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Art. 112 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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5662 provvedimenti

Altri anni per Art. 112 Codice di Procedura Civile

Gestione Separata Avvocati: no sanzioni pre-2011
Un professionista che non raggiunge la soglia di reddito per l'iscrizione alla cassa di categoria è comunque tenuto a versare i contributi alla Gestione Separata INPS. Tuttavia, la Corte di Cassazione, applicando una sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che non sono dovute le sanzioni civili per le omissioni contributive relative ai periodi antecedenti al 2011, anno in cui la normativa è stata chiarita. Rimane fermo l'obbligo di versare i contributi omessi.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19981/2024, ha ribadito la validità della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci di una società di capitali a ristretta base partecipativa. A seguito di un accertamento fiscale che aveva rettificato il reddito di una S.r.l., l'Amministrazione Finanziaria aveva recuperato a tassazione, in capo a una socia, il maggior reddito da partecipazione basandosi sulla suddetta presunzione. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto, ritenendo che la ristretta base azionaria da sola non fosse sufficiente a provare la distribuzione. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassando la sentenza e affermando che tale presunzione è legittima e sposta l'onere della prova sul contribuente, il quale deve dimostrare che gli utili non sono stati distribuiti ma accantonati o reinvestiti.
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Vizi dell’opera: eccezione inadempimento senza scadenze
Un cliente si opponeva al pagamento per l'installazione di porte difettose. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione di inadempimento può essere sollevata anche dopo la scadenza dei termini per la denuncia dei vizi. Inoltre, ha affermato che a tali contratti si applica la tutela del Codice del Consumo, che prevede termini più favorevoli per il cliente.
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Donazione indiretta: come si prova in una causa?
In una complessa causa ereditaria, la Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito che avevano qualificato una operazione societaria come una donazione indiretta a favore di un figlio, lesiva della quota di legittima della sorella. La Corte rigetta il ricorso del fratello, chiarendo che per accertare una donazione indiretta non è necessaria una specifica domanda di simulazione e che le eccezioni di prescrizione maturate in corso di causa devono essere sollevate alla prima difesa utile.
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Progressione economica: come interpretare il bando
Un dipendente pubblico ha contestato la sua posizione in una graduatoria per la progressione economica, sostenendo che le sue qualifiche non fossero state adeguatamente valutate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al lavoratore dimostrare la coerenza delle proprie mansioni con il profilo richiesto e che la Corte stessa non può procedere a una nuova interpretazione del bando, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
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Immobili di pregio: decade il diritto d’acquisto?
L'ordinanza analizza il caso di alcuni conduttori che, dopo aver manifestato la volontà di acquistare gli immobili pubblici da loro locati, si sono visti negare le condizioni agevolate a seguito della successiva classificazione degli stessi come 'immobili di pregio'. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la qualifica di 'pregio' esclude l'applicabilità delle normative di favore, anche se la manifestazione di interesse all'acquisto da parte del conduttore è antecedente alla classificazione stessa.
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Demansionamento: quando la Cassazione lo esclude
Un dipendente pubblico ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro per demansionamento e mobbing, a seguito della riassegnazione alle sue mansioni originarie dopo aver svolto compiti di livello superiore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza chiarisce che il ritorno alle mansioni contrattuali dopo un incarico superiore temporaneo non costituisce demansionamento. Inoltre, le condotte lamentate non integravano il mobbing in assenza di un provato intento persecutorio e di una oggettiva lesività.
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Giudicato penale e sanzione: vincolo per il civile
La Corte di Cassazione chiarisce l'efficacia vincolante del giudicato penale nel giudizio civile. In un caso di incendio boschivo, la Corte ha annullato la decisione d'appello che aveva escluso la colpa di alcuni operai, già accertata in sede penale. Il giudice civile non può riesaminare l'elemento soggettivo se una sentenza penale definitiva lo ha già stabilito, vincolando la sua decisione sull'applicazione di sanzioni amministrative.
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Prova contraria: Cassazione sul reddito presunto
La Corte di Cassazione analizza un caso di accertamento fiscale nei confronti di un professionista. La sentenza impugnata, favorevole al contribuente, viene cassata perché la prova contraria fornita – un prospetto di flussi di cassa pluriennale – è stata ritenuta generica e non idonea a dimostrare la concreta disponibilità di risorse finanziarie per coprire le spese contestate nei specifici periodi d'imposta. La Corte ribadisce i rigorosi requisiti della prova contraria in materia di accertamento sintetico.
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Compenso professionale: la prova del credito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19825/2024, ha affrontato un caso relativo al mancato pagamento di un compenso professionale a un medico che operava in equipe per una Azienda Sanitaria. La Corte ha stabilito che, per ottenere il pagamento, il professionista deve fornire la prova specifica delle prestazioni rese personalmente, non essendo sufficiente la documentazione relativa all'attività dell'intera equipe. Tuttavia, ha accolto parzialmente il ricorso riguardo la decorrenza degli interessi di mora, affermando che, secondo il D.Lgs. 231/2002, l'emissione della fattura fa scattare una presunzione sull'esecuzione della prestazione, invertendo l'onere della prova sul debitore.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19439/2024, ha confermato il proprio orientamento consolidato sulla prescrizione del diritto al risarcimento per i medici specializzandi non remunerati tra il 1979 e il 1991. Il termine di prescrizione è decennale e decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999. I ricorsi presentati dai medici sono stati dichiarati inammissibili in quanto contrari a un principio di diritto ormai stabilito, consolidando così la chiusura a nuove azioni legali tardive su questa materia.
