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Art. 1158 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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741 provvedimenti

Altri anni per Art. 1158 Codice Civile

Usucapione P.A.: sì all’acquisto senza esproprio
Un comune ha occupato un terreno privato negli anni '60 a seguito di una trattativa privata, realizzando un'opera pubblica senza un formale esproprio. La Corte di Cassazione ha confermato l'acquisto della proprietà da parte dell'ente per usucapione. La Corte ha specificato che quando la Pubblica Amministrazione agisce come un soggetto privato (iure privatorum) e non esercitando poteri autoritativi, si applicano le normali regole sull'usucapione P.A., con il termine che decorre dall'inizio del possesso e non da successive leggi in materia di espropriazione.
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Detenzione e possesso: la Cassazione chiarisce
Un soggetto occupava un immobile da decenni, usandolo come laboratorio, e sosteneva di averlo usucapito. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, chiarendo la differenza tra detenzione e possesso. Poiché l'occupante aveva ottenuto l'immobile con il consenso dei proprietari (suoi parenti), la sua era una mera detenzione e non un possesso utile all'usucapione. In assenza di un atto di "interversione", cioè di una chiara opposizione al diritto dei proprietari, la domanda di usucapione è stata respinta.
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Azione di regolamento di confini e usucapione: il caso
In una controversia su confini di proprietà, un proprietario aveva intentato un'azione legale per definire i limiti del suo terreno e ottenere la restituzione di una parte che riteneva occupata dal vicino. Il vicino si era opposto, avanzando una domanda di usucapione. Dopo la condanna nei primi due gradi di giudizio, il vicino ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'azione di regolamento di confini include implicitamente la restituzione del terreno occupato e che i motivi di ricorso, inclusi quelli su presunti errori procedurali e sulla valutazione delle prove per l'usucapione, non rientravano nei limiti del giudizio di legittimità.
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Usucapione e fallimento: la Cassazione chiarisce
Una persona ha rivendicato la proprietà di un terreno per usucapione dopo averlo posseduto per oltre vent'anni. L'acquirente, che aveva comprato il bene a un'asta giudiziaria a seguito del fallimento del precedente proprietario, sosteneva che la procedura fallimentare avesse interrotto il possesso. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, chiarendo il rapporto tra usucapione e fallimento. Ha affermato che la dichiarazione di fallimento non interrompe il possesso necessario per l'usucapione, poiché il curatore acquisisce solo la detenzione dei beni, non il possesso legale. Il ricorso è stato quindi rigettato.
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Causa Petendi: quando una precisazione è ammissibile
Una società aveva chiesto di essere dichiarata proprietaria di un terreno per usucapione. In corso di causa, ha precisato che il suo possesso si sommava a quello di una società che aveva precedentemente incorporato. La Corte d'Appello ha ritenuto tale precisazione una modifica tardiva e inammissibile della domanda. La Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che non si trattava di una modifica della causa petendi. Poiché l'atto di incorporazione era stato menzionato fin dall'inizio, specificare la conseguente e automatica continuazione del possesso è una legittima puntualizzazione dei fatti e non un'alterazione della domanda originaria.
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Prove in appello: la Cassazione annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello in una causa di rivendicazione di proprietà. L'errore fatale è stato negare l'ammissione di prove in appello, considerandole erroneamente come nuove, nonostante fossero già state richieste in primo grado. La Suprema Corte ha stabilito che tale valutazione viola l'articolo 345 del codice di procedura civile, cassando la decisione e rinviando il caso a un nuovo esame.
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Possesso esclusivo: varco in recinzione e usucapione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la presenza di un'apertura in una recinzione non è un dettaglio trascurabile in una causa di usucapione. Se tale varco permette l'accesso al legittimo proprietario, può mancare il requisito del possesso esclusivo, necessario per l'acquisto del bene. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva concesso l'usucapione, rinviando il caso per una nuova valutazione che tenga conto di questo elemento cruciale.
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Usucapione coerede: guida alla Cassazione 5109/2024
Un co-erede ricorre in Cassazione dopo che la Corte d'Appello ha negato la sua richiesta di usucapione coerede su una proprietà condivisa con un altro erede residente all'estero. La Corte d'Appello aveva evidenziato che la vendita parziale della loro quota (2/3) implicava il riconoscimento dei diritti del terzo erede. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per l'usucapione tra coeredi è necessaria la prova di una volontà inequivocabile di possedere in via esclusiva, prova che in questo caso non è stata fornita.
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Distanze legali tra costruzioni: quando si applicano?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4851/2024, ha stabilito che le norme sulle distanze legali tra costruzioni si applicano anche a un edificio non ancora completato, purché costituisca una struttura stabile e definita. La Corte ha rigettato il ricorso dei costruttori, chiarendo che il proprietario leso può scegliere l'azione legale più opportuna senza un ordine di priorità. Inoltre, ha ritenuto infondata l'eccezione di usucapione del diritto a mantenere l'opera a distanza irregolare, poiché non era trascorso il termine legale di vent'anni.
