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Art. 1158 Codice Civile — Anno 2025

133 provvedimenti

Altri anni per Art. 1158 Codice Civile

Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ex socio di una cooperativa edilizia che si opponeva al rilascio di un immobile venduto a un terzo acquirente. La Corte ha stabilito che il ricorso era proceduralmente viziato e mirava a un inammissibile riesame dei fatti. È stato confermato che l'onere di provare l'applicabilità della normativa speciale sull'edilizia pubblica gravava sul ricorrente, il quale non ha fornito tale prova. Inoltre, la Corte ha qualificato l'azione come lite temeraria, condannando il ricorrente al pagamento di un'ulteriore somma a titolo sanzionatorio.
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Possesso ad usucapionem: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario che rivendicava il possesso ad usucapionem di una porzione di terrazzo. L'uso del bene è stato qualificato come un semplice comodato precario, ovvero una concessione gratuita e temporanea basata su rapporti di buon vicinato, e non come un possesso utile a far acquisire la proprietà. La Corte ha inoltre sanzionato il ricorrente per abuso del processo, avendo presentato un'impugnazione manifestamente infondata.
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Dispensa da collazione: la Cassazione e il testamento
La Corte di Cassazione analizza un complesso caso di divisione ereditaria. La questione centrale riguarda l'interpretazione di un testamento in cui un padre lasciava beni al figlio per renderlo 'pari' alle figlie, che avevano già ricevuto donazioni in vita come dote. La Corte stabilisce che tale volontà manifesta una dispensa da collazione tacita, finalizzata a garantire l'equilibrio tra gli eredi. La sentenza chiarisce anche che in un giudizio di divisione, se la titolarità dei beni non è contestata, non è richiesta la stessa prova rigorosa di un'azione di rivendicazione.
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Usucapione convivenza: non basta abitare con i parenti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice convivenza con i familiari proprietari di un immobile non è sufficiente a maturare il diritto di usucapione. Tale situazione configura una mera 'detenzione' basata sulla tolleranza e non un 'possesso' utile ai fini dell'acquisizione del diritto. Per avviare il termine per l'usucapione convivenza, è necessario un atto inequivocabile di 'interversione del possesso', con cui l'occupante manifesta apertamente la volontà di escludere i legittimi proprietari.
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Litisconsorzio necessario: appello nullo senza notifica
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello in una causa di usucapione. La decisione è stata motivata dalla mancata notifica dell'atto di appello a un litisconsorte necessario, ovvero il Comune formalmente proprietario del terreno conteso. Tale omissione ha determinato la nullità dell'intero procedimento di secondo grado per violazione del principio del contraddittorio.
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Usucapione: prova con ammissione dei litisconsorti
In una controversia sulla proprietà di una stradella privata, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di prova per usucapione. La Corte ha chiarito che, in un giudizio con più comproprietari (litisconsorti necessari), l'ammissione dell'avvenuta usucapione da parte di alcuni di essi non è sufficiente a dimostrare il possesso esclusivo contro chi si oppone. Tale ammissione deve essere supportata da ulteriori prove concrete. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio.
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Successore a titolo particolare: intervento in appello
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato alla pubblica udienza un complesso caso immobiliare. La questione centrale riguarda la figura del successore a titolo particolare, ovvero chi acquista un bene durante una causa. Il caso analizza se tale soggetto possa intervenire autonomamente in appello per far valere i propri diritti, come l'eccezione di usucapione, o se la sua posizione sia vincolata a quella del suo dante causa. L'ordinanza sottolinea la rilevanza nomofilattica della questione, data l'intersezione tra le norme processuali sull'intervento (art. 344 c.p.c.), la successione nel processo (art. 111 c.p.c.) e le norme sulla trascrizione degli atti (art. 2653 c.c.).
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Usucapione atto nullo: possesso valido per la Corte
La Corte di Cassazione conferma che un contratto di compravendita, anche se dichiarato nullo, è idoneo a trasferire il possesso utile ai fini dell'usucapione. Nel caso di specie, due acquirenti avevano posseduto per oltre vent'anni un immobile acquistato da un fallimento con un atto poi annullato. La Corte ha stabilito che la consegna materiale del bene ('traditio') in esecuzione di un contratto traslativo, seppur invalido, fonda un possesso con 'animus rem sibi habendi' e non una mera detenzione, rendendo non necessaria la prova di un'interversione del possesso per maturare l'usucapione da atto nullo.
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Distanze tra edifici: la legge più favorevole salva
La Corte di Cassazione ha stabilito che in materia di distanze tra edifici si applica la normativa urbanistica più favorevole sopravvenuta nel corso della causa (ius superveniens). Un capannone, inizialmente costruito in violazione delle distanze, può diventare legittimo se le nuove norme lo consentono, fermo restando il diritto al risarcimento del danno per il periodo della violazione. La sentenza impugnata è stata cassata perché i giudici di merito avevano erroneamente applicato regolamenti edilizi ormai superati, senza verificare la disciplina più recente.
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Prova usucapione: la Cassazione chiede rigore
