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Art. 113 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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514 provvedimenti

Altri anni per Art. 113 Codice di Procedura Civile

Prescrizione Buoni Fruttiferi: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei buoni fruttiferi postali, anche per le serie emesse prima del 2000, è di dieci anni e decorre dalla data di scadenza del titolo. La Corte ha chiarito che le normative successive, come il D.M. 19.12.2000, si applicano retroattivamente se il termine di prescrizione precedente non era ancora maturato, modificando così la durata e il dies a quo della prescrizione stessa. Questa decisione ha cassato la sentenza di merito che aveva applicato la vecchia normativa, più favorevole al risparmiatore.
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Diritto indisponibile TIA2: Appello sempre ammesso
Una società di gestione ambientale si oppone a una sentenza del Giudice di Pace che aveva annullato una richiesta di pagamento per la Tariffa Integrata Ambientale (TIA2). La Corte di Cassazione stabilisce che il diritto alla riscossione della TIA2 è un diritto indisponibile. Di conseguenza, le cause in materia devono sempre essere decise secondo diritto e non secondo equità, rendendo la sentenza del Giudice di Pace sempre appellabile, a prescindere dal valore della controversia. L'appello, precedentemente dichiarato inammissibile dal Tribunale, viene quindi ritenuto legittimo.
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Restituzione indennità indebita: appello inammissibile
Una cittadina ha contestato la richiesta di restituzione di un'indennità di disoccupazione, sostenendo di non averla percepita. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto la sua domanda, confermando che la sua rioccupazione rendeva la prestazione non dovuta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso finale inammissibile, poiché mirava a una rivalutazione dei fatti e delle prove, compito esclusivo dei giudici di merito e non consentito in sede di legittimità, soprattutto in presenza di due sentenze conformi.
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Buoni Postali Fruttiferi: Appello sempre possibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che le controversie sui Buoni Postali Fruttiferi, anche se di valore inferiore a 1.100 euro, devono essere decise secondo diritto e non secondo equità. Questo perché si tratta di contratti standardizzati. Di conseguenza, la sentenza del Giudice di Pace è sempre pienamente appellabile, a differenza delle decisioni basate sull'equità. La Corte ha quindi annullato la decisione del Tribunale che aveva dichiarato inammissibile l'appello.
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Diritti Indisponibili: TIA2 e limiti dell’appello
Una società di gestione ambientale ricorre in Cassazione dopo che il suo appello contro una sentenza del Giudice di Pace è stato dichiarato inammissibile. Il caso riguardava un credito per la Tariffa di Igiene Ambientale (TIA2) di valore inferiore a 1.100 euro. La Corte Suprema ha stabilito che, nonostante la natura privatistica della TIA2, il diritto alla sua riscossione costituisce uno dei diritti indisponibili. Di conseguenza, la causa non può essere decisa secondo equità, ma solo secondo diritto, rendendo la sentenza del Giudice di Pace sempre appellabile, a prescindere dal valore. La Corte ha quindi cassato la sentenza e rinviato il caso al Tribunale per l'esame del merito.
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Indennità di rischio: la prova è essenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 17504/2025, ha respinto il ricorso di alcuni dipendenti del Ministero della Cultura che chiedevano un'indennità di rischio per lo svolgimento di mansioni connesse alla pubblica sicurezza. La Corte ha stabilito che, per ottenere tale indennità, non è sufficiente la mera qualifica formale di agente di pubblica sicurezza, ma è necessario fornire una prova specifica e dettagliata delle singole attività svolte che comportino un effettivo disagio o pericolo, onere che i ricorrenti non hanno soddisfatto.
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Crediti irreperibili: le somme non si ridistribuiscono
La Corte di Cassazione ha stabilito che nelle procedure di amministrazione straordinaria iniziate prima della riforma del 2006, le somme accantonate per i crediti irreperibili non possono essere redistribuite agli altri creditori. La vecchia normativa prevedeva un "effetto liberatorio" del deposito di tali somme, che quindi fuoriuscivano definitivamente dal patrimonio della procedura, impedendo ogni successiva ripartizione. La richiesta di una società controllante, che aveva agito anche come garante, di ottenere tali fondi è stata pertanto respinta.
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Litisconsorzio necessario: appello e notifica tardiva
Un fratello ha impugnato una sentenza che dichiarava nulla una compravendita immobiliare stipulata con la madre. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso per notifica tardiva alla sorella. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che nei casi di litisconsorzio necessario, la notifica tempestiva a una sola delle parti è sufficiente per avviare validamente il giudizio di appello, mentre la notifica tardiva alle altre parti va considerata come un'integrazione del contraddittorio.
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Onere della prova: Cassazione su rappresentanza e TARI
Una società alberghiera ha impugnato un avviso di pagamento TARI. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'onere della prova sul difetto di potere rappresentativo spetta a chi lo eccepisce, se tale potere deriva da atti pubblici. Ha inoltre ribadito che per l'esenzione TARI non basta la denuncia di chiusura, ma occorre provare la concreta inutilizzabilità della struttura, confermando così l'importanza dell'onere della prova a carico del contribuente.
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Estinzione del giudizio: quando è solo parziale?
La Corte di Cassazione ha chiarito che, in una causa con più parti e domande scindibili, la morte di un litisconsorte facoltativo e la mancata riassunzione nei confronti dei suoi eredi comportano l'estinzione del giudizio solo per quella specifica parte. Il processo deve proseguire tra le altre parti. Un'istanza di prosecuzione, anche se priva della richiesta formale di fissazione d'udienza, è sufficiente a impedire l'estinzione totale del giudizio. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato estinto l'intero processo.
