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Art. 113 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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264 provvedimenti

Altri anni per Art. 113 Codice di Procedura Civile

Interessi moratori: decorrenza automatica dal 2007
La Corte di Cassazione, in un caso relativo a compensi professionali non pagati da un istituto di credito a un avvocato, ha stabilito che gli interessi moratori decorrono automaticamente dalla data della prima domanda giudiziale (in questo caso, una domanda riconvenzionale del 2007) e non da una successiva richiesta specifica. La sentenza ribadisce che, nelle transazioni commerciali, il diritto a tali interessi sorge per legge, senza necessità di una formale messa in mora.
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Attività intra moenia: diritto al compenso e autorizzazione
Un medico otteneva un decreto ingiuntivo per il pagamento di compensi relativi alla sua attività intra moenia. L'Azienda Sanitaria si opponeva, sostenendo che le prestazioni erano state eseguite senza la necessaria autorizzazione preventiva. La Corte d'Appello negava il compenso al medico, pur riconoscendogli l'indennità di esclusività. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che l'attività intra moenia costituisce un diritto soggettivo del medico, non soggetto alla disciplina generale sugli incarichi extra-istituzionali (art. 53 D.Lgs. 165/2001). Di conseguenza, la mancata autorizzazione non comporta l'automatica perdita del compenso, ma la questione deve essere riesaminata alla luce della specifica normativa di settore e dei regolamenti interni.
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Legge regionale incostituzionale e diritti dei dipendenti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una dipendente pubblica che chiedeva un'equiparazione retributiva basata su una legge regionale incostituzionale. La decisione si fonda sull'esistenza di un precedente giudicato sfavorevole e sull'impossibilità di vantare un diritto o un legittimo affidamento su una norma dichiarata contraria alla Costituzione, in quanto la materia del trattamento economico dei dipendenti regionali rientra nella competenza esclusiva dello Stato.
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Orario di lavoro: onere della prova e prescrizione
Un lavoratore, assunto con contratto part-time, ha dimostrato in tribunale di aver costantemente svolto un orario di lavoro a tempo pieno. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, chiarendo i principi sull'onere della prova per le ore di lavoro supplementare. Inoltre, ha confermato che la prescrizione dei crediti salariali si sospende in presenza di tutele di stabilità reale del posto di lavoro, correggendo il riferimento normativo dalla corte d'appello (Legge Fornero anziché Jobs Act) ma confermando la decisione nel merito.
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Giudizio di rinvio: vincoli e limiti del giudice
Una ex dipendente pubblica ricorre contro la decisione della corte d'appello in sede di rinvio, che aveva rigettato la sua domanda di demansionamento seguendo le indicazioni della Cassazione. La Suprema Corte dichiara il nuovo ricorso inammissibile, ribadendo la natura vincolante dei propri principi di diritto e i ristretti confini del giudizio di rinvio, che non consente di ridiscutere questioni già decise.
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Controlli difensivi: legittimo il licenziamento
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento per giusta causa basato su gravi irregolarità contabili e gestionali. L'ex dipendente aveva contestato la validità dei controlli informatici effettuati dall'azienda, ma la Corte ha stabilito che i cosiddetti controlli difensivi sono ammessi in presenza di un "fondato sospetto" di illeciti. Inoltre, la decisione non si basava esclusivamente su tali controlli, ma anche su altre prove documentali e testimoniali, rendendo il licenziamento pienamente valido.
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Lavoro straordinario pubblico: consenso e pagamento
Un dipendente pubblico ha ottenuto il pagamento per lavoro straordinario. L'ente datore di lavoro ha contestato la decisione, sollevando solo in appello la questione della mancata autorizzazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la contestazione è ammissibile, poiché l'autorizzazione è un elemento costitutivo del diritto del lavoratore. Tuttavia, ha chiarito che per il pagamento del lavoro straordinario pubblico è sufficiente il consenso del datore di lavoro, anche se implicito, e che tale prestazione può essere provata tramite testimoni.