Un cittadino ottenne una dichiarazione di usucapione di un terreno comunale, decisione confermata in appello. Tuttavia, il Comune ha fatto ricorso in Cassazione, che ha annullato la sentenza. La Suprema Corte ha stabilito che la prova usucapione era insufficiente, in quanto i giudici di merito non avevano identificato con certezza la data di inizio del possesso (dies a quo) né avevano valutato correttamente gli atti interruttivi, come la richiesta di acquisto del terreno da parte del cittadino. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Usucapione: prova rigorosa del tempo è necessaria
Un Comune ha impugnato una sentenza che riconosceva l'usucapione di alcuni terreni a favore di privati. La Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione di merito. Ha stabilito che per l'usucapione è indispensabile una prova rigorosa e non contraddittoria sia dell'intento di possedere come proprietario (animus possidendi) sia del decorso del tempo necessario (dies a quo), elementi che la corte d'appello non aveva adeguatamente motivato.
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Confisca beni terzo: contraddittorio necessario
La Cassazione annulla un'ordinanza di rigetto sulla revoca di una confisca beni terzo. Una madre rivendicava diritti su un immobile confiscato al figlio, basandosi sull'interpretazione del testamento del marito. La Corte Suprema ha rilevato un vizio procedurale decisivo: la mancata notifica dell'udienza agli altri eredi, formali titolari del bene, violando il principio del contraddittorio e del litisconsorzio necessario.
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Occupazione illegittima: la P.A. non usucapisce
Un Comune, dopo aver realizzato opere pubbliche su un terreno privato a seguito di un'occupazione illegittima, ha tentato di opporsi a una sentenza che riconosceva la proprietà del bene a terzi per usucapione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'occupazione illegittima non conferisce alla Pubblica Amministrazione il possesso utile all'usucapione, ma solo una mera detenzione. Per acquistare la proprietà, la P.A. avrebbe dovuto dimostrare un atto formale di opposizione al diritto del proprietario, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Trascrizione immobiliare: quando la rettifica prevale
La Corte di Cassazione si pronuncia su un complesso caso di doppia alienazione immobiliare, stabilendo che la validità del titolo di proprietà del venditore è un presupposto fondamentale che prevale sulla priorità della trascrizione immobiliare. La Corte ha rigettato il ricorso degli acquirenti che avevano trascritto per primi il loro atto, ma il cui venditore era un mero occupante senza titolo, confermando la proprietà in capo a chi aveva acquistato in precedenza dal legittimo proprietario, anche se tramite un atto di rettifica successivo.
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Prova usucapione: i requisiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un soggetto che rivendicava la proprietà di una porzione di terreno per usucapione. La Corte ha ribadito che la prova dell'usucapione è a carico di chi la invoca e deve essere rigorosa, dimostrando non solo il possesso materiale del bene (corpus), ma anche l'intenzione di possederlo come proprietario (animus) in modo continuativo per vent'anni. Testimonianze generiche e una vecchia scrittura privata sono state ritenute insufficienti a soddisfare tale onere probatorio.
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Usucapione immobile: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso degli eredi che rivendicavano la proprietà di un terreno, confermando la sentenza di merito che aveva riconosciuto l'usucapione immobile in favore di una società. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione delle prove, che dimostravano un possesso ultraventennale, pacifico e ininterrotto da parte della società e dei suoi danti causa, è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere oggetto di un nuovo esame in sede di legittimità.
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Prescrizione azione: ricorso cautelare la interrompe
In una disputa condominiale per la costruzione di verande abusive lesive del decoro architettonico, la Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione azione condominiale ventennale per la rimozione delle opere è interrotta dal deposito di un ricorso cautelare. La Corte d'Appello aveva erroneamente considerato prescritta l'azione per alcune delle opere, non tenendo conto dell'efficacia interruttiva del procedimento d'urgenza. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Comodato non provato: no a rilascio e usucapione
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha respinto sia la domanda del proprietario per il rilascio di un immobile basata su un comodato non provato, sia la domanda riconvenzionale dell'occupante per l'acquisto tramite usucapione. L'ordinanza sottolinea come la mancanza di prova del contratto di comodato impedisca di agire per la sua risoluzione, e allo stesso tempo, l'assenza di prova di un possesso utile ai fini dell'usucapione ne preclude il riconoscimento. I ricorsi di entrambe le parti sono stati rigettati per motivi procedurali e di merito, confermando la situazione di stallo giuridico.
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Possesso esclusivo: varco in recinzione e usucapione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la presenza di un'apertura in una recinzione non è un dettaglio trascurabile in una causa di usucapione. Se tale varco permette l'accesso al legittimo proprietario, può mancare il requisito del possesso esclusivo, necessario per l'acquisto del bene. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva concesso l'usucapione, rinviando il caso per una nuova valutazione che tenga conto di questo elemento cruciale.
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Usucapione tra comproprietari: quando è valida?
Un fratello rivendica l'usucapione sulla quota di un immobile in comproprietà contro il fratello. La Corte di Cassazione conferma le decisioni dei gradi inferiori, respingendo il ricorso degli eredi del fratello defunto. La decisione chiarisce la rigorosa prova richiesta per l'usucapione tra comproprietari, l'inammissibilità del ricorso in caso di "doppia conforme", e la legittimazione ad agire dell'erede che rinuncia a un legato in conto di legittima.
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