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Agevolazione IRES: no al beneficio per i voli aerei
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19435/2024, ha stabilito che l'agevolazione IRES prevista per i redditi derivanti dall'utilizzo di navi iscritte nel Registro internazionale non si estende ai ricavi dalla vendita di trasporti aerei, anche se funzionali a raggiungere il luogo d'imbarco. La Corte ha sottolineato il principio di stretta interpretazione delle norme fiscali di favore, escludendo che attività non direttamente connesse all'impiego della nave possano beneficiare del regime speciale. La decisione riforma la precedente sentenza di merito che aveva dato ragione a una compagnia di crociere.
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Agevolazione IRES navi: no ai voli aerei ancillari
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19437/2024, ha chiarito l'ambito di applicazione dell'agevolazione IRES navi. Il caso riguardava una società di crociere a cui l'Agenzia delle Entrate contestava l'applicazione del beneficio fiscale sui ricavi derivanti dalla vendita di voli aerei per raggiungere i porti d'imbarco. La Corte ha stabilito che tale agevolazione, prevista per i redditi da 'utilizzazione della nave', ha un'interpretazione restrittiva e non si estende ad attività accessorie come il trasporto aereo, anche se funzionale alla crociera. La decisione si basa sul principio che le norme agevolative non consentono un'applicazione analogica.
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Eccezione in appello: quando non serve il contraddittorio
Una società, cessionaria di un credito da un laboratorio di analisi, ha citato in giudizio un'azienda sanitaria locale per un pagamento. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta per l'assenza di un contratto scritto. La società ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che si trattasse di una nuova eccezione in appello sollevata d'ufficio dal giudice. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'ente sanitario aveva già sollevato la questione nel suo atto di appello. Di conseguenza, il contraddittorio era già stato avviato e non era necessario un ulteriore intervento del giudice. La società è stata anche sanzionata per lite temeraria.
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Deducibilità perdite su crediti: la prova spetta a te
Una società si è vista negare la deducibilità delle perdite su crediti e l'utilizzo di perdite pregresse per l'anno d'imposta 2008. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Corte ha stabilito che la società non ha fornito prove sufficienti sull'inesigibilità dei crediti, i quali derivavano da operazioni ritenute inesistenti. Inoltre, ha chiarito che il disconoscimento di una perdita in un anno fiscale può legittimamente impedirne l'utilizzo negli anni successivi, anche se il giudizio relativo al primo anno non è ancora definitivo.
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Impugnabilità estratto di ruolo: quando è ammessa?
Una società impugnava un estratto di ruolo lamentando la mancata notifica della cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando i nuovi principi sull'impugnabilità dell'estratto di ruolo. La Corte ha chiarito che l'azione è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici, elemento non provato nel caso di specie.
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Omessa pronuncia e giudicato: la Cassazione decide
Un dipendente pubblico ottiene il riconoscimento del diritto al buono pasto. L'amministrazione datrice di lavoro ricorre in appello, sollevando tra i motivi l'esistenza di un precedente giudicato sulla stessa materia. La Corte d'Appello ignora tale motivo. La Corte di Cassazione, rilevando il vizio di omessa pronuncia, cassa la sentenza e rinvia il caso a un nuovo esame, sottolineando il dovere del giudice di pronunciarsi su tutte le eccezioni sollevate.
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Utili extra bilancio: quando si presumono distribuiti?
Un socio unico di una società a ristretta base partecipativa è stato oggetto di un accertamento fiscale per la presunta percezione di utili extra bilancio, ovvero profitti non dichiarati dalla società. La Corte di Cassazione, con la sentenza 19409/2024, ha respinto il ricorso del contribuente, confermando la legittimità della presunzione di distribuzione di tali utili ai soci. La Corte ha inoltre stabilito che il socio non può contestare l'accertamento societario una volta che questo è divenuto definitivo.
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Sopraelevazione centro storico: limiti e distanze
La Corte di Cassazione interviene su un caso di sopraelevazione in centro storico, stabilendo che essa costituisce una nuova costruzione e deve rispettare le stringenti normative sulle distanze previste per le zone A (centri storici) dal D.M. 1444/68. Tali norme prevalgono sulle regole generali del Codice Civile, come la costruzione in aderenza. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva ignorato tale principio, è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Compenso difensore civico: quando il Comune può ridurlo
Un ex difensore civico ha citato in giudizio un Comune per ottenere un'indennità più elevata, sostenendo che fosse un diritto stabilito dalla legge. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il compenso del difensore civico ha natura indennitaria. Di conseguenza, il Comune può legittimamente ridurlo attraverso specifiche delibere, come consentito dalla normativa, senza violare un diritto soggettivo del funzionario onorario. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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