia non imposizione e che mancasse un certificato di residenza specifico. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che in tema di doppia imposizione conta la potestà impositiva astratta dello Stato di residenza e che i certificati fiscali esteri sono prove idonee senza necessità di formule sacramentali.
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Addizionale provinciale accise: rimborso legittimo
La Corte di Cassazione ha stabilito il diritto al rimborso dell'addizionale provinciale accise versata indebitamente da una società di trasporti. La decisione si basa sulla contrarietà della norma al diritto dell'Unione Europea e sulla sua successiva dichiarazione di incostituzionalità, annullando la sentenza d'appello che negava la restituzione delle somme.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto presentato da una condannata per reati tributari. Il caso riguardava la presunta svista della Corte nel valutare un impedimento medico e la natura di una confisca. I giudici hanno chiarito che il ricorso straordinario non può essere usato per contestare valutazioni giuridiche, ma solo errori percettivi macroscopici.
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Impugnazione cartella di pagamento e atti definitivi
La Corte di Cassazione ha confermato che l'impugnazione cartella di pagamento non può essere utilizzata per contestare vizi di merito relativi a un avviso di accertamento già divenuto definitivo. Anche se il contribuente eccepisce l'illegittimità del tributo per contrasto con il diritto dell'Unione Europea, i termini perentori di impugnazione non possono essere superati, consolidando così il debito tributario.
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Concessioni idroelettriche: canoni e nuove regole
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato che la nuova disciplina sul canone binomio e l'obbligo di cessione gratuita di energia si applica a tutte le concessioni idroelettriche, incluse quelle in corso di validità. La decisione stabilisce che tali oneri non hanno natura tributaria ma sono corrispettivi per l'uso di un bene pubblico, rigettando le contestazioni basate sulla normativa emergenziale degli extra-profitti.
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Formula assolutoria: quando è possibile impugnare?
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un ex dirigente bancario assolto per truffa. Il ricorrente chiedeva una formula assolutoria più ampia, ma i giudici hanno stabilito che la pronuncia 'il fatto non costituisce reato' era corretta, poiché la condotta materiale era sussistente nonostante la mancanza di dolo.
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Contestazione in fatto: furto e aggravanti non caricate
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per furto di energia elettrica. La decisione si fonda sul principio della "contestazione in fatto": l'aggravante della destinazione a pubblico servizio del bene, che avrebbe reso il reato procedibile d'ufficio, non era stata descritta in modo chiaro e specifico nel capo d'imputazione. Di conseguenza, in assenza di querela da parte della società erogatrice, il procedimento penale non poteva proseguire, portando all'annullamento della sentenza di condanna della Corte d'Appello.
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Confisca per sproporzione: la prova della liceità
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi contro un provvedimento di confisca per sproporzione, ribadendo un principio fondamentale: per dimostrare la provenienza lecita di un bene non è sufficiente aver acceso un mutuo bancario. È necessario provare di possedere redditi leciti adeguati a coprire le rate del finanziamento. La sentenza conferma che, in presenza di una sproporzione tra patrimonio e redditi dichiarati di un soggetto socialmente pericoloso, l'onere di provare la legittimità degli acquisti, anche quelli effettuati da familiari, ricade interamente su di loro.
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Ricettazione: il dolo eventuale e la prova decisiva
La Corte di Cassazione conferma una condanna per ricettazione, rigettando il ricorso di un imputato. La Corte stabilisce che acquistare un'auto senza il libretto di circolazione, accettando consapevolmente il rischio della sua provenienza illecita, integra il dolo eventuale necessario per il reato di ricettazione, escludendo la meno grave ipotesi di incauto acquisto. Vengono inoltre chiariti i limiti procedurali per la presentazione di nuovi motivi in sede di legittimità.
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Credito d’imposta estero: sì anche senza quadro GN
Una società holding, pur avendo percepito redditi dall'estero tra il 2004 e il 2012, ometteva di compilare i quadri specifici della dichiarazione dei redditi per richiedere il credito d'imposta estero. L'Agenzia delle Entrate negava il rimborso, ma la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente. La Suprema Corte ha stabilito che la mancata indicazione nel modello dichiarativo non comporta la decadenza dal diritto, in quanto le norme dei trattati internazionali contro la doppia imposizione prevalgono sulla normativa interna. L'attuale art. 165 del TUIR, a differenza della normativa precedente, non prevede una sanzione di decadenza esplicita per tale omissione.
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Confisca per equivalente: legittima sull’amministratore
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente a carico dell'amministratore di una società per un'ingente evasione fiscale. La Corte ha stabilito che la misura non ha natura punitiva ma ripristinatoria, e colpisce l'amministratore in quanto autore del reato, a prescindere da un suo arricchimento personale. La confisca per equivalente è applicabile quando non sia possibile aggredire il profitto diretto del reato, che in questo caso era entrato nel patrimonio della società.
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Responsabilità erariale e civile: cumulo possibile?
Un dirigente di una società pubblica, condannato per danni, invoca la prevalenza del giudizio della Corte dei Conti. La Cassazione respinge, affermando la piena compatibilità tra l'azione per responsabilità erariale e civile, data la diversa natura e finalità dei due giudizi. Rigettati anche i ricorsi sull'interpretazione delle polizze assicurative.
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