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Art. 1158 Codice Civile — Anno 2025

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133 provvedimenti

Altri anni per Art. 1158 Codice Civile

Usucapione terreno agricolo: coltivare non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 19493/2025, chiarisce i requisiti per l'usucapione di un terreno agricolo. Un coltivatore aveva richiesto la proprietà di due lotti dopo averli lavorati per oltre vent'anni. La sua domanda è stata respinta perché la semplice coltivazione non basta. Per l'usucapione terreno agricolo è necessario dimostrare un possesso pieno ed esclusivo, manifestando l'intenzione di escludere il legittimo proprietario, ad esempio recintando il fondo. La Corte ha ritenuto che il coltivatore non avesse fornito tale prova.
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Prova usucapione: coltivazione non basta, dice la Cassazione
Due fratelli rivendicavano la proprietà di un terreno per usucapione, basandosi sulla coltivazione, la costruzione di una strada e l'inclusione del bene in un atto di divisione. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione favorevole dei giudici di merito, stabilendo che la semplice coltivazione non è una prova di usucapione sufficiente a dimostrare il possesso come proprietari. La Corte ha inoltre censurato la mancata valutazione di una prova decisiva sull'effettiva data di costruzione della strada. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Possesso ad usucapionem: il socio e il bene sociale
La Corte di Cassazione chiarisce che il socio che utilizza un bene della società, come un posto auto, ne ha la semplice detenzione e non il possesso. Per poter vantare un possesso ad usucapionem, è necessario un atto formale di 'interversione del possesso', con cui il socio manifesti in modo inequivocabile la volontà di possedere il bene come proprio. In assenza di tale atto, la domanda di usucapione deve essere respinta.
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Usucapione comproprietario: la prova dell’esclusività
Un comproprietario ha agito in giudizio per ottenere la dichiarazione di usucapione su un terreno comune. La sua richiesta è stata respinta sia in primo che in secondo grado per mancata prova del possesso esclusivo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che per l'usucapione del comproprietario è fondamentale dimostrare un godimento del bene oggettivamente incompatibile con la possibilità di godimento da parte degli altri titolari.
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Usucapione servitù distanze: quando è possibile?
Una proprietaria ha citato in giudizio la vicina per una costruzione realizzata a distanza non regolamentare dal confine. La vicina ha eccepito con successo l'usucapione servitù distanze, dimostrando che l'edificio esisteva da oltre vent'anni. La Corte di Cassazione ha confermato che tale diritto può essere acquisito per usucapione, chiarendo il valore probatorio delle dichiarazioni rese in sede di condono edilizio e i termini processuali per la contestazione dei fatti.
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Luce irregolare: quando un’apertura non è veduta
La Corte di Cassazione interviene in una disputa tra vicini, chiarendo i criteri per distinguere una "veduta" da una "luce irregolare". L'ordinanza stabilisce che un'apertura non può essere considerata veduta se l'affaccio sul fondo del vicino non è esercitabile in condizioni di sufficiente comodità e sicurezza. Di conseguenza, una luce irregolare non può essere acquisita per usucapione e il vicino ha sempre il diritto di chiederne la regolarizzazione.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Una controversia sulle distanze tra costruzioni arriva in Cassazione. La Corte annulla la sentenza d'appello per motivazione apparente, poiché i giudici si erano limitati a richiamare la decisione di primo grado senza analizzare criticamente i motivi del gravame. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Usucapione su ex bene demaniale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'usucapione su ex bene demaniale. Un proprietario, dopo aver acquistato un terreno dall'Agenzia del Demanio, si è visto opporre da alcuni confinanti una servitù di passaggio acquisita per usucapione. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito, stabilendo che il possesso utile ai fini dell'usucapione può iniziare a decorrere solo dal momento in cui il bene perde la sua natura demaniale. Sarà necessario accertare la data esatta della sdemanializzazione per calcolare il ventennio.
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Servitù di veduta: quando un balcone è illegale
Un proprietario ha ampliato il proprio balcone fino al muro di confine, trasformandolo in un parapetto per affacciarsi sulla proprietà vicina. Il vicino ha contestato la creazione di una servitù di veduta illegale. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità dell'opera, ordinandone la rimozione. La Corte ha stabilito che la trasformazione di un muro divisorio in un parapetto che consente un affaccio comodo e sicuro sulla proprietà altrui costituisce una violazione delle norme sulle distanze e crea una servitù di veduta non consentita.
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Requisiti del ricorso: Cassazione e onere dei fatti
Una società immobiliare ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa a una controversia sulle distanze tra edifici, sostenendo che una ristrutturazione fosse in realtà una nuova costruzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, non per il merito della questione, ma perché l'atto non rispettava i requisiti del ricorso, omettendo una chiara e completa esposizione dei fatti di causa, un onere fondamentale per chi si rivolge al giudice di legittimità.
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Usucapione tra parenti: quando è valida?
Una controversia tra eredi sulla proprietà di un appartamento porta la Corte di Cassazione a definire i limiti dell'usucapione tra parenti. La Corte ha stabilito che la costruzione ex novo di un'abitazione, l'uso come residenza familiare per decenni e l'accollo esclusivo delle spese fiscali sono prove di un possesso uti dominus, idonee a superare la semplice presunzione di tolleranza familiare, confermando così l'acquisto della proprietà per usucapione da parte di un fratello nei confronti degli eredi dell'altro.
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Opposizione di terzo: possesso vs proprietà
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti dell'opposizione di terzo. Dei soggetti, possessori di un immobile, si sono opposti a una sentenza che riconosceva la proprietà di un bene ad altri per usucapione. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la semplice tutela del possesso ('ius possessionis') non può prevalere su un diritto di proprietà accertato in giudizio ('ius possidendi'). Per avere successo, chi propone l'opposizione di terzo deve dimostrare di essere titolare di un diritto autonomo e incompatibile, come la proprietà acquisita per usucapione, prova che in questo caso non è stata fornita.
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Termine breve impugnazione: la notifica che conta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato oltre il termine breve impugnazione di 60 giorni. La Corte ha chiarito che il termine decorre dalla prima notifica della sentenza d'appello al procuratore legale, rendendo irrilevante ogni notifica successiva, anche se effettuata ai fini esecutivi. Il caso originario verteva sull'accertamento di una servitù di passaggio.
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