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Usucapione coltivazione terreno: non basta coltivare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4819/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di usucapione di terreni agricoli. Un privato cittadino aveva richiesto di essere dichiarato proprietario di un terreno per usucapione, avendolo coltivato per lungo tempo. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, e la Cassazione ha confermato tale decisione, specificando che la mera coltivazione non è sufficiente a dimostrare l'intenzione di possedere il bene come proprietario ('uti dominus'). Parallelamente, la Corte ha accolto il ricorso della società proprietaria del terreno, cassando la sentenza d'appello per non aver deciso sulla domanda di restituzione del fondo.
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Azione di regolamento di confini: quando non basta
Una proprietaria avvia un'azione di regolamento di confini per recuperare una porzione di terreno occupata dal vicino. Tuttavia, la Corte di Cassazione conferma che la domanda di restituzione viene bloccata se il vicino dimostra di aver acquisito la proprietà di quella porzione per usucapione. La sentenza chiarisce il rapporto tra l'azione di regolamento di confini e l'eccezione riconvenzionale di usucapione.
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Usucapione servitù di passaggio: l’apparenza è chiave
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di usucapione servitù di passaggio, confermando la decisione della Corte d'Appello. La controversia riguardava il diritto di passare su un terreno altrui per accedere al proprio. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, stabilendo che la servitù era stata correttamente acquisita per usucapione. La decisione si è basata sulla presenza di opere visibili e permanenti, come un cancello con lucchetto all'inizio della stradella, che dimostravano in modo inequivocabile l'esistenza di un peso sul fondo servente, soddisfacendo così il requisito dell'apparenza richiesto dalla legge.
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Usucapione e tolleranza: il conflitto tra parenti
In una controversia tra fratelli per l'usucapione di un immobile, la Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice esistenza di un rapporto di parentela non è sufficiente a presumere la tolleranza che impedisce l'usucapione. Se tra le parti esiste una comprovata e pregressa conflittualità, il giudice deve valutarla attentamente, poiché tale conflitto può indicare che la permanenza sull'immobile non era tollerata, ma costituiva un vero e proprio possesso utile ai fini dell'usucapione. La Corte ha quindi cassato con rinvio la decisione d'appello che aveva respinto la domanda basandosi unicamente sul legame familiare.
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Giuramento decisorio: il suo valore vincolante
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per "motivazione apparente". La corte di merito aveva ignorato la mancata prestazione di un giuramento decisorio da parte dei convenuti, un atto che costituisce prova legale e che avrebbe dovuto determinare l'esito della causa a favore degli attori che chiedevano l'usucapione di un immobile. La Cassazione ha ribadito che il giudice non può ignorare l'esito di un giuramento decisorio e decidere sulla base di altre prove.
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Usucapione servitù di passaggio: prova e testimoni
Un caso di usucapione servitù di passaggio respinto dalla Corte di Cassazione. La decisione evidenzia come testimonianze contraddittorie e la mancata invocazione iniziale dell'accessione nel possesso impediscano di raggiungere la prova del possesso ultraventennale necessario per acquisire il diritto.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la doppia conforme
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in una controversia su confini e servitù di passaggio. La decisione si fonda sul principio della "doppia conforme", che impedisce un nuovo esame dei fatti quando due sentenze di merito sono concordi, e sulla genericità dei motivi di ricorso presentati. La Corte ribadisce che un precedente giudicato sulla determinazione dei confini preclude una nuova azione legale sullo stesso oggetto.
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Usucapione bene pubblico: quando è possibile?
Un privato cittadino ottiene la proprietà per usucapione di un terreno donato al Comune per farne un parco pubblico, ma mai realizzato. La Cassazione conferma la decisione, chiarendo che per impedire l'usucapione di un bene pubblico non basta la destinazione formale, ma serve un'effettiva e concreta utilizzazione a fini pubblici, qui assente.
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Usucapione comproprietà: quando il possesso è valido?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3493/2024, ha stabilito i principi per l'usucapione di un bene in comproprietà, specialmente tra parenti. Il caso riguardava una richiesta di usucapione basata sul godimento esclusivo decennale di un immobile. La Corte ha chiarito che il solo utilizzo esclusivo e la prolungata inerzia degli altri comproprietari non sono sufficienti a trasformare il compossesso in possesso utile all'usucapione. È necessario un atto inequivocabile che manifesti l'intenzione di possedere il bene come proprietario esclusivo, escludendo gli altri. Il rapporto di parentela, inoltre, rafforza la presunzione di tolleranza, rendendo più difficile provare l'usucapione in comproprietà.
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Accollo imposte preliminare: ICI esclusa dal rimborso
In una controversia nata da un contratto preliminare di vendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola di accollo imposte preliminare, se riferita genericamente alle "imposte sul reddito", non può includere l'ICI, in quanto quest'ultima è un'imposta di natura patrimoniale e non reddituale. La Corte ha inoltre ribadito che la consegna anticipata del bene al promissario acquirente costituisce mera detenzione e non possesso utile ai fini dell'usucapione, respingendo la relativa domanda riconvenzionale.
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Usucapione tra comproprietari: quando è valida?
Un fratello rivendica l'usucapione sulla quota di un immobile in comproprietà contro il fratello. La Corte di Cassazione conferma le decisioni dei gradi inferiori, respingendo il ricorso degli eredi del fratello defunto. La decisione chiarisce la rigorosa prova richiesta per l'usucapione tra comproprietari, l'inammissibilità del ricorso in caso di "doppia conforme", e la legittimazione ad agire dell'erede che rinuncia a un legato in conto di legittima.
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