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Responsabilità solidale appalti: la Cassazione chiarisce
In un caso di subappalto, la Cassazione ha stabilito che invocare una norma diversa a sostegno della stessa pretesa non costituisce una modifica inammissibile della domanda. Il giudice ha il dovere di applicare la legge corretta ai fatti presentati (iura novit curia), chiarendo i confini della responsabilità solidale appalti. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente negato ai lavoratori la possibilità di fondare la loro richiesta sul codice degli appalti pubblici.
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Responsabilità solidale appalti: la guida completa
La Corte di Cassazione ha stabilito che, negli appalti pubblici, la responsabilità solidale del committente si estende a tutti gli emolumenti previsti dal contratto collettivo, inclusa l'indennità per ferie e permessi non goduti, indipendentemente dalla loro natura retributiva o risarcitoria. In un caso riguardante una catena di subappalti nel settore della ristorazione ferroviaria, la Corte ha cassato la decisione d'appello che limitava tale responsabilità al solo TFR, applicando la disciplina specifica del Codice degli Appalti (D.Lgs. 163/2006) che prevale su quella generale.
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Indennità di sostituzione: quando non è domanda nuova
Un dirigente medico ha svolto mansioni superiori chiedendo in giudizio specifiche indennità. La Corte d'Appello ha respinto la sua richiesta per la più limitata indennità di sostituzione, ritenendola una domanda nuova e inammissibile. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la richiesta di un compenso minore basato sugli stessi fatti non costituisce una domanda nuova. In base al principio 'iura novit curia', spetta al giudice qualificare correttamente la richiesta, riconoscendo che la pretesa minore è implicitamente contenuta in quella maggiore.
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Contratto collettivo operai forestali: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'agenzia regionale contro un proprio dipendente, un operaio forestale. La Corte ha confermato che al lavoratore, trasferito dalla Regione all'Agenzia, spetta l'indennità per il tragitto casa-lavoro prevista dal contratto collettivo operai forestali di settore. È stato stabilito che, nonostante la natura pubblica dell'ente, specifiche leggi nazionali e regionali legittimano l'applicazione della contrattazione collettiva privata per questi lavoratori, data la peculiarità storica del settore.
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Somministrazione illecita: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'amministratore di una società sanzionata per somministrazione illecita di manodopera. La Corte ha stabilito che, in caso di depenalizzazione di un reato, il termine di 90 giorni per la contestazione amministrativa decorre dalla data di trasmissione degli atti dalla Procura all'autorità competente. È stata inoltre confermata la distinzione tra appalto lecito e somministrazione illecita, la quale si configura quando l'appaltatore fornisce solo personale, senza assumere il rischio d'impresa e senza esercitare un potere direttivo effettivo.
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Danno comunitario: come interpretare la domanda iniziale
Una lavoratrice del settore sanitario ha ottenuto dalla Cassazione l'annullamento della sentenza d'appello che le negava il risarcimento del danno comunitario per l'illegittima reiterazione di contratti a termine. La Corte ha stabilito che la domanda giudiziale va interpretata nella sua interezza, non limitandosi alla sola precisazione delle conclusioni. L'azienda sanitaria aveva eccepito che la domanda non fosse mai stata formulata, ma i Giudici Supremi hanno chiarito che l'interpretazione dell'atto introduttivo spetta al giudice e deve considerare il contenuto sostanziale. Il ricorso è stato invece rigettato per la parte relativa al diritto al trasferimento ex L. 104/1992, non applicabile tra aziende diverse.
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Tempestività opposizione: verifica ex officio del giudice
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce un principio fondamentale in materia processuale. La verifica della tempestività opposizione a un atto è un dovere del giudice che deve essere svolto d'ufficio. Di conseguenza, le argomentazioni di una parte su tale punto, anche se precisate in un secondo momento, non possono essere considerate come una domanda nuova e inammissibile. Nel caso specifico, un contribuente si era opposto a una cartella di pagamento e la Corte ha stabilito che i giudici di merito avevano errato nel non considerare le sue ragioni sulla proroga del termine di scadenza, caduto in un giorno festivo.
