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Art. 113 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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264 provvedimenti

Altri anni per Art. 113 Codice di Procedura Civile

Diritto al buono pasto: la Cassazione chiarisce
Un gruppo di infermieri ha citato in giudizio la propria Azienda Sanitaria per ottenere il pagamento dei buoni pasto non corrisposti. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta dei lavoratori non doveva essere intesa solo come una pretesa retributiva, ma anche come una domanda di risarcimento per il danno subito. La Corte ha annullato la precedente sentenza d'appello che aveva respinto la domanda, affermando il principio che il diritto al buono pasto può essere tutelato anche in via risarcitoria e che i giudici devono interpretare in modo completo le domande dei ricorrenti.
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Onere della prova: chi paga i danni da trasferimento?
Un dipendente pubblico, trasferito illegittimamente, chiede il risarcimento dei costi di viaggio sostenuti con la propria auto. La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 18903/2025, stabilisce che spetta al datore di lavoro l'onere della prova di dimostrare che il lavoratore avrebbe potuto mitigare il danno utilizzando mezzi alternativi, come i trasporti pubblici. La Corte ribalta la decisione di merito che aveva posto tale onere a carico del dipendente.
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Danno punitivo: no dalla Cassazione nel lavoro
La Corte di Cassazione ha escluso l'applicabilità del danno punitivo in un caso di prolungata inattività forzata di un lavoratore. L'ordinanza chiarisce che il risarcimento deve limitarsi al pregiudizio effettivo subito, senza finalità sanzionatorie. La Corte ha inoltre specificato che è possibile richiedere un nuovo risarcimento per il protrarsi di condotte lesive in un periodo successivo a quello già giudicato, distinguendo il nuovo danno esistenziale da quello già liquidato in precedenza.
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Lavoro a progetto: i requisiti e l’onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9481/2019, ha chiarito la distinzione fondamentale nell'ambito del lavoro a progetto: se il progetto manca o è generico, il rapporto si converte automaticamente in subordinato a tempo indeterminato. Se invece il progetto è specifico e formalmente valido, spetta al lavoratore dimostrare con prove concrete che, nei fatti, il rapporto si è svolto con le caratteristiche della subordinazione. La Corte ha rigettato il ricorso di una lavoratrice del settore scommesse, confermando la decisione di merito che aveva ritenuto i progetti specifici e non provata la subordinazione di fatto.
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