LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1158 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 3 di 7

133 provvedimenti

Altri anni per Art. 1158 Codice Civile

Nuova costruzione e distanze: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due proprietari, confermando l'ordine di demolizione di un manufatto realizzato su un terrazzo. La Corte ha stabilito che la trasformazione di una tettoia in un corpo di fabbrica stabile costituisce una 'nuova costruzione', soggetta alle normative sulle distanze vigenti al momento della sua realizzazione e non a quelle precedenti. Di conseguenza, è stata esclusa la possibilità di invocare l'usucapione, poiché il termine ventennale non era decorso dalla data della nuova edificazione (2004).
Continua »
Usucapione immobile: la tolleranza esclude il possesso
Una donna ha rivendicato l'usucapione di un immobile costruito con il defunto marito, ma intestato ai figli di lui. La Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, rigettando la domanda. La sua permanenza nell'immobile è stata considerata detenzione per tolleranza, non possesso, poiché non ha dimostrato un'interversione del possesso, ovvero un atto che manifestasse la volontà di possedere come proprietaria. La sentenza sottolinea che la valutazione dei fatti, come le ristrutturazioni o i rapporti familiari, spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in Cassazione se la motivazione è logica. Il punto chiave è la necessità di provare un cambiamento da semplice utilizzo a comportamento da proprietario per ottenere l'usucapione immobile.
Continua »
Contestazione stima CTU: è una difesa, non nuova domanda
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13103/2025, ha chiarito un importante principio in materia di divisione immobiliare. La Corte ha stabilito che la contestazione della stima del valore dei beni elaborata dal Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU), anche se sollevata per la prima volta in appello, non costituisce una domanda nuova inammissibile, ma una mera difesa. La vicenda riguardava la divisione di aree comuni (portico e cortile) tra comproprietari. La Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato inammissibile il motivo di gravame sulla congruità della stima. La Cassazione ha accolto questo specifico motivo, cassando la sentenza e rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Interversione del possesso: la prova per l’usucapione
Un soggetto ha richiesto l'usucapione di un immobile occupato per oltre vent'anni grazie alla tolleranza della madre. La sua domanda è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato che, quando la relazione con un bene inizia come mera detenzione, è necessario un atto di 'interversione del possesso' – un'azione inequivocabile contro il proprietario – per iniziare a possedere utilmente ai fini dell'usucapione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Usucapione tra soci: quando la tolleranza esclude?
Una società a responsabilità limitata, i cui soci erano anche comproprietari di un immobile adiacente, ha agito in giudizio per vedersi riconoscere l'acquisto della proprietà per usucapione. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto la domanda. Il principio chiave affermato è che, in presenza di vincoli societari o di parentela, l'uso prolungato di un bene non configura automaticamente un possesso 'uti dominus', ma può essere considerato semplice detenzione basata sulla tolleranza degli altri soci-proprietari. Di conseguenza, l'usucapione tra soci è stata esclusa.
Continua »
Usucapione e accessione: si può cambiare in corso?
La Corte di Cassazione ha stabilito che modificare la domanda di usucapione in corso di causa per includere il possesso del genitore defunto (accessione) non costituisce una domanda nuova. L'ordinanza chiarisce anche che un'offerta di acquisto, fatta dopo la maturazione dei termini, non interrompe l'usucapione già perfezionata, potendo essere vista come un tentativo di regolarizzare la situazione.
Continua »
Litisconsorzio necessario: causa da rifare
Un uomo, escluso da una causa riguardante un immobile co-intestato con la moglie in regime di comunione legale, ha presentato opposizione. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la sua partecipazione come litisconsorzio necessario era indispensabile. Di conseguenza, ha annullato la sentenza precedente e ha ordinato che il processo ricominci dal primo grado, coinvolgendo tutte le parti legittime.
Continua »
Azione di rivendicazione: la Cassazione chiarisce
Una proprietaria agisce in giudizio contro una società per la restituzione di un immobile occupato senza titolo. I giudici di merito qualificano la domanda come azione di restituzione. La società ricorre in Cassazione, sostenendo che si tratti di un'azione di rivendicazione, già respinta in un precedente giudizio. La Suprema Corte accoglie il ricorso, affermando che la domanda basata sul diritto di proprietà è un'azione di rivendicazione e che il precedente giudicato, che aveva respinto tale domanda, è vincolante. La sentenza viene cassata con rinvio.
Continua »
Onere della prova: rivendica e usucapione in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14607/2025, chiarisce il rigoroso onere della prova a carico di chi agisce in rivendicazione per recuperare un immobile. La Corte ha stabilito che la produzione di un testamento e di visure catastali non è sufficiente a dimostrare la proprietà, anche quando la controparte si difende eccependo l'usucapione. Tale eccezione non attenua la necessità per l'attore di fornire la cosiddetta "probatio diabolica", ossia la prova di un acquisto a titolo originario. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Motivazione apparente: annullata sentenza su opere
La Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per vizio di motivazione apparente in una causa sulla proprietà di tavole originali di un fumetto. La corte territoriale aveva rigettato la domanda di un collezionista basando la sua decisione su un contratto diverso da quello in questione e su riferimenti normativi non pertinenti. La Suprema Corte ha ritenuto tale ragionamento incomprensibile, cassando la sentenza e rinviando il caso a un nuovo esame.
Continua »
Procura Speciale Errata: Ricorso Inammissibile
Una controversia immobiliare tra fratelli giunge in Cassazione, ma l'appello viene bloccato da un vizio di forma. La Corte dichiara il ricorso inammissibile perché la procura speciale conferita all'avvocato si riferiva a una sentenza completamente diversa da quella impugnata. La decisione sottolinea come un errore procedurale possa essere fatale, impedendo l'esame nel merito delle questioni sollevate.
Continua »
Usucapione terreno: coltivare non basta a provare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15386/2025, ha rigettato il ricorso di un agricoltore che chiedeva di essere riconosciuto proprietario per usucapione di un terreno coltivato per decenni. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: la semplice coltivazione di un fondo non è sufficiente a dimostrare il possesso 'uti dominus', ovvero la volontà di comportarsi come proprietario. Tale attività, infatti, è compatibile anche con un semplice rapporto di detenzione (es. affitto o comodato). Per ottenere l'usucapione del terreno è necessario dimostrare atti inequivocabili che manifestino l'intenzione di escludere il proprietario e gli altri dal godimento del bene.
Continua »
Distanze tra costruzioni: la Cassazione chiarisce
La Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che imponeva una demolizione, chiarendo che le distanze tra costruzioni si misurano tra i fabbricati e non dal confine. La Corte ha anche ribadito che la contestazione della titolarità del diritto è sempre ammissibile e che non si possono usare presunzioni per le distanze legali degli alberi.
Continua »
Usucapione parcheggio: no se il possesso è saltuario
Un acquirente di un terreno agisce in giudizio per ottenerne la restituzione da parte di terzi che lo utilizzavano come parcheggio. Questi ultimi si oppongono, sostenendo di averlo acquisito per usucapione. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, respinge il ricorso. La Corte chiarisce che l'uso occasionale di un'area per parcheggiare o depositare materiali, senza un controllo esclusivo e continuo, non configura il possesso 'uti domini' necessario per l'usucapione del parcheggio.
Continua »
Contratto preliminare: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che chi acquista un box auto con un contratto preliminare, pur pagando l'intero prezzo e ricevendone la disponibilità, non ne diventa proprietario per usucapione. La Corte ha chiarito che tale rapporto configura una detenzione e non un possesso utile all'usucapione, a meno di un atto formale di interversione. Inoltre, è stato ribadito che il vincolo di destinazione a parcheggio non rende il bene impignorabile, limitandosi a garantire un diritto reale d'uso agli aventi diritto.
Continua »
Possesso ad usucapionem: non basta usare il terreno
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, negando l'acquisto per usucapione di un terreno. Il semplice utilizzo di un'area altrui come parcheggio o la costruzione di opere precarie non costituisce un possesso ad usucapionem valido. Per l'usucapione, è necessario un comportamento che manifesti in modo inequivocabile la volontà di escludere il legittimo proprietario, come ad esempio la recinzione del fondo. Il ricorso è stato rigettato.
Continua »
Prova usucapione: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società di costruzioni ha rivendicato la proprietà di alcuni locali sotterranei per usucapione, sostenendo di averli posseduti per oltre vent'anni. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, giudicando insufficiente la prova usucapione a causa di evidenze che suggerivano uno stato di abbandono e accessibilità a terzi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che il suo ruolo non è rivalutare le prove, ma verificare la corretta applicazione della legge. Il ricorso è stato quindi definitivamente respinto.
Continua »
Usucapione servitù di veduta: la prova decisiva
In un caso di violazione delle distanze legali, una parte ha invocato l'usucapione della servitù di veduta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava l'usucapione per mancanza di una prova certa sulla data di inizio del possesso ventennale. L'ordinanza ribadisce che la valutazione delle testimonianze spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere oggetto di un nuovo esame in sede di legittimità.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
L'ordinanza analizza il caso di eredi che, dopo aver perso in due gradi di giudizio una causa di usucapione contro un Comune per un terreno, presentano ricorso in Cassazione. Successivamente, effettuano una rinuncia al ricorso per mancanza di interesse. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, dichiara l'estinzione del giudizio e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese legali a favore del Comune, sottolineando come la condanna segua la rinuncia anche in assenza di accettazione da parte della controparte.
Continua »
Usucapione strada: possesso non basta per proprietà
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12778/2025, ha rigettato il ricorso di alcuni privati che rivendicavano la proprietà di una strada per usucapione. Il caso, nato da una richiesta di demolizione di un cancello, chiarisce che per l'usucapione di una strada non è sufficiente dimostrare il mero possesso prolungato nel tempo (corpus), ma è fondamentale provare anche l'intenzione di possedere come proprietario esclusivo (animus), escludendo il legittimo titolare. Secondo la Corte, attività come l'uso e la manutenzione della strada non sono, di per sé, sufficienti a dimostrare tale intenzione.
Continua »