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Responsabilità solidale appalti: quale legge si applica?
Un lavoratore ha citato in giudizio l'appaltatore principale per ottenere il pagamento dell'indennità per ferie non godute. La Corte di Cassazione ha stabilito che per gli appalti pubblici stipulati prima del 19 aprile 2016, la responsabilità dell'appaltatore è regolata dalle norme più ampie del vecchio Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 163/2006), e non da quelle più restrittive del D.Lgs. 276/2003. Questa sentenza chiarisce il perimetro della responsabilità solidale appalti e la successione delle leggi nel tempo.
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Responsabilità solidale appalti: quale legge si applica?
Un lavoratore ha citato in giudizio l'appaltatore e il committente per il mancato pagamento dell'indennità per ferie non godute. La Corte di Cassazione ha stabilito che per i contratti d'appalto pubblici stipulati prima dell'aprile 2016, si applica la disciplina più ampia del D.Lgs. 163/2006. Questa norma sulla responsabilità solidale appalti copre i "trattamenti economici e normativi", includendo quindi anche l'indennità per ferie, a differenza della legislazione successiva, più restrittiva. La Corte d'Appello aveva erroneamente applicato la norma sbagliata.
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Ricollocamento in servizio: diritto o possibilità?
Un dirigente medico, collocato in pensione, chiedeva il ricollocamento in servizio basandosi su una nuova normativa. L'Azienda Sanitaria, dopo un iniziale accoglimento, revocava la decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma è applicabile anche a chi era già in pensione al momento della sua entrata in vigore, purché fosse in servizio alla data di riferimento indicata dalla legge. Tuttavia, ha chiarito che il ricollocamento in servizio non è un diritto soggettivo assoluto, ma una possibilità che l'amministrazione deve valutare bilanciando le esigenze organizzative e le normative vigenti, come il blocco del turn over.
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Responsabilità solidale appalti: la Cassazione chiarisce
Una lavoratrice impiegata in un appalto di ristorazione ha citato in giudizio sia la società committente che l'appaltatrice e la sua datrice di lavoro per ottenere il pagamento di TFR, ferie e permessi non goduti. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2615/2025, ha stabilito che la responsabilità solidale appalti pubblici, disciplinata dal D.Lgs. 163/2006, si applica anche alle indennità per ferie e permessi. La Corte ha chiarito che invocare in appello una norma diversa da quella del primo grado (in questo caso, l'art. 118 del Codice Appalti invece dell'art. 29 del D.Lgs. 276/2003) non costituisce una domanda nuova, se i fatti alla base della richiesta restano invariati, in virtù del principio iura novit curia.
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Qualificazione giuridica domanda: il giudice decide la norma
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla qualificazione giuridica della domanda. In un caso riguardante la responsabilità solidale in una catena di appalti pubblici, la Corte ha annullato la decisione d'appello che aveva ritenuto inammissibile una richiesta dei lavoratori basata su una norma di legge diversa da quella originariamente invocata. Secondo la Cassazione, se i fatti presentati a fondamento della richiesta rimangono identici, il giudice ha il potere-dovere di applicare la norma corretta, in base al principio 'iura novit curia', senza che ciò costituisca una domanda nuova.
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Responsabilità solidale appalti: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori in un appalto pubblico possono vedersi applicare la disciplina sulla responsabilità solidale appalti prevista dal Codice dei Contratti Pubblici, anche se non l'hanno invocata in primo grado. I giudici hanno chiarito che modificare il riferimento normativo in appello, a parità di fatti e di richiesta, non costituisce una domanda nuova e inammissibile, in applicazione del principio 'iura novit curia'. La sentenza ha quindi cassato la decisione d'appello che negava ai lavoratori il diritto di chiedere il pagamento delle ferie non godute in solido tra committente e appaltatore.
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