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Litisconsorzio necessario: processo nullo senza società
La Corte di Cassazione ha annullato l'intero iter processuale di un accertamento fiscale a carico di una società di fatto e dei suoi due soci. La causa è stata rinviata al primo grado di giudizio a causa di un vizio procedurale insanabile: la mancata integrazione del contraddittorio nei confronti della società stessa, considerata un litisconsorte necessario. Nonostante un precedente rinvio per lo stesso motivo, il giudizio era proseguito senza la partecipazione della società. La Corte ha ribadito che, in materia di accertamenti unitari verso società di persone, il litisconsorzio necessario tra società e tutti i soci è un principio inderogabile, la cui violazione comporta la nullità assoluta di tutti gli atti processuali.
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Esterovestizione: sede fittizia e IVA dovuta
La Corte di Cassazione ha confermato un avviso di accertamento IVA nei confronti di una società italiana per vendite a due entità di San Marino. La Corte ha stabilito che, essendo stata provata l'esterovestizione delle società acquirenti (ovvero la loro sede amministrativa e gestionale era in Italia), le operazioni non potevano essere considerate esportazioni non imponibili, ma vendite interne soggette a IVA. La sentenza chiarisce che il concetto di esterovestizione, originario delle imposte dirette, si applica pienamente anche ai fini IVA.
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Litisconsorzio necessario: nullità se manca la società
La Corte di Cassazione ha annullato un intero processo tributario a causa di un difetto di litisconsorzio necessario. L'Agenzia delle Entrate aveva accertato un reddito in capo a una presunta società di fatto tra due fratelli. Nonostante il rinvio al primo giudice per integrare il contraddittorio, la società non era stata chiamata in causa. La Corte ha dichiarato la nullità di tutti gli atti, rinviando la causa per un nuovo giudizio con la partecipazione di tutti i soggetti necessari.
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Giudicato esterno e fusione: la Cassazione decide
Una società, nata da una fusione, contesta un accertamento fiscale sostenendo l'esistenza di un precedente giudicato esterno favorevole, formatosi su una causa identica che coinvolgeva una delle società incorporate. La Corte di Cassazione, riconoscendo la particolare rilevanza della questione sull'estensione degli effetti del giudicato esterno in caso di fusione societaria, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Una società ha impugnato un avviso di accertamento notificato oltre i termini ordinari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il raddoppio termini accertamento si applica in presenza di fatti che integrano un reato fiscale, indipendentemente dal momento della presentazione della denuncia penale, anche se successiva alla scadenza del termine ordinario. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili in quanto miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Esterovestizione e IVA: la Cassazione fa chiarezza
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IVA relativo a cessioni di beni verso un'entità di San Marino, considerate non imponibili. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, sostenendo che la società acquirente fosse un caso di esterovestizione, avendo la sua sede effettiva in Italia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il concetto di 'sede effettiva' è cruciale per determinare la residenza fiscale anche ai fini IVA. Poiché la società estera era un mero 'filtro' per beni destinati al mercato italiano, le operazioni sono state correttamente riqualificate come interne e soggette a imposta.
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Prescrizione buoni fruttiferi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sulla questione della prescrizione dei buoni fruttiferi postali. Un risparmiatore aveva ottenuto in due gradi di giudizio il rimborso di alcuni buoni, poiché l'ente emittente non aveva provato la consegna del foglio informativo alla sottoscrizione. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, stabilendo che la disciplina contrattuale, inclusi i termini di scadenza e prescrizione, è integrata dai decreti ministeriali pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Tale pubblicazione ha valore di fonte normativa e rende le condizioni opponibili al risparmiatore, a prescindere dalla consegna di documentazione specifica.
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Appello incidentale tardivo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro una condanna per risarcimento danni. La decisione si basa su vizi procedurali, tra cui la presentazione di un appello incidentale tardivo e la contestazione di una sola delle due autonome motivazioni della sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che non può riesaminare nel merito la valutazione delle prove, confermando la condanna.
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Credito imposta dividendi: la Cassazione chiarisce
Una società madre con sede nel Regno Unito ha richiesto il rimborso del credito d'imposta sui dividendi ricevuti dalla sua controllata italiana, come previsto dalla Convenzione Italia-Regno Unito. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il rimborso, sostenendo che la società non avesse provato l'effettivo pagamento dell'imposta nel Regno Unito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo un principio fondamentale per il credito imposta dividendi: è sufficiente che i dividendi siano 'soggetti a imposta', ovvero inclusi nella base imponibile dello stato di residenza, senza la necessità di dimostrare un pagamento effettivo. La Corte ha così annullato la decisione precedente e concesso il rimborso.
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Eccezione di prescrizione: omessa pronuncia e rinvio
Due cittadini hanno citato in giudizio un Comune per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da un'espropriazione basata su decreti ritenuti inefficaci. Dopo una lunga battaglia legale, la Corte d'Appello ha riconosciuto il loro diritto al risarcimento. Il Comune ha però presentato ricorso alla Corte di Cassazione, lamentando, tra le altre cose, che i giudici d'appello non si fossero pronunciati sulla sua eccezione di prescrizione. La Corte Suprema ha ritenuto decisiva questa omissione, ha annullato la sentenza e ha rinviato il caso a un'altra sezione della Corte d'Appello, che dovrà obbligatoriamente esaminare la questione della prescrizione.
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